Lorenzetti a Siena: non solo in Palazzo Pubblico

Uno straordinario episodio d’arte francescana a Siena: il ciclo di Pietro e Ambrogio Lorenzetti

di Francesca Interguglielmi, Finestre sull’arte, 12-11-2020

Ambrogio Lorenzetti, Martirio dei francescani, dettaglio

Scoperti alla metà del XIX secolo, gli affreschi di Pietro e Ambrogio Lorenzetti nella basilica di San Francesco a Siena sono un singolare episodio di arte francescana in città, descritto secondo una particolare iconografia.

All’interno della Basilica di San Francesco a Siena, in due cappelle laterali del transetto sinistro, si trovano tre grandi dipinti murali che, insieme ad alcuni altri frammenti attualmente musealizzati, sono la preziosa testimonianza di quanto rimane del ciclo realizzato da Pietro e Ambrogio Lorenzetti nella sala capitolare dell’attiguo convento francescano. Vennero scoperti fortuitamente sotto uno strato di scialbo poco dopo la metà del XIX secolo, in un ambiente che in quel momento era adibito a officina di fabbro, e furono da subito giudicate di grande pregio e interesse. L’ex convento francescano stava per essere trasformato nel nuovo seminario vescovile (in particolare, l’antica sala capitolare sarebbe diventata il nuovo refettorio), così si decise di rimuovere quei dipinti e di trasferirli nella chiesa. La tecnica utilizzata per le tre grandi raffigurazioni fu quella dello stacco a massello, ovvero venne rimossa, oltre alla superficie pittorica, anche una porzione di muro retrostante. Leggi tutto “Lorenzetti a Siena: non solo in Palazzo Pubblico”

Splendore di Duccio da Buoninsegna

La Maestà di Duccio di Buoninsegna: un capolavoro della storia dell’arte italiana

di Francesca Interguglielmi, Finestre sull’arte, 15-10-2021

Duccio di Buoninsegna, Maestà, recto (1308-1311; tempera su tavola, 214 x 412 cm; Siena, Museo dell'Opera del Duomo)

La Maestà di Duccio di Buoninsegna, capolavoro conservato al Museo dell’Opera del Duomo di Siena, è una delle opere fondamentali della storia dell’arte italiana. Fu dipinta tra il 1308 (ma forse anche prima) e il 1311 e la sua consegna fu anche un evento per Siena.

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Botticelli e Dante

Un incredibile mondo visionario: le illustrazioni di Botticelli per la Divina Commedia

Sandro Botticelli, Paradiso IX (1481-1495; punta d'argento, inchiostro e penna su pergamena, 322 x 470 mm; Berlino, Kupferstichkabinett)

Sul finire del Quattrocento, Sandro Botticelli realizzò diversi disegni per illustrare la Divina Commedia di Dante. Sono tra le opere meno note del grande artista fiorentino ma ci restituiscono tutta la sua potenza visionaria.

Tra il Kupferstichkabinett di Berlino e la Biblioteca Apostolica Vaticana si conservano 92 disegni che illustrano un testo manoscritto della Commedia di Dante Alighieri (Firenze, 1265 – Ravenna, 1321). Questi disegni furono commissionati a Sandro Botticelli (Firenze, 1445 – 1510) da Lorenzo di Pier Francesco de’ Medici (Firenze, 1463 – 1503), cugino di Lorenzo il Magnifico. A questo membro della famiglia Medici viene ricondotta anche la proprietà di alcune tra le opere più conosciute del pittore fiorentino: la Primavera, la Nascita di Venere e Pallade e il Centauro. Rispetto alle opere a tema mitologico appena citate, diventate tra i simboli universali della pittura rinascimentale italiana, i disegni della Commedia sono rimasti spesso nell’ombra all’interno della produzione botticelliana. Leggi tutto “Botticelli e Dante”

Sublime Duccio

La Maestà di Duccio di Buoninsegna: un capolavoro della storia dell’arte italiana

di Francesca Interguglielmi, Finestre sull’arte, 15-10-2021

Duccio di Buoninsegna, Maestà, recto (1308-1311; tempera su tavola, 214 x 412 cm; Siena, Museo dell'Opera del Duomo)

La Maestà di Duccio di Buoninsegna, capolavoro conservato al Museo dell’Opera del Duomo di Siena, è una delle opere fondamentali della storia dell’arte italiana. Fu dipinta tra il 1308 (ma forse anche prima) e il 1311 e la sua consegna fu anche un evento per Siena. Leggi tutto “Sublime Duccio”

Masaccio il grande

La Cappella Brancacci: il nuovo sguardo della pittura

di Francesca Interguglielmi, Finestre sull’arte, 29-7-2021

La parete sinistra

A Firenze, nella zona dell’Oltrarno, tra i tanti magnifici luoghi che si possono visitare, uno venne descritto dal pittore neoclassico Jean-Auguste-Dominique Ingres come “vera culla della pittura”. Si tratta della Cappella Brancacci, che si trova all’interno della chiesa di Santa Maria del Carmine. Questa cappella fu sotto il patronato della famiglia fiorentina dei Brancacci a partire dalla seconda metà del XIV secolo fino al 1780, passando poi ai Riccardi. Leggi tutto “Masaccio il grande”

Gotico internazionale a Trento

Il ciclo dei mesi di Torre Aquila nel Castello del Buonconsiglio: un capolavoro del Gotico Internazionale a Trento

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Il ciclo dei Mesi di Torre Aquila

Nella Torre Aquila del Castello di Buonconsiglio a Trento si conserva un capolavoro del gotico internazionale: il ciclo dei Mesi del magister Venceslao. Un documento preziosissimo per capire com’era la vita nel Trecento.

Sulle pareti di Torre Aquila, posta all’estremità meridionale del Castello del Buonconsiglio a Trento, sede dei principi vescovi dal XIII al XVIII secolo, si sviluppa uno dei cicli profani più celebri del gotico internazionale, quello dedicato alla raffigurazione dei mesi. Leggi tutto “Gotico internazionale a Trento”

Il pavimento del Duomo di Siena

Un racconto di marmo. Il pavimento del Duomo di Siena

Il pavimento del Duomo di Siena. © Opera della Metropolitana di Siena

Il pavimento del Duomo di Siena è una delle opere più straordinarie del Rinascimento: un vero racconto di marmo (ma non solo) che si dipana ai piedi di chi entra nella Cattedrale senese.

Entrando nel Duomo di Siena, dedicato alla Vergine Assunta, che con le sue forme gotiche si erge maestoso sull’acropoli della città toscana, lo sguardo deve essere indirizzato a trecentosessanta gradi, perché si possono osservare capolavori d’arte non soltanto intorno a noi, ma anche sotto ai piedi. Infatti nel cuore religioso di questa città si trova quello che Vasari definì “il più bello…grande e magnifico pavimento che mai fosse stato fatto”. Leggi tutto “Il pavimento del Duomo di Siena”

Albenga: un capolavoro del V secolo

Il Battistero di Albenga, la più importante architettura paleocristiana in Liguria

L'interno del battistero di Albenga

Albenga, cittadina della Riviera ligure di ponente, è un insediamento di origine preromana. Il suo primo nome fu Albium Ingaunum, latinizzato poi in Albingaunum, che significa ‘città degli Ingauni’, dalla tribù di Liguri che la avevano come capitale. Il suo centro storico, in cui, oltre all’evidente impianto urbanistico del castrum romano, è riconoscibile il suo fiorente periodo medievale, conserva l’edificio paleocristiano più importante di tutta la Liguria, il battistero, unica costruzione rimasta intatta dell’Albenga tardo-romana e bizantina. Si trova ad un livello inferiore rispetto all’attuale pavimentazione cittadina, circa due metri e mezzo, ed è posto accanto alla Cattedrale di San Michele, le cui attuali forme sono certamente posteriori, ma la collocazione è rimasta invariata rispetto all’edificio originario. Leggi tutto “Albenga: un capolavoro del V secolo”

La Maestà di Simone a Siena: avremmo dovuto essere là…

La Maestà di Simone Martini nel Palazzo Pubblico di Siena: un capolavoro religioso ma soprattutto civile

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Simone Martini, Maestà (1312-1315; affresco e applicazioni di materiali varî, 763 x 970 cm; Siena, Palazzo Pubblico)

La “Maestà” di Simone Martini, il capolavoro che decora una delle pareti della Sala del Mappamondo nel Palazzo Pubblico di Siena, è un alto esempio dei valori civili dell’antica Repubblica Senese, ed è anche una straordinaria e innovativa opera d’arte.

Sulla parete settentrionale della Sala del Mappamondo del Palazzo Pubblico di Siena si estende per 110 metri quadri uno dei capolavori della pittura senese, realizzato, a partire presumibilmente dal 1312, da Simone Martini (Siena, 1284 circa – Avignone, 1344). Si tratta della Maestà, opera commissionata al pittore senese dal Governo dei Nove, espressione dei grandi mercanti, banchieri e grandi imprenditori cittadini, che rimase al potere dal 1287 al 1355. Nella sala in cui venivano dipinte le conquiste territoriali senesi tramite la rappresentazione dei castelli assoggettati, viene scelto di raffigurare un preciso soggetto religioso ben presente nell’immaginario collettivo a Siena, in quanto dal 1311 era presente sull’altare maggiore del Duomo la splendida Maestà di Duccio di Buoninsegna (Siena, 1255 – 1318/1319). Stesso soggetto, ma due realizzazioni con motivazioni e intenti ben diversi. Leggi tutto “La Maestà di Simone a Siena: avremmo dovuto essere là…”