Classicismo secentesco del Domenichino

Raffinatezza, bellezza e mito: la Sibilla Cumana del Domenichino

di Ilaria Baratta, 17-11-2019

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Una giovane volge lo sguardo verso l’alto e dalla sua bocca semiaperta pare emettere un suono, un canto; il suo viso dolce e delicato ha i toni rosei della fanciullezza. I capelli lisci e biondi sono raccolti e avvolti in un morbido lussuoso turbante, come fastoso e ricco nei panneggi è l’abito che indossa color dell’oro e dalle spalle sulle pallide braccia le ricade un manto dai toni arancionati decorato con motivi dorati. Le sue mani lisce e delicate poggiano su un libro che lei tiene aperto quasi ad angolo retto su una sorta di basamento e con la sinistra stringe inoltre un bianco cartiglio. Da dietro quel basamento spunta eretto il manico di una viola. La ragazza si trova in un interno, appoggiata proprio sotto un’apertura verso l’esterno da cui si nota l’azzurro del cielo e il verde delle foglie di alloro, mentre sulla parete in primo piano, accanto alla giovane, cresce una pianta di vite. È così che si mostra all’osservatore la celebre Sibilla Cumana raffigurata dal Domenichino (Bologna, 1581 – Napoli, 1641). Leggi tutto “Classicismo secentesco del Domenichino”

Il Romanticismo di Fontanesi a Reggio Emilia, mostra di qualità

Antonio Fontanesi, l’ultimo romantico. E la sua eredità da Pellizza da Volpedo a Burri

di Ilaria Baratta, Finestre sull’arte, 9-6-2019

Sala della mostra Antonio Fontanesi e la sua eredità a Reggio Emilia, Palazzo dei Musei

Recensione della mostra “Antonio Fontanesi e la sua eredità. Da Pellizza da Volpedo a Burri”, dal 6 aprile al 14 luglio 2019 ai Musei Civici di Reggio Emilia

Artista dotato di una forte sensibilità pittorica, a tratti poetica, Antonio Fontanesi (Reggio Emilia, 1818 – Torino, 1882) trascorse gli ultimi anni della sua vita nel più totale sconforto, a seguito dell’esito negativo, o meglio, di una vera bocciatura subita in occasione della presentazione di uno dei suoi ultimi e più ambiziosi dipinti, Le nubi, all’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino del 1880. Il grande quadro non ricevette nemmeno la pur minima considerazione da parte della giuria che, evidentemente, non era a conoscenza oppure non apprezzava i cambiamenti che la pittura di paesaggio aveva avuto nei tempi più recenti. L’opera evidenziava il tratto altamente poetico con cui l’artista aveva raffigurato la natura e gli influssi artistici della tradizione, a cominciare dal paesaggio classico e ideale del secentesco Claude Lorrain (Chamagne, 1600 – Roma, 1682) per giungere al paesaggio olandese e infine a quello del romanticismo inglese. Leggi tutto “Il Romanticismo di Fontanesi a Reggio Emilia, mostra di qualità”

Ingres a Palazzo Reale: una recensione che invita a vedere gli aspetti positivi di una mostra un po’ deludente

Ingres a Palazzo Reale, una mostra che sottolinea la modernità del neoclassicismo francese

Jean-Auguste-Dominique Ingres, Il sogno di Ossian (1813; olio su tela, 348 x 275 cm; Montauban, Musée Ingres)
Si presenta con una spinta innovativa, fin dalla sua prima sala, l’esposizione dedicata a Jean-Auguste-Dominique Ingres (Montauban, 1780 – Parigi, 1867), allestita a Milano, a Palazzo Reale, e visitabile fino al 23 giugno 2019. Intenzione della mostra, come dichiarato nel catalogo della stessa e nel primo pannello esplicativo del percorso espositivo, è “rendere alla pittura e alla scultura degli anni 1780 – 1820 la sua forza innovativa, e volendo osare il suo romanticismo precursore” e presentare per la prima volta al pubblico italiano la produzione artistica di Ingres, artista tra i maggiori esponenti della pittura neoclassica, “superando definitivamente una visione corrente e peggiorativa del Neoclassicismo”.

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Un film su Van Gogh

Perché vedere “Van Gogh. Sulla soglia dell’eternità”: un film per capire la straordinaria forza interiore del pittore

di Ilaria Baratta 1-1-2019

Un fotogramma del film Van Gogh. Sulla soglia dell'eternità

“Questo film non è una biografia, ma la mia versione della storia. È un film sulla pittura e un pittore e la loro relazione”, ha dichiarato il regista Julian Schnabel in occasione della settantacinquesima Mostra d’arte Cinematografica di Venezia, dove è stato proiettato in anteprima Van Gogh. Sulla soglia dell’eternità. Si tratta di quello che si può definire il film evento dell’anno, acclamato dalla critica ancora prima della sua uscita ufficiale nelle sale cinematografiche che avverrà il 3 gennaio 2019. Leggi tutto “Un film su Van Gogh”

La qualità di una mostra, opzione sempre meno necessaria

Come si organizza una mostra seria. Il caso di “Lorenzo Lotto. Il richiamo delle Marche”

Ilaria Baratta e Federico Giannini

Una sala della mostra: da notare il rispetto totale e l'ingombro minimo degli ambienti storici di Palazzo Buonaccorsi

Come si organizza una mostra seria? Un esempio nel dettaglio: la mostra su Lorenzo Lotto nelle Marche a Macerata.

Se nelle pubblicazioni che accompagnano le mostre è naturale aspettarsi contributi che facciano luce sulle motivazioni che hanno portato all’ideazione dell’esposizione (o almeno, questo è quanto normalmente ci s’attende da parte d’una mostra fondata su di un progetto scientifico serio), non è invece altrettanto frequente trovare, nel catalogo d’una mostra, un saggio, redatto dal curatore, che racconti al lettore come sia nato il progetto espositivo, quali le fasi realizzative e operative della rassegna, quali le ragioni che hanno portato alla scelta della sede espositiva, quali le difficoltà che si sono incontrate durante il percorso.

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Una mostra a Venezia sul primo scalmanarsi del giovane Tintoretto

Il giovane Tintoretto, dagli esordî fino allo spettacolare Miracolo dello schiavo

Recensione della mostra ‘Il giovane Tintoretto’, a Venezia, Gallerie dell’Accademia dal 7 settembre 2018 al 6 gennaio 2019

“Essendo molto inclinato da natura al disegno, si diede con gran diligenza à disegnare tutte le cose buone a Vinegia, e fece grande studio sopra le statue rappresentanti Marte, e Nettuno di Jacopo Sansovino, e poscia si prese per principal maestro l’opere del divino Michelagnolo, non riguardando à spesa alcuna per haver formate le sue figure della Sacrestia di San Lorenzo e parimente tutti i buoni modelli delle migliori statue che siano in Firenze […] ma nel colorire dice havere imitato la natura, e poi particolarmente Tiziano”: così scrisse, nel 1584, il letterato e critico d’arte Raffaello Borghini (Firenze, 1537 – 1588) a proposito di Jacopo Robusti detto Tintoretto (Venezia, 1519 – 1594).

Sala della mostra Il giovane Tintoretto a Venezia, Gallerie dell'Accademia

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Seducente e polisemantico: il guanto di Klinger

Una delle prime rappresentazioni del sogno nell’arte: il guanto di Max Klinger

Max Klinger, Ein Handschuh, Tavola 2: Handlung

La serie di stampe ‘Un guanto’ di Max Klinger è una delle prime rappresentazioni di un sogno nella storia dell’arte e sarà destinata a influenzare l’arte del Novecento.

“Klinger si pone a cavallo tra mondi interiori e realtà, in un dialogo tra un dentro e un fuori che è motivo del suo genio creativo. Nelle sue incisioni l’inconscio irrompe nella realtà impadronendosene e divenendo così tangibile. Influenzato da artisti come Arnold Böcklin, dal quale mutuò quel dissidio tra amore e morte che è tra i temi privilegiati del suo percorso creativo, guardò con ammirazione all’arte sorella, la musica, nel tentativo di dare vita all’opera d’arte totale perseguita da Wagner”.

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Alla Carrara piccola ma bella mostra su Botticelli e la congiura dei Pazzi

La Congiura dei Pazzi, l’evento che cambiò per sempre il volto di Firenze e dell’Italia. La storia attraverso l’arte

Sandro Botticelli, Ritratto di Giuliano de' Medici (1478 circa; tempera su tavola, 54 x 36 cm; Bergamo, Accademia Carrara)
Sandro Botticelli, Ritratto di Giuliano de’ Medici (1478 circa; tempera su tavola, 54 x 36 cm; Bergamo, Accademia Carrara)
La Congiura dei Pazzi fu un evento che cambiò per sempre il volto di Firenze e dell’Italia. Ripercorriamo la storia dell’attentato contro Lorenzo e Giuliano de’ Medici attraverso la storia dell’arte.

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Il bacio più famoso della storia della pittura

Il bacio di Francesco Hayez: quante e quali sono le versioni?

di Federico Giannini e Ilaria Baratta, 22-2-2017

Le tre versioni del Bacio di Hayez in mostra a Milano tra 2015 e 2016

Le tre versioni del Bacio di Francesco Hayez in mostra a Milano tra 2015 e 2016

Uno dei momenti più suggestivi delle ultime stagioni espositive in Italia è stata la contemporanea presenza in mostra a Milano, sulla stessa parete, di tre versioni del Bacio, uno dei dipinti più celebri di Francesco Hayez (Venezia, 1791 – 1882), il grande genio del romanticismo italiano. L’occasione di vedere le tre opere riunite fu offerta dalla grande mostra, interamente dedicata ad Hayez (e intitolata, appunto, Hayez), che si tenne tra la fine del 2015 del 2016 alle Gallerie d’Italia di Piazza Scala a Milano. L’esposizione dei tre “baci” generò tuttavia (e genera tuttora) un po’ di confusione sul numero esatto delle versioni del Bacio oggi note. Quante e quali sono, dunque, le versioni della celeberrima opera che si conoscono?

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