Un’altra recensione positiva sulla mostra fiorentina di Verrocchio

Verrocchio, una prima luminosa

A Firenze, Palazzo Strozzi, “Verrocchio. Il maestro di Leonardo”, a cura di Francesco Caglioti e Andrea De Marchi. Ad Andrea del Verrocchio, incredibilmente, non era mai stata dedicata una mostra. I curatori lo fanno mettendo a frutto il meglio della tradizione degli studi. Attraverso l’armamentario sottile dell’artista viene rianimata tutta una scena. Si riabilita in questa occasione l’antica attribuzione a Leonardo della “Madonna con il Bambino” del Victoria & Albert Museum di Londra

Andrea del Verrocchio,
Andrea del Verrocchio, “Dama dal mazzolino”, Firenze, Musei del Bargello

E’ stato abbastanza confortante leggere, nel «Burlington» di dicembre, la recensione di Christiansen alla mostra della National Gallery di Londra su Mantegna e Bellini. Lo studioso americano dichiarava quel che molti di noi hanno pensato aggirandosi per le sale della Sainsbury Wing: come si può affrontare un tema così alto producendo un catalogo senza schede? e sorvolando su questioni che hanno almeno un secolo e mezzo di seria vicenda critica? Con queste recenti esperienze negli occhi, è quindi rigenerante rifugiarsi a Palazzo Strozzi per vedere Verrocchio Il maestro di Leonardo (fino al 14 luglio, a cura di Francesco Caglioti e Andrea De Marchi, catalogo Marsilio, euro 53,00; dal 29 settembre alla National Gallery di Washington). Qui è stato messo a frutto il lavoro di generazioni di storici dell’arte, rimontato da due studiosi di comprovata esperienza sulla materia. Il risultato è una mostra di impareggiabile chiarezza, davvero luminosa.

 

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Grandi scultori italiani a confronto: ne avevamo parlato un paio di anni fa

Manzù e Fontana, due spirituali nella materia

Manzù-Fontana, un dialogo in mostra a Roma, Castel Sant’Angelo, e ad Ardea. I due artisti che meglio hanno interpretato il dramma del «sacro», e della scultura, nel Novecento: liberi da vincoli e precetti

Lucio Fontana, «Frate che scrive» (part.), 1952 (fusione 1971-’72), Milano, Veneranda Fabbrica del Duomo
Lucio Fontana, «Frate che scrive» (part.), 1952 (fusione 1971-’72), Milano, Veneranda Fabbrica del Duomo

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Verrocchio a Firenze: una mostra di altissima qualità da non perdere assolutamente

Verrocchio, una prima luminosa

A Firenze, Palazzo Strozzi, “Verrocchio. Il maestro di Leonardo”, a cura di Francesco Caglioti e Andrea De Marchi. Ad Andrea del Verrocchio, incredibilmente, non era mai stata dedicata una mostra. I curatori lo fanno mettendo a frutto il meglio della tradizione degli studi. Attraverso l’armamentario sottile dell’artista viene rianimata tutta una scena. Si riabilita in questa occasione l’antica attribuzione a Leonardo della “Madonna con il Bambino” del Victoria & Albert Museum di Londra

di Claudio Gulli , Alias, 31-3-2019

Andrea del Verrocchio,

E’ stato abbastanza confortante leggere, nel «Burlington» di dicembre, la recensione di Christiansen alla mostra della National Gallery di Londra su Mantegna e Bellini. Lo studioso americano dichiarava quel che molti di noi hanno pensato aggirandosi per le sale della Sainsbury Wing: come si può affrontare un tema così alto producendo un catalogo senza schede? e sorvolando su questioni che hanno almeno un secolo e mezzo di seria vicenda critica? Con queste recenti esperienze negli occhi, è quindi rigenerante rifugiarsi a Palazzo Strozzi per vedere Verrocchio Il maestro di Leonardo (fino al 14 luglio, a cura di Francesco Caglioti e Andrea De Marchi, catalogo Marsilio, euro 53,00; dal 29 settembre alla National Gallery di Washington). Qui è stato messo a frutto il lavoro di generazioni di storici dell’arte, rimontato da due studiosi di comprovata esperienza sulla materia. Il risultato è una mostra di impareggiabile chiarezza, davvero luminosa.

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Il barocco dipinto di un alternativo a Bernini in mostra a Genova

Maragliano, sculture variopinte per il gusto di oggi

A Genova, Palazzo Reale, la mostra “Maragliano 1664-1739”, a cura di Daniele Sanguineti. Come mai Bernini si è “fermato” nel dare pittoricità alle statue? e il colore? insinuò sarcastico Jacob Burckhardt. Ecco allora la plastica policroma in legno, fra “tableau vivant” e perizia tecnica, di Anton Maria Maragliano…

Dalla mostra “Maragliano 1664-1739” a Genova, Palazzo Reale

«Che ne sarebbe di questa idea, di dare del colore alle statue di tipo berniniano? Sarebbe una prova: forse ci guadagnerebbero». Con pungente sarcasmo, Jacob Burckhardt tirava le somme nel suo Cicerone (1855) sulla scultura italiana del Sei-Settecento, chiamata per la prima volta (in un’accezione per la verità tutt’altro che positiva) «barocca».

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Giovedì 8, ore 14,45 quarto incontro dedicato al Giudizio universale

Dies irae dies illa, quarto capitolo

La stagione gotica e la trasformazione del tema nel Duecento, dall’Antelami a Parma alle cattedrali francesi al Battistero di Firenze. In che modo la misericordia è stata elaborata dalle immagini della fede cristiana? Quale il suo rapporto con la giustizia? L’evoluzione della cultura urbana e l’affermazione di un linguaggio naturalistico e “volgare”

Giudizio Universale, cattedrale di Chartres, portale sud, XII secolo (WikiCommons)

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Giovedì 8, ore 14,45 terzo incontro dedicato al Giudizio universale

Dies irae dies illa, terzo capitolo

Autun, Beaulieu, Conques: i grandiosi portali romanici danno tremenda esplicitazione visiva alle angosce del tempo.

 

Gli incontri si terranno nella consueta sede di Via Terraggio 1, angolo corso Magenta, al secondo piano, nella sede dell’Università Popolare, dalle 14,45 alle 17 circa.

La quota di partecipazione è di 13 euro, 5 per gli studenti.

E’ possibile acquistare su prenotazione i cd con le immagini e la registrazione degli incontri a 15 euro, 5 euro per le sole immagini.

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Io metterei in programma un giretto primaverile. Che ne dite?

Duomo di Siena, termina il restauro del pulpito di Nicola Pisano: è una delle più importanti opere della storia dell’arte

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Si è concluso il restauro del Pulpito di Nicola Pisano nel Duomo di Siena, il grande e celeberrimo capolavoro duecentesco realizzato, tra il 1265 e il 1268, dall’artista di origini pugliesi che lo concluse grazie anche all’aiuto del figlio Giovanni e degli allievi Arnolfo di Cambio e Lapo.

Il pulpito monumentale, interamente coperto di altorilievi scolpiti, fu sistemato nella zona destra dello spazio sottostante la cupola e qui rimase fino al 1506, quando fu totalmente smontato e rimase in attesa della collocazione attuale. Nonostante alcune diminuzioni avvenute col rimontaggio cinquecentesco e a causa dell’invecchiamento secolare, il pulpito è sostanzialmente ben conservato.

Durante il complicato restauro sono state recuperate, sotto la polvere e gli annerimenti dovuti al fumo delle candele votive, tanto la patina generale quanto i resti delle colorazioni e delle dorature, che davano alle animate figurazioni una gradevole apparenza naturalistica. “Le più cospicue testimonianze di queste indispensabili finiture cromatiche”, si legge infatti nella presentazione del restauro, “si trovano nei sottosquadri delle figure scolpite e negli anfratti più profondi degli altorilievi, dove non ha potuto agire la lenta ma inesorabile consunzione dovuta a poco accorte manutenzioni”.

Nel corso dell’intervento di restauro si è ricorso sia a tecniche tradizionali che a ritrovati all’avanguardia, fra cui la ricostruzione del complesso in 3D. Il resaturo è avvenuto con la collaborazione del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Siena e l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Siena, Grosseto e Arezzo ha svolto l’alta sorveglianza sull’intervento, mentre l’Opera della Metropolitana di Siena ha finanziato il restauro col contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena.

Gian Franco Indrizzi, rettore dell’Opera della Metropolitana, presenterà i frutti del restauro venerdì 15 giugno 2018.

Ripassiamo l’estasi di swanta Tersa di Bernini che abbiamo appena visto a Roma

La santa Teresa di Gian Lorenzo Bernini: il capolavoro in Santa Maria della Vittoria a Roma

Gian Lorenzo Bernini, Estasi di santa Teresa

Se dovessimo scegliere un gruppo scultoreo che meglio d’ogni altro possa rappresentare il Seicento e il Barocco, molto probabilmente indicheremmo l’Estasi di santa Teresa di Gian Lorenzo Bernini (Napoli, 1598 – Roma, 1680):

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Conferenza: : Bernini, ultimi anni, il trionfo e l’amarezza

Bernini, ultimi anni, il trionfo e l’amarezza

Continua la nostra esplorazione dell’attività artistica e architettonica di Bernini, ormai l’artista più famoso d’Europa. I grandiosi interventi in Piazza Navona e a San San Pietro, lo scontro per il nuovo Louvre e le ultime straordinarie sculture.

Data: giovedì 15 marzo
ora: 14,45
luogo: via terraggio 1
quota di partecipazione: euro 13, studenti euro 5
E’ possibile acquistare i cd con le precedenti lezioni: 15 € completo, 5 € solo immagini