Il trasporto di Cristo di Raffaello

Il Trasporto di Cristo al sepolcro. La complessa realizzazione di un capolavoro giovanile di Raffaello

di Claudia Farini, Finestre sull’Arte 19-9-2020

Raffaello, Deposizione Borghese (1505-1507; olio su tavola, 174,5 x 178,5; Roma, Galleria Borghese)

La Deposizione Baglioni, capolavoro del giovane Raffaello Sanzio, è anche una delle sue opere più complesse: per chi fu realizzata? Quale è il suo significato? Da quali fonti deriva? Se ne parla in questo articolo.

Agli inizi del Cinquecento una nobildonna umbra, Atalanta Baglioni, si ritrovò coinvolta tanto in un sanguinoso episodio che ne distrusse la famiglia, segnando profondamente la storia della città di Perugia, quanto nella vicenda artistica che contribuì in modo decisivo all’affermazione del giovane Raffaello Sanzio (Urbino, 1483 – Roma, 1520). Leggi tutto “Il trasporto di Cristo di Raffaello”

Per approfondire le conferenze online dedicate a Raffaello: la Cappella di San Severo a Perugia

La Cappella di San Severo a Perugia: un luogo dove vedere Raffaello e Perugino a confronto diretto

L'affresco di Raffaello e Perugino nella Cappella di San Severo

Nascosto tra i vicoli medievali di Perugia, dopo una ripida salita, c’è un luogo meraviglioso, sconosciuto ai più, e soprattutto al turismo di massa, dove è possibile vedere due grandi maestri della storia dell’arte a confronto: è la cappella di San Severo. Da non confondersi con quella, quasi omonima, che si trova a Napoli, e che si chiama cappella Sansevero: là, prende il nome dalla famiglia che la fece realizzare. Leggi tutto “Per approfondire le conferenze online dedicate a Raffaello: la Cappella di San Severo a Perugia”

La Madonna del Cardellino: approfondimento delle nostre conferenze on-line

Cosa c’è dietro alla Madonna del Cardellino di Raffaello

di Federico Giannini, da Finestre sull’Arte 18-1-2017

Raffaello, Madonna del Cardellino

Gombrich diceva che quando osserviamo un dipinto (o un’opera d’arte in generale), spesso non pensiamo agli enormi sforzi, ai sacrifici, alle notti insonni che un artista ha passato per studiare un particolare, per scegliere la giusta nuance di colore per un dettaglio, per elaborare una posa soddisfacente, per rendere al meglio l’espressione di un personaggio. Quello che noi vediamo è il dipinto finito, ovvero un risultato, che è però frutto di un processo lungo e laborioso: e questo vale sia per i dipinti più grandi, magniloquenti e ricchi di dettagli, sia per le opere d’arte contemporanea che sembrano invece così semplici e immediate. E quando ci troviamo di fronte al risultato finito, diceva sempre Gombrich, talvolta non ci rendiamo conto che i particolari di un dipinto che più ammiriamo, quelli che meglio destano la nostra risposta emotiva di fronte all’opera o che stimolano le discussioni attorno al capolavoro che stiamo osservando, non sono quelli che rappresentarono i problemi più difficili per l’artista. Leggi tutto “La Madonna del Cardellino: approfondimento delle nostre conferenze on-line”

Eros della Maddalena di Tiziano

“Pria del folle mondo errante, poscia di Cristo amata amante”: la Maddalena di Tiziano

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 27-9-2020

Tiziano, Santa Maria Maddalena (1533-1535 circa; olio su tavola, 85,8 x 69,5 cm; Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina, inv. Palatina n. 67)

La Maddalena di Tiziano, opera conservata a Firenze a Palazzo Pitti, è uno dei capolavori del pittore cadorino, da leggere con l’aiuto della letteratura.

In un passo delle sue Vite, e nello specifico in quella dedicata a Tiziano, Giorgio Vasari elenca alcune opere ammirate nel guardaroba del duca Guidobaldo II della Rovere, al tempo in cui il grande storiografo visitò Urbino, nel 1548: tra questi lavori, Vasari menziona una “testa dal mezzo in su d’una Santa Maria con i capegli sparsi, che è cosa rara”. Leggi tutto “Eros della Maddalena di Tiziano”

Il pavimento del Duomo di Siena

Un racconto di marmo. Il pavimento del Duomo di Siena

Il pavimento del Duomo di Siena. © Opera della Metropolitana di Siena

Il pavimento del Duomo di Siena è una delle opere più straordinarie del Rinascimento: un vero racconto di marmo (ma non solo) che si dipana ai piedi di chi entra nella Cattedrale senese.

Entrando nel Duomo di Siena, dedicato alla Vergine Assunta, che con le sue forme gotiche si erge maestoso sull’acropoli della città toscana, lo sguardo deve essere indirizzato a trecentosessanta gradi, perché si possono osservare capolavori d’arte non soltanto intorno a noi, ma anche sotto ai piedi. Infatti nel cuore religioso di questa città si trova quello che Vasari definì “il più bello…grande e magnifico pavimento che mai fosse stato fatto”. Leggi tutto “Il pavimento del Duomo di Siena”

Troppo realistico? Implacabile intensità donatelliana

Lányi, Donatello anno zero

Donatello,

Donatello, “San Lussorio” (o “San Rossore”), 1425-’27 ca, Pisa, Museo Nazionale di San Matteo

Folgorazioni: Jenö Lányi / Donatello, «San Lussorio» (o «San Rossore»), Pisa, Museo Nazionale di San Matteo. Fino al 1939, anno in cui ne scrisse Jenö Lányi, il “San Lussorio” era considerato un intralcio dalla critica donatelliana: realismo troppo compiaciuto… Fu il critico ungherese, con il suo sguardo che ha qualcosa di Musil, a «ristabilirne» la qualità suprema, configurando un nuovo canone dell’opera dello scultore fiorentino Leggi tutto “Troppo realistico? Implacabile intensità donatelliana”

Quando una donna deve lasciare il posto: Creusa, moglie di Enea

Che fine ha fatto Creusa? Un’esegesi drammatica

Speciale “Classical reception”. In un affresco di Palazzo Ratta attribuito a Ludovico Carracci, al tradizionale gruppo di Enea in fuga da Troia si aggiunge la figura della moglie dell’eroe, rapita mentre dà l’ultimo saluto ad Ascanio. Così l’artista bolognese «colmava» il silenzio di Virgilio

di Ermanna Panizon, Alias, 9-8-2020

Ludovico Carracci, La fuga di Enea, part.,1586-’87,  Bologna, Palazzo Ratta

Ludovico Carracci, La fuga di Enea, part.,1586-’87, Bologna, Palazzo Ratta

Un uomo lascia la propria città in fiamme portando sulle spalle il padre e tenendo per mano il figlio. Immagine emblematica di pietas filiale, simbolo della rinascita di una nazione, il gruppo di figure composto da Enea, Anchise e Ascanio in fuga da Troia appartiene alla cultura figurativa europea; se volessimo tracciare la storia di questo tema attraversando le epoche, non dovremmo temere cesure nel nostro racconto: lo troviamo dipinto sui vasi greci a figure nere, modellato sulle lucerne in terracotta romane, delineato dal fine pennello dei miniatori medievali. Leggi tutto “Quando una donna deve lasciare il posto: Creusa, moglie di Enea”

“Alta a coprire tutti i popoli toscani”: la cupola del Brunelleschi a Firenze

La Cupola di Brunelleschi che ha stupito il mondo: storia del capolavoro rinascimentale

La Cupola di Brunelleschi nel panorama di Firenze

Il 7 agosto del 1420 cominciava la costruzione della Cupola del Duomo di Santa Maria del Fiore a Firenze, lo straordinario capolavoro di Filippo Brunelleschi. Ecco la storia di questa struttura incredibile e che ha stupito il mondo.

Comincia con una colazione a base di pane, melone e vino, il 7 agosto del 1420, la storia di uno dei più grandi capolavori della storia dell’umanità: la Cupola del Duomo di Santa Maria del Fiore a Firenze, capolavoro di Filippo Brunelleschi (Firenze, 1377 – 1446), il padre del Rinascimento in architettura.

Leggi tutto ““Alta a coprire tutti i popoli toscani”: la cupola del Brunelleschi a Firenze”

Raffaello difensore ante litteram dei Beni Culturali

Raffaello è stato il primo soprintendente della storia. La lettera a Leone X

di Federico Giannini e Ilaria Baratta, Finestre sull’arte 23-7-2020

Raffaello, Autoritratto (1506-1508; olio su tavola di pioppo; Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture). Gabinetto fotografico delle Gallerie degli Uffizi - Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo

Possiamo considerare Raffaello come il primo soprintendente della storia: con lui si produsse una nuova sensibilità nei confronti dei beni culturali, alle origini di quella moderna. Lo scopriamo da un documento fondamentale: la lettera a papa Leone X.

A molti storici dell’arte piace definire il grande Raffaello Sanzio (Urbino, 1483 – Roma, 1520) come il primo soprintendente della storia, e non è un azzardo affermare che la sua figura costituisca uno dei fulcri della storia della tutela dei monumenti in Italia. Occorre tornare al 27 agosto del 1515: quel giorno, papa Leone X (Firenze, 1475 – Roma, 1521), il pontefice che sarebbe stato poi eternato dall’urbinate in un magnifico ritratto oggi agli Uffizi, veniva nominato praefectus marmorum et lapidum omnium. Leggi tutto “Raffaello difensore ante litteram dei Beni Culturali”