Aquileia, ponte tra sud e nord

Aquileia, due millenni di storia tra oriente e occidente

Mostre. Una rassegna all’Ara Pacis per testimoniare l’importanza di un porto commerciale di primissimo piano del Mediterraneo, in cui confluivano non solo merci ma anche idee e correnti artistiche dal Nord Africa e dal Medio Oriente che, rielaborate, s’irradiarono fino all’antica provincia del Noricum

di Valentina Porcheddu, il manifesto, 27-11-2019

Manufatto in ambra con putti, I-II secolo d.C.

Aquileia, che tra il 2015 e il 2017, ha ospitato tre mostre tese a presentare al pubblico oggetti provenienti dal Bardo di Tunisi, da Persepolis e da Palmira, e che ha di recente (ri)accolto i tesori «migrati» nell’Ottocento al Kunsthistorisches Museum di Vienna, si «sposta» a Roma per celebrare i suoi 2200 anni di storia.
Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla crescita culturale – Sovrintendenza capitolina ai beni culturali, e realizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con il Polo museale del Friuli Venezia Giulia e il Museo archeologico nazionale di Aquileia, l’esposizione Aquileia 2200. Porta di Roma verso i Balcani e l’Oriente (fino al 1 dicembre al museo dell’Ara Pacis) ha ottenuto anche il patrocinio del Mibact. Leggi tutto “Aquileia, ponte tra sud e nord”

Una grande e ottima mostra su Mattia Preti a Roma

Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti, l’eccellente mostra di Palazzo Barberini a Roma

Recensione della mostra “Il trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti” a Roma, Palazzo Barberini, dal 22 febbraio al 16 giugno 2019.

Immagine dalla mostra Il trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti. Ph. Credit Finestre sull'Arte

“Mi disse suo fratello Gregorio che per tirarlo avanti e mantenerlo alla pittura esso si mise a lavorar per bottegari, che allora erano ricchi e facevano lavorare, onde lavorò per il coloraro Nasini alla Sapienza; che per altro le cose della prima maniera erano belle e sode ma ce ne sono poche”. L’autore del passo appena riportata è il collezionista Sebastiano Resta (Milano, 1635 – Roma, 1714), il protagonista del racconto è Gregorio Preti (Taverna, 1603 – Roma, 1672), e il ragazzo che viene avviato da quest’ultimo alla pittura è suo fratello Mattia (Taverna, 1613 – La Valletta, 1699), destinato a divenire uno dei più grandi artisti del Seicento.

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Un libro sull’ultimo imperatore pagano

Giuliano, da Apostata a idealtipo dell’imperatore illuminato

Storiografia antica. Restauratore anacronistico o riformista? Autocrate o modello di modernità? Una biografia (con novità) fa luce sulla controversa figura di Giuliano: Arnaldo Marcone, Salerno Editrice

Doppia maiorina di Antiochia, Giuliano imperatore (360-363), busto diademato, drappeggiato e corazzato

Probabilmente nessun personaggio antico custodisce il proprio segreto più caparbiamente dell’imperatore Giuliano: rampollo della dinastia cristiana dei Costantinidi eppure estremo, fervente cultore degli dèi pagani, spirito contemplativo e al contempo coraggioso combattente, filosofo votato all’ascetismo ma spesso preda di impulsività e superstizione, l’imperatore morto poco più che trentenne nel 363 d.C. ha rappresentato un enigma per i contemporanei così come per i posteri, da sempre vittime del suo fascino. Leggi tutto “Un libro sull’ultimo imperatore pagano”

Fendi: il paradigma del mecenatismo interessato e falso della modernità

 Il Rinoceronte di Alda Fendi per far cassa con l’arte di tutti

Tomaso Montanari

Mecenati dei giorni nostri – Oggi è finita la falsa contrapposizione fra interessi pubblico e privato, annullando il primo nel secondo 

“All’arrivo nella vostra sistemazione troverete un cesto di frutta, una bottiglia di champagne e bibite analcoliche in omaggio, e durante il soggiorno al Rooms of Rome potrete partecipare a visite private gratuite della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti e beneficiare della prenotazione prioritaria presso ristoranti convenzionati” (booking.com). E chi l’ha detto che con la cultura non si mangia?

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La mostra di Mantegna a Roma

Il Mantegna parigino. Le opere del Musée Jacquemart-André

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 21-10-2018

Immagini dalla mostra La stanza di Mantegna

Recensione della mostra ‘La stanza di Mantegna. Capolavori dal Museo Jacquemart André di Parigi’ a Roma, Palazzo Barberini, dal 27 settembre 2018 al 27 gennaio 2019.

Contrariamente a quanto si potrebbe credere, la pratica degli scambi in blocco d’opere d’arte tra musei internazionali non è una consuetudine recente. Semmai, è degli ultimi tempi l’uso a dare vita a prestiti reciproci che alimentano mostre totalmente inutili da una parte e dall’altra, e spesso è sufficiente che al centro rimangano, ça va sans dire, i grandi nomi, gli artisti capaci più d’altri d’esercitare un fascino magnetico sul pubblico.

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Addio Museo Nazionale di Arte Orientale?

Se gli scavi di Tucci si spostano a Roma Eur

La controversia museografica sul Museo Nazionale d’Arte Orientale. La vecchia sede di Palazzo Brancaccio non era più adatta a conservare le splendide collezioni del MNAO. La nuova promette, specie in termini di spazio: ma l’inizio non è dei migliori…

Dininità stellare della longevità Shouxing laoren, gres a invetriatura qingbai, epoca Ming (1368-1644), dalle fornaci di Dongxin, Roma, Museo Nazionale d’Arte Orientale

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Povera Regina Viarum, scampata ai Benetton e ora abbandonata

Tomaso Montanari, Appia scordata e senza fondi. La Grande Bellezza è perduta

18 settembre 2018

Le meraviglie abbandonate – Per la Regina Viarum si è passati dall’idea (sbagliata) Benetton al totale nulla. Però c’è chi combatte  

“O via Appia, consacrata da Cesare venerato sotto l’effigie di Ercole, tu che superi in celebrità

tutte le italiche vie …”: l’invocazione di Marziale risuona oggi come una disperata richiesta di aiuto. Sembra quasi che all’Appia Antica si voglia far pagare il no di quattro anni fa alla Società Autostrade. Pochi oggi lo ricordano, ma nell’estate del 2014 divampò furiosa una battaglia di opinione intorno al tentativo di aggiungere la Regina Viarum al vasto regno dei Benetton.

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Ripassiamo l’estasi di swanta Tersa di Bernini che abbiamo appena visto a Roma

La santa Teresa di Gian Lorenzo Bernini: il capolavoro in Santa Maria della Vittoria a Roma

Gian Lorenzo Bernini, Estasi di santa Teresa

Se dovessimo scegliere un gruppo scultoreo che meglio d’ogni altro possa rappresentare il Seicento e il Barocco, molto probabilmente indicheremmo l’Estasi di santa Teresa di Gian Lorenzo Bernini (Napoli, 1598 – Roma, 1680):

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