Tra Simbolismo e vertigine: una mostra per Spilliaert

Spilliaert, il belga delle premonizioni indecifrabili

A Parigi, Musée d’Orsay, “Léon Spilliaert (1881-1946). Lumière et solitude”, a cura di Leïla Jarbouai e Anne Adriaens-Pannier. «Il mio è un lavoro cerebrale, realista». Da Ostenda a Parigi, prediligendo l’inchiostro. Progressivamente si smarca dal simbolismo per divenire, ruminando il pensiero nietzschiano, sempre più metafisico: essenzialità, deformazioni, illuminazioni eccentriche

di Davide Racca, Alias, 3-1-2021

Léon Spilliaert,

Léon Spilliaert, “Femme au bord de l’eau”, 1910, collezione privata

Sul ciglio di una strada bianca, che attraversa polverosa una pianura deserta, dei femori umani si drizzano dalla terra come steli secchi di girasoli falciati. L’inquadratura da sotto in su e la silhouette dei femori in controluce rendono monumentali i resti ossei. L’atmosfera è umida, il silenzio regna sovrano, ed è una visione piena di premonizioni. L’opera, un inchiostro su carta, è di chiara matrice simbolista. Leggi tutto “Tra Simbolismo e vertigine: una mostra per Spilliaert”

Seducente e polisemantico: il guanto di Klinger

Una delle prime rappresentazioni del sogno nell’arte: il guanto di Max Klinger

Max Klinger, Ein Handschuh, Tavola 2: Handlung

La serie di stampe ‘Un guanto’ di Max Klinger è una delle prime rappresentazioni di un sogno nella storia dell’arte e sarà destinata a influenzare l’arte del Novecento.

“Klinger si pone a cavallo tra mondi interiori e realtà, in un dialogo tra un dentro e un fuori che è motivo del suo genio creativo. Nelle sue incisioni l’inconscio irrompe nella realtà impadronendosene e divenendo così tangibile. Influenzato da artisti come Arnold Böcklin, dal quale mutuò quel dissidio tra amore e morte che è tra i temi privilegiati del suo percorso creativo, guardò con ammirazione all’arte sorella, la musica, nel tentativo di dare vita all’opera d’arte totale perseguita da Wagner”.

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Sublime e misteriosa colonna

Colonnati divini miti e misteri

Architettura. Elementi simili in ogni parte del mondo a significare il modello cosmico dell’universo

Il Cairo moschea di Al Amr

Dagli albori dell’Arte architettonica, i cui fondamenti esoterici nascono col tempo stesso dell’umanità, la colonna è stata la struttura portante per antonomasia. Molto più che altre componenti – architravi, ogive, trabeazioni – essa rappresenta infatti l’elevazione e, al tempo stesso, la forza, la stabilità e la bellezza, caratteristiche che la rendono centrale nella simbologia delle costruzioni sacre, basti pensare solo alle due grandi colonne, Jakin e Boaz, descritte nella Bibbia all’ingresso del Tempio di Salomone.

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La notte del sabba va al museo: una mostra interessante

Mostre. «Arte e magia. Il fascino dell’esoterismo in Europa», una rassegna a Palazzo Roverella di Rovigo a cura di Francesco Parisi

Si entra in silenzio, seguendo l’invito del gesto iniziatico di accattivanti fanciulle rappresentate in grandi quadri: un dito sulla bocca a significare che i mondi occulti si attraversano con la coscienza allargata ma con il segreto nel cuore, permettendo a pochi individui di percorrere i sentieri dell’illuminazione, magari scalando gli scalini di un tempio.

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