Donetello e Bill Viola: la prova da superare

Sulle proteste contro il nudo di Bill Viola e sulla nostra idea di arte

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 22-3-2017

Ramona's MOMA: Bill Viola, Acceptance, 2008

Mentre nei giorni scorsi l’attenzione di parte del mondo dei beni culturali veniva catalizzata da un inconsistente e vacuo editoriale del presidente d’una nota associazione, a Firenze, tra l’indifferenza dei più, accadeva qualcosa di più preoccupante: un non meglio precisato manipolo di visitatori del Grande Museo del Duomo, turbato dalle nudità della protagonista di Acceptance, opera di Bill Viola in temporanea esposizione nella cappella delle reliquie, induceva il direttore Timothy Verdon a decidere per lo spostamento dell’installazione in un’altra sala. Ora, potremmo decidere di crogiolarci nell’idea di aver a che fare con dei rumorosi talebani “de noantri” per provare un facile senso di superiorità e limitare la nostra azione a un’altrettanto facile indignazione.

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Tra Simbolismo e vertigine: una mostra per Spilliaert

Spilliaert, il belga delle premonizioni indecifrabili

A Parigi, Musée d’Orsay, “Léon Spilliaert (1881-1946). Lumière et solitude”, a cura di Leïla Jarbouai e Anne Adriaens-Pannier. «Il mio è un lavoro cerebrale, realista». Da Ostenda a Parigi, prediligendo l’inchiostro. Progressivamente si smarca dal simbolismo per divenire, ruminando il pensiero nietzschiano, sempre più metafisico: essenzialità, deformazioni, illuminazioni eccentriche

di Davide Racca, Alias, 3-1-2021

Léon Spilliaert,

Léon Spilliaert, “Femme au bord de l’eau”, 1910, collezione privata

Sul ciglio di una strada bianca, che attraversa polverosa una pianura deserta, dei femori umani si drizzano dalla terra come steli secchi di girasoli falciati. L’inquadratura da sotto in su e la silhouette dei femori in controluce rendono monumentali i resti ossei. L’atmosfera è umida, il silenzio regna sovrano, ed è una visione piena di premonizioni. L’opera, un inchiostro su carta, è di chiara matrice simbolista. Leggi tutto “Tra Simbolismo e vertigine: una mostra per Spilliaert”

Mitizzazione di Raffaello

Raffaello, come la leggenda si fece Accademia

di Manuel Barrese, Alias, 6-12-2020

Il
Il “San Luca dipinge la Vergine”, part., dell’Accademia Nazionale di San Luca, Roma, Palazzo Carpegna

A Roma, Palazzo Carpegna, “Raffaello. L’Accademia di San Luca e il mito dell’Urbinate”, a cura di Francesco Moschini, Valeria Rotili e Stefania Ventra. Una studiata mostra sulla centralità del canone raffaellesco nelle teorie e nelle pratiche di scuola. Assumono nuova importanza materiali artistici di grande qualità solitamente non visibili, come certe finissime incisioni tratte dal Sanzio Leggi tutto “Mitizzazione di Raffaello”

Due capolavori del giovanissimo Michelangelo: in nuce il futuro dell’arte

I capolavori giovanili di Michelangelo: la Madonna della Scala e la Battaglia dei Centauri

di Federico Giannini e Ilaria Baratta, Finestre sull’Arte, 20-10-2020

Michelangelo, Madonna della Scala (1490 circa; marmo, 56,7 x 40,1 cm; Firenze, Casa Buonarroti, inv. 190)

La Madonna della Scala e la Battaglia dei Centauri sono i capolavori del Michelangelo adolescente, realizzati quando l’artista aveva appena 15 anni o poco più. Ma già da questi lavori emerge la personalità di un genio indipendente.

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L’annosa questione della collezione Torlonia: vacuità amministrativa?

Torlonia, lo scandalo rimosso. Seicento opere sottochiave

di Tomaso Montanari, “Il Fatto Quotidiano” il 19 ottobre 2020

La mostra dei marmi Torlonia è una straordinaria occasione di conoscenza: lo ha spiegato su queste pagine mercoledì scorso Salvatore Settis, che l’ha voluta e curata insieme a Carlo Gasparri. È per questo che ho scritto con entusiasmo nel catalogo. E anche per questa, seppur marginale, partecipazione sento il dovere di provare a correggere la piega che proprio gli interventi istituzionali inclusi in quel catalogo stanno imprimendo al discorso pubblico intorno alla collezione Torlonia. Leggi tutto “L’annosa questione della collezione Torlonia: vacuità amministrativa?”

Che fare dei nostri programmi in autunno?

Una modesta proposta

Salve a tutti e tutte,
mi auguro che gli avvenimenti degli ultimi mesi non abbiano lasciato strascichi gravi e che siate in attesa di ricominciare i nostri programmi di storia dell’arte.
Purtroppo l’Università Popolare, presso la cui sala tenevamo le nostre bellissime e colloquialmente affettuose conferenze, non sarà disponibile per la fine del 2020 e la primavera del 2021 a causa delle limitazioni e delle necessità di adeguamento rese necessarie dal Covid. Vedendo il bicchiere mezzo pieno, stiamo cercando soluzioni alternative, che non prevedano le rampe di scale che non tutti apprezzavano.

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Conseguenze del Covid

Sala della mostra Guggenheim. La Collezione Thannhauser a Milano, Palazzo Reale

Il Covid cambierà profondamente le mostre. Come? Le previsioni dei grandi organizzatori

di Federico Giannini e Ilaria Baratta, Finestre sul’arte, 10-9-2020

Sala della mostra Guggenheim. La Collezione Thannhauser a Milano, Palazzo Reale (17 ottobre 2019 - 1 marzo 2020). Ph. Skira

In che modo la pandemia di Covid-19 cambierà le mostre? Ci saranno ancora i grandi eventi? Quali saranno le tipologie di esposizioni che visiteremo nei prossimi mesi? Lo abbiamo chiesto a tre delle principali aziende organizzatrici: Skira, 24 Ore Cultura ed Electa. Leggi tutto “Conseguenze del Covid”

Uno sguardo su Milano come “documento ottico”

Creatività come morale, una Milano in stile Cesare Colombo

Una mostra al Castello Sforzesco. Pragmatismo, impegno civico e un costante esercizio di antiretorica: è la Milano piena di pudore e dai colori smorzati «di» Cesare Colombo, il fotografo e animatore culturale cui il Castello Sforzesco dedica una retrospettiva, a cura di Silvia Paoli

di Giuseppe Frangi, Alias, 26-7-2020

Cesare Colombo,  “Gli ultimi fattorini”, via Montenapoleone, 1957, Milano, Civico Archivio Fotografico © Cesare Colombo

Cesare Colombo, “Gli ultimi fattorini”, via Montenapoleone, 1957, Milano, Civico Archivio Fotografico © Cesare Colombo

Una Milano piena di pudore, dall’aria nebbiosa e dai colori smorzati. Una Milano dove le persone non hanno tempo né testa per mettersi in posa, ma camminano rapide su quei selciati perennemente umidi. Comincia così la bella mostra che il Castello Sforzesco ha voluto dedicare a Cesare Colombo, fotografo e testimone devoto e puntuale di un’altra Milano possibile.

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De La Tour tra mistica della luce ed esistenza arrogante. La mostra di Milano

Notturni a lume di candela. Il caravaggismo di Georges de La Tour. In mostra a Milano

di Ilaria Baratta, Finestre sukll’arte, 18-7-2020

Georges de La Tour, Maddalena penitente (1635 - 1640; olio su tela, 113 x 92,7 cm; Washington, National Gallery of Art)

Recensione della mostra “La Tour. L’Europa della luce”, a Milano, fino al 27 settembre 2020.

Uno dei maggiori artisti del Seicento francese, Georges de La Tour (Vic-sur-Seille, 1593 – Lunéville, 1652), è stato riscoperto ben tre secoli più tardi, quando nel 1915 lo storico dell’arte tedesco Hermann Voss attribuì Il neonato del Musée des Beaux-Arts di Rennes e altre due opere conservate nel museo di Nantes, Il sogno di Giuseppe e La negazione di Pietro, al pittore Georges Dumesnil de La Tour, confrontandoli con ricerche d’archivio compiute nell’Ottocento dallo studioso lorenese Alexandre Joly. Leggi tutto “De La Tour tra mistica della luce ed esistenza arrogante. La mostra di Milano”