Il fatidico 1401

Il concorso del 1401 che ha cambiato la storia dell’arte: la sfida tra Ghiberti e Brunelleschi

di Federico Giannini e Ilaria Baratta, Finestre sull’arte 28-8-2021

Lorenzo Ghiberti, Sacrificio di Isacco (1401; bronzo, 45 x 38 cm; Firenze, Museo Nazionale del Bargello)

Per convenzione si fa iniziare il Rinascimento fiorentino con il celeberrimo concorso del 1401, quando due dei più grandi artisti del tempo, Lorenzo Ghiberti e Filippo Brunelleschi, si sfidarono per la Porta Nord del Battistero di Firenze. Ecco come andarono le cose. Leggi tutto “Il fatidico 1401”

La pericolosa proposta di Calenda per il mega-museo romano

Calenda s’occupi di economia e lasci stare la museologia. 10 ragioni contro il suo mega-museo

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 20-8-2021

Calenda nel video

Carlo Calenda, candidato sindaco a Roma, lancia il suo progetto per i Musei Capitolini: farne un mega-museo delle antichità romane “come il Louvre”. Un’idea sbagliata per almeno 10 ragioni storiche, culturali, filosofiche, logistiche, di opportunità.

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La luce mistica dell’Angelico

L’Annunciazione di Cortona del Beato Angelico: luce divina che si riflette sulla terra

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 25-7-2021

Beato Angelico, Annunciazione (1434-1436 circa; tempera su tavola, 175 x 180 cm; Cortona, Museo Diocesano)

È una delle più belle annunciazioni del Beato Angelico (Giovanni da Fiesole, al secolo Guido di Pietro; Vicchio, 1395 circa – Roma, 1455): l’Annunciazione di Cortona. Osservandola, si comprende la natura dell’arte del grande frate-pittore.

Quale posto occupa il Beato Angelico nello sviluppo dell’arte italiana? Se lo domandava Pavel Pavlovič Muratov nel 1929. Ed è una domanda alla quale tanti studiosi, in maniera più o meno esplicita, han tentato di dare una risposta, cercando di spiegare le ragioni sottese a quell’arte così devota, così religiosamente ispirata, talvolta così visionaria, tanto da essere a lungo bollata, a torto, come una specie d’ultimo bagliore tardogotico. Leggi tutto “La luce mistica dell’Angelico”

Pittura al femminile: aspirazioni e limiti della mostra di Milano

Le Signore dell’Arte a Milano: meriti e limiti della mostra sulle artiste di Cinque e Seicento

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 13-7-2021

Sala della mostra

Recensione della mostra “Le Signore dell’Arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600”, a Milano, Palazzo Reale, dal 2 marzo al 25 luglio 2021.

Per una coincidenza fortuita, la ricca mostra Le Signore dell’arte, la rassegna con cui Palazzo Reale a Milano compone una profumatissima antologia di pittura al femminile tra Cinque e Seicento, cade a cinquant’anni esatti di distanza dalla pubblicazione d’un saggio senza il quale forse anche quest’esposizione non sarebbe mai nata: risale al 1971 la pubblicazione di Why Have There Been No Great Women Artists?, lo studio con cui Linda Nochlin dava di fatto avvio alla moderna ricerca storica sulle donne nell’arte, e che avrebbe portato, cinque anni dopo, alla mostra Women Artists: 1550-1950, la prima indagine di vasto respiro sull’argomento, capace di percorrere quattro secoli di storia attraverso l’opera d’ottantatré donne.

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Illustrare la Divina Commedia: ne parleremo nelle future conferenze

Dante a Forlì, una mostra che è come un’enciclopedia su Dante nella storia dell’arte

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 2-7-2021

Federico Zuccari, Caronte. Terremoto e svenimento di Dante (Inf., III) (1585-1588 circa; pietra nera e rossa su carta bianca vergata, 448 x 615 mm; Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe)

Recensione della mostra “Dante. La visione dell’arte”, a Forlì, Musei San Domenico, fino all’11 luglio 2021.

C’è un momento piuttosto preciso, nel corso della storia, in cui è possibile individuare i prodromi della costruzione dell’odierno mito di Dante. Il culto dantesco, in altri termini, ha un luogo e una data di nascita, ovvero l’Inghilterra della fine del Settecento, e un padre sicuramente inconsapevole, Joshua Reynolds, ma che fu tuttavia capace di recuperare per la prima volta i temi della Commedia senza tener conto delle implicazioni religiose, teologiche e morali del poema, preoccupandosi più di restituire la potenza visionaria dell’immaginario dantesco. Leggi tutto “Illustrare la Divina Commedia: ne parleremo nelle future conferenze”

Quando l’opera d’arte (senza entrare nel merito della definizione) è brutta

L’estetica del goffo. La porchetta di Roma, il toro di Torino, la Vanità di Carrara

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 26-6-2021

La porchetta di Roma

Cos’è che accomuna i tre interventi d’arte pubblica più contestati dell’ultima settimana, ovvero la porchetta di Roma, il toro di Torino e la Vanità di Carrara? Il fatto che sono opere goffe, dove il goffo è determinato dall’ampiezza dello scarto tra intenzione e risultato. Leggi tutto “Quando l’opera d’arte (senza entrare nel merito della definizione) è brutta”

Una fantasmagorica predella di Ercole de Roberti

Un mondo alto 27 cm: la predella del Polittico Griffoni, capolavoro di Ercole de’ Roberti

di Federico Giannini, da Finestre sull’arte, 6-6-2021

Ercole de’ Roberti, Storie di san Vincenzo Ferrer, dal Polittico Griffoni (1470-1472; tempera su tavola, 27,5 x 214 cm; Città del Vaticano, Musei Vaticani, Pinacoteca Vaticana, inv. 286)

La predella del Polittico Griffoni, conservata presso la Pinacoteca Vaticana, è un capolavoro di estro e fantasia di Ercole de’ Roberti (Ferrara, 1451 – 1496), uno dei grandi artisti della scuola ferrarese del Quattrocento. Leggi tutto “Una fantasmagorica predella di Ercole de Roberti”

Attraverso la tela: Lucio Fontana

Quei tagli che ci fanno avventurare nel reale. Sulle Attese di Lucio Fontana

Lucio Fontana, Concetto spaziale. Attese (1964; cementite su tela, 190,3 x 115,5 cm; Torino, Galleria d’Arte Moderna). © Fondazione Lucio Fontana

Lucio Fontana ha compiuto una rivoluzione superando la tela: prima bucandola, poi tagliandola. Ecco perché quel gesto è così importante.

C’è un elemento di Lucio Fontana in grado di metter tutti d’accordo, un elemento della sua arte che forse anche i suoi sempre più sparuti detrattori potrebbero esser pronti a riconoscergli: la grande lucidità teorica che ha sempre motivato ogni singolo momento della sua produzione. Ed è questa estrema lucidità teorica che lo ha portato, ha scritto Renato Barilli, “a superare la soglia della superficie e ad avventurarsi nello spazio reale”. Fontana non ha mai fatto mistero di voler superare la superficie, almeno fin dal Manifiesto blanco: “Si richiede un cambiamento nell’essenza e nella forma”, scriveva nel testo programmatico firmato nel 1946 a Buenos Aires e sottoscritto assieme a un gruppo d’artisti argentini. “Si richiede il superamento della pittura, della scultura, della poesia, e della musica. È necessaria un’arte più strettamente in accordo con le esigenze del nuovo spirito”. Questo è il presupposto che, nel giro d’una decina d’anni, avrebbe portato Fontana a squarciare la tela coi buchi e coi tagli che gli hanno garantito un posto di prim’ordine nella storia dell’arte e che lo hanno reso celebre anche presso il pubblico non avvezzo a entrar nelle gallerie e nei musei. Leggi tutto “Attraverso la tela: Lucio Fontana”

Drammatico espressionismo di Donatello

Un Rinascimento brutale e verista. La Maddalena di Donatello

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 16-5-2021

Donatello, Maddalena (1453-1455 circa; legno di gattice, altezza 185 cm; Firenze, Museo del Duomo)

Probabilmente nessun’altra opera del Rinascimento raggiunge il grado di verismo della Maddalena di Donatello, una delle opere più singolari di tutto il Quattrocento, capace persino di provocare repulsione. Un’opera che svela il lato tragico del Rinascimento.

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In margine alla brutta fiction della RAI: orientamento sessuale di Leonardo

Leonardo da Vinci era gay? Sull’omosessualità del genio toscano

di Federico Giannini e Ilaria Baratta, Finestre sull’arte 26-3-2021

Leonardo da Vinci, San Giovanni Battista (1508-1513; olio su tavola, 69 x 57 cm; Parigi, Louvre)

Che cosa sappiamo dell’omosessualità di Leonardo da Vinci? Possiamo affermare con certezza che il grande genio toscano fosse gay? Se il lettore è in cerca di una risposta immediata, allora la risposta è: no, non possiamo avere prove documentarie che Leonardo da Vinci (Vinci, 1452 – Amboise, 1519) fosse omosessuale (o meglio: sodomita, perché questo era il termine in uso al tempo, “omosessuale” è invece un termine contemporaneo), dal momento che, essendo all’epoca la sodomia un reato molto grave, punibile con pene decisamente severe, è del tutto improbabile immaginare di poter trovare, nei pur numerosi scritti del vinciano, una sorta di coming out, nero su bianco. Questa, dunque, la risposta più rapida che si possa dare. Tuttavia, il fatto che Leonardo da Vinci non abbia lasciato tracce scritte dalle quali si possano desumere con palmare chiarezza i suoi gusti sessuali non esclude però che si possa lavorare sugli indizi per provare a ricostruire il rapporto di Leonardo con le persone dello stesso sesso. Il presente articolo non intende dare delle risposte, ma semplicemente provare a tracciare un sunto di ciò che conosciamo sul tema.

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