Irrequieto e affascinante: Romanino, uno degli artisti che più amiamo

La Loggia del Romanino nel Castello del Buonconsiglio di Trento: storia e significato di un capolavoro del Cinquecento

da Finestre sull’arte, 14-3-2019

Loggia del Romanino, dettaglio: assassinio di Virginia. Ph. Credit Francesco Bini

La Loggia Grande del Magno Palazzo nel Castello del Buonconsiglio a Trento fu affrescata, tra il 1531 e il 1532, da Girolamo Romani, detto il Romanino: è uno dei grandi capolavori del Cinquecento.

“Una specie di volta della Farnesina, per quanto riguarda i compiti illustrativi e la ripartizione formale”: così, nel 1930, lo storico dell’arte Antonio Morassi definiva la Loggia Grande del Castello del Buonconsiglio a Trento, uno degli ambienti affrescati tra i più sontuosi e magnifici dell’intero Trentino. A decorarla fu, tra il 1531 e il 1532, uno dei più grandi artisti del tempo: Girolamo Romani, detto il Romanino (Brescia, 1485 – 1566).

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A Brescia, Museo di Santa Giulia, “Mostre di qualità: Tiziano e la pittura del Cinquecento tra Venezia e Brescia”, a cura di Francesco Frangi.

Tiziano a Brescia, il Polittico non fu «gettato via»

Una mostra curata su come reagirono i pittori bresciani — Moretto, Savoldo, Romanino — all’arrivo in città, nel 1522, del dirompente Polittico Averoldi di Tiziano. La novità della macchina tizianesca, ispirata al «Laocoonte», trova un terreno reso fertile dalla ventata anticlassica padana del 1517-’18

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