Autocitazionismo d’avanguardia del grande mistificatore De Chirico

De Chirico, l’ancipite Contemporaneo del ritornante

di Giuseppe Frangi, Alias, 3-12-2021

Giorgio de Chirico,

Giorgio de Chirico, “Sole sul cavalletto”, 1972, Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, Roma

Loranzo Canova, “Il grande ritorno. Giorgio De Chirico e la Neometafisica”, La Nave di Teseo. Un libro che sdogana in via definitiva la Neometafisica di Giorgio de Chirico, agganciandola organicamente a Festa, Warhol, Guston, alla Transavanguardia… Leggi tutto “Autocitazionismo d’avanguardia del grande mistificatore De Chirico”

Longhi che non amava Raffaello e poi si ricredette

Raffaello secondo Roberto Longhi. Dall’iconoclastia giovanile alla rivalutazione

La Stanza della Segnatura

Il cinquecentenario raffaellesco del 2020 è stato l’occasione per riaprire molta della bibliografia su Raffaello. Compresa quella longhiana: ma Roberto Longhi davvero odiava Raffaello? Il fatto è che il suo giudizio va considerato su un arco di tempo lungo. Leggi tutto “Longhi che non amava Raffaello e poi si ricredette”

Giorgio Vasari, Vita di Paolo Uccello

Giorgio Vasari  – Le vite de’ più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri

Nell’edizione per i tipi di Giunti – Firenze 1568

VITA DI PAULO UCCELLO PITTOR FIORENTINO

Paulo Uccello sarebbe stato il più leggiadro e capriccioso ingegno che avesse avuto, da Giotto in qua, l’arte della pittura se egli si fusse affaticato tanto nelle figure et animali, quanto egli si affaticò e perse tempo nelle cose di prospettiva; le quali ancor che sieno ingegnose e belle, chi le segue troppo fuor di misura, getta il tempo dietro al tempo, affatica la natura, e l’ingegno empie di difficultà, e bene spesso di fertile e facile lo fa tornar sterile e difficile, e se ne cava (da chi più attende a lei che alle figure) la maniera secca e piena di proffili;

 

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Quando Volpe riconobbe Paolo Uccello a Bologna

Paolo Uccello, fulmine a ciel sereno a Bologna

di Andrea Bacchi, Alias, 3-11-2020

L’affresco mutilo con la

L’affresco mutilo con la “Natività” (Bologna, San Martino Maggiore) ricondotto dallo studioso a Paolo Uccello nel 1980

Folgorazioni / Storici dell’arte: Carlo Volpe. Nel 1980 riconobbe quale opera del vertiginoso prospettico toscano l’affresco (mutilo) con la “Natività” in San Martino Maggiore: una scoperta spartiacque. Allievo a largo spettro di Roberto Longhi, Volpe rovesciò in questo modo le posizioni del maestro sia sul «curriculo» di Paolo di Dono sia sul ruolo storico del Quattrocento felsìneo

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Giovanni Agosti su Lea Vergine: una dolente lettura di sinistra

Enzo e Lea, Filemone e Bauci a Milano

di Giovanni Agosti, Alias, 1-11-2020

Lea Vergine insieme a Giovanni Agosti (di spalle), con il quadro di Enrico Castellani; la foto è di Antonio Mazzotta

Lea Vergine insieme a Giovanni Agosti (di spalle), con il quadro di Enrico Castellani; la foto è di Antonio Mazzotta

Ricordo di Lea Vergine ed Enzo Mari. La critica d’arte e il designer, storia d’amore novecentesca: la scomparsa “insieme”, quasi una versione contemporanea del toccante mito ovidiano… Leggi tutto “Giovanni Agosti su Lea Vergine: una dolente lettura di sinistra”

Critica d’arte come forma politica: Lea Vergine e il manifesto

L’anticonformismo che si sposò con «il manifesto»

Lea Vergine e Enzo Mari

Lea Vergine e Enzo Mari, scomparso il giorno precedente

Il ricordo. Del manifesto Lea Vergine è stata a lungo preziosa collaboratrice. Nel libro-intervista “L’arte non è faccenda di persone per bene (conversazione con Chiara Gatti)”, racconta come fu stupefatta quando, proprio alla vigilia dell’uscita del quotidiano, Luigi Pintor le propose di scrivere. Stupore che un giornale tanto politico intendesse occuparsi anche di cultura contemporanea Leggi tutto “Critica d’arte come forma politica: Lea Vergine e il manifesto”

La scomparsa di Lea Vergine: critica d’arte al femminile

Shock e dissenso come alfabeto politico

Il corpo come linguaggio. Dal suo celebre libro del 1974 sulla Body art fino ai volumi fondanti su performance a avanguardia

di Teresa Macrì, il manifesto, 21-10-2020

Il libro Il corpo come linguaggio (La Body-art e storie simili) che fu pubblicato nel 1974 dalla Prearo editori, fu quella scossa intellettiva che disturbò le menti conformiste dell’epoca, poiché enunciò il dislocamento artistico nell’universo delle pratiche corporee. Fu la giovane e scomoda critica d’arte Lea Vergine a scriverlo, con tutta la vibrante audacia che già la connotava e con la lucida consapevolezza delle trasformazioni epocali che sommuovevano il mondo, non solo dell’arte. Leggi tutto “La scomparsa di Lea Vergine: critica d’arte al femminile”

Genialità di Longhi su Velazquez

Roberto Longhi: scherzo manzoniano, divinare Velázquez

di Federico De Melis, Alias, 30-8-2020

Diego Velázquez,

Diego Velázquez, “La rissa all’Ambasciata di Spagna”, 1630 ca, Roma, Galleria Pallavicini

Nel 1950 Roberto Longhi destina a una sede privilegiata, il primo numero di «Paragone Arte», lo scritto con l’attribuzione a Diego Velázquez di un piccolo dipinto conservato a Roma, nella collezione dell’‘Aurora’, in palazzo Pallavicini-Rospigliosi. Titola l’opera, vedremo perché, La rissa all’Ambasciata di Spagna. Poche pagine prima, a seguire l’editoriale della rivista da lui fondata, splendono le Proposte per una critica d’arte, in cui Longhi accoglie «l’impegno assunto da Manzoni nel 1822: “Io faccio quel che posso per penetrarmi nello spirito del tempo che debbo descrivere, per vivere in esso”». Leggi tutto “Genialità di Longhi su Velazquez”

Pasolini-Wahrol: un confronto mancato e una affascinante opportunità di riflessione

Pasolini / Warhol, il caso drag queen

Alessandro Del Puppo, “Pasolini Warhol 1975”, Mimesis. Il libro ricostruisce i moventi ideologici di un controverso incontro. Occasione, una mostra al Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Nella serie warholiana «Ladies and Gentlemen» Pasolini vide non l’affermarsi di nuove soggettività, ma una sola Persona: omologazione vs liberazione

di Manuel Barrese, alias 26-7-2020

Andy Warhol,

Andy Warhol, “Ladies and Gentlemen (Iris, E.M., Broadway and Kim)”, 1974, polaroid

Le vicende prese in esame da Alessandro Del Puppo nel libro Pasolini Warhol 1975 (Mimesis, pp. 162, euro 10,00) sono tutte comprese tra il 1975 e il 1980 circa, un segmento temporale breve ma cruciale per la storia d’Italia. È proprio in quel ristretto arco cronologico percorso da stragi, attacchi al cuore dello Stato, ubriacature ideologiche che – come lascia intendere Del Puppo – affondano le problematiche e le categorie estetico-critiche della postmodernità. Leggi tutto “Pasolini-Wahrol: un confronto mancato e una affascinante opportunità di riflessione”