Sargent: ricordate le conferenze sull’arte americana?

Sargent, il carboncino contro la stanchezza

A New York, “John Singer Sargent: Portraits in Charcoal”, a cura di Richard Ormond e Laurel Peterson. Un tratto spezzato e nervoso, chiaroscuri profondi: fra i ritratti su carta quelli, celebri, di Yeats e di James. Stremato dal ruolo di ritrattista a olio dell’upper class, a poco più di 50 anni il pittore americano fa una virata modernistica con il disegno autonomo

di Gottardo Pallastrelli, alias, 17-11-2019

John Singer Sargent,
John Singer Sargent, “Olimpio Fusco”, Washington, National Gallery of Art

Quando nel 1907 Lady Radnor gli propose di eseguire il ritratto di una delle sue figlie, John Singer Sargent le rispose che avrebbe potuto chiedergli di dipingere qualsiasi cosa, «il suo cancello, i suoi steccati, i suoi fienili – cosa che farei davvero volentieri – ma non più il volto umano», e all’amico Ralph Curtis, anch’egli pittore e discreto ritrattista, in una lettera dello stesso anno, scrisse che ormai i ritratti gli facevano orrore e non voleva più sapere di farne, soprattutto a persone dell’alta società.

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L’ottima mostra che vedremo sui due massimi scultori del Neoclassicismo

Canova-Thorvaldsen, rivalità a suon di statue

A Milano, Gallerie d’Italia, “Canova Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna”, a cura di Stefano Grandesso e Fernando Mazzocca. Un’occasione unica «vedere» il confronto – un topos del Neoclassicismo – fra la grazia “greca” dello scultore veneto e la fermezza aurea del danese

di Maichol Clemente, Alias 17-11-2019

Berthel Thorvaldsen,

Berthel Thorvaldsen, “Marte pacificatore”, Potsdam, Stiftung Preussische Schlösser und Gärten Berlin-Brandenburg

Chissà per chi parteggerà il visitatore della mostra Canova Thorvaldsen La nascita della scultura moderna aperta a Milano, alle Gallerie d’Italia, fino al prossimo 15 marzo. Uscirà canoviano o thorvaldseniano? Protenderà cioè per la scultura di rediviva classicità, di grazia, sentimento, partita dal cuore (come ebbe a scrivere Quatremère de Quincy) di Antonio Canova, oppure sarà più attirato dalla compostezza aurea, dalla fermezza nordica, dal diligente neoclassicismo espressi dalle opere del danese Berthel Thorvaldsen? Leggi tutto “L’ottima mostra che vedremo sui due massimi scultori del Neoclassicismo”

Bella monografica per De Pisis a Milano: eccentricità e tenerezza

De Pisis, grandezza di un dio minore

La mostra di Filippo de Pisis a Milano, Museo del Novecento. La facilità (e felicità) delle sue pennellate funziona ogni volta da stupendo inganno ottico. Ma ancora ci si chiede, come trent’anni fa Giuliano Briganti, perché un maestro «totale» quale il marchesino pittore stenti a prendersi la ribalta: una «minorità» che questa mostra non disconferma…

di Giuseppe Frangi, Alias, 3-11-2019

Filippo de Pisis,

Filippo de Pisis, “L’archeologo”, 1928, Genova, Galleria d’Arte Moderna

C’è un enigma che riguarda Filippo de Pisis: com’è possibile che un artista profondo, anticipatore e meraviglioso come lui resti ancora relegato nell’ambito dei maestri «minori». Se lo chiedeva Giuliano Briganti trent’anni fa. «Mi domando», scriveva il critico, «perché de Pisis non goda in campo internazionale di una considerazione pari ai suoi grandissimi meriti». Ce lo si chiede oggi dopo aver visto la mostra al Museo del Novecento di Milano, che verrà poi portata a Roma, a Palazzo Altemps, nel 2020 (a cura di Pier Giovanni Castagnoli, fino all’1 marzo; catalogo Electa). Leggi tutto “Bella monografica per De Pisis a Milano: eccentricità e tenerezza”

Bacon e le sue radici da Eschilo a Bataille: emozionante mostra al Pompidou

L’artificio e la sua bestia: Bacon al Pompidou

A Parigi, Centre Pompidou, “Bacon en toutes lettres”, a cura di Didier Ottinger. La mostra presenta l’opera del pittore nella sua dimensione più purificata (gli ultimi vent’anni) a partire dai «martellamenti» letterari che l’hanno ispirata: Eschilo, Nietzsche, Eliot, Leiris, Conrad, Bataille

Francis Bacon,

Francis Bacon, “Triptych inspired by the Oresteia of Aeschylus”, 1981, Oslo, Astrup Fearnley Muse et fur moderne Kunst

Uno iato di quasi venti anni dall’ultima mostra al Centre Pompidou, una enigmatica assenza della figura prometeica di Francis Bacon dalle istituzioni pubbliche parigine tra il 1996 e oggi. Ma oggi è nuovamente il Pompidou, fino al 20 gennaio, a colmare quel grande vuoto con un giusto omaggio all’artista inglese, nella straordinaria ampiezza di una mostra progettata e curata da Didier Ottinger e fondata su una prospettiva inedita e singolare. È un Bacon en toutes lettres, dove nel titolo si allude alla letteratura come tema guida del viaggio tra le algide sale del museo ma anche, e soprattutto, alla completezza dell’opera pittorica raggiunta nella maturità.

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Una piccola mostra esemplare: il lato misterioso della pittura della Controriforma

Michelangiolismo a passo ridotto, nella solitudine

A Roma, Palazzo Barberini, “Michelangelo a colori”, a cura di Francesca Parrilla e Massimo Pirondini. Il mistico Marco Pino, il fiabesco Lelio Orsi, Jacopino del Conte horror, la malinconia di Marcello Venusti: rileggere “Pittura e Controriforma”, il più bel libro di Federico Zeri, in occasione di una mostra minima, ma speciale, sulle opere a colori derivate da disegni e «cartonetti» del Buonarroti

Marcello Venusti,

Marcello Venusti, “L’Orazione nell’orto”, Roma, Gallerie Nazionali d’Arte Antica, Palazzo Barberini

Bagliori improvvisi, fiammate lievissime di impalpabile nebbia fosforescente, misteriosi accordi rivelati dal subitaneo schiudersi di una ignorata pupilla, finora cieca, che rivela il mondo di tutti i giorni secondo un volto così inusitato da trasformare gli incontri più abituali in tenerissime agnizioni». I vecchi e malinconici ricordi della lettura di Pittura e Controriforma, il più bel libro di Federico Zeri, vengono ridestati da un’occasione, piccola ma speciale, alla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini: la mostra Michelangelo a colori, pensata intelligentemente da Yuri Primarosa e curata da Francesca Parrilla e Massimo Pirondini (fino al 6 gennaio, catalogo De Luca, e 32,00).

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De Chirico intrigante e sornione a Palazzo reale che vedremo il 9 dicembre

De Chirico: entrate, giovani, in questa capsula del Tempo

A Milano, Palazzo Reale, la mostra di Giorgio De Chirico. La natura fluida, libera, manipolatoria dell’opera del Pictor Optimus dà modo al curatore Luca Massimo Barbero di creare un dispositivo straniante che incentiva un nuovo tipo di ricezione

Francesco Frangi, Alias, 6-10-2019

Giorgio De Chirico,

Giorgio De Chirico, “Le rive della Tessaglia”, 1926, Faenza, Pinacoteca comunale

Quando cinquant’anni fa Giorgio De Chirico si presentò a Palazzo Reale di Milano per la sua prima vera, tardiva retrospettiva italiana, la immaginò come un «percorso senza inizio e senza fine» (parole sue). Oggi De Chirico torna nelle stesse sale e ancora una volta sfodera la sua formidabile abilità nel rimescolare le carte del tempo (De Chirico, fino al 18 gennaio; di grande qualità il catalogo Marsilio/Electa).

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De Pisis in mostra a Milano

Il Museo del Novecento di Milano dedica una grande retrospettiva a Filippo de Pisis

Il Museo del Novecento di Milano dedica una grande retrospettiva a Filippo de Pisis

Apre il 4 ottobre 2019 presso il Museo del Novecento di Milano De Pisis, la più grande retrospettiva milanese degli ultimi cinquant’anni, visitabile al pubblico fino all’1 marzo 2020.

Curata da Pier Giovanni Castagnoli in collaborazione con Danka Giacon, conservatrice del Museo del Novecento, la mostra intende ripercorrere l’attività artistica del ferrarese Filippo de Pisis (Ferrara, 1896 – Milano, 1956), sottolineando come l’artista sia stato tra i più significativi protagonisti della pittura tra le due guerre.

Saranno esposti oltre novanta dipinti, tra i più lirici della sua produzione, spaziando da vedute urbane, nature morte e fantasie marine. Il percorso espositivo sarà suddiviso cronologicamente in dieci sale: si partirà dagli esordi nel 1916 e dall’incontro con la pittura metafisica di de Chirico per giungere agli inizi degli anni Cinquanta, quando il pittore venne ricoverato nella clinica psichiatrica di Villa Fiorita.

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Un capolavoro di Leonardo al Poldi Pezzoli

La Madonna Litta in trasferta al Poldi Pezzoli di Milano

 

La Madonna Litta in trasferta al Poldi Pezzoli di Milano

Come già annunciato all’inizio del 2019, il Museo Poldi Pezzoli accoglierà straordinariamente a Milano, per la prima volta dopo quasi trent’anni, la Madonna Litta attribuita a Leonardo da Vinci.

La celebre opera custudita all’Hermitage sarà visibile nel museo milanese dal 7 novembre 2019 al 10 febbraio 2020, in occasione della mostra Leonardo e la Madonna Litta, a cura di Pietro C. Marani e Andrea Di Lorenzo, con progetto allestitivo di Migliore + Servetto Architects e progetto grafico di Salvatore Gregorietti; la rassegna rientra nelle celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e nel palinsesto Milano Leonardo 500, promosso dal Comune di Milano | Cultura. L’esposizione è organizzata grazie al sostegno di Fondazione Bracco, Main Partner, cui si affiancano Regione Lombardia e Comune di Milano.

Oltre alla Madonna Litta, sarà visibile al pubblico una selezione di opere, venti tra dipinti e disegni di raffinata qualità, provenienti dalle collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, realizzati dallo stesso Leonardo e dai suoi allievi, quali Giovanni Antonio Boltraffio, Marco d’Oggiono, il Maestro della Pala Sforzesca e Francesco Napoletano, negli ultimi due decenni del Quattrocento.

Per info: www.museopoldipezzoli.it

Immagine: Leonardo da Vinci (?), Madonna Litta (1490 circa; olio su tavola, 42 x 33 cm; San Pietroburgo, Ermitage)