Splendore di Duccio da Buoninsegna

La Maestà di Duccio di Buoninsegna: un capolavoro della storia dell’arte italiana

di Francesca Interguglielmi, Finestre sull’arte, 15-10-2021

Duccio di Buoninsegna, Maestà, recto (1308-1311; tempera su tavola, 214 x 412 cm; Siena, Museo dell'Opera del Duomo)

La Maestà di Duccio di Buoninsegna, capolavoro conservato al Museo dell’Opera del Duomo di Siena, è una delle opere fondamentali della storia dell’arte italiana. Fu dipinta tra il 1308 (ma forse anche prima) e il 1311 e la sua consegna fu anche un evento per Siena.

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Il primo capolavoro di Duccio da Buoninsegna

La Madonna Rucellai di Duccio di Buoninsegna, la più grande tavola del Duecento

di Federico Giannini e Ilaria Baratta, Finestre sull’arte, 27-2-2021

Duccio di Buoninsegna, Madonna col Bambino in trono e angeli, detta Madonna Rucellai (1285; tempera su tavola e fondo oro, 450 x 290 cm; Firenze, Galleria degli Uffizi, in deposito dalla chiesa di Santa Maria Novella a Firenze, Comune di Firenze)

La Madonna Rucellai di Duccio di Buoninsegna è la più grande tavola dipinta del XIII secolo arrivata fino a noi. Custodita agli Uffizi nella sala delle Maestà, a confronto con Cimabue e Giotto, è in realtà della chiesa di Santa Maria Novella. Scopriamola in questo articolo.

È la più grande tavola dipinta del XIII secolo che ci sia nota: un’imponente opera di quattro metri e mezzo d’altezza per quasi tre di larghezza. Si tratta della Madonna Rucellai, straordinario capolavoro di Duccio di Buoninsegna (Siena, 1255 circa – 1319), che oggi accoglie i visitatori della Galleria degli Uffizi di Firenze all’inizio del percorso del museo. È un’opera di cui conosciamo molto bene la storia: l’opera fu commissionata il 15 aprile del 1285 al grande pittore senese dalla Compagnia dei Laudesi, confraternita che si era formata verso la metà del Duecento a Firenze, e che richiese la tavola per destinarla alla chiesa di Santa Maria Novella, dove i Laudesi abitualmente si riunivano. Nelle sue Vite, Giorgio Vasari, che attribuiva la tavola a Cimabue (Firenze, 1240 circa – Pisa, 1302), la descriveva come “posta in alto fra la capella de’ Rucellai e quella de’ Bardi da Vernia”. Leggi tutto “Il primo capolavoro di Duccio da Buoninsegna”