Una mostra curiosa e interessante a Palazzo reale di Milano

Incanto teatrale con animali

A Milano, Palazzo Reale, “Il meraviglioso mondo della natura”, a cura di Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa. Al centro della mostra un ciclo di tele già in casa Verri. Con le «scene» di Margherita Palli, viene dato fondo allo stupore, e al gusto classificatorio, suscitato da metri e metri di arte “animalier” seicentesca. Le tante bestie dipinte le ritroviamo, in versione tassidermizzata, nelle raccolte giunte dal Museo Settala. Ci si divide sulla destinazione dell’opera

di Federico De melis, Alias, 21-4-2019

Una «scena» del ciclo animalistico di Pandolfo Reschi e Livio Mehus, conservato a Milano, Palazzo Sormani. All'interno del testo, la sala d’ingresso de

Una «scena» del ciclo animalistico di Pandolfo Reschi e Livio Mehus, conservato a Milano, Palazzo Sormani. All’interno del testo, la sala d’ingresso de “Il meraviglioso mondo della natura”, pensata da Margherita Palli con riferimento al “Sogno di una notte di mezza estate” di Luca Ronconi, 2010

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Degas e il suo sguardo

Stenografia di Degas, fino alla notte finale

Daniel Halévy, “Degas parla”, a cura di Jean-Pierre Halévy, Adelphi. Per vent’anni Edgar Degas si sedette al desco di Ludovic Halévy, genio dell’operetta: il figlio Daniel sin da ragazzo registrò la vita quotidiana e la cecità progressiva dell’artista, in un commovente (e rivelatore) Journal

Edgar Degas insieme alla domestica e cuoca Zoé Closier in un autoritratto fotografico del 1895. Nel corpo del testo, Edgar Degas:

Edgar Degas insieme alla domestica e cuoca Zoé Closier in un autoritratto fotografico del 1895.

«Il suo isolamento e la sua lingua caustica gli procurarono la fama di “uomo cattivo”, che Ernest Rouart ed altri hanno sfatata. Ma non è dubbio che l’impegno posto da Degas nel nascondere ciò che vi potesse essere in lui di affettuoso e benevolo spiega il sorgere della leggenda» (Lionello Venturi).

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Ripubblicato un libro di Gombrich, intrigante maestro di interpretazioni.

Gombrich, sbattimenti alla National Gallery

Da Einaudi torna “Ombre” di Ernst Gombrich. Nel 1995, in occasione di una piccola mostra a tema della National Gallery, lo storico dell’arte viennese ragionò sull’«ombra portata» in pittura. Una domanda attraversa l’aureo libretto: perché in certe epoche dell’arte occidentale viene messa in discussione la «figura» dell’ombra?

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