Un libro importante sul Pordenone

Pordenone come il vento

Alessandro Ballarin, “Pordenone ma anche Correggio e Michelangelo”, Officina libraria-Edizioni dell’Aurora . Un estenuante esercizio di lettura per inseguire l’artista friulano: che rappresenta, insieme a Lotto, l’opzione «alternativa» nel ricco quadro del Rinascimento padano

di Sergio Momesso, Alias, 17-5-2020

Giovanni Antonio Sacchi, il Pordenone,

Giovanni Antonio Sacchi, il Pordenone, “Pala della Misericordia, particolare, Pordenone, Duomo

Non è certo un instant book il nuovo libro di Alessandro Ballarin: Pordenone ma anche Correggio e Michelangelo, Officina libraria-Edizioni dell’Aurora (pp. 614, 500 ill. a colori e b/n, euro 45,00) Anche se vederlo uscire giusto in tempo per la recente mostra Il Rinascimento di Pordenone poteva farlo pensare. Un’opera che sfida il tempo e l’intelligenza del lettore come tutti i volumi di Ballarin, stampati prima con Bertoncello, poi con Grafiche Aurora. Non è il solito lussuoso tomo di grande formato, ma un ben più accessibile volume in-ottavo, che non rinuncia alla composizione in Bembo e alla solita partizione di testo e tavole su carte diverse (purtroppo i numeri non sono più maiuscoletti). Leggi tutto “Un libro importante sul Pordenone”

Propaganda a colpi di santi: la mostra su Simonino da Trento

Simonino da Trento: il “santo abusivo” costruito dalla propaganda di fine ‘400 per aizzare l’odio antisemita

di Federico Giannini, finestre sull’arte, 3-6-2020

Albrecht Kunne, Historie von Simon zu Trient (Geschichte des zu Trient ermordeten Christenkindes) (Trento, 6 settembre 1475; incunabolo; Monaco di Baviera, Bayerische Staatsbibliothek, 2 Inc s. a. 62)

 

Recensione della mostra “L’invenzione del colpevole. Il ‘caso’ di Simonino da Trento, dalla propaganda alla storia”, a Trento, Museo Diocesano Tridentino, fino al 15 settembre 2020.

Si potrebbe avvertire una sorta di sgradevole imbarazzo a sapere che sono occorsi quasi quattrocento anni perché la Chiesa cancellasse un culto che, nei secoli, ha alimentato il pregiudizio antisemita, con l’aggravante d’aver sfruttato il corpo d’un incolpevole bambino morto, non si sa come, nella Pasqua del 1475. Quasi quattrocento anni dalla data della beatificazione del povero Simonino da Trento, ma quattrocentonovanta se si considera che, fin dal ritrovamento del suo corpo, il piccolo fu considerato martire d’una presunta e mai provata barbarie ebraica, ed eletto santo a furor di popolo, benché non sia mai stato canonizzato dalla Chiesa cattolica, malgrado le insistenze di molti: Simone Lomferdorm, figlio d’un conciapelli di Trento, rinvenuto privo di vita in una roggia della città, fu da subito al centro d’una forte e morbosa venerazione popolare, divenne beato nel 1588 e tale rimase fino al 1965, quando le ricerche storiche avviate in quel torno d’anni accertarono che quel culto era fondato sul niente, e la Santa Sede decise pertanto di sopprimerlo.

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Dieci punti per rilanciare realmente la cultura in Italia

Le proposte di Montanari

«Egli era nato nell’ambiente di coloro che erano sempre stati, o erano in seguito diventati, i potenti di quel mondo … di conseguenza, i dispensatori di beni terreni sotto forma di posti, appalti, concessioni e simili, gli erano tutti amici e non potevano trascurare uno dei loro»: la ferrea logica dell’oligopolio esposta da Tolstoj in Anna Karenina è, in Italia, la vera regola della cosiddetta economia del patrimonio culturale. Leggi tutto “Dieci punti per rilanciare realmente la cultura in Italia”

Simpatia dei pittori senesi

Taddeo di Bartolo, il senese della varietà

Antichi Maestri al tempo del coronavirus: Taddeo di Bartolo. L’eredità di Duccio e Simone Martini resta sempre viva, ma le figure via via acquistano peso… Gail E. Solberg ha dedicato anni e anni di studio al pittore del Tre-Quattrocento. La mostra, alla Galleria Nazionale di Perugia, è chiusa: riaprirà? Resta l’importante catalogo.

di Massimo Romeri, alias, 12-4-2020

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La ricerca di un capro espiatorio

Simonino e l’accusa del sangue

Di Massimo Romero, alias 15-3-2020

Hartmann Schedel, Il martirio di Simonino, part., da “Liber Chronicarum”, Norimberga, 1493

A Trento, Museo Diocesano, “L’invenzione del colpevole. Il ‘caso’ di Simonino da Trento dalla propaganda alla storia”. Arte e antisemitismo: la mostra sul culto del piccolo Simone, la cui morte violenta, nel secondo Quattrocento, fu imputata ai riti pasquali ebraici

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La mostra sui marmi Torlonia

L’avventurosa vita dei marmi Torlonia

Intervista. Carlo Gasparri, archeologo e curatore insieme a Salvatore Settis della mostra sulla celebre collezione che aprirà a Palazzo Caffarelli il 4 aprile, racconta la rocambolesca storia della raccolta

di Federico Gurgone, il manifesto 4-3-2020

Collezione Torlonia, Rilievo con scena di porto © Fondazione Torlonia

 

Novantasei dei seicentoventi marmi della Collezione Torlonia saranno finalmente restituiti al pubblico: accadrà il 4 aprile quando la mostra, curata da Salvatore Settis con Carlo Gasparri e allestita da David Chipperfield, sarà visitabile a Palazzo Caffarelli, sul Campidoglio, fino al 10 gennaio 2021 (catalogo Electa). Poi, cominceranno i preparativi per un giro del mondo che dal Louvre porterà le opere fin negli Usa (sperando che tornino tutte indietro, dato l’interesse esplicito del Getty Museum). Leggi tutto “La mostra sui marmi Torlonia”

Una mostra su Ulisse a Forlì

Ulisse a Forlì: una mostra ricca che vale ritorni ripetuti

di Giuseppe Adani, Finestre sull’arte, 21-2-2020

 

Arte romana, Ulisse (I sec. d.C.; marmo, 39 x 47 cm; Sperlonga, Museo Archeologico Nazionale)

Nulla sarebbe ricordato e nulla poi sarebbe stato cantato, ma in un lontano giorno “bello di fati e di sventure baciò la sua petrosa Itaca, Ulisse”. Di lì si estese l’immenso mito dell’uomo della “metis”, dell’infinitudine della macchinazione mentale, dell’intricarsi e dello sfuggire a mortali e spiriti, dell’avidità della conoscenza con esperienze inaudite, e infine dell’ardore di un approdo a un letto prodigioso che nessun altro re possedeva.

Ulisse è lo sconvolgimento di ogni pensiero ed è l’anelito all’appagamento. Leggi tutto “Una mostra su Ulisse a Forlì”

Direttori dei musei al servizio delle mostre

In prestito alle Scuderie un Raffaello degli Uffizi: si dimette il comitato scientifico delle Gallerie

di Laura Montanari, Emergenza cultura, Repubblica, 25-2-2020

Risultato immagini per raffaello leone x

Il direttore Schmidt: “La mostra a Roma non poteva fare a meno del Leone X”. Il dipinto è stato restaurato con un finanziamento di Lottomatica dall’Opificio delle Pietre dure

Gli Uffizi concedono in prestito il Leone X di Raffaello alle Scuderie del Quirinale a Roma in vista della mostra che si aprirà il prossimo 5 marzo e scoppia la polemica. Si dimette in blocco il comitato scientifico degli Uffizi. In una lettera inviata al Ministero dell’università e al Comune di Firenze, cioè gli enti che li hanno nominati, Donata Levi, Tomaso Montanari, Fabrizio Moretti e Claudio Pizzorusso, spiegano di aver lavorato per mesi alla compilazione della lista delle opere d’arte considerate come inamovibili dal museo fiorentino: 23 in tutto, lista approvata dallo stesso direttore Eike Schmidt. E invece ecco di Leone X va in prestito.

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Ancora sulla qualità ottica della pittura di Van Eyck

Ma com’era riuscito Jan van Eyck a creare opere così realistiche? Ecco come arrivò alla sua rivoluzione ottica

da Finestre sull’arte, 10-2-2020

Jan van Eyck, Annunciazione (1440; olio su tavola, 39 x 24 cm; Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza)

Uno dei passaggi letterarî più citati sul grande Jan van Eyck (Maaseik, 1390 circa – Bruges, 1441) è l’incipit del capitolo a lui dedicato nel De viris illustribus di Bartolomeo Facio (La Spezia, 1400 circa – Napoli, 1457): il trattato dell’umanista ligure, composto tra il 1455 e il 1457, raccoglie sessantatré vite di altrettanti uomini illustri a lui contemporanei, e la particolarità consiste nel fatto che nel libro non ci sono solo biografie di sovrani o di letterati, ma anche di artisti. Facio, animato da una forte passione per l’arte, era stato tra i primi commentatori italiani a occuparsi di artisti fiamminghi, e aveva colto pienamente la strabiliante novità dell’arte di van Eyck.

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