Sconvolgente potenza di Michelangelo nel Tondo Doni

Il Tondo Doni di Michelangelo: origini e significato di uno dei più grandi capolavori della storia dell’arte

Michelangelo, Tondo Doni. Ph. Credit Finestre sull'Arte

È l’unica opera su supporto mobile che si possa assegnare con certezza a Michelangelo Buonarroti (Caprese, 1475 – Roma, 1564): è il Tondo Doni, il capolavoro conservato alla Galleria degli Uffizi e nato per volontà di uno dei più ricchi mercanti fiorentini d’inizio Cinquecento, Agnolo Doni, che nel 1504 aveva preso in moglie Maddalena Strozzi, anch’ella esponente di una delle famiglie più in vista della Firenze del tempo. Leggi tutto “Sconvolgente potenza di Michelangelo nel Tondo Doni”

La Sant’Anna di Masolino e Masaccio: il vecchio e il nuovo nello stesso quadro

La Sant’Anna Metterza di Masaccio e Masolino: due epoche che s’incontrano in una tavola

Masaccio e Masolino da Panicale, Sant'Anna, la Madonna col Bambino e cinque angeli o Sant'Anna Metterza (1424-1425 circa; tempera su tavola, 175 x 103 cm; Firenze, Galleria degli Uffizi, inv. 1890 n. 8386)

Masaccio e Masolino da Panicale, Sant’Anna, la Madonna col Bambino e cinque angeli o Sant’Anna Metterza (1424-1425 circa; tempera su tavola, 175 x 103 cm; Firenze, Galleria degli Uffizi, inv. 1890 n. 8386)
La Sant’Anna Metterza, conservata agli Uffizi, è opera realizzata assieme da Masaccio e Masolino: caposaldo della storia dell’arte italiana, è un dipinto che racchiude l’incontro (e il divario) tra due epoche.

È difficile trovare un manuale di storia dell’arte che non riproduca la Sant’Anna Metterza, la tavola degli Uffizi realizzata, attorno al 1424, da Masaccio assieme a Masolino da Panicale. E rare sono anche le opere che riescano a rivaleggiare col fascino della Sant’Anna Metterza: trovarsi dinnanzi a questo caposaldo delle vicende artistiche italiane equivale a osservare un passaggio storico nel suo svolgimento, ad assistere a uno spartiacque fondamentale, all’incontro tra due epoche, ci consente d’ammirare simultaneamente, entro i bordi della tavola, gli esiti della rivoluzione masaccesca e le reazioni alle novità che quel giovanissimo provinciale nato a San Giovanni Valdarno, e quindi conterraneo di Masolino, aveva recato nella pittura del primo Quattrocento. Leggi tutto “La Sant’Anna di Masolino e Masaccio: il vecchio e il nuovo nello stesso quadro”

La Madonna del Cardellino di Raffaello

Cosa c’è dietro alla Madonna del Cardellino di Raffaello

di Federico Giannini, Finestre sull’Arte 18-1-2017

Raffaello, Madonna del Cardellino

Raffaello, Madonna del Cardellino (1506; olio su tavola, 107 x 77 cm; Firenze, Galleria degli Uffizi)

Gombrich diceva che quando osserviamo un dipinto (o un’opera d’arte in generale), spesso non pensiamo agli enormi sforzi, ai sacrifici, alle notti insonni che un artista ha passato per studiare un particolare, per scegliere la giusta nuance di colore per un dettaglio, per elaborare una posa soddisfacente, per rendere al meglio l’espressione di un personaggio. Quello che noi vediamo è il dipinto finito, ovvero un risultato, che è però frutto di un processo lungo e laborioso: e questo vale sia per i dipinti più grandi, magniloquenti e ricchi di dettagli, sia per le opere d’arte contemporanea che sembrano invece così semplici e immediate. E quando ci troviamo di fronte al risultato finito, diceva sempre Gombrich, talvolta non ci rendiamo conto che i particolari di un dipinto che più ammiriamo, quelli che meglio destano la nostra risposta emotiva di fronte all’opera o che stimolano le discussioni attorno al capolavoro che stiamo osservando, non sono quelli che rappresentarono i problemi più difficili per l’artista. Leggi tutto “La Madonna del Cardellino di Raffaello”

La Madonna del Cardellino: approfondimento delle nostre conferenze on-line

Cosa c’è dietro alla Madonna del Cardellino di Raffaello

di Federico Giannini, da Finestre sull’Arte 18-1-2017

Raffaello, Madonna del Cardellino

Gombrich diceva che quando osserviamo un dipinto (o un’opera d’arte in generale), spesso non pensiamo agli enormi sforzi, ai sacrifici, alle notti insonni che un artista ha passato per studiare un particolare, per scegliere la giusta nuance di colore per un dettaglio, per elaborare una posa soddisfacente, per rendere al meglio l’espressione di un personaggio. Quello che noi vediamo è il dipinto finito, ovvero un risultato, che è però frutto di un processo lungo e laborioso: e questo vale sia per i dipinti più grandi, magniloquenti e ricchi di dettagli, sia per le opere d’arte contemporanea che sembrano invece così semplici e immediate. E quando ci troviamo di fronte al risultato finito, diceva sempre Gombrich, talvolta non ci rendiamo conto che i particolari di un dipinto che più ammiriamo, quelli che meglio destano la nostra risposta emotiva di fronte all’opera o che stimolano le discussioni attorno al capolavoro che stiamo osservando, non sono quelli che rappresentarono i problemi più difficili per l’artista. Leggi tutto “La Madonna del Cardellino: approfondimento delle nostre conferenze on-line”

Due capolavori del giovanissimo Michelangelo: in nuce il futuro dell’arte

I capolavori giovanili di Michelangelo: la Madonna della Scala e la Battaglia dei Centauri

di Federico Giannini e Ilaria Baratta, Finestre sull’Arte, 20-10-2020

Michelangelo, Madonna della Scala (1490 circa; marmo, 56,7 x 40,1 cm; Firenze, Casa Buonarroti, inv. 190)

La Madonna della Scala e la Battaglia dei Centauri sono i capolavori del Michelangelo adolescente, realizzati quando l’artista aveva appena 15 anni o poco più. Ma già da questi lavori emerge la personalità di un genio indipendente.

Leggi tutto “Due capolavori del giovanissimo Michelangelo: in nuce il futuro dell’arte”

I signori della moda occupano il museo

Firenze, Palazzo Vecchio regalato a D&G: chiuso 13 giorni con concessione gratuita

di Federico Giannini, 4-9-2020

La passerella per la sfilata nel Salone dei Cinquecento

Succede a Firenze: il Comune chiude il museo di Palazzo Vecchio per tredici giorni per consentire a Dolce e Gabbana di realizzare la loro sfilata-evento. Il tutto dietro concessione gratuita, sconto del 50% sulla tassa di suolo pubblico e altri “benefits”. Leggi tutto “I signori della moda occupano il museo”

Piccola guida all’Italia divorata dalla speculazione e dall’idiozia

Bell’Italia, cartoline da un Paese sfregiato

di Tomaso Montanari, “Il Fatto Quotidiano”, 15 agosto 2020

È Cicerone a ricordarci come l’immane razzìa artistica di Verre, il corrottissimo governatore della Sicilia, ispirò agli sveglissimi ragazzi di Siracusa un lavoro (certo precario, come per i loro discendenti di oggi): quello dei mistagoghi, le guide che conducevano i turisti del 70 a.C. nell’allucinante tour di un patrimonio ferito. Leggi tutto “Piccola guida all’Italia divorata dalla speculazione e dall’idiozia”

“Alta a coprire tutti i popoli toscani”: la cupola del Brunelleschi a Firenze

La Cupola di Brunelleschi che ha stupito il mondo: storia del capolavoro rinascimentale

La Cupola di Brunelleschi nel panorama di Firenze

Il 7 agosto del 1420 cominciava la costruzione della Cupola del Duomo di Santa Maria del Fiore a Firenze, lo straordinario capolavoro di Filippo Brunelleschi. Ecco la storia di questa struttura incredibile e che ha stupito il mondo.

Comincia con una colazione a base di pane, melone e vino, il 7 agosto del 1420, la storia di uno dei più grandi capolavori della storia dell’umanità: la Cupola del Duomo di Santa Maria del Fiore a Firenze, capolavoro di Filippo Brunelleschi (Firenze, 1377 – 1446), il padre del Rinascimento in architettura.

Leggi tutto ““Alta a coprire tutti i popoli toscani”: la cupola del Brunelleschi a Firenze”

Vediamo come ti calzi: dagli dei ai divi

Dai legionari romani a Charlton Heston

Calzature antiche a Palazzo Pitti, Firenze. Statue, rilievi, vasi dipinti sul tema «calceologia», con i reperti dal fortino di Vindolanda: la mostra Ai piedi degli dei

Pelike con Eros che allaccia il sandalo a una fanciulla, 425-420 a.C., Trieste, Civico Museo d’Antichità

A Socrate che gli chiedeva cosa fosse per lui la scienza (epistéme) il giovane Teeteto, nell’omonimo dialogo platonico, rispose che non solo la geometria o l’aritmetica lo erano, ma anche tutti i saperi artigianali. E fra questi citò per primo quello del calzolaio.

Leggi tutto “Vediamo come ti calzi: dagli dei ai divi”

Intorno alla leonardesca Battaglia di Anghiari rientrata in Italia

La Tavola Doria, la più nota tra le copie della perduta Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci

Francesco Morandini detto il Poppi (?), Tavola Doria (1563?; olio su tavola, 86 x 115 cm; Firenze, Gallerie degli Uffizi)

Il 12 giugno del 2012, il segretario generale del Ministero dei Beni Culturali, Antonia Pasqua Recchia, e il direttore del Tokyo Fuji Art Musueum, Akira Gokita, firmavano un accordo grazie al quale l’Italia rientrava in possesso di un prezioso dipinto cinquecentesco, universalmente noto come la Tavola Doria, testimonianza diretta della perduta Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci (Vinci, 1452 – Amboise, 1519). L’accordo siglato tra i due paesi prevedeva che l’opera sarebbe stata restituita all’Italia, che ne sarebbe divenuta proprietaria esclusiva, e che sarebbe stata esposta alternamente tra i due paesi per ventisei anni (due anni in Italia, quattro in Giappone): terminato questo lungo arco di tempo, la tavola rientrerà definitivamente in Italia. Per comprendere come si sia arrivati all’accordo è necessario ripercorrere la storia recente dell’opera e tornare al 1940, quando a Napoli, a Palazzo d’Angri, viene messa all’asta la collezione del suo proprietario, il principe Marcantonio Doria. Leggi tutto “Intorno alla leonardesca Battaglia di Anghiari rientrata in Italia”