Esporre capolavori non basta a giustificare una mostra: Antonello a Milano

Antonello da Messina a Milano: una mostra inutile, imbarazzante e agiografica

Pubblico alla mostra Antonello da Messina a Milano, Palazzo Reale
Pubblico alla mostra Antonello da Messina a Milano, Palazzo Reale

Uno dei primi contributi in cui ci s’imbatte scorrendo il catalogo della mostra Antonello da Messina, in corso al Palazzo Reale di Milano fino al prossimo 2 giugno, è uno scritto di Roberto Alajmo, che com’è risaputo di mestiere fa lo scrittore e il drammaturgo, ma che per l’occasione ha deciso di vestire i panni dell’iconologo per avventurarsi in un’analisi dell’iconografia dell’Ecce Homo nella produzione di Antonello da Messina (Messina, 1430 circa – 1479). Già il fatto di trovare, nel catalogo d’una mostra d’arte del Quattrocento, un testo redatto da chi per professione s’occupa di libri e di teatri e non di quadri antichi, potrebbe portare i più a manifestare qualche primo cenno di disappunto.

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Una mostra curiosa e interessante a Palazzo reale di Milano

Incanto teatrale con animali

A Milano, Palazzo Reale, “Il meraviglioso mondo della natura”, a cura di Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa. Al centro della mostra un ciclo di tele già in casa Verri. Con le «scene» di Margherita Palli, viene dato fondo allo stupore, e al gusto classificatorio, suscitato da metri e metri di arte “animalier” seicentesca. Le tante bestie dipinte le ritroviamo, in versione tassidermizzata, nelle raccolte giunte dal Museo Settala. Ci si divide sulla destinazione dell’opera

di Federico De melis, Alias, 21-4-2019

Una «scena» del ciclo animalistico di Pandolfo Reschi e Livio Mehus, conservato a Milano, Palazzo Sormani. All'interno del testo, la sala d’ingresso de

Una «scena» del ciclo animalistico di Pandolfo Reschi e Livio Mehus, conservato a Milano, Palazzo Sormani. All’interno del testo, la sala d’ingresso de “Il meraviglioso mondo della natura”, pensata da Margherita Palli con riferimento al “Sogno di una notte di mezza estate” di Luca Ronconi, 2010

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Effetti collaterali del Salone del mobile: la poltrona in piazza del Duomo

La potenza della dea madre banalizzata da una poltrona

Habemus Corpus. Una scultura alta otto metri, dalle abbondanti forme muliebri discinte, trafitta da decine di frecce, è comparsa in piazza Duomo a Milano per annunciare l’inizio del Salone del Mobile

Una scultura alta otto metri, dalle abbondanti forme muliebri discinte, trafitta da decine di frecce, è comparsa in piazza Duomo a Milano per annunciare l’inizio del Salone del Mobile, settimana dedicata al design e la più internazionale della città meneghina. L’oggetto in questione è opera di Gaetano Pesce che ha rivisitato un suo mobile disegnato 50 anni fa, la poltrona UP5_6, che raffigura un ampio grembo materno e, a detta dell’autore, si rifà alle statue votive delle preistoriche dee della fertilità.

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Ingres a Palazzo Reale: una mostra con notevoli carenze

Ingres, maestro maggiore senza successione logica

A Milano, Palazzo Reale, “Ingres e la vita artistica al tempo di Napoleone”. Si promette una mostra sul pittore di Montauban, ma in mancanza di una narrazione vera e propria e di una seriazione cronologica i riferimenti sfuggono: resta la complessità di certi capolavori.

Jean Auguste Dominique Ingres,
Jean Auguste Dominique Ingres, “Donna con tre braccia”, 1816-1859, Montauban, Musée Ingres

 

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Programma delle iniziative Primavera 2019

Pronto il nuovo programma

Carissime e carissimi, è pronto il nuovo programma.
Come potrete leggere si propone una seconda uscita per antonello il 23 maggio, in quanto alla prima eravamo un numero esorbitante. Per cui chi ne avesse la possibilità si può spostare, e abbiamo posto per nuovi iscritti.
Ci sono poi iniziative organizzate da altri ma in cui ci sarà il vostro storico dell’arte preferito, cioè io. La differenza è che i pagamenti andranno fatti alle organizzazioni indicate in nota.
Ho riproposto delle iniziative a Milano, in questo caso al Museo del Castello, approfittando del martedì che è gratuito. Anche se ultimamente queste visite non avevano molto successo insisto, in quanto sono convinto della qualità di tanti dei monumenti presenti nella nostra città e amo rivederli di tanto in tanto. Mi auguro che non siamo i soliti happy few e che possano riscontrare lo stesso interesse delle iniziative sponsorizzate dai media.
Vi aspetto con l’entusiasmo di sempre
Luca

Risultati immagini per mosaici san vitale

Lorenzo Lotto, Ritratto di Giovinetto, Musei del Castello

Puoi scaricare il programma cliccando qui 2-2019

Le mostre di Milano 2018-19

Milano, ecco tutte le mostre 2019-2020: da Ingres a Leonardo da Vinci, da Monet e van Gogh ad Antonello da Messina

20-12-2018

Milano, ecco tutte le mostre 2019-2020: da Ingres a Leonardo da Vinci, da Monet e van Gogh ad Antonello da Messina

È stato presentato oggi a Milano il programma delle mostre del 2019, con qualche anticipo del 2020. Nella sala conferenze di Palazzo Reale (che, come di consueto, sarà il fulcro del cartellone espositivo milanese) il sindaco Giuseppe Sala e l’assessore alla cultura Filippo Del Corno hanno illustrato la ricca proposta dell’anno prossimo: il cartellone 2019, pur nella ricchezza e varietà della proposta complessiva, è ovviamente centrato sulle celebrazioni del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci, che attraversano tutto l’anno con una serie di progetti espositivi in diversi spazi della città: dal Castello Sforzesco, sede naturale delle celebrazioni leonardesche in quanto “casa” del genio vinciano durante la sua permanenza a Milano a servizio degli Sforza e “set” di uno dei più importanti interventi leonardeschi sopravvissuti al tempo (la Sala delle Asse), passando per lo stesso Palazzo Reale, che dedica tre mostre alla sua opera nelle arti e nelle scienze, e a come Leonardo abbia influenzato il modo di rappresentare la realtà, da allora in poi, fino ad arrivare al Museo del Novecento, che pone un insolito dialogo tra Lucio Fontana e il grande maestro del Rinascimento. Leggi tutto “Le mostre di Milano 2018-19”

Leonardo in mostra all’Ambrosiana

Quattro mostre su Leonardo da Vinci alla Biblioteca Ambrosiana di Milano, con focus sul Codice Atlantico

Quattro mostre su Leonardo da Vinci alla Biblioteca Ambrosiana di Milano, con focus sul Codice AtlanticoImmagine: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico (Codex Atlanticus), foglio 1069 recto. A sinistra, tubo munito di galleggiante per consentire la respirazione subacquea; macchine per sollevare, pompare e raccogliere acqua; in alto a destra, due lunghe coclee per trasportare l’acqua del fiume verso due torri; in basso a sinistra, secchio con sifone. Copyright Veneranda Biblioteca Ambrosiana/Mondadori Portfolio

In occasione delle celebrazioni per i cinquecento anni dalla sua scomparsa, la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano propone una valorizzazione del suo patrimonio di opere di Leonardo da Vinci (Vinci, 1452 – Amboise, 1519), tra i più importanti al mondo, e degli artisti della sua cerchia, con quattro mostre di alto profilo scientifico. Il ciclo, programmato dal Collegio dei Dottori della Biblioteca Ambrosiana e curato dai maggiori esperti del genio toscano, è patrocinato dal Comitato Nazionale e dal Comitato Territoriale per le celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. Partner ufficiale della Biblioteca Ambrosiana è Fondazione Fiera Milano, che collaborerà attivamente sia al ciclo di iniziative dedicato alle celebrazioni leonardesche, sia alla valorizzazione del cartone preparatorio di Raffaello Sanzio (Urbino, 1483 – Roma, 1520) per l’affresco della Scuola di Atene in Vaticano.

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Romanticismo alla riscossa: la mostra di Milano

Romanticismo italiano, bilancio del riscatto

A Milano, Gallerie d’Italia e Museo Poldi Pezzoli, “Romanticismo” di Ferdinando Mazzocca. Messo in scena l’Ottocento odiato da Roberto Longhi e riscoperto negli anni settanta: centrale la Milano di Hayez, poetica fenomenica al Sud…

Hayez, Molteni, d’Azeglio, Canella, Giuseppe e Luigi Bisi, Podesti, Inganni, Domenico e Girolamo Induno e scultori come Bartolini, Fraccaroli, Puttinati, Strazza, Vela, non si elencano più da molto come fossero pregiudicati. Colpevoli di essere ombre di ombre di qualche grande artista moderno, o solo portatori di patria retorica su stampe ingiallite nei corridoi della bisnonna. Leggi tutto “Romanticismo alla riscossa: la mostra di Milano”

Il bacio più famoso della storia della pittura

Il bacio di Francesco Hayez: quante e quali sono le versioni?

di Federico Giannini e Ilaria Baratta, 22-2-2017

Le tre versioni del Bacio di Hayez in mostra a Milano tra 2015 e 2016

Le tre versioni del Bacio di Francesco Hayez in mostra a Milano tra 2015 e 2016

Uno dei momenti più suggestivi delle ultime stagioni espositive in Italia è stata la contemporanea presenza in mostra a Milano, sulla stessa parete, di tre versioni del Bacio, uno dei dipinti più celebri di Francesco Hayez (Venezia, 1791 – 1882), il grande genio del romanticismo italiano. L’occasione di vedere le tre opere riunite fu offerta dalla grande mostra, interamente dedicata ad Hayez (e intitolata, appunto, Hayez), che si tenne tra la fine del 2015 del 2016 alle Gallerie d’Italia di Piazza Scala a Milano. L’esposizione dei tre “baci” generò tuttavia (e genera tuttora) un po’ di confusione sul numero esatto delle versioni del Bacio oggi note. Quante e quali sono, dunque, le versioni della celeberrima opera che si conoscono?

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Un acido pamphlet su Milano a firma di Giovanni Agosti

Giovanni Agosti. Le rovine di Milano

Riporto alla vostra attenzione questo libretto del 2011 in quanto ancora attuale. Buona (si fa per dire) lettura

Abbiate pazienza se chioso le parole ma sono quelle che aiutano a capirsi. Il libro viene presentato come feuilleton ed io direi che, essendo il feuilleton una appendice a carattere letterario, è invece il caso di parlare di pamphlet, e cioè opuscolo, libello poiché si tratta di uno scritto a carattere polemico, buttato giù in fretta, in questo caso, per Alias, il supplemento culturale de il Manifesto. Così come non parlerei di rovine, piuttosto di macerie, dato che le macerie sono ciò che rimane delle rovine. Per intenderci, a Cartagine si visitano le rovine (quater sass direbbe un milanese), a Pompei le macerie.

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