Dalla “razza italica” al “brand Italia”: i politici e i Beni Culturali

L’arte finisce come la Rai: nelle grinfie della politica

di Tomaso Montanari, Fatto Quotidiano 21-10-2019

Chi ha letto i giornaloni italiani e anche gran parte della stampa straniera, ha probabilmente potuto capire assai poco della disputa sul prestito dell’Uomo Vitruviano: che non ha nulla a che fare né col nazionalismo coltivato dalle destre, né con l’elitarismo degli storici dell’arte.

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Che cosa resta di Bonisoli

Ciò che il ministro uscente ha fatto, e ciò che non è riuscito a fare

Edek Osser, da Il Giornale dell’Arte numero 400, settembre 2019

Il ministro uscente dei Beni culturali Alberto Bonisoli

Roma. Dopo 15 mesi alla guida del Mibac, dell’azione di Alberto Bonisoli resta soprattutto quella che solo di recente lo stesso ministro ha accettato di chiamare «riforma». Il nuovo Mibac è nato dopo un lavorio di molti mesi in un segreto quasi assoluto per poi esplodere con fragore mediatico e con altrettanto immediate e aspre critiche il 19 giugno, quando la riforma è diventata finalmente nota con un Decreto della Presidenza del Consiglio. Leggi tutto “Che cosa resta di Bonisoli”

Un funzionario esemplare: intervista a Famiglietti

L’inflessibile Famiglietti

«Perché ho detto sempre no? Se lo Stato è la legge, lo Stato deve vincere. La prima urgenza del Mibac? La formazione dei funzionari»

Edek Osser, da Il Giornale dell’Arte numero 400, settembre 2019

Gino Famiglietti

Roma. Nella sua lunga permanenza in centri vitali e poi ai vertici del Ministero dei Beni culturali, Gino Famiglietti è stato, fra l’altro, direttore generale dell’Archeologia, poi degli Archivi e infine di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio fino alla pensione, a 67 anni, lo scorso primo agosto. Leggi tutto “Un funzionario esemplare: intervista a Famiglietti”