L’arroganza dei politici cancella un capolavoro settecentesco e insulta ogni principio di tutela e restauro

Le metamorfosi di Calatrava: la chiesa ora è un videogioco

di Tomaso Montanari, Emergenza Cultura, 27-7-2021

Immaginiamo che la direttrice del Bargello chieda a Jeff Koons di reinterpretare il Bacco di Michelangelo: e che quello si metta a dorarne i capelli, colorandogli sul marmo un paio di brache rosse da topolino. O che il direttore delle Gallerie dell’Accademia di Venezia chieda a Damien Hirst di risemantizzare la Tempesta di Giorgione, e che quello la metta in una teca stagna e la cali in una vasca piena di squali vivi. E che entrambi questi interventi vengano decisi appunto dai direttori autonomi, senza consultare i loro stessi consigli scientifici, né le soprintendenze e i comitati tecnico-scientifici ministeriali. E che siano interventi senza una data di conclusione. E, naturalmente, che vengano inaugurati dal ministro per i Beni culturali. Ebbene, è esattamente quello che è successo alla chiesa di San Gennaro (1745-1776) nel Bosco di Capodimonte a Napoli, un’opera di un grandissimo architetto del tardo barocco: Ferdinando Sanfelice. Leggi tutto “L’arroganza dei politici cancella un capolavoro settecentesco e insulta ogni principio di tutela e restauro”

Qundo il restauro è corretto: Mantegna al Poldi Pezzoli

Andrea Mantegna, la Madonna col Bambino del Poldi Pezzoli: il racconto di un restauro

Finestre sull’arte, 10-7-2021

Andrea Mantegna, Madonna col Bambino (1490-1499; tempera magra su tela, 35,5 x 45,5 cm; Milano, Museo Poldi Pezzoli). Dopo il restauro

La Madonna col Bambino di Andrea Mantegna del Poldi Pezzoli di Milano era stata pesantemente alterata nell’Ottocento: il restauro condotto tra il 2019 e il 2020 ha permesso di recuperare i suoi valori originali. Ecco come si è svolto l’importante intervento.

Un restauro ottocentesco aveva alterato a tal punto l’aspetto della Madonna col Bambino di Andrea Mantegna (Isola di Carturo, 1431 – Mantova, 1506) conservata al Museo Poldi Pezzoli di Milano da renderla particolarmente difficile da giudicare: autore del restauro è stato uno dei più grandi pittori del primo Ottocento italiano, Giuseppe Molteni (Milano, 1800 – 1867), che però era intervenuto sull’opera in maniera invasiva, tanto che risultava impossibile capire a quale periodo dell’attività di Mantegna risalisse il dipinto. Si tratta di una delle opere più intime dell’artista veneto, parte di una produzione destinata alla devozione privata: la Madonna tiene il Bambino sulle ginocchia, stringendolo delicatamente tra le braccia per non farlo cadere, accarezzandolo e chinando la testa per sfiorare quella del figlio, con lo sguardo che pare quasi perso, malinconico, come se la Vergine stia presagendo il destino del Bambino.

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Pittura al femminile: aspirazioni e limiti della mostra di Milano

Le Signore dell’Arte a Milano: meriti e limiti della mostra sulle artiste di Cinque e Seicento

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 13-7-2021

Sala della mostra

Recensione della mostra “Le Signore dell’Arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600”, a Milano, Palazzo Reale, dal 2 marzo al 25 luglio 2021.

Per una coincidenza fortuita, la ricca mostra Le Signore dell’arte, la rassegna con cui Palazzo Reale a Milano compone una profumatissima antologia di pittura al femminile tra Cinque e Seicento, cade a cinquant’anni esatti di distanza dalla pubblicazione d’un saggio senza il quale forse anche quest’esposizione non sarebbe mai nata: risale al 1971 la pubblicazione di Why Have There Been No Great Women Artists?, lo studio con cui Linda Nochlin dava di fatto avvio alla moderna ricerca storica sulle donne nell’arte, e che avrebbe portato, cinque anni dopo, alla mostra Women Artists: 1550-1950, la prima indagine di vasto respiro sull’argomento, capace di percorrere quattro secoli di storia attraverso l’opera d’ottantatré donne.

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Arroganza o incultura?

Ironia, sberleffi e critiche per la chiesa ridecorata da Calatrava. E Bellenger si irrita

da Finestre sull’arte, 9-7-2021

Ironia, sberleffi e critiche per la chiesa ridecorata da Calatrava. E Bellenger si irrita

Non piace al pubblico ed è criticato dagli addetti ai lavori l’intervento di Calatrava nella chiesa di San Gennaro a Capodimonte. “Sembra il bagno di un autogrill”, si ironizza. Altri fanno critiche più puntuali. E Sylvain Bellenger scende nell’agone con un post

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Una mostra che sa di propaganda

La mostra Tota Italia: propaganda augustea senza filtri al Quirinale

Mostra Tota Italia

Recensione della mostra “Tota Italia. Alle origini di una nazione” (a Roma, Scuderie del Quirinale, dal 14 maggio al 25 luglio 2021)

Chissà se Ottaviano Augusto, quando prima di morire diede ordine di far scrivere e incidere le sue Res gestae, le imprese compiute (una sorta di autobiografia propagandistica), sul suo Mausoleo e poi in piazze e monumenti in giro per l’impero (la versione meglio conservata ci arriva da Ankara), avrebbe mai pensato che duemila anni più tardi quel documento sarebbe stato utilizzato come fonte storica principale per una mostra nella sua Roma, al Quirinale, la casa degli Italiani. Anche solo immaginare che un testo di squisito intento politico, utile a mantenere vivo il ricordo che Augusto aveva voluto costruire di sé in vita, possa essere il nocciolo della mostra archeologica più ambiziosa del 2021 nella capitale d’Italia, potrebbe sembrare strano. Eppure è esattamente ciò che accade con la mostra Tota Italia. Alle origini di una nazione allestita alle Scuderie del Quirinale, organizzata da Ales e dal Ministero della Cultura e curata da Massimo Osanna (Direzione Generale Musei) e Stéphane Verger (Museo Nazionale Romano) Leggi tutto “Una mostra che sa di propaganda”

Illustrare la Divina Commedia: ne parleremo nelle future conferenze

Dante a Forlì, una mostra che è come un’enciclopedia su Dante nella storia dell’arte

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 2-7-2021

Federico Zuccari, Caronte. Terremoto e svenimento di Dante (Inf., III) (1585-1588 circa; pietra nera e rossa su carta bianca vergata, 448 x 615 mm; Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe)

Recensione della mostra “Dante. La visione dell’arte”, a Forlì, Musei San Domenico, fino all’11 luglio 2021.

C’è un momento piuttosto preciso, nel corso della storia, in cui è possibile individuare i prodromi della costruzione dell’odierno mito di Dante. Il culto dantesco, in altri termini, ha un luogo e una data di nascita, ovvero l’Inghilterra della fine del Settecento, e un padre sicuramente inconsapevole, Joshua Reynolds, ma che fu tuttavia capace di recuperare per la prima volta i temi della Commedia senza tener conto delle implicazioni religiose, teologiche e morali del poema, preoccupandosi più di restituire la potenza visionaria dell’immaginario dantesco. Leggi tutto “Illustrare la Divina Commedia: ne parleremo nelle future conferenze”

La battaglia dei giganti di Monte Prama

Da uno scontro istituzionale senza precedenti nasce la fondazione dei Giganti di Mont’e Prama

di Leonardo Bison, 2-7-2021, Finestre sull’arte

I Giganti di Mont’e Prama al Museo di Cabras

Dopo uno scontro istituzionale senza precedenti, nasce finalmente la Fondazione che gestirà i Giganti di Mont’e Prama: obiettivo, far rimanere le opere a Cabras e valorizzarle. Ma ci sono alcuni aspetti critici.

Poche ore fa si è posta la parola fine alla tormentata vicenda della Fondazione Monte Prama, voluta dal ministro Dario Franceschini nel 2017 per gestire, a dispetto del nome, tutti i beni culturali del Comune di Cabras (oltre al sito di Mont’e Prama, anche l’area archeologica di Tharros, l’ipogeo di San Salvatore, la Torre di san Giovanni di Sinis). La Fondazione è stata formalmente creata solo oggi, 1 luglio 2021, dopo quattro anni di trattative e discussioni. Leggi tutto “La battaglia dei giganti di Monte Prama”

Quando l’opera d’arte (senza entrare nel merito della definizione) è brutta

L’estetica del goffo. La porchetta di Roma, il toro di Torino, la Vanità di Carrara

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 26-6-2021

La porchetta di Roma

Cos’è che accomuna i tre interventi d’arte pubblica più contestati dell’ultima settimana, ovvero la porchetta di Roma, il toro di Torino e la Vanità di Carrara? Il fatto che sono opere goffe, dove il goffo è determinato dall’ampiezza dello scarto tra intenzione e risultato. Leggi tutto “Quando l’opera d’arte (senza entrare nel merito della definizione) è brutta”

Simbolismo all’italiana: Alberto Martini

Alberto Martini, nero e flessuoso con Poe

di Giorgio Villani, alias, 13-6-2021

Alberto Martini,
Alberto Martini, “Petite discussion avec une momie”, da “I racconti di Edgar Allan Poe”, 1908

Alberto Martini in due gallerie romane, Carlo Virgilio e Laocoonte. Le chine visionarie dell’illustratore simbolista, «finissima tessitura di tratti». Fonti di ispirazione, Dürer, Callot, Redon: utilizzava la penna come fosse la morsura di un’acquaforte

 

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Grottesca decadenza della classe dirigente fiorentina

Miracolo a Dubai: la copia del David è un’”opera nuova”

di Tomaso Montanari, Emergenza cultura, 29-4-2021

“Firenze ha la vergogna di essere una di quelle città che non vivono col lavoro indipendente dei loro cittadini vivi, ma con lo sfruttamento pitocco del genio dei padri e delle curiosità dei forestieri. Non vivete per voi stessi la vita di oggi, ma siete continuamente occupati in questo ignobile esercizio: levare i quattrini dalle tasche degli stranieri, facendo loro vedere i rimasugli dei vostri celebri defunti. Se volete essere come i vostri padri, dovreste imitarli meglio: lavorare per arricchire e aiutare la nuova arte che sorge, invece di rabberciare e sfruttare quella passata, che ormai è morta e sepolta nei musei”.

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