Sublime Duccio

La Maestà di Duccio di Buoninsegna: un capolavoro della storia dell’arte italiana

di Francesca Interguglielmi, Finestre sull’arte, 15-10-2021

Duccio di Buoninsegna, Maestà, recto (1308-1311; tempera su tavola, 214 x 412 cm; Siena, Museo dell'Opera del Duomo)

La Maestà di Duccio di Buoninsegna, capolavoro conservato al Museo dell’Opera del Duomo di Siena, è una delle opere fondamentali della storia dell’arte italiana. Fu dipinta tra il 1308 (ma forse anche prima) e il 1311 e la sua consegna fu anche un evento per Siena. Leggi tutto “Sublime Duccio”

La Maestà di Simone a Siena: avremmo dovuto essere là…

La Maestà di Simone Martini nel Palazzo Pubblico di Siena: un capolavoro religioso ma soprattutto civile

di

Simone Martini, Maestà (1312-1315; affresco e applicazioni di materiali varî, 763 x 970 cm; Siena, Palazzo Pubblico)

La “Maestà” di Simone Martini, il capolavoro che decora una delle pareti della Sala del Mappamondo nel Palazzo Pubblico di Siena, è un alto esempio dei valori civili dell’antica Repubblica Senese, ed è anche una straordinaria e innovativa opera d’arte.

Sulla parete settentrionale della Sala del Mappamondo del Palazzo Pubblico di Siena si estende per 110 metri quadri uno dei capolavori della pittura senese, realizzato, a partire presumibilmente dal 1312, da Simone Martini (Siena, 1284 circa – Avignone, 1344). Si tratta della Maestà, opera commissionata al pittore senese dal Governo dei Nove, espressione dei grandi mercanti, banchieri e grandi imprenditori cittadini, che rimase al potere dal 1287 al 1355. Nella sala in cui venivano dipinte le conquiste territoriali senesi tramite la rappresentazione dei castelli assoggettati, viene scelto di raffigurare un preciso soggetto religioso ben presente nell’immaginario collettivo a Siena, in quanto dal 1311 era presente sull’altare maggiore del Duomo la splendida Maestà di Duccio di Buoninsegna (Siena, 1255 – 1318/1319). Stesso soggetto, ma due realizzazioni con motivazioni e intenti ben diversi. Leggi tutto “La Maestà di Simone a Siena: avremmo dovuto essere là…”