In margine alla mostra di Verrocchio a Firenze: sulla Madonna attribuita a Leonardo

Antonio Rossellino o Leonardo? Sulla statuetta del Victoria and Albert Museum di Londra

Antonio Rossellino/Leonardo, Madonna col Bambino (terracotta, 49 x 27 x 24,5 cm; Londra, Victoria and Albert Museum)
Antonio Rossellino/Leonardo, Madonna col Bambino (terracotta, 49 x 27 x 24,5 cm; Londra, Victoria and Albert Museum)
Un recente intervento di Francesco Caglioti ha richiamato l’attenzione su una piccola scultura conservata in una sede illustre, il Victoria and Albert Museum di Londra. La statuetta, riferita tradizionalmente ad Antonio Rossellino, potrebbe annoverarsi secondo Caglioti fra le opere giovanili di Leonardo realizzate nell’ambito della Bottega di Andrea del Verrocchio. La proposta ha avuto una peculiare risonanza in rapporto al nome dell’artista di cui si celebra il centenario, e merita di essere considerata con attenzione come tutte le ipotesi ben fondate e destinate a promuovere il dibattito, distinguendola dal ciarpame, a volte indecente, che settimanalmente trova spazio sulla stampa.

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Preziose riflessioni di Gigetta Dalli Regoli sulla mostra del Verrocchio a Firenze

Verrocchio, il maestro di Leonardo. Postilla, ovvero considerazioni sulla mostra di Palazzo Strozzi

Il testo che segue è un’anteprima dell’articolo della studiosa Gigetta Dalli Regoli che sarà pubblicato prossimamente sulla rivista scientifica “Critica d’arte”: considerazioni sulla mostra “Verrocchio, il maestro di Leonardo” a Palazzo Strozzi, dal 9 marzo al 14 luglio 2019.

Gigetta Dalli Regoli, 26-4-2019, in Finestre sull’Arte

A sinistra: Verrocchio, Madonna col Bambino benedicente, particolare (Firenze, Museo del Bargello). A destra: Attribuita A Leonardo, Madonna col Bambino ridente, particolare (Londra, Victoria and Alberet Museum)

Il prezioso complesso dei materiali riuniti per la mostra Verrocchio, il maestro di Leonardo ha offerto l’opportunità di riflettere e di proporre ulteriori approfondimenti, come avviene per ogni manifestazione di elevato livello scientifico.

La documentazione relativa alla personalità e all’opera del Verrocchio è piuttosto consistente, anche se discontinua, e il dibattito critico pertinente è stato lungo e vivace. Ho già espresso alcuni apprezzamenti e alcune perplessità sulla mostra, e nondimeno vorrei chiarire meglio le ragioni delle mie riserve: non per elaborare una recensione, che comporterebbe una considerazione di tutte le tematiche affrontate dalla mostra, bensì per segnalare alcuni problemi ancora aperti e qualche lacuna. La rassegna di Palazzo Strozzi mi ha in ogni caso consentito una esperienza unica, e di ciò non posso che essere grata ai curatori e agli organizzatori.

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Ho visitato la mostra di Verrocchio a Firenze: una delle migliori degli ultimi tempi

Verrocchio maestro di Leonardo, la prima monografica sul grande artista tra capolavori e nuove attribuzioni

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 16-3-2019

Una sala della mostra Verrocchio. Il maestro di Leonardo

Malgrado la figura del Verrocchio (Andrea di Michele di Francesco Cioni; Firenze, 1435 circa – Venezia, 1488) sia universalmente ritenuta tra le più significative della storia dell’arte e i suoi conseguimenti siano riconosciuti come base da cui sarebbe scaturito il Rinascimento maturo (ovvero quello che, con definizione vasariana, si è usi denominare “maniera moderna”), poche sono state le occasioni espositive in cui s’è potuto dar conto delle innovazioni introdotte dal grande maestro fiorentino, del primato da lui raggiunto nel contesto della Firenze laurenziana, dell’evoluzioni del gusto da lui determinato, del decisivo ruolo che la sua bottega ricoprì nell’ambito della formazione d’una vasta schiera d’artisti d’importanza tutt’altro che secondaria (basti pensare al solo Leonardo da Vinci).

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Un’altra recensione positiva sulla mostra fiorentina di Verrocchio

Verrocchio, una prima luminosa

A Firenze, Palazzo Strozzi, “Verrocchio. Il maestro di Leonardo”, a cura di Francesco Caglioti e Andrea De Marchi. Ad Andrea del Verrocchio, incredibilmente, non era mai stata dedicata una mostra. I curatori lo fanno mettendo a frutto il meglio della tradizione degli studi. Attraverso l’armamentario sottile dell’artista viene rianimata tutta una scena. Si riabilita in questa occasione l’antica attribuzione a Leonardo della “Madonna con il Bambino” del Victoria & Albert Museum di Londra

Andrea del Verrocchio,
Andrea del Verrocchio, “Dama dal mazzolino”, Firenze, Musei del Bargello

E’ stato abbastanza confortante leggere, nel «Burlington» di dicembre, la recensione di Christiansen alla mostra della National Gallery di Londra su Mantegna e Bellini. Lo studioso americano dichiarava quel che molti di noi hanno pensato aggirandosi per le sale della Sainsbury Wing: come si può affrontare un tema così alto producendo un catalogo senza schede? e sorvolando su questioni che hanno almeno un secolo e mezzo di seria vicenda critica? Con queste recenti esperienze negli occhi, è quindi rigenerante rifugiarsi a Palazzo Strozzi per vedere Verrocchio Il maestro di Leonardo (fino al 14 luglio, a cura di Francesco Caglioti e Andrea De Marchi, catalogo Marsilio, euro 53,00; dal 29 settembre alla National Gallery di Washington). Qui è stato messo a frutto il lavoro di generazioni di storici dell’arte, rimontato da due studiosi di comprovata esperienza sulla materia. Il risultato è una mostra di impareggiabile chiarezza, davvero luminosa.

 

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Grandi scultori italiani a confronto: ne avevamo parlato un paio di anni fa

Manzù e Fontana, due spirituali nella materia

Manzù-Fontana, un dialogo in mostra a Roma, Castel Sant’Angelo, e ad Ardea. I due artisti che meglio hanno interpretato il dramma del «sacro», e della scultura, nel Novecento: liberi da vincoli e precetti

Lucio Fontana, «Frate che scrive» (part.), 1952 (fusione 1971-’72), Milano, Veneranda Fabbrica del Duomo
Lucio Fontana, «Frate che scrive» (part.), 1952 (fusione 1971-’72), Milano, Veneranda Fabbrica del Duomo

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Verrocchio a Firenze: una mostra di altissima qualità da non perdere assolutamente

Verrocchio, una prima luminosa

A Firenze, Palazzo Strozzi, “Verrocchio. Il maestro di Leonardo”, a cura di Francesco Caglioti e Andrea De Marchi. Ad Andrea del Verrocchio, incredibilmente, non era mai stata dedicata una mostra. I curatori lo fanno mettendo a frutto il meglio della tradizione degli studi. Attraverso l’armamentario sottile dell’artista viene rianimata tutta una scena. Si riabilita in questa occasione l’antica attribuzione a Leonardo della “Madonna con il Bambino” del Victoria & Albert Museum di Londra

di Claudio Gulli , Alias, 31-3-2019

Andrea del Verrocchio,

E’ stato abbastanza confortante leggere, nel «Burlington» di dicembre, la recensione di Christiansen alla mostra della National Gallery di Londra su Mantegna e Bellini. Lo studioso americano dichiarava quel che molti di noi hanno pensato aggirandosi per le sale della Sainsbury Wing: come si può affrontare un tema così alto producendo un catalogo senza schede? e sorvolando su questioni che hanno almeno un secolo e mezzo di seria vicenda critica? Con queste recenti esperienze negli occhi, è quindi rigenerante rifugiarsi a Palazzo Strozzi per vedere Verrocchio Il maestro di Leonardo (fino al 14 luglio, a cura di Francesco Caglioti e Andrea De Marchi, catalogo Marsilio, euro 53,00; dal 29 settembre alla National Gallery di Washington). Qui è stato messo a frutto il lavoro di generazioni di storici dell’arte, rimontato da due studiosi di comprovata esperienza sulla materia. Il risultato è una mostra di impareggiabile chiarezza, davvero luminosa.

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Il barocco dipinto di un alternativo a Bernini in mostra a Genova

Maragliano, sculture variopinte per il gusto di oggi

A Genova, Palazzo Reale, la mostra “Maragliano 1664-1739”, a cura di Daniele Sanguineti. Come mai Bernini si è “fermato” nel dare pittoricità alle statue? e il colore? insinuò sarcastico Jacob Burckhardt. Ecco allora la plastica policroma in legno, fra “tableau vivant” e perizia tecnica, di Anton Maria Maragliano…

Dalla mostra “Maragliano 1664-1739” a Genova, Palazzo Reale

«Che ne sarebbe di questa idea, di dare del colore alle statue di tipo berniniano? Sarebbe una prova: forse ci guadagnerebbero». Con pungente sarcasmo, Jacob Burckhardt tirava le somme nel suo Cicerone (1855) sulla scultura italiana del Sei-Settecento, chiamata per la prima volta (in un’accezione per la verità tutt’altro che positiva) «barocca».

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Giovedì 8, ore 14,45 quarto incontro dedicato al Giudizio universale

Dies irae dies illa, quarto capitolo

La stagione gotica e la trasformazione del tema nel Duecento, dall’Antelami a Parma alle cattedrali francesi al Battistero di Firenze. In che modo la misericordia è stata elaborata dalle immagini della fede cristiana? Quale il suo rapporto con la giustizia? L’evoluzione della cultura urbana e l’affermazione di un linguaggio naturalistico e “volgare”

Giudizio Universale, cattedrale di Chartres, portale sud, XII secolo (WikiCommons)

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Giovedì 8, ore 14,45 terzo incontro dedicato al Giudizio universale

Dies irae dies illa, terzo capitolo

Autun, Beaulieu, Conques: i grandiosi portali romanici danno tremenda esplicitazione visiva alle angosce del tempo.

 

Gli incontri si terranno nella consueta sede di Via Terraggio 1, angolo corso Magenta, al secondo piano, nella sede dell’Università Popolare, dalle 14,45 alle 17 circa.

La quota di partecipazione è di 13 euro, 5 per gli studenti.

E’ possibile acquistare su prenotazione i cd con le immagini e la registrazione degli incontri a 15 euro, 5 euro per le sole immagini.

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