Longhi che non amava Raffaello e poi si ricredette

Raffaello secondo Roberto Longhi. Dall’iconoclastia giovanile alla rivalutazione

La Stanza della Segnatura

Il cinquecentenario raffaellesco del 2020 è stato l’occasione per riaprire molta della bibliografia su Raffaello. Compresa quella longhiana: ma Roberto Longhi davvero odiava Raffaello? Il fatto è che il suo giudizio va considerato su un arco di tempo lungo. Leggi tutto “Longhi che non amava Raffaello e poi si ricredette”

Uso effimero delle facciate delle chiese

Quella volta che Mario Mariotti “aprì” la facciata di Santo Spirito a Firenze

da Finestre sull’arte 21-3-2021

Mario Mariotti, Piazza della Palla

Nel 1980, Mario Mariotti immaginò un avveniristico spettacolo di proiezioni che “aprivano” la facciata incompiuta della basilica di Santo Spirito a Firenze. L’opera fu l’antesignana del moderno video mapping.

“A Firenze, a piazza Santo Spirito, fino all’8 settembre, Piazza della palla. Gioco scena proiezione a cura di Mario Mariotti e Sergio Salvi. ‘Divertissement’ per grandi e piccini con musica, danza, proiezioni di progetti per la facciata di Santo Spirito e giochi di ‘palla matta’”. Questa breve era stata pubblicata su un numero dell’estate del 1980 del settimanale L’Espresso e annunciava un’operazione che l’artista toscano Mario Mariotti (Montespertoli, 1936 – Firenze, 1997) aveva ideato assieme allo scrittore Sergio Salvi (Firenze, 1932) per la facciata della chiesa di Santo Spirito a Firenze. L’intervento si chiamava Piazza della Palla ed è tuttora considerato un’azione pionieristica nel campo del video mapping, molto di moda negli anni recenti. Ovviamente non si trattò di video mapping nel senso attuale del termine, dato che quelle di Mariotti erano semplici proiezioni di diapositive, ma si trattò comunque di un’azione avveniristica che precorse l’uso moderno di “arricchire” le facciate degli edifici, e che ebbe notevoli caratteri di novità. Leggi tutto “Uso effimero delle facciate delle chiese”

Quando la Street Art diventa istituzionale … entusiasma le masse

Quando l’arte è a misura di Instagram. JR e la street art istituzionale a Palazzo Strozzi

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 20-3-2021

La Ferita di JR (foto di JR)

La Ferita di JR (foto di JR)

JR incanta tutti con la sua installazione sulla facciata di Palazzo Strozzi a Firenze. Un’arte a misura di Instagram, che affonda le radici in una street art (istituzionalizzata), perfetta per la nostra epoca. Leggi tutto “Quando la Street Art diventa istituzionale … entusiasma le masse”

Giorgio Vasari, Vita di Paolo Uccello

Giorgio Vasari  – Le vite de’ più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri

Nell’edizione per i tipi di Giunti – Firenze 1568

VITA DI PAULO UCCELLO PITTOR FIORENTINO

Paulo Uccello sarebbe stato il più leggiadro e capriccioso ingegno che avesse avuto, da Giotto in qua, l’arte della pittura se egli si fusse affaticato tanto nelle figure et animali, quanto egli si affaticò e perse tempo nelle cose di prospettiva; le quali ancor che sieno ingegnose e belle, chi le segue troppo fuor di misura, getta il tempo dietro al tempo, affatica la natura, e l’ingegno empie di difficultà, e bene spesso di fertile e facile lo fa tornar sterile e difficile, e se ne cava (da chi più attende a lei che alle figure) la maniera secca e piena di proffili;

 

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Vita immaginaria di Paolo Uccello

Marcel Schwob – Vita immaginaria di Paolo Uccello 1896

Marcel Schwob fu filologo, romanziere, traduttore e drammaturgo.
È oggi considerato uno degli intellettuali più importanti della fine del XIX secolo.
Le sue opere intrecciavano il realismo e il fantastico, La sua esistenza fu consacrata a compilare e comparare vite immaginarie, come in questo racconto dedicato al pittore rinascimentale Paolo Uccello Leggi tutto “Vita immaginaria di Paolo Uccello”

Feroce ironia di Tiepolo

G.B. Tiepolo e la caricatura

di Francesca Saba Sardi, Ultrafilosofia, 2016

Giovanni Battista Tiepolo | Caricature of a Seated Man with a Book and a  Cane | The Metropolitan Museum of Art

Dalle carte dell’epoca risulterebbe che Giambattista Tiepolo era affettuosamente, e dialettalmente, insignito di due soprannomi: «el Tiepoleto» e «el Tiepolo dei siori».

La desinenza in «eto» la dice lunga: ne fa un giocherellone, un birichino. E infatti, i coevi cronisti trovarono da ridire sui suoi atteggiamenti e qualità. «Non sa fare teste graziose» e ha «una facilità che nuoce alla correttezza» constatava, nel 1774, uno fra i tanti, R. J. Manetti, intendendo che mostrava scarso rispetto per la «verità» delle cose. Insomma, un pittore un po’ indifferente alla prescrittiva aderenza alla «realtà». Leggi tutto “Feroce ironia di Tiepolo”

Grandeur napoleonica e impero romano: una mostra

I francesi eredi dei Romani ai Fori imperiali

di Marcello Barbanera , Alias, 14-3-2021

Età napoleonica. Il Bonaparte intendeva trasformare l’assetto urbanistico di Roma, alla cui storia si ispirava, ma non fece in tempo neppure a metterci piede. Ora una mostra ai Mercati di Traiano racconta quella relazione, ricca di conseguenze

Charles Lock Eastlake, Il Foro di Traiano dopo gli scavi dei Francesi, 1820-1830 ca., Roma, Museo di Roma, foto Alfredo Valeriani

Charles Lock Eastlake, Il Foro di Traiano dopo gli scavi dei Francesi, 1820-1830 ca., Roma, Museo di Roma

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Donatello e Michelozzo a Napoli

Donatello e Michelozzo nella chiesa di Sant’Angelo a Nilo: un brano di rinascimento toscano a Napoli

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 14-6-2016

Michelozzo, Donatello e aiuti, Monumento funebre del cardinale Rainaldo Brancaccio

Nel cuore dell’allegro e suggestivo caos di Spaccanapoli, tra gli invitanti profumi che escono da porte e finestre, il vociare chiassoso dei venditori di strada, le note dei musicisti che spuntano ogni tanto di fronte ai palazzi barocchi e spesso coinvolgono i passanti in danze e balli, si nasconde un inaspettato brano di Rinascimento toscano: è il sepolcro del cardinale Rainaldo Brancaccio, frutto della collaborazione di Michelozzo (Firenze, 1396 – 1472) e Donatello (Firenze, 1386 – 1466). Si trova nella splendida chiesa di Sant’Angelo a Nilo, che occupa quasi per intero un lato di piazzetta Nilo, uno slargo che sorge alla fine di via San Biagio dei Librai: un tempio di origine medievale ampiamente rimaneggiato agli inizi del Settecento onde fargli assumere le forme tardobarocche nelle quali lo vediamo oggigiorno.

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Donetello e Bill Viola: la prova da superare

Sulle proteste contro il nudo di Bill Viola e sulla nostra idea di arte

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 22-3-2017

Ramona's MOMA: Bill Viola, Acceptance, 2008

Mentre nei giorni scorsi l’attenzione di parte del mondo dei beni culturali veniva catalizzata da un inconsistente e vacuo editoriale del presidente d’una nota associazione, a Firenze, tra l’indifferenza dei più, accadeva qualcosa di più preoccupante: un non meglio precisato manipolo di visitatori del Grande Museo del Duomo, turbato dalle nudità della protagonista di Acceptance, opera di Bill Viola in temporanea esposizione nella cappella delle reliquie, induceva il direttore Timothy Verdon a decidere per lo spostamento dell’installazione in un’altra sala. Ora, potremmo decidere di crogiolarci nell’idea di aver a che fare con dei rumorosi talebani “de noantri” per provare un facile senso di superiorità e limitare la nostra azione a un’altrettanto facile indignazione.

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Donatello sulla scena urbana

Il “pulpito meraviglioso” di Donatello e Michelozzo per il Duomo di Prato

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 7-11-2016

Il Duomo di Prato

Lo scorso anno, su queste pagine, avevamo scritto di come la città di Prato sia nota, tra le altre cose, per il culto della Sacra Cintola, ovvero la cintura che la Madonna avrebbe donato a san Tommaso come prova dell’Assunzione al cielo. O almeno così si crede. E avevamo raccontato la storia di questa reliquia, considerata miracolosa, attraverso le opere d’arte che si conservano in città. Non ci eravamo però soffermati sull’originale pulpito che decora l’angolo della facciata del Duomo di Prato: un’opera estrosa e fortemente innovativa, realizzata da Donatello (Firenze, 1386 – 1466) e Michelozzo (Firenze, 1396 – 1472), e pensata appositamente per l’ostensione della Sacra Cintola. Vale la pena parlare in modo un po’ più approfondito di un’opera d’arte tra le più interessanti del Rinascimento.

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