Conseguenze del Covid

Sala della mostra Guggenheim. La Collezione Thannhauser a Milano, Palazzo Reale

Il Covid cambierà profondamente le mostre. Come? Le previsioni dei grandi organizzatori

di Federico Giannini e Ilaria Baratta, Finestre sul’arte, 10-9-2020

Sala della mostra Guggenheim. La Collezione Thannhauser a Milano, Palazzo Reale (17 ottobre 2019 - 1 marzo 2020). Ph. Skira

In che modo la pandemia di Covid-19 cambierà le mostre? Ci saranno ancora i grandi eventi? Quali saranno le tipologie di esposizioni che visiteremo nei prossimi mesi? Lo abbiamo chiesto a tre delle principali aziende organizzatrici: Skira, 24 Ore Cultura ed Electa. Leggi tutto “Conseguenze del Covid”

I signori della moda occupano il museo

Firenze, Palazzo Vecchio regalato a D&G: chiuso 13 giorni con concessione gratuita

di Federico Giannini, 4-9-2020

La passerella per la sfilata nel Salone dei Cinquecento

Succede a Firenze: il Comune chiude il museo di Palazzo Vecchio per tredici giorni per consentire a Dolce e Gabbana di realizzare la loro sfilata-evento. Il tutto dietro concessione gratuita, sconto del 50% sulla tassa di suolo pubblico e altri “benefits”. Leggi tutto “I signori della moda occupano il museo”

Storici dell’arte e nazismo: Posse

algardi

Posse, il super-occhio al servizio del Führer

di Donata Levi, Alias, 30-8-2020

Alessandro Algardi,

Alessandro Algardi, “Ritratto di gentiluomo” (Cardinal Laudivio Zacchia?), 1635-’40 ca, marmo, Berlino, Staatliche Museen, Skulpturensammlung

Uomo di museo uscito dalla scuola di Vienna, fu uno di quei «tecnici senza idee» di cui, secondo Annah Arendt, il nazismo aveva sistematico bisogno. Tema, la «scienza del conoscitore» tra potere e morale: come poi questa scienza fosse interpretata al meglio da Posse, lo mostra una sua attribuzione ad Algardi…

«I nazisti avevano le loro idee – ciò che serviva loro erano tecniche e tecnici totalmente privi di idee» , sostenne Annah Arendt con una sentenza forse involontariamente assolutoria, discutibile e discussa. Leggi tutto “Storici dell’arte e nazismo: Posse”

Ha senso un museo del fascismo?

Perché l’Italia non può avere un museo o un centro di documentazione sul fascismo?

di Federico Giannini, 4-8-2020, Finestre sull’arte

Adolfo Wildt, Maschera di Mussolini (il Duce) (1924; marmo di Carrara, 60 x 49 x 22 cm; Milano, Galleria d’Arte Moderna)

“Un eventuale museo (o ancora meglio un centro di documentazione) sul fascismo non è incompatibile con i valori dell’Italia odierna. Perché allora tante discussioni? Perché l’Italia non può avere un museo sul fascismo? È un dissidio che la Germania ha risolto, noi cosa aspettiamo?”

È noto che le strumentalizzazioni sfruttino confini molto labili: talvolta, quelli che corrono semplicemente tra due preposizioni articolate. Succede dunque che, a Roma, tre consiglieri comunali della maggioranza pentastellata (Gemma Guerrini, Massimo Simonelli e Andrea Coia) si facciano promotori d’una mozione che impegna la sindaca e la giunta, si legge nell’ordine del giorno per il consiglio del 4 agosto, “a realizzare un ‘Museo sul fascismo’ collegato ad un centro studi che utilizzi anche le nuove tecnologie, aperto ad un vasto pubblico; considerare, per tale Museo, uno dei siti archeologici industriali di Roma”. E succede, di conseguenza, che per gran parte della stampa il “museo sul fascismo” diventi automaticamente un “museo del fascismo”, e che il riferimento al centro studi annesso vada perdendosi per strada, a riprova del fatto che a molti interessa parlare più di politica spiccia e feriale che di storia. Ne sortiscono immediatamente vigorose polemiche, con l’Anpi e il Pd romano alla testa delle proteste. Leggi tutto “Ha senso un museo del fascismo?”

Influencer al museo: consumismo versus cultura

Mahmood e Ferragni: l’arte piegata al consumo

di Tomaso Montanari

Articolo pubblicato su “Il Fatto Quotidiano”, 26 luglio 2020

Credo sia stato un errore far girare a Mahmood il video di Dorado al Museo Egizio di  Torino. E non certo perché è a torso nudo, e nemmeno perché la canzone dice: «Mi piace lei perché ha il culo sodo (uh)». È molto più volgare la Galleria dei Re, inflitta al Museo Egizio da Alain Elkann, che non la performance di Mahmood, riuscitissima. Leggi tutto “Influencer al museo: consumismo versus cultura”

Lacune e limiti del mecenatismo museale

La chiusura di M9, il museo del Novecento di Mestre

di Paola Somma, Emergenza Cultura

Della chiusura dei musei e del ricatto che i mecenati, ai quali sono stati ceduti, stanno esercitando per costringerci a elargire loro altri regali, Emergenza Cultura ha dato conto con interventi che ben spiegano come la pandemia non sia la causa dell’attuale disastro, ma abbia contribuito a smascherare l’agglomerato di interessi che si è impadronito dei beni culturali. Leggi tutto “Lacune e limiti del mecenatismo museale”

Ma che significa “turismo sostenibile”? Un modello virtuoso o un trabocchetto per perpetuare le cose esistenti?

Il turismo sostenibile non esiste

di Lucia Tozzi, Articolo pubblicato su “Le parole e le cose”, 1 luglio 2020

Le soluzioni che emergono dai convegni e dalle ricerche sul turismo sostenibile poggiano invariabilmente sull’organizzazione di un virtuosissimo management del territorio che dovrebbe essere in grado di scaglionare uniformemente nel tempo gli arrivi e dirottare i turisti dalle mete classiche verso itinerari secondari densi di eccellenze enogastronomiche e artigiane. Ammesso che polacchi o cinesi si lascino convincere a rinunciare alla Venere di Botticelli per essere scarrozzati sull’Appennino Tosco-Emiliano, questa idea di sostenibilità assomiglia piú a un piano di mercificazione progressiva del territorio intero che a un progetto di equilibrio. Leggi tutto “Ma che significa “turismo sostenibile”? Un modello virtuoso o un trabocchetto per perpetuare le cose esistenti?”

I risultati economici della gestione privata del patrimonio culturale

CHI GUADAGNA CON L’ARTE ITALIANA

Il nostro patrimonio monumentale, tutelato dalla Costituzione, dovrebbe essere volano per lo sviluppo economico e culturale del Paese. Troppo spesso invece si promuovono mostre ed eventi inutilmente sensazionali e costosi. Così buona parte degli incassi per l’ingresso nei musei e siti archeologici finisce nelle tasche di società che da anni gestiscono biglietterie online e servizi aggiuntivi. Un oligopolio sancito da vecchi bandi scaduti da tempo e mai rinnovati. Come al Colosseo, dove secondo la denuncia della Corte dei Conti, lo Stato incassa solo il 30% dei 12 euro del biglietto. Replicano i concessionari: “Guadagni irrisori e nessuna possibilità decisionale”

di GERARDO ADINOLFI, DANIELE AUTIERI, ALBERTO CUSTODERO, ARIANNA DI CORI, ALICE GUSSONI e LAURA MONTANARI. Video ANDREA LATTANZI. Con un commento di TOMASO MONTANARI

Leggi tutto “I risultati economici della gestione privata del patrimonio culturale”

Dieci punti per rilanciare realmente la cultura in Italia

Le proposte di Montanari

«Egli era nato nell’ambiente di coloro che erano sempre stati, o erano in seguito diventati, i potenti di quel mondo … di conseguenza, i dispensatori di beni terreni sotto forma di posti, appalti, concessioni e simili, gli erano tutti amici e non potevano trascurare uno dei loro»: la ferrea logica dell’oligopolio esposta da Tolstoj in Anna Karenina è, in Italia, la vera regola della cosiddetta economia del patrimonio culturale. Leggi tutto “Dieci punti per rilanciare realmente la cultura in Italia”