Inafferrabile Georges de La Tour

A Milano si tiene la prima mostra in Italia su Georges de la Tour con capolavori da musei internazionali

Finestre sull’Arte, 9-2-2020

A Milano si tiene la prima mostra in Italia su Georges de la Tour con capolavori da musei internazionali

A Milano, Palazzo Reale apre le porte a Georges de La Tour. L’Europa della luce, la prima mostra in Italia dedicata al più celebre pittore francese del Seicento e ai suoi rapporti con i grandi maestri del suo tempo in programma dal 7 febbraio al 7 giugno 2020. Leggi tutto “Inafferrabile Georges de La Tour”

Interno olandese secentesco

Entrare nelle case dell’Olanda del Seicento con le opere di Pieter de Hooch

da Finestre sull’arte, 28-11-2019

Pieter de Hooch, Il dovere di una madre (1658-1660 circa; olio su tavola, 52,5 x 61 cm; Amsterdam, Rijksmuseum)

La prima monografica olandese dedicata a un importante artista del Seicento, Pieter de Hooch, pittore di Delft, è occasione per una breve incursione nella sua arte.

La città di Delft è continuamente accostata al luogo che diede i natali a Jan Vermeer (Delft, 1632 – 1675), il celebre pittore della Ragazza con l’orecchino di perla che qui nacque e trascorse la sua intera esistenza. Semplicemente camminando per le strade di Delft ci si trova di fronte infatti alla casa in cui visse con la moglie, alla corporazione degli artisti di cui Vermeer faceva parte, ovvero la Corporazione di San Luca (St. Lucas Gilde in olandese), all’edificio in cui nacque, che oggi ospita un ristorante, e alla Oude Kerk, la chiesa più antica della città, dove l’artista è sepolto, e il cui campanile è pendente, come la Torre di Pisa. Leggi tutto “Interno olandese secentesco”

Classicismo secentesco del Domenichino

Raffinatezza, bellezza e mito: la Sibilla Cumana del Domenichino

di Ilaria Baratta, 17-11-2019

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Una giovane volge lo sguardo verso l’alto e dalla sua bocca semiaperta pare emettere un suono, un canto; il suo viso dolce e delicato ha i toni rosei della fanciullezza. I capelli lisci e biondi sono raccolti e avvolti in un morbido lussuoso turbante, come fastoso e ricco nei panneggi è l’abito che indossa color dell’oro e dalle spalle sulle pallide braccia le ricade un manto dai toni arancionati decorato con motivi dorati. Le sue mani lisce e delicate poggiano su un libro che lei tiene aperto quasi ad angolo retto su una sorta di basamento e con la sinistra stringe inoltre un bianco cartiglio. Da dietro quel basamento spunta eretto il manico di una viola. La ragazza si trova in un interno, appoggiata proprio sotto un’apertura verso l’esterno da cui si nota l’azzurro del cielo e il verde delle foglie di alloro, mentre sulla parete in primo piano, accanto alla giovane, cresce una pianta di vite. È così che si mostra all’osservatore la celebre Sibilla Cumana raffigurata dal Domenichino (Bologna, 1581 – Napoli, 1641). Leggi tutto “Classicismo secentesco del Domenichino”

Caravaggio maltese

Caravaggio e Mattia Preti: due geni italiani a Malta, nell’Oratorio di Alof de Wignacourt

da Finestre sull’arte, 12-11-2019

Caravaggio, Ritratto di Alof de Wignacourt (1607-1608; olio su tela, 195 x 134 cm; Parigi, Louvre)
Caravaggio, Ritratto di Alof de Wignacourt (1607-1608; olio su tela, 195 x 134 cm; Parigi, Louvre)

Nell’oratorio di San Giovanni Decollato a Malta si conservano le opere di due grandi artisti italiani: Caravaggio e Mattia Preti. Scopriamo la storia di questo singolare edificio e delle opere che vi sono conservate.

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Un capolavoro di difficile attribuzione

Caravaggio o Spadarino? La storia del “Narciso” della Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini

Claudia Farini, 20-10-2019 Finestre sull’arte

Caravaggio o Giovanni Antonio Galli detto lo Spadarino, Narciso (1597-1599 o 1645; olio su tela, 112 x 92 cm; Roma, Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini)

La Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma ospita una delle nostre più ricche e interessanti collezioni di dipinti caravaggeschi, di opere, cioè, realizzate nel Seicento da artisti diversi, influenzati in vario modo dal potente e innovativo linguaggio pittorico di Michelangelo Merisi da Caravaggio (Milano, 1571 – Porto Ercole, 1610). Leggi tutto “Un capolavoro di difficile attribuzione”

Una grande e ottima mostra su Mattia Preti a Roma

Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti, l’eccellente mostra di Palazzo Barberini a Roma

Recensione della mostra “Il trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti” a Roma, Palazzo Barberini, dal 22 febbraio al 16 giugno 2019.

Immagine dalla mostra Il trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti. Ph. Credit Finestre sull'Arte

“Mi disse suo fratello Gregorio che per tirarlo avanti e mantenerlo alla pittura esso si mise a lavorar per bottegari, che allora erano ricchi e facevano lavorare, onde lavorò per il coloraro Nasini alla Sapienza; che per altro le cose della prima maniera erano belle e sode ma ce ne sono poche”. L’autore del passo appena riportata è il collezionista Sebastiano Resta (Milano, 1635 – Roma, 1714), il protagonista del racconto è Gregorio Preti (Taverna, 1603 – Roma, 1672), e il ragazzo che viene avviato da quest’ultimo alla pittura è suo fratello Mattia (Taverna, 1613 – La Valletta, 1699), destinato a divenire uno dei più grandi artisti del Seicento.

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Rembrandt, la retina picchiettata di verità

Rembrandt van Rijn,

A Amsterdam, Rijksmuseum, la mostra per i 350 anni dalla morte. il pregio dell’iniziativa è, soprattutto, presentare una notevole selezione di disegni e incisioni, dall’imponente raccolta del museo. Le placche telluriche di colore della produzione finale sono meglio decifrabili se lette accanto alla grafica

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La Cappella della Sacra Sindone a Torino con adenium martedì 9 aprile 2019

Salve a tutte e tutti
avevo progettato questa magnifica escursione a Torino per vedere la Cappella della Sindone restaurata, coi Musei Reali, dove ha trovato sede la nuova sistemazione della Pinacoteca Sabauda, ma non avevanmo raggiunto il gruppo. Ora lo stesso itinerario, che comprende anche la visita alla spettacolare chiesa di San Lorenzo, sempre del Guarini, è riproposto con Adenium, col vantaggio che include il treno etc. Vi allego quindi la locandina della giornata, considerando che per le prenotazioni e i pagamenti dovete rivolgervi all’agenzia Adenium, Largo Richini 2, tel 02-58312888.

Clicca qui sotto per scaricare il programma della giornata

Torino 9 apr 19 LOCANDINA

Una mostra di qualità su Caravaggio e Genova

L’Ecce Homo di Genova è veramente un’opera di Caravaggio? La risposta alla mostra di Palazzo della Meridiana

Recensione della mostra “Caravaggio e i Genovesi. Committenti, collezionisti, pittori”, a Genova, Palazzo della Meridiana, dal 14 febbraio al 24 giugno 2019

Caravaggio, Ecce Homo (1605-1610 circa; olio su tela, 128 x 103 cm; Genova, Musei di Strada Nuova - Palazzo Bianco)

Caravaggio, Ecce Homo (1605-1610 circa; olio su tela, 128 x 103 cm; Genova, Musei di Strada Nuova – Palazzo Bianco)

Solo nell’ultimo anno si sono registrate almeno un paio d’interessanti opportunità che, sebbene slegate tra loro, hanno offerto a pubblico e studiosi molto materiale per aprire un’approfondita discussione sugli sviluppi del caravaggismo a Genova. Nel primo caso s’è trattato della mostra milanese L’ultimo Caravaggio: a dispetto della titolazione altisonante ed escogitata ammiccando al richiamo che il nome di Caravaggio (Michelangelo Merisi, Milano, 1571 – Porto Ercole, 1610) esercita sul pubblico, la rassegna delle Gallerie d’Italia s’è configurata come una proposta d’elevatissimo valore scientifico che, partendo dalle vicende collezionistiche di Marco Antonio Doria (Genova, 1572 – 1651) e mossa dall’assunto secondo cui Genova avrebbe recepito in maniera quanto meno fredda la lezione del Merisi, giungeva a concludere che l’arte del grande lombardo, malgrado avesse affascinato diversi artisti genovesi, non ebbe modo d’incidere in maniera determinante sul capoluogo ligure.

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Il barocco dipinto di un alternativo a Bernini in mostra a Genova

Maragliano, sculture variopinte per il gusto di oggi

A Genova, Palazzo Reale, la mostra “Maragliano 1664-1739”, a cura di Daniele Sanguineti. Come mai Bernini si è “fermato” nel dare pittoricità alle statue? e il colore? insinuò sarcastico Jacob Burckhardt. Ecco allora la plastica policroma in legno, fra “tableau vivant” e perizia tecnica, di Anton Maria Maragliano…

Dalla mostra “Maragliano 1664-1739” a Genova, Palazzo Reale

«Che ne sarebbe di questa idea, di dare del colore alle statue di tipo berniniano? Sarebbe una prova: forse ci guadagnerebbero». Con pungente sarcasmo, Jacob Burckhardt tirava le somme nel suo Cicerone (1855) sulla scultura italiana del Sei-Settecento, chiamata per la prima volta (in un’accezione per la verità tutt’altro che positiva) «barocca».

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