Complessità e molteplicità di Picasso

Picasso, ribellione allucinatoria con i tableaux magiques

A Parigi, Musée Picasso, “Picasso. Tableaux magiques”, a cura di Émilie Bouvard, Marilyn McCully, Michael Reaburn. Fine anni venti: Picasso dipinge 152 «quadri magici», dove riscopre l’arte “nègre” per radicalizzare lo scontro dialettico con la realtà. Come insegna Carl Einstein…

In Picasso l’arte africana non fu soltanto un repertorio di suggerimenti formali e operativi, ma anche, e più, la chiave per liberare il quadro dalla sua secolare dipendenza dalla realtà, così da imporlo in totale autonomia, organismo autoconcluso, oggetto. Niente di più lontano dall’idea di mimesi, del feticcio nègre, concepito come interfaccia del Divino e dunque strutturato secondo principî – plastici – che lo alienano dal mondo fenomenico. Leggi tutto “Complessità e molteplicità di Picasso”

Avanguardia in salsa italica di Cagli

Cagli, sapore enigmatico del problema eclettismo

A Roma, Palazzo Cipolla, “Corrado Cagli. Folgorazioni e mutazioni”, curata da Bruno Corà. Una delle figure più anticanoniche del Novento italiano: la mostra permette di apprezzare, più che il suo indubbio ruolo di precursore, il sofisticatissimo profilo intellettuale, da approcciare in chiave iconologica

Luca Pietro Nicoletti, alias, 22-12-2019

Corrado Cagli,

Corrado Cagli, “Il Neofita”, 1933, Roma, collezione privata


«Io non sono un esperto nel campo dell’utopia», diceva Corrado Cagli (Ancona 1910-Roma 1976) rispondendo nel 1968 a una intervista per la rubrica televisiva «Cronaca dei partiti» interrogato sul rapporto fra intellettuali e mondo politico: per avere una risposta, diceva, sarebbe stato necessario ricorrere a Thomas Moore o al suo prediletto Erasmo da Rotterdam. Leggi tutto “Avanguardia in salsa italica di Cagli”

Ricordate gli orsi in Sicilia, la strana favola di Buzzati?

Un festoso apparato filologico per gli orsi di Buzzati

Una strenna per l’infanzia. La favola grafica di Dino Buzzati, nata sul «Corriere dei Piccoli», torna in un Oscar grande formato contenente bozzetti, appunti, scartafacci, varianti, stadi precedenti e le nuove animazioni di Mattotti per il film

Giorgio Villani, Alias 22-12-2019

Dino Buzzati, alcune tavole da

Il nostro non è un paese di bibliofili. In una città come Parigi, nelle bottegucce antiquarie di alcuni passages, è possibile trovare cassette di vecchi libri sforacchiati sui quali, tuttavia, tra una gora d’umido e un piccolo strappo al margine della pagina, è impresso il segno dell’amoroso affetto del loro proprietario nelle forme d’un ex-libris o d’una rilegatura in mezza pelle; nei nostri mercatini, invece, i Treves d’inizio secolo si vedono butterati dal caffè, anchilosati nelle pose più sconvenienti, mozzati delle loro copertine come poveri insetti senz’ali, e i più non hanno che una firma o una dedica a rivendicarne la paternità, altrimenti vanno sconci e ignudi come figli della colpa. Leggi tutto “Ricordate gli orsi in Sicilia, la strana favola di Buzzati?”

Il guanto di Klinger, feticcio di De Chirico

Una delle prime rappresentazioni del sogno nell’arte: il guanto di Max Klinger

Max Klinger, Ein Handschuh, Tavola 2: Handlung
“Klinger si pone a cavallo tra mondi interiori e realtà, in un dialogo tra un dentro e un fuori che è motivo del suo genio creativo. Nelle sue incisioni l’inconscio irrompe nella realtà impadronendosene e divenendo così tangibile. Influenzato da artisti come Arnold Böcklin, dal quale mutuò quel dissidio tra amore e morte che è tra i temi privilegiati del suo percorso creativo, guardò con ammirazione all’arte sorella, la musica, nel tentativo di dare vita all’opera d’arte totale perseguita da Wagner”.

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Gauguin era un pedofilo colonialista?

Gauguin era un pedofilo colonialista? Una mostra a Londra si pone il problema dei suoi rapporti a Tahiti

da Finestre sull’arte, 21-11-2019

Risultati immagini per gauguin tahiti

La mostra Gauguin Portaits, in corso alla Sainsbury Wing della National Gallery di Londra fino al prossimo 26 gennaio, non verrà ricordata solo per essere stata la prima mostra di sempre dedicata alla ritrattistica di Paul Gauguin (Parigi, 1848 – Atuona, 1903), ma anche per il fatto che l’esposizione si pone il problema di come l’artista si comportò durante i suoi soggiorni a Tahiti: Gauguin sbarcò sull’isola polinesiana (all’epoca colonia francese) per la prima volta nel 1891, trattenendosi per due anni, poi vi tornò nel 1897 per abbandonarla nel 1901, quando si trasferì a Hiva Oa, dove scomparve nel 1903.

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Bella monografica per De Pisis a Milano: eccentricità e tenerezza

De Pisis, grandezza di un dio minore

La mostra di Filippo de Pisis a Milano, Museo del Novecento. La facilità (e felicità) delle sue pennellate funziona ogni volta da stupendo inganno ottico. Ma ancora ci si chiede, come trent’anni fa Giuliano Briganti, perché un maestro «totale» quale il marchesino pittore stenti a prendersi la ribalta: una «minorità» che questa mostra non disconferma…

di Giuseppe Frangi, Alias, 3-11-2019

Filippo de Pisis,

Filippo de Pisis, “L’archeologo”, 1928, Genova, Galleria d’Arte Moderna

C’è un enigma che riguarda Filippo de Pisis: com’è possibile che un artista profondo, anticipatore e meraviglioso come lui resti ancora relegato nell’ambito dei maestri «minori». Se lo chiedeva Giuliano Briganti trent’anni fa. «Mi domando», scriveva il critico, «perché de Pisis non goda in campo internazionale di una considerazione pari ai suoi grandissimi meriti». Ce lo si chiede oggi dopo aver visto la mostra al Museo del Novecento di Milano, che verrà poi portata a Roma, a Palazzo Altemps, nel 2020 (a cura di Pier Giovanni Castagnoli, fino all’1 marzo; catalogo Electa). Leggi tutto “Bella monografica per De Pisis a Milano: eccentricità e tenerezza”

Grandi scultori italiani a confronto: ne avevamo parlato un paio di anni fa

Manzù e Fontana, due spirituali nella materia

Manzù-Fontana, un dialogo in mostra a Roma, Castel Sant’Angelo, e ad Ardea. I due artisti che meglio hanno interpretato il dramma del «sacro», e della scultura, nel Novecento: liberi da vincoli e precetti

Lucio Fontana, «Frate che scrive» (part.), 1952 (fusione 1971-’72), Milano, Veneranda Fabbrica del Duomo
Lucio Fontana, «Frate che scrive» (part.), 1952 (fusione 1971-’72), Milano, Veneranda Fabbrica del Duomo

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La mostra di Paul Klee al MUDEC: potrebbe valere la pena

Paul Klee, l’interprete del non visibile. La mostra al MuDEC di Milano

Recensione della mostra ‘Paul Klee. Alle origini dell’arte’ al MuDEC di Milano dal 31 ottobre 2018 al 3 marzo 2019.

di Federico Giannini, 3-2-2019

Sala della mostra Paul Klee. Alle origini dell'arte

Non trascorse molto tempo dalla pubblicazione del suo visionario saggio Lo spirituale nell’arte, che Vasilij Kandinskij (Mosca, 1866 – Neuilly-sur-Seine, 1944) cominciò a maturare il proposito d’avviare la stesura d’un almanacco che raccogliesse riproduzioni delle più disparate creazioni artistiche: dipinti, sculture, disegni, incisioni, arazzi ma anche oggetti etnici, opere d’arte provenienti da culture extraeuropee, lavori creati da bambini. Un’eterogenea collezione che, assieme agli scritti teorici che l’avrebbero accompagnata, si poneva l’intento dichiarato d’estendere i limiti esistenti dell’espressione artistica e si configurava al contempo come pionieristica indagine sugl’impulsi che spingono l’essere umano a fare arte.

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