In margine alla brutta fiction della RAI: orientamento sessuale di Leonardo

Leonardo da Vinci era gay? Sull’omosessualità del genio toscano

di Federico Giannini e Ilaria Baratta, Finestre sull’arte 26-3-2021

Leonardo da Vinci, San Giovanni Battista (1508-1513; olio su tavola, 69 x 57 cm; Parigi, Louvre)

Che cosa sappiamo dell’omosessualità di Leonardo da Vinci? Possiamo affermare con certezza che il grande genio toscano fosse gay? Se il lettore è in cerca di una risposta immediata, allora la risposta è: no, non possiamo avere prove documentarie che Leonardo da Vinci (Vinci, 1452 – Amboise, 1519) fosse omosessuale (o meglio: sodomita, perché questo era il termine in uso al tempo, “omosessuale” è invece un termine contemporaneo), dal momento che, essendo all’epoca la sodomia un reato molto grave, punibile con pene decisamente severe, è del tutto improbabile immaginare di poter trovare, nei pur numerosi scritti del vinciano, una sorta di coming out, nero su bianco. Questa, dunque, la risposta più rapida che si possa dare. Tuttavia, il fatto che Leonardo da Vinci non abbia lasciato tracce scritte dalle quali si possano desumere con palmare chiarezza i suoi gusti sessuali non esclude però che si possa lavorare sugli indizi per provare a ricostruire il rapporto di Leonardo con le persone dello stesso sesso. Il presente articolo non intende dare delle risposte, ma semplicemente provare a tracciare un sunto di ciò che conosciamo sul tema.

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Sconvolgente potenza di Michelangelo nel Tondo Doni

Il Tondo Doni di Michelangelo: origini e significato di uno dei più grandi capolavori della storia dell’arte

Michelangelo, Tondo Doni. Ph. Credit Finestre sull'Arte

È l’unica opera su supporto mobile che si possa assegnare con certezza a Michelangelo Buonarroti (Caprese, 1475 – Roma, 1564): è il Tondo Doni, il capolavoro conservato alla Galleria degli Uffizi e nato per volontà di uno dei più ricchi mercanti fiorentini d’inizio Cinquecento, Agnolo Doni, che nel 1504 aveva preso in moglie Maddalena Strozzi, anch’ella esponente di una delle famiglie più in vista della Firenze del tempo. Leggi tutto “Sconvolgente potenza di Michelangelo nel Tondo Doni”

Antelami scultore tra romanico e gotico

I capolavori di Benedetto Antelami sulla facciata del Battistero di Parma: lo zooforo e i portali

di Ilaria Baratta 10-12-2020

Il Battistero di Parma. Ph. Credit Comune di Parma

Nel centro storico di Parma sorge vicino al Duomo una delle maggiori imprese artistiche del Duecento italiano, il Battistero, il cui esterno denota uno stretto legame tra scultura e architettura, come solo Benedetto Antelami (Val d’Intelvi, 1150 circa – Parma, 1230) sapeva fare. Considerato tra i monumenti più significativi del passaggio dal romanico al gotico, rimanda alle più moderne tendenze culturali europee di allora, perché a differenza della tradizione romanica e più similmente invece ai portali delle chiese gotiche francesi, come Chartres, Notre-Dame e Amiens, si delinea una forte connessione iconografica tra lunetta, architrave e archivolto, a cui si aggiungono gli stipiti scolpiti, tipici della tradizione romanica. Leggi tutto “Antelami scultore tra romanico e gotico”

Per approfondire le conferenze online dedicate a Raffaello: la Cappella di San Severo a Perugia

La Cappella di San Severo a Perugia: un luogo dove vedere Raffaello e Perugino a confronto diretto

L'affresco di Raffaello e Perugino nella Cappella di San Severo

Nascosto tra i vicoli medievali di Perugia, dopo una ripida salita, c’è un luogo meraviglioso, sconosciuto ai più, e soprattutto al turismo di massa, dove è possibile vedere due grandi maestri della storia dell’arte a confronto: è la cappella di San Severo. Da non confondersi con quella, quasi omonima, che si trova a Napoli, e che si chiama cappella Sansevero: là, prende il nome dalla famiglia che la fece realizzare. Leggi tutto “Per approfondire le conferenze online dedicate a Raffaello: la Cappella di San Severo a Perugia”

La ballerina di Degas

La Ballerina di Degas: la storia di un’opera stroncata e di un sogno infranto

di Ilaria Baratta, 27-10-2020

Edgar Degas, Piccola ballerina di quattordici anni (1878-81; cera colorata, metallo, capelli umani, nastro di seta e lino, corpetto in pizzo, tutù di cotone e seta, scarpette di seta, su base di legno, 98,9 x 34,7 x 35,2 cm senza base; Washington, National Gallery of Art, Collezione Paul Mellon)

La Ballerina di Degas è oggi tra le opere più acclamate del grande impressionista, ma quando fu presentata venne pesantemente stroncata dalla critica. Solo Huysmans l’avrebbe lodata. E dietro la scultura si cela anche la triste storia della sua modella. Leggi tutto “La ballerina di Degas”

Virile accettazione del destino: Caravaggio a Malta

Il capolavoro di Caravaggio a Malta: la “Decollazione di san Giovanni Battista”

di Federico Giannini e Ilaria Baratta, Finestre sull’arte, 19-10-2020

Caravaggio, Decollazione del Battista (1608; olio su tela, 361 x 520 cm; La Valletta, Concattedrale di San Giovanni)

È nota a tutti, anche a chi non ha profonde conoscenze di storia dell’arte, per essere l’unica firmata tra le opere note di Caravaggio (Michelangelo Merisi; Milano, 1571 – Porto Ercole, 1610), nonché la più grande: è la Decollazione di san Giovann Battista, capolavoro del 1608 conservato nella Concattedrale di San Giovanni a Valletta, capitale di Malta. Ed è un’opera firmata letteralmente col sangue: quello che scorre dal collo del Battista, ormai riverso a terra esanime, mentre uno degli sgherri di Salomè sta finendo di staccare la testa dal corpo, tenendo il santo a terra, per i capelli. Caravaggio si firma “f. Michelang[e]lo”, dove la “f” puntata (che sta per “fra’”) indica la sua condizione al tempo dell’esecuzione del dipinto: l’artista lombardo era stato infatti nominato cavaliere di Malta il 14 luglio del 1608 (“fra’” era l’apposizione con la quale i cavalieri venivano appellati), e per l’esattezza Cavaliere dell’Obbedienza Magistrale, il massimo grado cui Caravaggio poteva ispirare, dal momento che gli ordini più elevati, quelli di Grazia e di Giustizia, erano riservati solo alla nobiltà, alla quale il pittore non apparteneva. Leggi tutto “Virile accettazione del destino: Caravaggio a Malta”

Due capolavori del giovanissimo Michelangelo: in nuce il futuro dell’arte

I capolavori giovanili di Michelangelo: la Madonna della Scala e la Battaglia dei Centauri

di Federico Giannini e Ilaria Baratta, Finestre sull’Arte, 20-10-2020

Michelangelo, Madonna della Scala (1490 circa; marmo, 56,7 x 40,1 cm; Firenze, Casa Buonarroti, inv. 190)

La Madonna della Scala e la Battaglia dei Centauri sono i capolavori del Michelangelo adolescente, realizzati quando l’artista aveva appena 15 anni o poco più. Ma già da questi lavori emerge la personalità di un genio indipendente.

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Conseguenze del Covid

Sala della mostra Guggenheim. La Collezione Thannhauser a Milano, Palazzo Reale

Il Covid cambierà profondamente le mostre. Come? Le previsioni dei grandi organizzatori

di Federico Giannini e Ilaria Baratta, Finestre sul’arte, 10-9-2020

Sala della mostra Guggenheim. La Collezione Thannhauser a Milano, Palazzo Reale (17 ottobre 2019 - 1 marzo 2020). Ph. Skira

In che modo la pandemia di Covid-19 cambierà le mostre? Ci saranno ancora i grandi eventi? Quali saranno le tipologie di esposizioni che visiteremo nei prossimi mesi? Lo abbiamo chiesto a tre delle principali aziende organizzatrici: Skira, 24 Ore Cultura ed Electa. Leggi tutto “Conseguenze del Covid”

“Alta a coprire tutti i popoli toscani”: la cupola del Brunelleschi a Firenze

La Cupola di Brunelleschi che ha stupito il mondo: storia del capolavoro rinascimentale

La Cupola di Brunelleschi nel panorama di Firenze

Il 7 agosto del 1420 cominciava la costruzione della Cupola del Duomo di Santa Maria del Fiore a Firenze, lo straordinario capolavoro di Filippo Brunelleschi. Ecco la storia di questa struttura incredibile e che ha stupito il mondo.

Comincia con una colazione a base di pane, melone e vino, il 7 agosto del 1420, la storia di uno dei più grandi capolavori della storia dell’umanità: la Cupola del Duomo di Santa Maria del Fiore a Firenze, capolavoro di Filippo Brunelleschi (Firenze, 1377 – 1446), il padre del Rinascimento in architettura.

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Raffaello difensore ante litteram dei Beni Culturali

Raffaello è stato il primo soprintendente della storia. La lettera a Leone X

di Federico Giannini e Ilaria Baratta, Finestre sull’arte 23-7-2020

Raffaello, Autoritratto (1506-1508; olio su tavola di pioppo; Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture). Gabinetto fotografico delle Gallerie degli Uffizi - Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo

Possiamo considerare Raffaello come il primo soprintendente della storia: con lui si produsse una nuova sensibilità nei confronti dei beni culturali, alle origini di quella moderna. Lo scopriamo da un documento fondamentale: la lettera a papa Leone X.

A molti storici dell’arte piace definire il grande Raffaello Sanzio (Urbino, 1483 – Roma, 1520) come il primo soprintendente della storia, e non è un azzardo affermare che la sua figura costituisca uno dei fulcri della storia della tutela dei monumenti in Italia. Occorre tornare al 27 agosto del 1515: quel giorno, papa Leone X (Firenze, 1475 – Roma, 1521), il pontefice che sarebbe stato poi eternato dall’urbinate in un magnifico ritratto oggi agli Uffizi, veniva nominato praefectus marmorum et lapidum omnium. Leggi tutto “Raffaello difensore ante litteram dei Beni Culturali”