Donatello e Michelozzo a Napoli

Donatello e Michelozzo nella chiesa di Sant’Angelo a Nilo: un brano di rinascimento toscano a Napoli

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 14-6-2016

Michelozzo, Donatello e aiuti, Monumento funebre del cardinale Rainaldo Brancaccio

Nel cuore dell’allegro e suggestivo caos di Spaccanapoli, tra gli invitanti profumi che escono da porte e finestre, il vociare chiassoso dei venditori di strada, le note dei musicisti che spuntano ogni tanto di fronte ai palazzi barocchi e spesso coinvolgono i passanti in danze e balli, si nasconde un inaspettato brano di Rinascimento toscano: è il sepolcro del cardinale Rainaldo Brancaccio, frutto della collaborazione di Michelozzo (Firenze, 1396 – 1472) e Donatello (Firenze, 1386 – 1466). Si trova nella splendida chiesa di Sant’Angelo a Nilo, che occupa quasi per intero un lato di piazzetta Nilo, uno slargo che sorge alla fine di via San Biagio dei Librai: un tempio di origine medievale ampiamente rimaneggiato agli inizi del Settecento onde fargli assumere le forme tardobarocche nelle quali lo vediamo oggigiorno.

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Donetello e Bill Viola: la prova da superare

Sulle proteste contro il nudo di Bill Viola e sulla nostra idea di arte

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 22-3-2017

Ramona's MOMA: Bill Viola, Acceptance, 2008

Mentre nei giorni scorsi l’attenzione di parte del mondo dei beni culturali veniva catalizzata da un inconsistente e vacuo editoriale del presidente d’una nota associazione, a Firenze, tra l’indifferenza dei più, accadeva qualcosa di più preoccupante: un non meglio precisato manipolo di visitatori del Grande Museo del Duomo, turbato dalle nudità della protagonista di Acceptance, opera di Bill Viola in temporanea esposizione nella cappella delle reliquie, induceva il direttore Timothy Verdon a decidere per lo spostamento dell’installazione in un’altra sala. Ora, potremmo decidere di crogiolarci nell’idea di aver a che fare con dei rumorosi talebani “de noantri” per provare un facile senso di superiorità e limitare la nostra azione a un’altrettanto facile indignazione.

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Donatello sulla scena urbana

Il “pulpito meraviglioso” di Donatello e Michelozzo per il Duomo di Prato

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 7-11-2016

Il Duomo di Prato

Lo scorso anno, su queste pagine, avevamo scritto di come la città di Prato sia nota, tra le altre cose, per il culto della Sacra Cintola, ovvero la cintura che la Madonna avrebbe donato a san Tommaso come prova dell’Assunzione al cielo. O almeno così si crede. E avevamo raccontato la storia di questa reliquia, considerata miracolosa, attraverso le opere d’arte che si conservano in città. Non ci eravamo però soffermati sull’originale pulpito che decora l’angolo della facciata del Duomo di Prato: un’opera estrosa e fortemente innovativa, realizzata da Donatello (Firenze, 1386 – 1466) e Michelozzo (Firenze, 1396 – 1472), e pensata appositamente per l’ostensione della Sacra Cintola. Vale la pena parlare in modo un po’ più approfondito di un’opera d’arte tra le più interessanti del Rinascimento.

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Mosè dallo psicanalista

Quando il Mosè di Michelangelo si raccontò a Freud

Nel 1914, il padre della psicanalisi Sigmund Freud pubblicò un saggio sul Mosè di Michelangelo: un’interessante lettura che riguarda uno dei più grandi capolavori della storia dell’arte.

di Claudia Farini, Finestre sull’arte, 13-4-2020

Michelangelo Buonarroti, Tomba di Giulio II (1505-1545; marmo; Roma, San Pietro in Vincoli). Ph. Credit Andrea Jemolo

Michelangelo Buonarroti, Tomba di Giulio II (1505-1545; marmo; Roma, San Pietro in Vincoli). Ph. Credit Andrea Jemolo

A Roma, all’interno della Basilica di San Pietro in Vincoli, a cui conduce da via Cavour la suggestiva salita dei Borgia, è custodita una delle più note creazioni scultoree di Michelangelo Buonarroti: il Mosè.

L’artista iniziò a lavorare alla statua durante il secondo decennio del Cinquecento per collocarla nel complesso monumentale che doveva ospitare la sepoltura di papa Giulio II, morto nel 1513.

Tuttavia l’intero progetto iniziale per quello che avrebbe dovuto essere un imponente mausoleo ispirato ai grandi edifici sepolcrali romani, ornato da più di quaranta statue, subì continue revisioni nei quattro decenni che Michelangelo impiegò per concludere i lavori, revisioni che sostanzialmente si tradussero nella progressiva riduzione delle dimensioni del monumento. Leggi tutto “Mosè dallo psicanalista”

Le tombe medicee di Michelangelo: nuova luce

Firenze, la Sagrestia Nuova, capolavoro di Michelangelo, riportata a condizioni di luce simili a quelle ideate dal genio

Finestre sull’arte, 19-2-2019

La Sagrestia Nuova, vista con la tomba di Lorenzo duca d'Urbino. Ph. Credit Andrea Jemolo

A Firenze, la Sagrestia Nuova, capolavoro di Michelangelo, è stata riportata a condizioni di luce simili a quelle ideate dal grande artista toscano grazie a un sapiente “restauro della luce” compiuto in maniera filologica e rispettosa della storia dell’edificio. Leggi tutto “Le tombe medicee di Michelangelo: nuova luce”

La Madonna Dreyfuss: Leonardo o Lorenzo di Credi?

Codicillo vinciano. A Leonardo quel che è di Leonardo…

di Gigetta Dalli Regoli, Finestre sull’arte 30-1-2021

Leonardo (attr. a Lorenzo di Credi), Madonna della melagrana, nota anche come Madonna Dreyfus. Washington, National Gallery of Art

Un articolo di Gigetta Dalli Regoli, grande studiosa del Rinascimento fiorentino, sull’attribuzione della Madonna Dreyfus, che secondo la studiosa è opera di Leonardo da Vinci. Una versione estesa di questo contributo sarà pubblicata sulla rivista scientifica Raccolta Vinciana. Leggi tutto “La Madonna Dreyfuss: Leonardo o Lorenzo di Credi?”

Un restauro esemplare: l’Epifania di Leonardo che sconvolge il genere umano

L’Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci: parlando con Marco Ciatti dell’opera e del restauro

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 5-7-2017

Leonardo da Vinci, Adorazione dei Magi

L’Adorazione dei Magi, capolavoro di Leonardo da Vinci, ha subito un lungo restauro. Ne abbiamo parlato con chi lo ha diretto, Marco Ciatti, Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure.

I Canonici Regolari di Sant’Agostino probabilmente non immaginavano che il dipinto che avevano commissionato a Leonardo da Vinci (Vinci, 1452 – Amboise, 1519) nel 1481 non sarebbe mai stato terminato. Anzi: attesero per anni che il grande genio del Rinascimento facesse ritorno a Firenze per portare a compimento la sua Adorazione dei Magi, che i frati volevano destinare alla chiesa di San Donato in Scopeto, poi distrutta poco prima dell’assedio del 1529.

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Sconvolgente potenza di Michelangelo nel Tondo Doni

Il Tondo Doni di Michelangelo: origini e significato di uno dei più grandi capolavori della storia dell’arte

Michelangelo, Tondo Doni. Ph. Credit Finestre sull'Arte

È l’unica opera su supporto mobile che si possa assegnare con certezza a Michelangelo Buonarroti (Caprese, 1475 – Roma, 1564): è il Tondo Doni, il capolavoro conservato alla Galleria degli Uffizi e nato per volontà di uno dei più ricchi mercanti fiorentini d’inizio Cinquecento, Agnolo Doni, che nel 1504 aveva preso in moglie Maddalena Strozzi, anch’ella esponente di una delle famiglie più in vista della Firenze del tempo. Leggi tutto “Sconvolgente potenza di Michelangelo nel Tondo Doni”

La Sant’Anna di Masolino e Masaccio: il vecchio e il nuovo nello stesso quadro

La Sant’Anna Metterza di Masaccio e Masolino: due epoche che s’incontrano in una tavola

Masaccio e Masolino da Panicale, Sant'Anna, la Madonna col Bambino e cinque angeli o Sant'Anna Metterza (1424-1425 circa; tempera su tavola, 175 x 103 cm; Firenze, Galleria degli Uffizi, inv. 1890 n. 8386)

Masaccio e Masolino da Panicale, Sant’Anna, la Madonna col Bambino e cinque angeli o Sant’Anna Metterza (1424-1425 circa; tempera su tavola, 175 x 103 cm; Firenze, Galleria degli Uffizi, inv. 1890 n. 8386)
La Sant’Anna Metterza, conservata agli Uffizi, è opera realizzata assieme da Masaccio e Masolino: caposaldo della storia dell’arte italiana, è un dipinto che racchiude l’incontro (e il divario) tra due epoche.

È difficile trovare un manuale di storia dell’arte che non riproduca la Sant’Anna Metterza, la tavola degli Uffizi realizzata, attorno al 1424, da Masaccio assieme a Masolino da Panicale. E rare sono anche le opere che riescano a rivaleggiare col fascino della Sant’Anna Metterza: trovarsi dinnanzi a questo caposaldo delle vicende artistiche italiane equivale a osservare un passaggio storico nel suo svolgimento, ad assistere a uno spartiacque fondamentale, all’incontro tra due epoche, ci consente d’ammirare simultaneamente, entro i bordi della tavola, gli esiti della rivoluzione masaccesca e le reazioni alle novità che quel giovanissimo provinciale nato a San Giovanni Valdarno, e quindi conterraneo di Masolino, aveva recato nella pittura del primo Quattrocento. Leggi tutto “La Sant’Anna di Masolino e Masaccio: il vecchio e il nuovo nello stesso quadro”

Ciclo di conferenze dedicate a Michelangelo

Ciclo di conferenze online – Michelangelo: la terribilità

Senza aver visto la Cappella Sistina non è possibile formarsi un’idea completa di ciò che un uomo è capace di raggiungere. Johann Wolfgang von Goethe

Nessuno come Michelangelo incarna la potenza della volontà umana, il suo anelito a superare le barriere del corpo e accedere al mondo del sublime, la lacerazione che deriva dallo scontro tra il contingente e l’assoluto.

Dedicheremo questo ciclo di incontri a esplorare i diversi ambiti della sua ineguagliata creatività: fu scultore, pittore, architetto e discreto poeta; un’esistenza lunghissima gli permise di attraversare le più importanti fasi della vita e dell’arte italiana tra Quattrocento e Cinquecento: la stagione dell’umanesimo fiorentino; la crisi dei medici e la ventata moralista del Savonarola; la repubblica fiorentina e la Roma di Giulio II e dei grandi papi del tempo, ma poi il Sacco, il crollo degli ideali, la Riforma, di cui condivideva senza dubbio molti presupposti, e la difesa di una Chiesa arroccata sulle sue posizioni.

Conobbe la gloria, ma anche l’amarezza di abbandonare l’opera a cui teneva maggiormente, che si codificò in quella “tragedia della sepoltura” che costituisce un costante malessere nella sua esistenza. Fu sdegnosamente isolato in una società che faceva della cortigianeria la perfezione dell’esistenza. Travolgente, sublime, romantico, perennemente irrequieto: terribile, nella formidabile definizione di Vasari.

Giovedì 10 dicembre 2020 – Michelangelo: la terribilità – I – Gli esordi di un genio

Giovedì 17 dicembre 2020 –Michelangelo: la terribilità – II – Il superamento di antichi e moderni

Le conferenze su Michelangelo proseguiranno a gennaio 2021