La Verità di Bernini si svela col tempo

Gli anni bui di Bernini e la sua rivalsa col marmo: la Verità della Galleria Borghese

di Claudia Farini, Finetre sull’Arte, 12-12-2020

Gian Lorenzo Bernini, La Verità svelata dal Tempo (1646-1652; marmo di Carrara, altezza 277 cm; Roma, Galleria Borghese)

Dopo la delusione dei campanili di San Pietro, Bernini affidò la sua rivalsa al marmo e scolpì uno dei suoi più grandi capolavori, la “Verità svelata dal Tempo”.

 

Il 5 febbraio del 1629, regnante il papa di casa Barberini, Urbano VIII, Gian Lorenzo Bernini (Napoli, 1598 – Roma, 1680) fu nominato nuovo architetto della Fabbrica di San Pietro, a pochissimi giorni dalla morte del predecessore Carlo Maderno (Capolago, 1556 – Roma, 1629). A quest’ultimo già il pontefice Paolo V aveva affidato, agli inizi del secolo, il compito di erigere le due torri campanarie della basilica petrina. Tuttavia l’operazione si era rivelata più problematica di quanto previsto, soprattutto a causa della presenza di torrenti sotterranei che rendevano il terreno instabile e che dunque avevano complicato la realizzazione delle fondazioni. Leggi tutto “La Verità di Bernini si svela col tempo”

Antelami scultore tra romanico e gotico

I capolavori di Benedetto Antelami sulla facciata del Battistero di Parma: lo zooforo e i portali

di Ilaria Baratta 10-12-2020

Il Battistero di Parma. Ph. Credit Comune di Parma

Nel centro storico di Parma sorge vicino al Duomo una delle maggiori imprese artistiche del Duecento italiano, il Battistero, il cui esterno denota uno stretto legame tra scultura e architettura, come solo Benedetto Antelami (Val d’Intelvi, 1150 circa – Parma, 1230) sapeva fare. Considerato tra i monumenti più significativi del passaggio dal romanico al gotico, rimanda alle più moderne tendenze culturali europee di allora, perché a differenza della tradizione romanica e più similmente invece ai portali delle chiese gotiche francesi, come Chartres, Notre-Dame e Amiens, si delinea una forte connessione iconografica tra lunetta, architrave e archivolto, a cui si aggiungono gli stipiti scolpiti, tipici della tradizione romanica. Leggi tutto “Antelami scultore tra romanico e gotico”

La ballerina di Degas

La Ballerina di Degas: la storia di un’opera stroncata e di un sogno infranto

di Ilaria Baratta, 27-10-2020

Edgar Degas, Piccola ballerina di quattordici anni (1878-81; cera colorata, metallo, capelli umani, nastro di seta e lino, corpetto in pizzo, tutù di cotone e seta, scarpette di seta, su base di legno, 98,9 x 34,7 x 35,2 cm senza base; Washington, National Gallery of Art, Collezione Paul Mellon)

La Ballerina di Degas è oggi tra le opere più acclamate del grande impressionista, ma quando fu presentata venne pesantemente stroncata dalla critica. Solo Huysmans l’avrebbe lodata. E dietro la scultura si cela anche la triste storia della sua modella. Leggi tutto “La ballerina di Degas”

Troppo realistico? Implacabile intensità donatelliana

Lányi, Donatello anno zero

Donatello,

Donatello, “San Lussorio” (o “San Rossore”), 1425-’27 ca, Pisa, Museo Nazionale di San Matteo

Folgorazioni: Jenö Lányi / Donatello, «San Lussorio» (o «San Rossore»), Pisa, Museo Nazionale di San Matteo. Fino al 1939, anno in cui ne scrisse Jenö Lányi, il “San Lussorio” era considerato un intralcio dalla critica donatelliana: realismo troppo compiaciuto… Fu il critico ungherese, con il suo sguardo che ha qualcosa di Musil, a «ristabilirne» la qualità suprema, configurando un nuovo canone dell’opera dello scultore fiorentino Leggi tutto “Troppo realistico? Implacabile intensità donatelliana”

Virtuosismo barocco a Napoli

Napoli, la Cappella Sansevero e il Cristo Velato: un’immersione nello splendore barocco

La Cappella Sansevero, il tempio di Raimondo di Sangro, famoso per la presenza del celeberrimo Cristo Velato di Giuseppe Sammartino, è un vero tesoro del barocco napoletano.

di Ilaria Baratta, Finestre sull’Arte, 12-7-2020

Napoli, la Cappella Sansevero. Ph. Credit Museo Cappella Sansevero

Una totale immersione nello splendore del Barocco napoletano nel cuore della città partenopea, così potrebbe essere definita l’esperienza da chiunque visiti uno dei monumenti più conosciuti di Napoli: la Cappella Sansevero. Un luogo ai più noto come custode di uno dei più grandi capolavori della storia dell’arte, il Cristo velato, ma la Cappella è un vero scrigno di sculture, di marmi e di ornamenti che lasciano estasiati. Al centro dell’unica navata è collocato il Cristo, di fronte la bianca monumentalità dell’Altare maggiore, e tutt’intorno, sulle pareti laterali, quattro archi a tutto sesto che custodiscono monumenti sepolcrali degli antenati illustri dei di Sangro, la famiglia a cui apparteneva il capolavoro architettonico. Leggi tutto “Virtuosismo barocco a Napoli”

La mostra di Canova e Thorvaldsen a Milano

Canova e Thorvaldsen, l’eterna sfida da cui è nata la scultura moderna. La mostra a Milano

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 18-6-2020

Sala della mostra Canova Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna. Ph. Credit Flavio Lo Scalzo

ecensione della mostra “Canova – Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna”, a Milano, Gallerie d’Italia di piazza Scala, dal 24 ottobre 2019 al 28 giugno 2020.

Milano dovette contentarsi d’essere irradiata da un riverbero fulmineo della contesa che oppose i due grandi rivali della scultura neoclassica, Antonio Canova (Possagno, 1757 – Venezia, 1822) e Bertel Thorvaldsen (Copenaghen, 1770 – 1844): qui, in terra lombarda, la fortuna non arrise al veneto che, tra progetti accantonati, opere mai giunte a destinazione e propositi interrotti, mancò spesso l’occasione d’imporvi il suo genio, pur riuscendo comunque a farne rilucere l’astro: si pensi al bronzo del Napoleone come Marte pacificatore che dal 1859 troneggia sul cortile di Brera, ai calchi in gesso dell’Accademia, al cippo marmoreo a Giuseppe Bossi, eretto all’Ambrosiana dove ancora si trova. Dello scandinavo, invece, la città serba solo il cenotafio della poetessa Anna Maria Porro Lambertenghi, oggi protetto da una vetrata tra i tavolini del bar di Villa Reale: per un confronto più serrato tra i due, occorre semmai recarsi poco lontano dal capoluogo, alla Villa Carlotta di Tremezzo, dove il più fulgido esempio di bassorilievo neoclassico, l’Ingresso di Alessandro in Babilonia, capolavoro del danese, dialoga con alcune tra le migliori opere di Canova che Giovanni Battista Sommariva, grande appassionato dello scultore di Possagno, volle per la propria collezione. Leggi tutto “La mostra di Canova e Thorvaldsen a Milano”

Tra artificio e natura: Bomarzo

Il Sacro Bosco di Bomarzo, un viaggio iniziatico tra le meraviglie del parco dei “mostri”

di Ilaria Baratta, Finestre sull’arte 31-5-2020

Proteo-Glauco

A Bomarzo, nella metà del Cinquecento, un nobile, Pier Francesco Orsini, decise di dar forma a un incredibile viaggio iniziatico tra bizzarre meraviglie: è il Sacro Bosco di Bomarzo, uno dei luoghi più straordinari del nostro paese.

“Tu ch’entri qua pon mente parte a parte e dimmi poi se tante meraviglie sien fatte per inganno o pur per arte”, sentenzia una sfinge, e l’altra: “Chi con ciglia inarcate et labra strette non va per questo loco manco ammira le famose del mondo moli sette”, ovvero le sette meraviglie del mondo. Entrambe accolgono con queste parole chiunque entri e inizi a percorrere uno dei parchi più suggestivi d’Italia, il Sacro Bosco di Bomarzo, poiché qui s’incontrano natura e arte, o meglio, meraviglie che incantano il visitatore in un’escalation di figure strane e maestose. Leggi tutto “Tra artificio e natura: Bomarzo”

Un ritrovamento emozionante

La scoperta di un Donatello estremo

Di Gianluca Amato, Alias, 29-3-2020

Donatello, Crocifisso della Compagnia di Sant’Agostino a Legnaia, Firenze

L’accrescersi delle conoscenze sul nostro patrimonio artistico può essere favorito da nuove ricerche, dal ripensamento critico di consolidate posizioni storiografiche e dalla scoperta di opere ignote o dimenticate o ancora trasfigurate nel corso dei secoli da menomazioni inflitte dall’intervento umano. Leggi tutto “Un ritrovamento emozionante”

L’ottima mostra che vedremo sui due massimi scultori del Neoclassicismo

Canova-Thorvaldsen, rivalità a suon di statue

A Milano, Gallerie d’Italia, “Canova Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna”, a cura di Stefano Grandesso e Fernando Mazzocca. Un’occasione unica «vedere» il confronto – un topos del Neoclassicismo – fra la grazia “greca” dello scultore veneto e la fermezza aurea del danese

di Maichol Clemente, Alias 17-11-2019

Berthel Thorvaldsen,

Berthel Thorvaldsen, “Marte pacificatore”, Potsdam, Stiftung Preussische Schlösser und Gärten Berlin-Brandenburg

Chissà per chi parteggerà il visitatore della mostra Canova Thorvaldsen La nascita della scultura moderna aperta a Milano, alle Gallerie d’Italia, fino al prossimo 15 marzo. Uscirà canoviano o thorvaldseniano? Protenderà cioè per la scultura di rediviva classicità, di grazia, sentimento, partita dal cuore (come ebbe a scrivere Quatremère de Quincy) di Antonio Canova, oppure sarà più attirato dalla compostezza aurea, dalla fermezza nordica, dal diligente neoclassicismo espressi dalle opere del danese Berthel Thorvaldsen? Leggi tutto “L’ottima mostra che vedremo sui due massimi scultori del Neoclassicismo”

Sul museo di Piazza dei Miracoli a Pisa

Ricomposizione in Piazza dei Miracoli

Pisa, il nuovo allestimento del Museo dell’Opera del Duomo. L’idea museografica consiste nel tentare di riconnettere idealmente la ricca raccolta di opere d’arte, soprattutto capolavori di scultura gotica, al tessuto di provenienza. Caso emblematico di «illusività», la sala di Giovanni Pisano, protagonista assoluto della collezione

di Daniele Giorgi, ALias, 3-11-2019

La sala 7 del nuovo allestimento del Museo dell'Opera del Duomo di Pisa, dedicata a Tino di Camaino e Lupo di Francesco

La sala 7 del nuovo allestimento del Museo dell’Opera del Duomo di Pisa, dedicata a Tino di Camaino e Lupo di Francesco

In una realtà museale chiaroscurata come quella della città di Pisa, che – a fronte dell’inaugurazione delle «Navi antiche» negli Arsenali medicei nel giugno scorso – sconta la difficile accessibilità del principale museo statale della città, quello di San Matteo, costituisce un segnale indubbiamente positivo la riapertura del Museo dell’Opera del Duomo in Piazza dei Miracoli, totalmente riallestito per volontà dell’Opera della Primaziale. Leggi tutto “Sul museo di Piazza dei Miracoli a Pisa”