Ancora sulle battaglie di Paolo Uccello

Il “gran et bel facto d’arme” di Paolo Uccello. La Battaglia di San Romano

di Mauro Minardi, Finestre sull’arte, 24-3-2022

Paolo Uccello, La Battaglia di San Romano, Niccolò da Tolentino alla testa dei fiorentini (1438-1440 circa; tempera su tavola, 182 x 320 cm; Londra, National Gallery)

La Battaglia di San Romano è forse l’opera più celebre di Paolo Uccello (Paolo di Dono; Firenze, 1397 – 1475). Il ciclo è composto da tre tavole, conservate in tre diversi museim e racconta un fatto d’armi del 1432: la battaglia combattuta a San Romano tra fiorentini e senesi.

San Romano, 1° giugno 1432. In questa piana, tra Montopoli e Pontedera, si svolse il “gran et bel facto d’arme”, secondo le parole del cronista Guerriero da Gubbio, che non ebbe un effetto decisivo nella guerra che da tre anni opponeva Firenze a Lucca e ai suoi alleati, ma che ebbe il potere, in un momento di difficoltà per la città gigliata, di risollevarne gli animi e diede poi l’occasione a Paolo Uccello di dipingere il suo capolavoro. Leggi tutto “Ancora sulle battaglie di Paolo Uccello”

Conferenze online ottobre

Conferenze online ottobre: Botticelli e il suo tempo

Salve a tutte e tutti
dopo la lunga pausa estiva riprendiamo con le nostre amate conferenze di arte online.
Il programma prosegue idealmente quello precedente l’estate, continuando la trattazione dei grandi protagonisti dell’arte fiorentina quattrocentesca, uno dei periodi in assoluto più affascinanti.
Avremo in ottobre un gruppo di incontri che, sotto il titolo  “Botticelli e il suo tempo“, si propone di illustrare la vivace situazione della seconda metà del secolo quando, morti o isolati i grandi protagonisti precedenti, si andava affermando un linguaggio pittorico più raffinato ed elegante, innervato di raffinatezze culturali e di preziosità tecniche. Un’epoca dominata dalla figura complessa di Botticelli, ma anche dai suoi antagonisti – non dimentichiamo che per produrre arte era necessario “essere sul mercato” e vendere – tra i quali spiccano gli impresari di grandi botteghe, come il Verrocchio, e una serie di raffinati scultori ed artigiani, nonché di architetti, intenti a rendere appetibili ai palati del tempo le rivoluzionarie innovazioni dei grandi maestri.
Una grande stagione dominata dall’interessato e occhiuto mecenatismo mediceo – un vero e proprio strumento di potere – drammaticamente conclusa con la calata francese in Italia e la cacciata dei Medici, con il governo intransigente e bacchettone del Savonarola.
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Una chimera per la propaganda medicea

Chimera, un auspicio etrusco per i Medici

di Raffaella Viccei, Alias, 27-8-2021

Arezzo, Chimera,  400 a.C. ca., Firenze, Museo Archeologico Nazionale, foto da:  R. Bianchi Bandinelli,  A. Giuliano, Etruschi  e Italici prima  del dominio di Roma, Rizzoli, 1985

Arezzo, Chimera, 400 a.C. ca., Firenze, Museo Archeologico Nazionale

Chimera di Arezzo. 15 novembre 1553, Arezzo: dalla terra rimossa per costruire un nuovo bastione a difesa della città, spuntò uno strano leone di bronzo, finemente eseguito, feroce nell’aspetto. Cosimo I lo volle sùbito a Firenze Leggi tutto “Una chimera per la propaganda medicea”