Energia e paesaggio

La Battaglia del Paesaggio

di Rosa Filippini, L’Astrolabio, 23-6-2020

 

Sembrava cosa fatta la trasformazione di 250 ettari di paesaggio rurale di grande pregio della Tuscia in uno degli impianti fotovoltaici più grandi del mondo. Invece il Ministero per i Beni e le Attività Culturali si è opposto e ha avuto ragione. Ora, con l’opposizione al megaimpianto eolico di Rimini, si fa sempre più duro – e per fortuna più visibile – lo scontro fra chi vuole pale e pannelli a tutti i costi e chi non intende lasciar distruggere il paesaggio e si impegna invece a favore di politiche più efficaci contro il cambiamento climatico. Leggi tutto “Energia e paesaggio”

La via Appia, una delle più affascinanti strade del mondo

La lezione della Regina viarum

di Rita Paris, Left, 12-6-2020

Venti anni fa, l’estate del 2000 ha segnato l’inizio di una nuova vita per l’Appia, con le aperture del complesso del Mausoleo di Cecilia Metella e il medievale Palazzo Caetani, la Villa dei Quintili, i restauri della strada e di alcuni monumenti funerari che la fiancheggiano, la ricucitura della Via Appia, grazie all’interramento delle corsie del GRA. Questi interventi sono stati realizzati con i finanziamenti straordinari per il Grande Giubileo 2000, come risorsa aggiuntiva anche per il patrimonio storico artistico diffuso della città. Nei tempi brevi imposti dall’evento, con un team di professionisti della Soprintendenza ed esterni, si sono portati a compimento progetti a carattere stabile, per una effettiva fruizione pubblica.

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La mostra di Canova e Thorvaldsen a Milano

Canova e Thorvaldsen, l’eterna sfida da cui è nata la scultura moderna. La mostra a Milano

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 18-6-2020

Sala della mostra Canova Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna. Ph. Credit Flavio Lo Scalzo

ecensione della mostra “Canova – Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna”, a Milano, Gallerie d’Italia di piazza Scala, dal 24 ottobre 2019 al 28 giugno 2020.

Milano dovette contentarsi d’essere irradiata da un riverbero fulmineo della contesa che oppose i due grandi rivali della scultura neoclassica, Antonio Canova (Possagno, 1757 – Venezia, 1822) e Bertel Thorvaldsen (Copenaghen, 1770 – 1844): qui, in terra lombarda, la fortuna non arrise al veneto che, tra progetti accantonati, opere mai giunte a destinazione e propositi interrotti, mancò spesso l’occasione d’imporvi il suo genio, pur riuscendo comunque a farne rilucere l’astro: si pensi al bronzo del Napoleone come Marte pacificatore che dal 1859 troneggia sul cortile di Brera, ai calchi in gesso dell’Accademia, al cippo marmoreo a Giuseppe Bossi, eretto all’Ambrosiana dove ancora si trova. Dello scandinavo, invece, la città serba solo il cenotafio della poetessa Anna Maria Porro Lambertenghi, oggi protetto da una vetrata tra i tavolini del bar di Villa Reale: per un confronto più serrato tra i due, occorre semmai recarsi poco lontano dal capoluogo, alla Villa Carlotta di Tremezzo, dove il più fulgido esempio di bassorilievo neoclassico, l’Ingresso di Alessandro in Babilonia, capolavoro del danese, dialoga con alcune tra le migliori opere di Canova che Giovanni Battista Sommariva, grande appassionato dello scultore di Possagno, volle per la propria collezione. Leggi tutto “La mostra di Canova e Thorvaldsen a Milano”

Quando i monumenti sono detestabili

Quale destino per i monumenti legati al colonialismo? Un ricordo inclusivo

di

L'abbattimento del monumento a Edward Colston: il momento in cui la statua di bronzo viene gettata nelle acque del porto di Bristol

Cosa fare dei monumenti scomodi che abbiamo ricevuto in eredità dal passato? Cancellare la memoria non è la strada: quello che serve, specialmente in un paese selettivamente smemorato come il nostro, occorre guardare a esempi di rideterminazione degli spazi della memoria. Leggi tutto “Quando i monumenti sono detestabili”

Un libro importante sul Pordenone

Pordenone come il vento

Alessandro Ballarin, “Pordenone ma anche Correggio e Michelangelo”, Officina libraria-Edizioni dell’Aurora . Un estenuante esercizio di lettura per inseguire l’artista friulano: che rappresenta, insieme a Lotto, l’opzione «alternativa» nel ricco quadro del Rinascimento padano

di Sergio Momesso, Alias, 17-5-2020

Giovanni Antonio Sacchi, il Pordenone,

Giovanni Antonio Sacchi, il Pordenone, “Pala della Misericordia, particolare, Pordenone, Duomo

Non è certo un instant book il nuovo libro di Alessandro Ballarin: Pordenone ma anche Correggio e Michelangelo, Officina libraria-Edizioni dell’Aurora (pp. 614, 500 ill. a colori e b/n, euro 45,00) Anche se vederlo uscire giusto in tempo per la recente mostra Il Rinascimento di Pordenone poteva farlo pensare. Un’opera che sfida il tempo e l’intelligenza del lettore come tutti i volumi di Ballarin, stampati prima con Bertoncello, poi con Grafiche Aurora. Non è il solito lussuoso tomo di grande formato, ma un ben più accessibile volume in-ottavo, che non rinuncia alla composizione in Bembo e alla solita partizione di testo e tavole su carte diverse (purtroppo i numeri non sono più maiuscoletti). Leggi tutto “Un libro importante sul Pordenone”

Un grande restauro nel Camposanto di Pisa

Il Trionfo della Morte, il capolavoro di Bonamico Buffalmacco nel Camposanto di Pisa

di Antonio Paolucci, Finestre sull’arte, 22-5-2020

Bonamico Buffalmacco, Trionfo della Morte (1336 circa; affresco, 564 x 1497 cm; Pisa, Camposanto Monumentale)

Dopo un restauro durato più di settant’anni, il Trionfo della Morte di Bonamico Buffalmacco, il grande affresco che decora una delle pareti del Camposanto Monumentale di Pisa, è stato consegnato, nel 2018, a condizioni di leggibilità soddisfacenti, che ci permettono di comprendere pienamente di trovarci davanti a una pittura fortemente espressiva, tra i vertici del Trecento.

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I monumenti fascisti vanno distrutti?

Se ci sentiamo toccati sui monumenti fascisti, forse abbiamo ancora qualche conto in sospeso

di Federico Giannini, 31-10-2017

Iscrizione sulla Torre Civica di Sermide (Mantova). Ph. Credit Finestre sull'Arte

Iscrizione sulla Torre Civica di Sermide (Mantova) con la scritta “fascista” abrasa. Alle ultime elezioni del piccolo comune lombardo, una lista con il fascio littorio nel simbolo è entrata in consiglio comunale. Ph. Credit Finestre sull’Arte

Riflessione su monumenti fascisti, eredità del nostro passato: abbiamo riflettuto abbastanza, o abbiamo ancora qualche conto in sospeso?

Trovare una risposta unica alla domanda lanciata dal già ampiamente discusso articolo del New Yorker firmato da Ruth Ben-Ghiat, che si chiedeva per quale motivo in Italia esistano ancora così tanti monumenti del ventennio fascista, è impresa praticamente impossibile, dacché occorrerebbe ripercorrere la storia d’ognuna delle singole vestigia del regime che ancora rimangono intatte. Per rispondere al quesito si può però partire da una necessaria premessa storica: in Italia, la defascistizzazione avanzò in modo piuttosto confuso e caotico, e senza rispondere ad alcun sistematico coordinamento, con la conseguenza che il processo incontrò non poche difficoltà, non riuscì a essere veramente incisivo (anche per il fatto che molti funzionarî coinvolti dalla defascistizzazione, che doveva riguardare tutti gli aspetti della sfera pubblica, dalla scuola all’amministrazione, dall’esercito alla magistratura e via dicendo, erano loro stessi implicati col regime), e sul piano politico sperimentò un’importante battuta d’arresto con l’amnistia Togliatti al punto che, a detta della stragrande maggioranza degli storici, gli esiti furono pressoché fallimentari. Leggi tutto “I monumenti fascisti vanno distrutti?”

Sulla distruzione dei monumenti scomodi o inaccettabili

Non dobbiamo giustificare gli abbattimenti dei monumenti controversi. Ci sono altre soluzioni

di Federico Giannini, finestre sull’arte, 12-6-2020

L'abbattimento del monumento a Edward Colston: il momento in cui la statua di bronzo viene gettata nelle acque del porto di Bristol

Possiamo comprendere la rabbia di chi abbatte i monumenti, ma non possiamo giustificare questi gesti: ne potrebbero derivare esiti molto pericolosi.

Provo un profondo imbarazzo quando leggo certi giudizî affrettati e superficiali sull’ondata di proteste del movimento Black Lives Matter che ha investito i paesi anglosassoni e, in misura minore, il resto del mondo occidentale. Trovo che sia naturale: dalla nostra posizione di bianchi benestanti (e magari maschi ed eterosessuali) non possiamo immedesimarci nella rabbia di chi sta manifestando o di chi arriva al punto di abbattere i monumenti controversi. Leggi tutto “Sulla distruzione dei monumenti scomodi o inaccettabili”

Le allegre vite dei santi. Spunti di letture

Corpi dei santi, in bilico tra straordinari privilegi e quotidiana familiarità

Medioevo. Dagli studi di André Vauchez all’età di mezzo di Jack Hartnell, tra vita e morte

di Marina Montesano, il manifesto 12-6-2020

Andrea Orcagna, Redentore e santi, 1357: Polittico della Cappella Strozzi, Mantova

Andrea Orcagna, Redentore e santi, 1357: Polittico della Cappella Strozzi, Mantova

Una forma di racconto che ha le sue origini nell’età tardoantica e che rivestì grande importanza nei secoli successivi è data dalle Passiones, poi Vitae dei santi. L’agiografia rappresenta un genere letterario fondamentale per comprendere il medioevo, al di là della sterile distinzione tra gli elementi fantastici (prevalenti) e quelli reali delle biografie dei santi, peraltro già ampiamente operata dai padri «bollandisti» a partire XVII secolo.

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Altri consigli di lettura per comprendere meglio San Francesco

San Francesco e i doni profetici

Medioevo. Un percorso di letture intorno alla figura del frate, al di là delle leggende. La complessità delle fonti dà vita anche a un romanzo in cui ci si chiede se le tante censure operate dall’ufficialità dell’Ordine non abbiano nascosto particolari della sua vita

di Marina Montesano, il manifesto, 12-6-2020

«La Predica agli uccelli», dal ciclo di affreschi delle Storie di san Francesco della Basilica superiore di Assisi, attribuiti a Giotto

«La Predica agli uccelli», dal ciclo di affreschi delle Storie di san Francesco della Basilica superiore di Assisi, attribuiti a Giotto

La «questione francescana» ha ormai riempito biblioteche e l’interesse straordinario dei Mendicanti spinge la ricerca in mille direzioni diverse: dalle fonti sulla vita del fondatore – un vero giallo – al suo ruolo centrale nel mutare il cristianesimo medievale, dall’espansione dell’Ordine alle continue scissioni interne, alle riforme, alle persecuzioni dei suoi rami ritenuti ereticali; senza tacere il ruolo dei francescani, dal Duecento a oggi, in Terrasanta con la Custodia, e molto oltre, nell’Oriente asiatico dove si sono recati per secoli in qualità di missionari. Leggi tutto “Altri consigli di lettura per comprendere meglio San Francesco”