Depotenziare le soprintendenze per dissolvere le tutele e divorare arte, storia e paesaggio

La speculazione contro la tutela unitaria del patrimonio culturale del Paese

Sandro Roggio, Emergenza Cultura, 15-4-2019

Non è difficile immaginarlo: la propensione secessionista di regioni ricche crescerà proporzionalmente ai guai prodotti dalla crisi economica, tanto più nel processo decisionale sui beni culturali. La smania di svincolare i procedimenti amministrativi – SbloccaItalia, Sì-trivelle, ForzaTav e via elencando – è il frutto dell’insofferenza di chi tratterebbe come mercanzia tutto ciò che resta della storia della cultura e dei paesaggi del Paese. Un sentimento alimentato da speculatori nemici di chi tutela questa magnifica eredità. Memorabile la posizione di Renzi & C. contro le soprintendenze da rendere  inoffensive, rilanciata nel nuovo corso a guida Lega. L’incertezza è su modi e mezzi, ma l’obiettivo è chiaro e trasversale: l’autonomia  per avere le mani libere. Leggi tutto “Depotenziare le soprintendenze per dissolvere le tutele e divorare arte, storia e paesaggio”

Ancora sulla vicenda della Biblioteca dei Girolamini, i rapporti con Dell’Utri e il libro oper l’Einaudi

Girolamini, il doppio gioco di vero e falso

Patrimonio. «Max Fox o le relazioni pericolose» di Sergio Luzzatto, per Einaudi. Storia e «fascinazione» delle ruberie messe in opera da Marino Massimo De Caro, il devastatore della famosa biblioteca di Napoli

La biblioteca del complesso monumentale dei Girolamini a Napoli

La biblioteca del complesso monumentale dei Girolamini a Napoli

ergio Luzzatto nel suo ultimo libro Max Fox o le relazioni pericolose (Einaudi, pp. 320, euro 20) si occupa delle ruberie e delle falsificazioni messe in opera da Marino Massimo De Caro, il devastatore della biblioteca dei Girolamini di Napoli. L’autore è preso da grande simpatia per il ladro, e si direbbe che riesca a farlo passare come un’incarnazione del «genio italico». Leggi tutto “Ancora sulla vicenda della Biblioteca dei Girolamini, i rapporti con Dell’Utri e il libro oper l’Einaudi”

Attualità del concetto di “beni comuni” quando si parla di autonomie regionali

I beni comuni spiegati a chi ne ha paura

di Salvatore Settis, Fatto Quotidiano 28 Marzo 2019

Insieme – L’idea di una proprietà intermedia tra pubblico e privato trova nuovo sostegno perché implica una collettività capace di gestire se stessa, una speranza nella crisi della democrazia rappresentativa Leggi tutto “Attualità del concetto di “beni comuni” quando si parla di autonomie regionali”

Andrea Emiliani, scomparsa di una grande persona

 Addio a Emiliani, una vita spesa per la cultura

di Tomaso Montanari e Salvatore Settis

Andrea Emiliani (1931-2019) è stato “un fedele servitore dello Stato, uno storico dell’arte e un museografo profondamente legato al territorio e al paesaggio”. Così hanno voluto ricordarlo i fratelli Vittorio e Rina: una definizione che contesta l’attuale stato delle cose dei Beni culturali italiani.

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Finchè c’è Soprintendenza c’è tutela!

Venezia, Mibact “blocca” le Grandi Navi Comune ricorre al Tar: “Inutile invasione nelle competenze delle autorità cittadine”

Venezia, Mibact “blocca” le Grandi Navi Comune ricorre al Tar: “Inutile invasione nelle competenze delle autorità cittadine”

Il ministero guidato da Alberto Bonisoli ha posto il vincolo culturale su Canal Grande, Bacino di San Marco e Canale della Giudecca, aggirando l’indecisione generale e creando i presupposti per impedire il transito alle navi con stazza superiore alle 40mila tonnellate. La giunta: materia che deve rimanere “agli amministratori, eletti dai cittadini veneziani e vicini alle loro esigenze”

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Le idee del Ministro dei Beni Culturali

Musei, intervista al ministro Bonisoli. “Risolveremo il problema del volontariato scriteriato. E aumenteremo ancora le gratuità”

Il ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli
Come stanno i musei italiani? Qual è il futuro del piano delle gratuità recentemente introdotto? Quali sono i principali problemi su cui interverrà la prossima riforma del Ministero dei Beni Culturali? Sul problema del volontariato utilizzato come surrogato del lavoro quali misure sono allo studio? In quest’intervista, il ministro Alberto Bonisoli ci parla del futuro prossimo dei musei italiani, illustrando alcune delle azioni che il Ministero desidera intraprendere per risolvere le urgenze. Intervista a cura di Federico Giannini, direttore responsabile di Finestre sull’Arte.

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Un cambiamento radicale e inaccettabile

Così la “secessione” leghista distruggerà il patrimonio

Tomaso Montanari, FQ 25-2-2019

Se c’è qualcosa che ci fa italiani, differenziandoci da tutte le altre nazioni e unendoci tra noi al di là delle infinite diversità della Penisola, ebbene, quel “qualcosa” è il legame tra pietre e popolo che dà il nome a questa rubrica. Una identità affermata nell’unico tra i principi fondamentali della Costituzione – l’articolo 9 – a pronunciare la parola “nazione”, rendendola inseparabile dalla “tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico”.

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Inutile e dannosa esposizione di (pochi) trofei: la mostra di Antonello a Palermo

Antonello da Messina (pochi) a tutti i costi (troppi)

Recensione della mostra ‘Antonello da Messina’ a Palermo, Galleria Regionale di Palazzo Abatellis, dal 14 dicembre 2018 al 10 febbraio 2019.

Antonello da Messina, Annunciata

Non nascondo che, prima di varcare la soglia della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis di Palermo (il 4 gennaio 2019), avevo grandi aspettative verso la mostra Antonello da Messina, a cura di Giovanni Carlo Federico Villa, inaugurata il 14 dicembre 2018 e aperta fino al 10 febbraio 2019. Le attese erano lievitate nel corso degli ultimi mesi: si prospettava come seconda alla grande mostra del 2006 alle Scuderie del Quirinale e a quella al Mart di Rovereto del 2013, “mostra dell’anno”, “evento di punta del calendario di Palermo Capitale della Cultura 2018”, “esposte quasi la metà delle opere di Antonello da Messina”.

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Opportunità e rischi di essere capitale della cultura

Matera resti così com’è: la modernità la rovinerebbe

di Tomaso Montanari, FQ 21-1-2019

La posta in gioco è davvero alta. E non certo per la retorica che si porta dietro la “capitale europea della cultura”: un carrozzone che bisognerebbe, anzi, avere il coraggio di ridiscutere

profondamente. No: la posta in gioco è Matera stessa. Ciò che rappresenta: perché Matera, da quando è comparsa all’orizzonte della cultura italiana (dopo il Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi, 1945), è stata un antidoto all’opinione dominante, a ciò che era successo alle nostre città, ad un rapporto malato con il passato e con il paesaggio.

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Il paesaggio, la storia la luce: il crogiuolo della bellezza sempre in pericolo

La legge del cemento soffoca anche i cimiteri di campagna

Tomaso Montanari, FQ, 14-1-2019

Non c’è pace tra i cipressi – Il piccolo camposanto di Dofana, a Siena, rischia di essere stravolto con la scusa della modernizzazione

“Su croci oblique, pendio di edera, / leggero sole, profumo e canto d’api. / Felici voi che giacete al riparo / stretti al cuore buono della terra”: il titolo della poesia da cui provengono questi versi è un archetipo dell’immaginario europeo post-romantico: Un cimitero di campagna.

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