Quando i politici prendono il posto dei tecnici della cultura

La cattiva politica dà ordini e mette il bavaglio alla scienza

di Tomaso Montanari, “Il Fatto Quotidiano” il 12 ottobre 2020

Probabilmente fino a qualche mese fa parlare, su un giornale, di comitati tecnico-scientifici dei Beni culturali sarebbe sembrato un po’ astruso. Ma oggi forse è diverso: oggi che la nostra vita quotidiana dipende dai medici del Comitato tecnico scientifico della Protezione civile.

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Mobilità della street art: inscindibilità di arte e politica

L’arte e la storia sono politica: Banksy e la nave per i migranti

di Tomaso Montanari, Emergenza cultura

Con questo quinto, e ultimo, lunedì di agosto giunge a termine, come promesso, il nostro itinerario nel patrimonio culturale italiano. Dopo un parco incantato che conserva parole e tombe di uomini illustri a Napoli e una cappella barocca a Taranto, dopo una città intera (Siena) con la sua festa, e dopo un singolo quadro celebre in un grande museo a Venezia, finiamo nell’unico modo in cui può finire un viaggio senza fine: e cioè con un’opera d’arte che si muove essa stessa. Leggi tutto “Mobilità della street art: inscindibilità di arte e politica”

Storici dell’arte e nazismo: Posse

algardi

Posse, il super-occhio al servizio del Führer

di Donata Levi, Alias, 30-8-2020

Alessandro Algardi,

Alessandro Algardi, “Ritratto di gentiluomo” (Cardinal Laudivio Zacchia?), 1635-’40 ca, marmo, Berlino, Staatliche Museen, Skulpturensammlung

Uomo di museo uscito dalla scuola di Vienna, fu uno di quei «tecnici senza idee» di cui, secondo Annah Arendt, il nazismo aveva sistematico bisogno. Tema, la «scienza del conoscitore» tra potere e morale: come poi questa scienza fosse interpretata al meglio da Posse, lo mostra una sua attribuzione ad Algardi…

«I nazisti avevano le loro idee – ciò che serviva loro erano tecniche e tecnici totalmente privi di idee» , sostenne Annah Arendt con una sentenza forse involontariamente assolutoria, discutibile e discussa. Leggi tutto “Storici dell’arte e nazismo: Posse”

Quando i monumenti sono detestabili

Quale destino per i monumenti legati al colonialismo? Un ricordo inclusivo

di

L'abbattimento del monumento a Edward Colston: il momento in cui la statua di bronzo viene gettata nelle acque del porto di Bristol

Cosa fare dei monumenti scomodi che abbiamo ricevuto in eredità dal passato? Cancellare la memoria non è la strada: quello che serve, specialmente in un paese selettivamente smemorato come il nostro, occorre guardare a esempi di rideterminazione degli spazi della memoria. Leggi tutto “Quando i monumenti sono detestabili”

I monumenti fascisti vanno distrutti?

Se ci sentiamo toccati sui monumenti fascisti, forse abbiamo ancora qualche conto in sospeso

di Federico Giannini, 31-10-2017

Iscrizione sulla Torre Civica di Sermide (Mantova). Ph. Credit Finestre sull'Arte

Iscrizione sulla Torre Civica di Sermide (Mantova) con la scritta “fascista” abrasa. Alle ultime elezioni del piccolo comune lombardo, una lista con il fascio littorio nel simbolo è entrata in consiglio comunale. Ph. Credit Finestre sull’Arte

Riflessione su monumenti fascisti, eredità del nostro passato: abbiamo riflettuto abbastanza, o abbiamo ancora qualche conto in sospeso?

Trovare una risposta unica alla domanda lanciata dal già ampiamente discusso articolo del New Yorker firmato da Ruth Ben-Ghiat, che si chiedeva per quale motivo in Italia esistano ancora così tanti monumenti del ventennio fascista, è impresa praticamente impossibile, dacché occorrerebbe ripercorrere la storia d’ognuna delle singole vestigia del regime che ancora rimangono intatte. Per rispondere al quesito si può però partire da una necessaria premessa storica: in Italia, la defascistizzazione avanzò in modo piuttosto confuso e caotico, e senza rispondere ad alcun sistematico coordinamento, con la conseguenza che il processo incontrò non poche difficoltà, non riuscì a essere veramente incisivo (anche per il fatto che molti funzionarî coinvolti dalla defascistizzazione, che doveva riguardare tutti gli aspetti della sfera pubblica, dalla scuola all’amministrazione, dall’esercito alla magistratura e via dicendo, erano loro stessi implicati col regime), e sul piano politico sperimentò un’importante battuta d’arresto con l’amnistia Togliatti al punto che, a detta della stragrande maggioranza degli storici, gli esiti furono pressoché fallimentari. Leggi tutto “I monumenti fascisti vanno distrutti?”

Sulla distruzione dei monumenti scomodi o inaccettabili

Non dobbiamo giustificare gli abbattimenti dei monumenti controversi. Ci sono altre soluzioni

di Federico Giannini, finestre sull’arte, 12-6-2020

L'abbattimento del monumento a Edward Colston: il momento in cui la statua di bronzo viene gettata nelle acque del porto di Bristol

Possiamo comprendere la rabbia di chi abbatte i monumenti, ma non possiamo giustificare questi gesti: ne potrebbero derivare esiti molto pericolosi.

Provo un profondo imbarazzo quando leggo certi giudizî affrettati e superficiali sull’ondata di proteste del movimento Black Lives Matter che ha investito i paesi anglosassoni e, in misura minore, il resto del mondo occidentale. Trovo che sia naturale: dalla nostra posizione di bianchi benestanti (e magari maschi ed eterosessuali) non possiamo immedesimarci nella rabbia di chi sta manifestando o di chi arriva al punto di abbattere i monumenti controversi. Leggi tutto “Sulla distruzione dei monumenti scomodi o inaccettabili”

Che misure per la cultura dopo la peste?

Abolizione bonus 18enni, detrazioni per i libri e altre possibili misure per aiutare la cultura nel dopovirus

di Federico Giannini e Ilaria Baratta, finestre sull’arte, 2-4-2020

Come aiutare la cultura a uscire dalla crisi economica innescata dall’emergenza sanitaria per la pandemia di Covid-19 da coronavirus? A nostro avviso c’è un punto di partenza che dovrebbe essere chiaro: gli aiuti diretti dello Stato dovrebbero essere limitati alla sola emergenza, e in seguito la necessità sarà quella di far ripartire il settore, e il modo migliore per farlo sarà incentivare la richiesta. Ovviamente non s’intende che sarà necessario dare il via libera al turismo selvaggio, e a far sì che le nostre città d’arte tornino in breve tempo a esser percorse da masse di turisti: anche perché, molto probabilmente, si tratterà di uno scenario che di qui a breve, per diversi motivi (diffidenza da parte delle persone, paesi che dovranno ancora uscire dall’epidemia, maggiori controlli), non rivedremo. L’azione dovrà dunque puntare soprattutto sulla domanda interna. Leggi tutto “Che misure per la cultura dopo la peste?”

Bray, il miglior ministro dei Beni Culturali degli ultimi anni

Noi italiani senza rispetto per la storia

Il diario privato di Massimo Bray, un ministro anomalo dei Beni culturali

 

È sempre stato un manager della cultura. Nel 2013, quando è arrivata la nomina a ministro dei Beni Culturali nel Governo Letta, Massimo Bray, pur deputato Pd dal 2012, era conosciuto soltanto come direttore editoriale dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani dal 1994, certo non come uomo politico.

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Seconda parte dell’articolo sul bellissimo Museo di Messina

Il MuME di Messina, il museo più grande del Meridione d’Italia. Seconda parte

di Silvia Mazza, da Finestre sull’Arte, 19-2-2020

Uno dei portali ricostruiti in anastilosi

Al museo piove

Se resta molto da fare sul fronte della valorizzazione e fruizione del museo di Messina, la prima emergenza è senza dubbio quella strutturale. Per decenni la “nuova” sede del museo è stata ai primi posti tra le incompiute in terra di Sicilia. L’inaugurazione appena due anni fa, era il 17 giugno 2017. Nuova si fa per dire. La struttura ha ben presto rivelato tutti i segni del suo essere stata inaugurata a trent’anni dalla posa della prima pietra. Leggi tutto “Seconda parte dell’articolo sul bellissimo Museo di Messina”

Vox clamans …. Ma i politici ascolteranno?

Perché ho accettato (nonostante tutto) di dare consigli al Movimento 5 Stelle sul patrimonio culturale: e cosa ho iniziato a proporre

(ANSA) – ROMA, 02 DIC – Si ad una consulenza per il Movimento 5 stelle, ma a titolo gratuito e garantendosi la libertà di critica.

Lo storico dell’arte Tomaso Montanari anticipa all’ANSA di aver accettato di far parte di “un team “che dovrà segnare la direzione del Movimento 5 Stelle in materia di istruzione e cultura. Leggi tutto “Vox clamans …. Ma i politici ascolteranno?”