Sesso classico: le ceramiche greche che piacevano agli Etruschi

Le ceramiche erotiche del Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia

Il Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia conserva un importante nucleo di ceramiche attiche a soggetto erotico: ecco quali sono i soggetti e i loro significati.

La sala delle ceramiche antiche del Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia è uno dei passaggi dell’itinerario di visita di Palazzo Vitelleschi in cui il pubblico si sofferma più a lungo, data la vastità e l’importanza della raccolta di vasi figurati qui conservati. Si tratta di materiale proveniente dagli scavi del territorio, confluito nelle raccolte che nel 1924 diedero vita all’attuale museo, frutto dell’unione di diverse collezioni (quella comunale, quella della famiglia Bruschi-Falgari, e altri nuclei privati). In questa collezione un ruolo di notevole rilevanza è rivestito dal nucleo di ceramiche attiche con soggetti erotici, che si caratterizza per una quantità e una varietà di soggetti che ha pochi altri eguali: la foltissima presenza di tombe e sepolcri etruschi attorno alla città di Tarquinia ha del resto permesso il rinvenimento di una grande abbondanza di ceramiche, dal momento che era uso tipico degli etruschi (Tarquinia era una delle città della Dodecapoli Etrusca, ovvero l’insieme delle dodici importanti città-Stato tra loro alleate) inserire questi oggetti nelle sepolture, circostanza che ha permesso di farci pervenire un altissimo numero di ceramiche attiche intatte. Leggi tutto “Sesso classico: le ceramiche greche che piacevano agli Etruschi”

Hayez, celebratore e celebrante dell’amore idealizzato e fisico

L’amore secondo Francesco Hayez. Da quello romantico a quello segreto, cinque opere del grande pittore

da Finestre sull’Arte, 14-2-2020

Francesco Hayez, Il Bacio (1859)

 

Forse l’artista che l’immaginario collettivo associa all’amore più di chiunque altro è Francesco Hayez (Venezia, 1791 – 1882), il più celebre tra i romantici italiani. I suoi dipinti hanno celebrato l’amore in diverse forme e raccontando le storie più diverse. In questa gallery abbiamo scelto cinque sue opere associandole ad altrettanti tipi di amore, e le abbiamo accompagnate a cinque commenti tratti dalla bibliografia sull’artista. Buona lettura!

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Il sesso nell’espressione artistica d’autore del Cinquecento: maschi focosi e femmine passive

Com’era il sesso nel Cinquecento? Fatto di orge, dildo e copule acrobatiche: chiedere a Giulio Romano e colleghi

Bottega di Raffaello, Giovane figura femminile di profilo, verso (1517 circa?; sanguigna, 362 x 256 mm; Parigi, Musée du Louvre, Cabinet des dessins)
Recensione della mostra “Giulio Romano. Arte e desiderio” a Mantova, Palazzo Te, dal 6 ottobre 2019 al 6 gennaio 2020.

“Il petrarchismo è una malattia cronica della letteratura italiana”, scriveva Arturo Graf al principio d’un suo memorabile saggio del 1888: e il Cinquecento è “il secolo in cui il petrarchismo galla, lussureggia, trionfa e strabocca”. Difficile, tuttavia, ragionare sul perché, proprio nel XVI secolo, si diffuse un così vasto, pervasivo e capillare interesse per la poesia di Petrarca: c’è stato chi, ritenendo il sentimento dell’amore l’unico sul quale si poteva liberamente poetare in un’epoca in cui rigido era il controllo della Chiesa sulla produzione culturale, sosteneva che Petrarca fosse una scelta sostanzialmente obbligata.

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