De Chirico intrigante e sornione a Palazzo reale che vedremo il 9 dicembre

De Chirico: entrate, giovani, in questa capsula del Tempo

A Milano, Palazzo Reale, la mostra di Giorgio De Chirico. La natura fluida, libera, manipolatoria dell’opera del Pictor Optimus dà modo al curatore Luca Massimo Barbero di creare un dispositivo straniante che incentiva un nuovo tipo di ricezione

Francesco Frangi, Alias, 6-10-2019

Giorgio De Chirico,

Giorgio De Chirico, “Le rive della Tessaglia”, 1926, Faenza, Pinacoteca comunale

Quando cinquant’anni fa Giorgio De Chirico si presentò a Palazzo Reale di Milano per la sua prima vera, tardiva retrospettiva italiana, la immaginò come un «percorso senza inizio e senza fine» (parole sue). Oggi De Chirico torna nelle stesse sale e ancora una volta sfodera la sua formidabile abilità nel rimescolare le carte del tempo (De Chirico, fino al 18 gennaio; di grande qualità il catalogo Marsilio/Electa).

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De Pisis in mostra a Milano

Il Museo del Novecento di Milano dedica una grande retrospettiva a Filippo de Pisis

Il Museo del Novecento di Milano dedica una grande retrospettiva a Filippo de Pisis

Apre il 4 ottobre 2019 presso il Museo del Novecento di Milano De Pisis, la più grande retrospettiva milanese degli ultimi cinquant’anni, visitabile al pubblico fino all’1 marzo 2020.

Curata da Pier Giovanni Castagnoli in collaborazione con Danka Giacon, conservatrice del Museo del Novecento, la mostra intende ripercorrere l’attività artistica del ferrarese Filippo de Pisis (Ferrara, 1896 – Milano, 1956), sottolineando come l’artista sia stato tra i più significativi protagonisti della pittura tra le due guerre.

Saranno esposti oltre novanta dipinti, tra i più lirici della sua produzione, spaziando da vedute urbane, nature morte e fantasie marine. Il percorso espositivo sarà suddiviso cronologicamente in dieci sale: si partirà dagli esordi nel 1916 e dall’incontro con la pittura metafisica di de Chirico per giungere agli inizi degli anni Cinquanta, quando il pittore venne ricoverato nella clinica psichiatrica di Villa Fiorita.

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Un capolavoro di Leonardo al Poldi Pezzoli

La Madonna Litta in trasferta al Poldi Pezzoli di Milano

 

La Madonna Litta in trasferta al Poldi Pezzoli di Milano

Come già annunciato all’inizio del 2019, il Museo Poldi Pezzoli accoglierà straordinariamente a Milano, per la prima volta dopo quasi trent’anni, la Madonna Litta attribuita a Leonardo da Vinci.

La celebre opera custudita all’Hermitage sarà visibile nel museo milanese dal 7 novembre 2019 al 10 febbraio 2020, in occasione della mostra Leonardo e la Madonna Litta, a cura di Pietro C. Marani e Andrea Di Lorenzo, con progetto allestitivo di Migliore + Servetto Architects e progetto grafico di Salvatore Gregorietti; la rassegna rientra nelle celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e nel palinsesto Milano Leonardo 500, promosso dal Comune di Milano | Cultura. L’esposizione è organizzata grazie al sostegno di Fondazione Bracco, Main Partner, cui si affiancano Regione Lombardia e Comune di Milano.

Oltre alla Madonna Litta, sarà visibile al pubblico una selezione di opere, venti tra dipinti e disegni di raffinata qualità, provenienti dalle collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, realizzati dallo stesso Leonardo e dai suoi allievi, quali Giovanni Antonio Boltraffio, Marco d’Oggiono, il Maestro della Pala Sforzesca e Francesco Napoletano, negli ultimi due decenni del Quattrocento.

Per info: www.museopoldipezzoli.it

Immagine: Leonardo da Vinci (?), Madonna Litta (1490 circa; olio su tavola, 42 x 33 cm; San Pietroburgo, Ermitage)

Intorno alla leonardesca Battaglia di Anghiari rientrata in Italia

La Tavola Doria, la più nota tra le copie della perduta Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci

Francesco Morandini detto il Poppi (?), Tavola Doria (1563?; olio su tavola, 86 x 115 cm; Firenze, Gallerie degli Uffizi)

Il 12 giugno del 2012, il segretario generale del Ministero dei Beni Culturali, Antonia Pasqua Recchia, e il direttore del Tokyo Fuji Art Musueum, Akira Gokita, firmavano un accordo grazie al quale l’Italia rientrava in possesso di un prezioso dipinto cinquecentesco, universalmente noto come la Tavola Doria, testimonianza diretta della perduta Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci (Vinci, 1452 – Amboise, 1519). L’accordo siglato tra i due paesi prevedeva che l’opera sarebbe stata restituita all’Italia, che ne sarebbe divenuta proprietaria esclusiva, e che sarebbe stata esposta alternamente tra i due paesi per ventisei anni (due anni in Italia, quattro in Giappone): terminato questo lungo arco di tempo, la tavola rientrerà definitivamente in Italia. Per comprendere come si sia arrivati all’accordo è necessario ripercorrere la storia recente dell’opera e tornare al 1940, quando a Napoli, a Palazzo d’Angri, viene messa all’asta la collezione del suo proprietario, il principe Marcantonio Doria. Leggi tutto “Intorno alla leonardesca Battaglia di Anghiari rientrata in Italia”

Un funzionario esemplare: intervista a Famiglietti

L’inflessibile Famiglietti

«Perché ho detto sempre no? Se lo Stato è la legge, lo Stato deve vincere. La prima urgenza del Mibac? La formazione dei funzionari»

Edek Osser, da Il Giornale dell’Arte numero 400, settembre 2019

Gino Famiglietti

Roma. Nella sua lunga permanenza in centri vitali e poi ai vertici del Ministero dei Beni culturali, Gino Famiglietti è stato, fra l’altro, direttore generale dell’Archeologia, poi degli Archivi e infine di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio fino alla pensione, a 67 anni, lo scorso primo agosto. Leggi tutto “Un funzionario esemplare: intervista a Famiglietti”

Eredità di Fontanesi

Fontanesi, fortuna postuma

A Reggio Emilia, Palazzo dei Musei, “Antonio Fontanesi e la sua eredità. Da Pellizza da Volpedo a Burri”. Dall’uniformità dei suoi paesaggi Antonio Fontanesi trasse i più sottili effetti di luce, che fecero scuola per Pellizza da Volpedo. Carrà vi ha visto ordine, Francesco Arcangeli un anticipo dell’Informale

Giorgio Villani, Alias, 30-6-2019

Antonio Fontanesi, “Sulle rive del Po a Torino”, 1870 circa, Piacenza, Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi

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Il Romanticismo di Fontanesi a Reggio Emilia, mostra di qualità

Antonio Fontanesi, l’ultimo romantico. E la sua eredità da Pellizza da Volpedo a Burri

di Ilaria Baratta, Finestre sull’arte, 9-6-2019

Sala della mostra Antonio Fontanesi e la sua eredità a Reggio Emilia, Palazzo dei Musei

Recensione della mostra “Antonio Fontanesi e la sua eredità. Da Pellizza da Volpedo a Burri”, dal 6 aprile al 14 luglio 2019 ai Musei Civici di Reggio Emilia

Artista dotato di una forte sensibilità pittorica, a tratti poetica, Antonio Fontanesi (Reggio Emilia, 1818 – Torino, 1882) trascorse gli ultimi anni della sua vita nel più totale sconforto, a seguito dell’esito negativo, o meglio, di una vera bocciatura subita in occasione della presentazione di uno dei suoi ultimi e più ambiziosi dipinti, Le nubi, all’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino del 1880. Il grande quadro non ricevette nemmeno la pur minima considerazione da parte della giuria che, evidentemente, non era a conoscenza oppure non apprezzava i cambiamenti che la pittura di paesaggio aveva avuto nei tempi più recenti. L’opera evidenziava il tratto altamente poetico con cui l’artista aveva raffigurato la natura e gli influssi artistici della tradizione, a cominciare dal paesaggio classico e ideale del secentesco Claude Lorrain (Chamagne, 1600 – Roma, 1682) per giungere al paesaggio olandese e infine a quello del romanticismo inglese. Leggi tutto “Il Romanticismo di Fontanesi a Reggio Emilia, mostra di qualità”

Valore della bella mostra di Morbelli alla GAM di Milano

Angelo Morbelli, la sua Milano, il divisionismo. La bella mostra del centenario alla Galleria d’Arte Moderna

di Federico Giannini 6-5-2019

Una sala della mostra Morbelli. 1853 - 1919 alla GAM di Milano

Recensione della mostra “Morbelli. 1853-1919” alla GAM di Milano, dal 15 marzo al 16 giugno 2019.

Una delle conquiste più interessanti e feconde della mostra Morbelli. 1853 – 1919, la preziosa rassegna antologica che la Galleria d’Arte Moderna di Milano dedica ad Angelo Morbelli (Alessandria, 1853 – Milano, 1919) nel centenario della scomparsa, è il reperimento (con susseguente pubblicazione) d’una lettera inedita che il grande pittore alessandrino (ma milanese d’adozione) inviò al critico Gustavo Macchi, probabilmente agl’inizî del secondo decennio del Novecento (la missiva non è datata, ma si può ricavare una possibile collocazione temporale dai suoi contenuti). Leggi tutto “Valore della bella mostra di Morbelli alla GAM di Milano”