Ha senso dire: “costringe a rileggere il soggetto con occhi nuovi”

Quando l’arte contemporanea invade gli spazi antichi

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 11-8-2022

Christo e Jeanne-Claude, Wrapped Fountain and Wrapped Medieval Tower (1968)

Sempre più spesso l’arte contemporanea si ritrova a invadere gli spazi dell’arte antica. Una convivenza che spesso però appare forzata e pretestuosa, oppure non si cura della leggibilità degli spazi antichi. Come fare in modo che la compresenza sia utile per tutti?

Chiunque si trovi a visitare il Palazzo Ducale di Venezia fino al prossimo 29 ottobre, nella Sala dello Scrutinio non troverà le opere del Tintoretto, di Andrea Vicentino, di Pietro Liberi, di Palma il Giovane e degli altri che dipinsero i fasti della Serenissima sui grandi teleri qui sistemati a formare una sorta di fregio in lode alla Repubblica dopo che il disastroso incendio del 1577 distrusse questa sala e il vicino Salone del Maggior Consiglio: da marzo, tutto è coperto da un’enorme installazione di Anselm Kiefer, targata Gagosian, appositamente creata per questa sala, e immaginata per rispondere, si legge nella presentazione, ad alcuni precisi scopi. Primo, “sottolineare il ruolo dell’arte contemporanea nella riflessione su temi universali, che trascende Venezia per aprirsi a visioni filosofiche attuali”. Secondo, “misurare la capacità di questo luogo-simbolo della Repubblica Serenissima d’essere ancora un centro di cultura viva e non solo memoria”. Terzo, stabilire una “narrazione che riporta in superficie la stratificazione di miti millenari, di solitudini e inquietudini a cui l’artista dà forma attraverso una nuova epica, dagli accenti gravi come è l’oscurità del nostro tempo”. Leggi tutto “Ha senso dire: “costringe a rileggere il soggetto con occhi nuovi””

Il vuoto scenografico (ermeneutico??) e mentale alla Biennale

Il Padiglione Italia di Tosatti e Viola, giostra perfetta tra lucciole finte e alta moda

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 30-4-2022

Gian Maria Tosatti, Storia della notte e destino delle comete, Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2022. Foto di Andrea Avezzù

Recensione di “Storia della notte e destino delle comete” di Gian Maria Tosatti a cura di Eugenio Viola, mostra del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2022 (dal 23 aprile al 27 novembre 2022).

Un frequente, continuo e malinconico senso del sublime pervade le pagine della Dismissione di Ermanno Rea, il romanzo che narra lo smantellamento dell’Ilva di Bagnoli dal punto di vista del tecnico incaricato di attendere alla buona riuscita delle operazioni di recupero degl’impianti da vendere ai cinesi. Questa lunga evocazione è forse il vero personaggio principale del racconto: la si respira dall’inizio alla fine. Leggi tutto “Il vuoto scenografico (ermeneutico??) e mentale alla Biennale”

In ricordo di Christo

Conoscere l’arte di Christo e Jeanne-Claude attraverso dieci capolavori

da Finestre sull’arte, 1-6-2020

Valley Curtain (1970-1972)

ieci capolavori per conoscere l’arte di Christo e Jeanne-Claude, una coppia di artisti che ha segnato l’arte degli ultimi sessant’anni.

Christo, uno dei più grandi artisti degli ultimi sessant’anni, ci ha lasciati ieri all’età di 84 anni. Pochi altri come lui e sua moglie Jeanne-Claude, con cui ha lavorato in coppia per tutta la vita, hanno segnato l’arte del Novecento. In questo articolo abbiamo dunque deciso di ripercorrere la sua carriera attraverso dieci capolavori fondamentali, da conoscere per cominciare a entrare in contatto con l’arte di un genio del XX e del XXI secolo. Leggi tutto “In ricordo di Christo”

Effetti collaterali del Salone del mobile: la poltrona in piazza del Duomo

La potenza della dea madre banalizzata da una poltrona

Habemus Corpus. Una scultura alta otto metri, dalle abbondanti forme muliebri discinte, trafitta da decine di frecce, è comparsa in piazza Duomo a Milano per annunciare l’inizio del Salone del Mobile

Una scultura alta otto metri, dalle abbondanti forme muliebri discinte, trafitta da decine di frecce, è comparsa in piazza Duomo a Milano per annunciare l’inizio del Salone del Mobile, settimana dedicata al design e la più internazionale della città meneghina. L’oggetto in questione è opera di Gaetano Pesce che ha rivisitato un suo mobile disegnato 50 anni fa, la poltrona UP5_6, che raffigura un ampio grembo materno e, a detta dell’autore, si rifà alle statue votive delle preistoriche dee della fertilità.

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