Conferenze online ottobre

Conferenze online ottobre: Botticelli e il suo tempo

Salve a tutte e tutti
dopo la lunga pausa estiva riprendiamo con le nostre amate conferenze di arte online.
Il programma prosegue idealmente quello precedente l’estate, continuando la trattazione dei grandi protagonisti dell’arte fiorentina quattrocentesca, uno dei periodi in assoluto più affascinanti.
Avremo in ottobre un gruppo di incontri che, sotto il titolo  “Botticelli e il suo tempo“, si propone di illustrare la vivace situazione della seconda metà del secolo quando, morti o isolati i grandi protagonisti precedenti, si andava affermando un linguaggio pittorico più raffinato ed elegante, innervato di raffinatezze culturali e di preziosità tecniche. Un’epoca dominata dalla figura complessa di Botticelli, ma anche dai suoi antagonisti – non dimentichiamo che per produrre arte era necessario “essere sul mercato” e vendere – tra i quali spiccano gli impresari di grandi botteghe, come il Verrocchio, e una serie di raffinati scultori ed artigiani, nonché di architetti, intenti a rendere appetibili ai palati del tempo le rivoluzionarie innovazioni dei grandi maestri.
Una grande stagione dominata dall’interessato e occhiuto mecenatismo mediceo – un vero e proprio strumento di potere – drammaticamente conclusa con la calata francese in Italia e la cacciata dei Medici, con il governo intransigente e bacchettone del Savonarola.
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Una fantasmagorica predella di Ercole de Roberti

Un mondo alto 27 cm: la predella del Polittico Griffoni, capolavoro di Ercole de’ Roberti

di Federico Giannini, da Finestre sull’arte, 6-6-2021

Ercole de’ Roberti, Storie di san Vincenzo Ferrer, dal Polittico Griffoni (1470-1472; tempera su tavola, 27,5 x 214 cm; Città del Vaticano, Musei Vaticani, Pinacoteca Vaticana, inv. 286)

La predella del Polittico Griffoni, conservata presso la Pinacoteca Vaticana, è un capolavoro di estro e fantasia di Ercole de’ Roberti (Ferrara, 1451 – 1496), uno dei grandi artisti della scuola ferrarese del Quattrocento. Leggi tutto “Una fantasmagorica predella di Ercole de Roberti”

La Sant’Anna di Masolino e Masaccio: il vecchio e il nuovo nello stesso quadro

La Sant’Anna Metterza di Masaccio e Masolino: due epoche che s’incontrano in una tavola

Masaccio e Masolino da Panicale, Sant'Anna, la Madonna col Bambino e cinque angeli o Sant'Anna Metterza (1424-1425 circa; tempera su tavola, 175 x 103 cm; Firenze, Galleria degli Uffizi, inv. 1890 n. 8386)

Masaccio e Masolino da Panicale, Sant’Anna, la Madonna col Bambino e cinque angeli o Sant’Anna Metterza (1424-1425 circa; tempera su tavola, 175 x 103 cm; Firenze, Galleria degli Uffizi, inv. 1890 n. 8386)
La Sant’Anna Metterza, conservata agli Uffizi, è opera realizzata assieme da Masaccio e Masolino: caposaldo della storia dell’arte italiana, è un dipinto che racchiude l’incontro (e il divario) tra due epoche.

È difficile trovare un manuale di storia dell’arte che non riproduca la Sant’Anna Metterza, la tavola degli Uffizi realizzata, attorno al 1424, da Masaccio assieme a Masolino da Panicale. E rare sono anche le opere che riescano a rivaleggiare col fascino della Sant’Anna Metterza: trovarsi dinnanzi a questo caposaldo delle vicende artistiche italiane equivale a osservare un passaggio storico nel suo svolgimento, ad assistere a uno spartiacque fondamentale, all’incontro tra due epoche, ci consente d’ammirare simultaneamente, entro i bordi della tavola, gli esiti della rivoluzione masaccesca e le reazioni alle novità che quel giovanissimo provinciale nato a San Giovanni Valdarno, e quindi conterraneo di Masolino, aveva recato nella pittura del primo Quattrocento. Leggi tutto “La Sant’Anna di Masolino e Masaccio: il vecchio e il nuovo nello stesso quadro”

Quando Volpe riconobbe Paolo Uccello a Bologna

Paolo Uccello, fulmine a ciel sereno a Bologna

di Andrea Bacchi, Alias, 3-11-2020

L’affresco mutilo con la

L’affresco mutilo con la “Natività” (Bologna, San Martino Maggiore) ricondotto dallo studioso a Paolo Uccello nel 1980

Folgorazioni / Storici dell’arte: Carlo Volpe. Nel 1980 riconobbe quale opera del vertiginoso prospettico toscano l’affresco (mutilo) con la “Natività” in San Martino Maggiore: una scoperta spartiacque. Allievo a largo spettro di Roberto Longhi, Volpe rovesciò in questo modo le posizioni del maestro sia sul «curriculo» di Paolo di Dono sia sul ruolo storico del Quattrocento felsìneo

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Il pavimento del Duomo di Siena

Un racconto di marmo. Il pavimento del Duomo di Siena

Il pavimento del Duomo di Siena. © Opera della Metropolitana di Siena

Il pavimento del Duomo di Siena è una delle opere più straordinarie del Rinascimento: un vero racconto di marmo (ma non solo) che si dipana ai piedi di chi entra nella Cattedrale senese.

Entrando nel Duomo di Siena, dedicato alla Vergine Assunta, che con le sue forme gotiche si erge maestoso sull’acropoli della città toscana, lo sguardo deve essere indirizzato a trecentosessanta gradi, perché si possono osservare capolavori d’arte non soltanto intorno a noi, ma anche sotto ai piedi. Infatti nel cuore religioso di questa città si trova quello che Vasari definì “il più bello…grande e magnifico pavimento che mai fosse stato fatto”. Leggi tutto “Il pavimento del Duomo di Siena”

Troppo realistico? Implacabile intensità donatelliana

Lányi, Donatello anno zero

Donatello,

Donatello, “San Lussorio” (o “San Rossore”), 1425-’27 ca, Pisa, Museo Nazionale di San Matteo

Folgorazioni: Jenö Lányi / Donatello, «San Lussorio» (o «San Rossore»), Pisa, Museo Nazionale di San Matteo. Fino al 1939, anno in cui ne scrisse Jenö Lányi, il “San Lussorio” era considerato un intralcio dalla critica donatelliana: realismo troppo compiaciuto… Fu il critico ungherese, con il suo sguardo che ha qualcosa di Musil, a «ristabilirne» la qualità suprema, configurando un nuovo canone dell’opera dello scultore fiorentino Leggi tutto “Troppo realistico? Implacabile intensità donatelliana”

Un ritrovamento emozionante

La scoperta di un Donatello estremo

Di Gianluca Amato, Alias, 29-3-2020

Donatello, Crocifisso della Compagnia di Sant’Agostino a Legnaia, Firenze

L’accrescersi delle conoscenze sul nostro patrimonio artistico può essere favorito da nuove ricerche, dal ripensamento critico di consolidate posizioni storiografiche e dalla scoperta di opere ignote o dimenticate o ancora trasfigurate nel corso dei secoli da menomazioni inflitte dall’intervento umano. Leggi tutto “Un ritrovamento emozionante”

Ancora sulla qualità ottica della pittura di Van Eyck

Ma com’era riuscito Jan van Eyck a creare opere così realistiche? Ecco come arrivò alla sua rivoluzione ottica

da Finestre sull’arte, 10-2-2020

Jan van Eyck, Annunciazione (1440; olio su tavola, 39 x 24 cm; Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza)

Uno dei passaggi letterarî più citati sul grande Jan van Eyck (Maaseik, 1390 circa – Bruges, 1441) è l’incipit del capitolo a lui dedicato nel De viris illustribus di Bartolomeo Facio (La Spezia, 1400 circa – Napoli, 1457): il trattato dell’umanista ligure, composto tra il 1455 e il 1457, raccoglie sessantatré vite di altrettanti uomini illustri a lui contemporanei, e la particolarità consiste nel fatto che nel libro non ci sono solo biografie di sovrani o di letterati, ma anche di artisti. Facio, animato da una forte passione per l’arte, era stato tra i primi commentatori italiani a occuparsi di artisti fiamminghi, e aveva colto pienamente la strabiliante novità dell’arte di van Eyck.

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Carpaccio: dietro il mito e la leggenda storia e politica

Le pitture di Carpaccio in S. Giorgio degli Schiavoni a Venezia

di Gennaro Cucciniello, 9-10-2010

Il luogo. La Scuola di San Giorgio degli Schiavoni, eretta dalla comunità dei Dalmati ai primi del ‘500, si trova in una zona appartata della città lagunare, lungo un piccolo rio. Per arrivarci, si parte da piazza San Marco, percorrendo un quartiere nel quale si intrecciano calli e callette, rii e ponti, con alcuni campi caratteristici. Dalla piazzetta dei Leoncini, accanto alla basilica, si imbocca la calle di Canonica, che costeggia il palazzo Patriarcale. Si oltrepassa il chiostrino di S. Apollonia (unico esempio a Venezia di chiostro romanico, secoli XII e XIII) e si arriva alla bellissima chiesa di San Zaccaria. Leggi tutto “Carpaccio: dietro il mito e la leggenda storia e politica”