Sesso classico: le ceramiche greche che piacevano agli Etruschi

Le ceramiche erotiche del Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia

Il Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia conserva un importante nucleo di ceramiche attiche a soggetto erotico: ecco quali sono i soggetti e i loro significati.

La sala delle ceramiche antiche del Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia è uno dei passaggi dell’itinerario di visita di Palazzo Vitelleschi in cui il pubblico si sofferma più a lungo, data la vastità e l’importanza della raccolta di vasi figurati qui conservati. Si tratta di materiale proveniente dagli scavi del territorio, confluito nelle raccolte che nel 1924 diedero vita all’attuale museo, frutto dell’unione di diverse collezioni (quella comunale, quella della famiglia Bruschi-Falgari, e altri nuclei privati). In questa collezione un ruolo di notevole rilevanza è rivestito dal nucleo di ceramiche attiche con soggetti erotici, che si caratterizza per una quantità e una varietà di soggetti che ha pochi altri eguali: la foltissima presenza di tombe e sepolcri etruschi attorno alla città di Tarquinia ha del resto permesso il rinvenimento di una grande abbondanza di ceramiche, dal momento che era uso tipico degli etruschi (Tarquinia era una delle città della Dodecapoli Etrusca, ovvero l’insieme delle dodici importanti città-Stato tra loro alleate) inserire questi oggetti nelle sepolture, circostanza che ha permesso di farci pervenire un altissimo numero di ceramiche attiche intatte. Leggi tutto “Sesso classico: le ceramiche greche che piacevano agli Etruschi”

Una chimera per la propaganda medicea

Chimera, un auspicio etrusco per i Medici

di Raffaella Viccei, Alias, 27-8-2021

Arezzo, Chimera,  400 a.C. ca., Firenze, Museo Archeologico Nazionale, foto da:  R. Bianchi Bandinelli,  A. Giuliano, Etruschi  e Italici prima  del dominio di Roma, Rizzoli, 1985

Arezzo, Chimera, 400 a.C. ca., Firenze, Museo Archeologico Nazionale

Chimera di Arezzo. 15 novembre 1553, Arezzo: dalla terra rimossa per costruire un nuovo bastione a difesa della città, spuntò uno strano leone di bronzo, finemente eseguito, feroce nell’aspetto. Cosimo I lo volle sùbito a Firenze Leggi tutto “Una chimera per la propaganda medicea”