Chi ha dipinto il Guidoriccio?

Guidoriccio: guida a una controversia

A partire dal 1977 cominciano ad affiorare dubbi sulla paternità di uno degli affreschi più celebri dell’arte europea: il Guidoriccio, già ritenuto indiscusso capolavoro di Simone Martini

Il volumetto bilingue scritto da Gordon Moran e Michael Mallory, esaurito, è messo a disposizione gratuitamente dalla famiglia dello storico dell’arte statunitense, fiero sostenitore, contro la maggior parte degli storici dell’arte e dei divulgatori, che l’opera non appartenga a Simone Martini. In effetti ci sono ottime ragioni per dubitare dell’attribuzione tradizionale, di cui parleremo nella conferenza di giovedì e nel viaggio che speriamo di realizzare in autunno

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Guidoriccio: guida a una controversia

Splendore di Duccio da Buoninsegna

La Maestà di Duccio di Buoninsegna: un capolavoro della storia dell’arte italiana

di Francesca Interguglielmi, Finestre sull’arte, 15-10-2021

Duccio di Buoninsegna, Maestà, recto (1308-1311; tempera su tavola, 214 x 412 cm; Siena, Museo dell'Opera del Duomo)

La Maestà di Duccio di Buoninsegna, capolavoro conservato al Museo dell’Opera del Duomo di Siena, è una delle opere fondamentali della storia dell’arte italiana. Fu dipinta tra il 1308 (ma forse anche prima) e il 1311 e la sua consegna fu anche un evento per Siena.

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Riprendiamo a viaggiare: la Ciociaria

Ciociaria, terra di papi e di ciclopi

viaggio 8-12 giugno

Percorrendo le strade della Ciociaria, a volte tormentate e solitarie, tra i monti e il Mediterraneo, avremo modo di scoprire, accanto a luoghi da sempre celebrati, angoli più insospettati e insoliti. Visiteremo affascinanti abbazie e suggestivi borghi, dove le chiese medievali sono costruite su grandiosi resti romani.

Ulisse in trasferta: la famosa scultura simbolo del Museo di Sperlonga va a  Forlì – Luna Notizie – Notizie di Latina

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CIOCIARIA, TERRA DI PAPI E CICLOPI_Programma_REV

Il primo capolavoro di Duccio da Buoninsegna

La Madonna Rucellai di Duccio di Buoninsegna, la più grande tavola del Duecento

di Federico Giannini e Ilaria Baratta, Finestre sull’arte, 27-2-2021

Duccio di Buoninsegna, Madonna col Bambino in trono e angeli, detta Madonna Rucellai (1285; tempera su tavola e fondo oro, 450 x 290 cm; Firenze, Galleria degli Uffizi, in deposito dalla chiesa di Santa Maria Novella a Firenze, Comune di Firenze)

La Madonna Rucellai di Duccio di Buoninsegna è la più grande tavola dipinta del XIII secolo arrivata fino a noi. Custodita agli Uffizi nella sala delle Maestà, a confronto con Cimabue e Giotto, è in realtà della chiesa di Santa Maria Novella. Scopriamola in questo articolo.

È la più grande tavola dipinta del XIII secolo che ci sia nota: un’imponente opera di quattro metri e mezzo d’altezza per quasi tre di larghezza. Si tratta della Madonna Rucellai, straordinario capolavoro di Duccio di Buoninsegna (Siena, 1255 circa – 1319), che oggi accoglie i visitatori della Galleria degli Uffizi di Firenze all’inizio del percorso del museo. È un’opera di cui conosciamo molto bene la storia: l’opera fu commissionata il 15 aprile del 1285 al grande pittore senese dalla Compagnia dei Laudesi, confraternita che si era formata verso la metà del Duecento a Firenze, e che richiese la tavola per destinarla alla chiesa di Santa Maria Novella, dove i Laudesi abitualmente si riunivano. Nelle sue Vite, Giorgio Vasari, che attribuiva la tavola a Cimabue (Firenze, 1240 circa – Pisa, 1302), la descriveva come “posta in alto fra la capella de’ Rucellai e quella de’ Bardi da Vernia”. Leggi tutto “Il primo capolavoro di Duccio da Buoninsegna”

Il grande critico e il suo allievo

Giulianino e il Professore nell’incastro dei dipinti

di Claudio Zambianchi, Alias, 20-3-2022

Roberto Longhi e Giuliano Briganti nel 1962, da un album di Luisa Laureati

Per le edizioni di Rosellina Archinto, “Giuliano Briganti, Roberto Longhi”, a cura di Giovanni Agosti e Giuliano Briganti, Roberto Longhi, “Incontri. Corrispondenza 1939-1969”, a cura di Laura Laureati.

Che cosa significa “conoscere” l’opera? e come “esprimerla”? Due storici dell’arte vis à vis. Nelle lettere: proposte di attribuzione, ghiotta ricerca delle foto, disavventure accademiche, dubbi, briciole quotidiane legate al mestiere… Leggi tutto “Il grande critico e il suo allievo”

Plautilla Bricci: la prima architettrice nella Roma del Seicento

Plautilla, i molteplici carismi di un’artista con miracolo

di Luca Annibali, Alias, 13-3-2022

Plautilla Bricci,

Plautilla Bricci, “San Luigi IX di Francia fra la Storia e la Fede”, part., 1676-’80, Roma, San Luigi de’ Francesi

Sulla via della Lungara, a Trastevere, si trova uno dei luoghi più affascinanti di Roma, Palazzo Corsini, che ancora custodisce la collezione d’arte qui raccolta dai proprietari settecenteschi, e che oggi è una delle due sedi delle Gallerie Nazionali di Arte Antica. La sua quadreria è famosa per i capolavori del Seicento romano, in primis il Battista adolescente di Caravaggio, così come importanti dipinti di Rubens, Reni, Orazio Gentileschi. Leggi tutto “Plautilla Bricci: la prima architettrice nella Roma del Seicento”

Il dipinto dell’utopia metafisica

La Città Ideale di Urbino: uno dei misteri del primo Rinascimento

di Ilaria Baratta, Finestre sull’arte, 6-3-2022

Pittore dell’Italia centrale (già attribuita a Luciano Laurana), Città Ideale (1480-1490?; olio su tavola, 67,7 x 239,4 cm; Urbino, Galleria Nazionale delle Marche)

La Città Ideale conservata alla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino è uno dei dipinti più misteriosi del Rinascimento. Fino al 27 marzo 2022 è posta in relazione coi progetti del Danteum di Lingeri e Terragni in una mostra nel suo museo.

Se il Danteum progettato dagli architetti razionalisti Pietro Lingeri e Giuseppe Terragni alla fine degli anni Trenta su proposta dell’allora direttore dell’Accademia di Brera e presidente della Società Dantesca Italiana Rino Valdemeri, apprezzata dal governo Mussolini, avrebbe dovuto dar forma all’immaginario dantesco in un’architettura ideale e piena di simbolismi (il progetto non venne mai realizzato a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale), la Città ideale, capolavoro simbolo del Rinascimento, dà tuttora forma visiva a quella che doveva essere la rappresentazione del concetto teorico di una perfetta piazza rinascimentale, basata su linee prospettiche. Leggi tutto “Il dipinto dell’utopia metafisica”