Una grande e ottima mostra su Mattia Preti a Roma

Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti, l’eccellente mostra di Palazzo Barberini a Roma

Recensione della mostra “Il trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti” a Roma, Palazzo Barberini, dal 22 febbraio al 16 giugno 2019.

Immagine dalla mostra Il trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti. Ph. Credit Finestre sull'Arte

“Mi disse suo fratello Gregorio che per tirarlo avanti e mantenerlo alla pittura esso si mise a lavorar per bottegari, che allora erano ricchi e facevano lavorare, onde lavorò per il coloraro Nasini alla Sapienza; che per altro le cose della prima maniera erano belle e sode ma ce ne sono poche”. L’autore del passo appena riportata è il collezionista Sebastiano Resta (Milano, 1635 – Roma, 1714), il protagonista del racconto è Gregorio Preti (Taverna, 1603 – Roma, 1672), e il ragazzo che viene avviato da quest’ultimo alla pittura è suo fratello Mattia (Taverna, 1613 – La Valletta, 1699), destinato a divenire uno dei più grandi artisti del Seicento.

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Rembrandt, la retina picchiettata di verità

Rembrandt van Rijn,

A Amsterdam, Rijksmuseum, la mostra per i 350 anni dalla morte. il pregio dell’iniziativa è, soprattutto, presentare una notevole selezione di disegni e incisioni, dall’imponente raccolta del museo. Le placche telluriche di colore della produzione finale sono meglio decifrabili se lette accanto alla grafica

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La Cappella della Sacra Sindone a Torino con adenium martedì 9 aprile 2019

Salve a tutte e tutti
avevo progettato questa magnifica escursione a Torino per vedere la Cappella della Sindone restaurata, coi Musei Reali, dove ha trovato sede la nuova sistemazione della Pinacoteca Sabauda, ma non avevanmo raggiunto il gruppo. Ora lo stesso itinerario, che comprende anche la visita alla spettacolare chiesa di San Lorenzo, sempre del Guarini, è riproposto con Adenium, col vantaggio che include il treno etc. Vi allego quindi la locandina della giornata, considerando che per le prenotazioni e i pagamenti dovete rivolgervi all’agenzia Adenium, Largo Richini 2, tel 02-58312888.

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Torino 9 apr 19 LOCANDINA

Una mostra di qualità su Caravaggio e Genova

L’Ecce Homo di Genova è veramente un’opera di Caravaggio? La risposta alla mostra di Palazzo della Meridiana

Recensione della mostra “Caravaggio e i Genovesi. Committenti, collezionisti, pittori”, a Genova, Palazzo della Meridiana, dal 14 febbraio al 24 giugno 2019

Caravaggio, Ecce Homo (1605-1610 circa; olio su tela, 128 x 103 cm; Genova, Musei di Strada Nuova - Palazzo Bianco)

Caravaggio, Ecce Homo (1605-1610 circa; olio su tela, 128 x 103 cm; Genova, Musei di Strada Nuova – Palazzo Bianco)

Solo nell’ultimo anno si sono registrate almeno un paio d’interessanti opportunità che, sebbene slegate tra loro, hanno offerto a pubblico e studiosi molto materiale per aprire un’approfondita discussione sugli sviluppi del caravaggismo a Genova. Nel primo caso s’è trattato della mostra milanese L’ultimo Caravaggio: a dispetto della titolazione altisonante ed escogitata ammiccando al richiamo che il nome di Caravaggio (Michelangelo Merisi, Milano, 1571 – Porto Ercole, 1610) esercita sul pubblico, la rassegna delle Gallerie d’Italia s’è configurata come una proposta d’elevatissimo valore scientifico che, partendo dalle vicende collezionistiche di Marco Antonio Doria (Genova, 1572 – 1651) e mossa dall’assunto secondo cui Genova avrebbe recepito in maniera quanto meno fredda la lezione del Merisi, giungeva a concludere che l’arte del grande lombardo, malgrado avesse affascinato diversi artisti genovesi, non ebbe modo d’incidere in maniera determinante sul capoluogo ligure.

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Il barocco dipinto di un alternativo a Bernini in mostra a Genova

Maragliano, sculture variopinte per il gusto di oggi

A Genova, Palazzo Reale, la mostra “Maragliano 1664-1739”, a cura di Daniele Sanguineti. Come mai Bernini si è “fermato” nel dare pittoricità alle statue? e il colore? insinuò sarcastico Jacob Burckhardt. Ecco allora la plastica policroma in legno, fra “tableau vivant” e perizia tecnica, di Anton Maria Maragliano…

Dalla mostra “Maragliano 1664-1739” a Genova, Palazzo Reale

«Che ne sarebbe di questa idea, di dare del colore alle statue di tipo berniniano? Sarebbe una prova: forse ci guadagnerebbero». Con pungente sarcasmo, Jacob Burckhardt tirava le somme nel suo Cicerone (1855) sulla scultura italiana del Sei-Settecento, chiamata per la prima volta (in un’accezione per la verità tutt’altro che positiva) «barocca».

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