Ancora sulla qualità ottica della pittura di Van Eyck

Ma com’era riuscito Jan van Eyck a creare opere così realistiche? Ecco come arrivò alla sua rivoluzione ottica

da Finestre sull’arte, 10-2-2020

Jan van Eyck, Annunciazione (1440; olio su tavola, 39 x 24 cm; Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza)

Uno dei passaggi letterarî più citati sul grande Jan van Eyck (Maaseik, 1390 circa – Bruges, 1441) è l’incipit del capitolo a lui dedicato nel De viris illustribus di Bartolomeo Facio (La Spezia, 1400 circa – Napoli, 1457): il trattato dell’umanista ligure, composto tra il 1455 e il 1457, raccoglie sessantatré vite di altrettanti uomini illustri a lui contemporanei, e la particolarità consiste nel fatto che nel libro non ci sono solo biografie di sovrani o di letterati, ma anche di artisti. Facio, animato da una forte passione per l’arte, era stato tra i primi commentatori italiani a occuparsi di artisti fiamminghi, e aveva colto pienamente la strabiliante novità dell’arte di van Eyck.

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Carpaccio: dietro il mito e la leggenda storia e politica

Le pitture di Carpaccio in S. Giorgio degli Schiavoni a Venezia

di Gennaro Cucciniello, 9-10-2010

Il luogo. La Scuola di San Giorgio degli Schiavoni, eretta dalla comunità dei Dalmati ai primi del ‘500, si trova in una zona appartata della città lagunare, lungo un piccolo rio. Per arrivarci, si parte da piazza San Marco, percorrendo un quartiere nel quale si intrecciano calli e callette, rii e ponti, con alcuni campi caratteristici. Dalla piazzetta dei Leoncini, accanto alla basilica, si imbocca la calle di Canonica, che costeggia il palazzo Patriarcale. Si oltrepassa il chiostrino di S. Apollonia (unico esempio a Venezia di chiostro romanico, secoli XII e XIII) e si arriva alla bellissima chiesa di San Zaccaria. Leggi tutto “Carpaccio: dietro il mito e la leggenda storia e politica”

Approfondimenti su Bellini: l’Allegoria sacra

L’Allegoria di Giovanni Bellini: un enigma irrisolto

di Federico Giannini, 30-12-2015

Giovanni Bellini, Allegoria sacra

Giovanni Bellini, Allegoria sacra (variamente datata tra il 1487 e il 1504; olio su tavola, 73 x 119 cm; Firenze, Uffizi

“È difficile scoprire il significato dell’allegoria che Bellini ha dipinto. La Vergine, seduta su una terrazza che su affaccia su un lago, riceve l’omaggio di una donna che s’inginocchia, accompagnata a destra e a sinistra da figure in piedi la cui identità non è stata accertata. Dietro una balaustra aperta, due uomini apparentemente rappresentano san Giuseppe e san Paolo. Un melo in un vaso è scosso da un ragazzino nudo, e alcuni bambini raccolgono la frutta. Nelle colline dietro al lago, un asino rumina e un pastore si occupa del suo gregge; vediamo poi un centauro e un eremita che riposa in una caverna. La perfetta composizione della scena è davvero gradevole, così come la purezza e la scelta delle forme, la grazia dei movimenti e la delicatezza dei volti. I colori sono dolci, si mescolano e galleggiano nella soleggiata foschia di mezzogiorno”. Leggi tutto “Approfondimenti su Bellini: l’Allegoria sacra”

3 Filosofi, 3 Re Magi, 3 astrologi?.. L’interpretazione di Augusto Gentili

Cosa si cela dietro i tre filosofi di Giorgione?

Sunto di un’ipotesi di Augusto Gentili da La musa inquietante

 

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Probabilmente si tratta del quadro che Marcantonio Michiel vide in casa di Taddeo Contarini, un grande appassionato dell’occulto e dell’alchimia. Le ipotesi interpretative ovviamente si sono susseguite: Re Magi, Età dell’uomo, etc. Leggi tutto “3 Filosofi, 3 Re Magi, 3 astrologi?.. L’interpretazione di Augusto Gentili”

Il Tramonto di Giorgione: relitto, falso o capolavoro?

Il “Tramonto” di Giorgione, uno dei paesaggi più suggestivi della storia dell’arte

di Federico Giannini, 14-8-2015

Giorgione, il Tramonto

Il Tramonto del Giorgione è un dipinto realizzato all’incirca tra il 1506 e il 1508, conservato alla National Gallery di Londra. Ed è uno dei paesaggi più suggestivi della storia dell’arte.

Se dovessi indicare due o tre dei pittori più affascinanti della storia dell’arte, su un nome non avrei alcun dubbio, e assegnerei un posto in questa speciale graduatoria a Giorgione. È di lui che vi voglio parlare in questo post… o meglio: vi voglio parlare di quella che per me è una delle sue opere più suggestive, il Tramonto conservato alla National Gallery di Londra. La prima impressione che ho avuto, trovandomi dinanzi a questo dipinto, è stata un senso di calma, serenità e rilassatezza, suggerito da quello che è il vero protagonista di questo olio su tavola: il paesaggio. Leggi tutto “Il Tramonto di Giorgione: relitto, falso o capolavoro?”

Dürer grande professionista

Dürer, il cantiere di lavoro non conosce malinconia

All’Albertina di Vienna la mostra di Albrecht Dürer, a cura di Christof Metzger. Facendo perno sulla sua ricchissima raccolta di disegni e acquerelli dell’artista di Norimberga, l’istituzione viennese in una mostra che restituisce l’artista quale perfetto imprenditore di se stesso. Ci si è voluti tenere fuori dalla celebre lettura di Panofsky

di Giuseppe Frangi, Alias, 29-12-2019

Albrecht Dürer,
Albrecht Dürer, “Left Wing of a Blue Roller”, ca. 1500, The Albertina MuseumQuando il 6 aprile 1528 Albrecht Dürer morì nella sua Norimberga non lasciò nulla al caso. Nello studio centinaia di disegni e incisioni erano raccolti e schedati meticolosamente, pronti per essere gestiti dalla moglie Agnes Frey, donna spigolosa che era stata a fianco dell’artista per tutta la vita senza riuscire a dargli un erede. Così, intorno al 1550 una parte consistente di quel patrimonio venne acquisito «a pacchetto» da un commerciante della città, Willibald Imhoff.

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Blockbuster ma di qualità: la mostra di Leonardo al Louvre

Dentro la selva di tutte le cose apparite: Leonardo al Louvre

A Parigi, Louvre, “Léonard de Vinci”, a cura di Vincent Delieuvin e Louis Frank . Non era scontato che la pressione del marketing risparmiasse gli indici di qualità della mostra: la quale “tiene”, con una narrazione fluida e un bel po’ di capolavori. La temperatura aumenta nel rovello grafico, che indica la “difficoltà” di Leonardo nel fissare le pulsioni del mondo in forme perfette

Massimo Romeri, alias, 15-12-2019

Parigi, Louvre, davanti alla

Leonardo è morto ad Amboise cinquecento anni fa. Oggi il suo nome è un marchio, la sua figura, tra mito e marketing, l’incarnazione del genio umano. È perciò piuttosto scontato che una grande mostra come quella del Louvre (Léonard de Vinci, fino al 24 febbraio 2020, a cura di Vincent Delieuvin e Louis Frank) richiami le folle; non è invece pacifico che un’esposizione con un così forte impatto popolare rispetti le simmetrie tra attesa e ricaduta qualitativa. Eppure al Louvre si è riusciti ad allestire una rassegna che tiene, una narrazione fluida e ininterrotta con un numero importante di capolavori, senza i tonfi, le farse, le pezze che spesso rendono questi eventi più nocivi che utili.

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Intorno alla leonardesca Battaglia di Anghiari rientrata in Italia

La Tavola Doria, la più nota tra le copie della perduta Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci

Francesco Morandini detto il Poppi (?), Tavola Doria (1563?; olio su tavola, 86 x 115 cm; Firenze, Gallerie degli Uffizi)

Il 12 giugno del 2012, il segretario generale del Ministero dei Beni Culturali, Antonia Pasqua Recchia, e il direttore del Tokyo Fuji Art Musueum, Akira Gokita, firmavano un accordo grazie al quale l’Italia rientrava in possesso di un prezioso dipinto cinquecentesco, universalmente noto come la Tavola Doria, testimonianza diretta della perduta Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci (Vinci, 1452 – Amboise, 1519). L’accordo siglato tra i due paesi prevedeva che l’opera sarebbe stata restituita all’Italia, che ne sarebbe divenuta proprietaria esclusiva, e che sarebbe stata esposta alternamente tra i due paesi per ventisei anni (due anni in Italia, quattro in Giappone): terminato questo lungo arco di tempo, la tavola rientrerà definitivamente in Italia. Per comprendere come si sia arrivati all’accordo è necessario ripercorrere la storia recente dell’opera e tornare al 1940, quando a Napoli, a Palazzo d’Angri, viene messa all’asta la collezione del suo proprietario, il principe Marcantonio Doria. Leggi tutto “Intorno alla leonardesca Battaglia di Anghiari rientrata in Italia”