L’inverno secondo Bruegel

L’essenza dell’inverno in un dipinto: i Cacciatori nella neve di Pieter Bruegel il Vecchio

di Claudia farini, Finestre sull’arte, 18-2-2021

Pieter Bruegel, Cacciatori nella neve (1565; olio su tavola, 116,5 x 162 cm; Vienna, Kunsthistorisches Museum)

Nel 1565 il pittore olandese Pieter Bruegel (Breda, 1525 circa – Bruxelles, 1569), all’apice della sua carriera, realizzò una serie di dipinti dedicata al tema dei mesi dell’anno, per il facoltoso mercante Niclaes Jonghelinck, che in seguito la dovette cedere alla città di Anversa. Dalla città, anni dopo, le opere furono donate all’arciduca Ernesto d’Austria. Attualmente delle cinque tavole che ci sono giunte tre sono conservate presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna (dove è raccolto il maggior numero di dipinti dell’artista), una a Praga alla Národní Galerie e una al Metropolitan Museum of Art di New York.

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Sconvolgente potenza di Michelangelo nel Tondo Doni

Il Tondo Doni di Michelangelo: origini e significato di uno dei più grandi capolavori della storia dell’arte

Michelangelo, Tondo Doni. Ph. Credit Finestre sull'Arte

È l’unica opera su supporto mobile che si possa assegnare con certezza a Michelangelo Buonarroti (Caprese, 1475 – Roma, 1564): è il Tondo Doni, il capolavoro conservato alla Galleria degli Uffizi e nato per volontà di uno dei più ricchi mercanti fiorentini d’inizio Cinquecento, Agnolo Doni, che nel 1504 aveva preso in moglie Maddalena Strozzi, anch’ella esponente di una delle famiglie più in vista della Firenze del tempo. Leggi tutto “Sconvolgente potenza di Michelangelo nel Tondo Doni”

La Madonna del Cardellino di Raffaello

Cosa c’è dietro alla Madonna del Cardellino di Raffaello

di Federico Giannini, Finestre sull’Arte 18-1-2017

Raffaello, Madonna del Cardellino

Raffaello, Madonna del Cardellino (1506; olio su tavola, 107 x 77 cm; Firenze, Galleria degli Uffizi)

Gombrich diceva che quando osserviamo un dipinto (o un’opera d’arte in generale), spesso non pensiamo agli enormi sforzi, ai sacrifici, alle notti insonni che un artista ha passato per studiare un particolare, per scegliere la giusta nuance di colore per un dettaglio, per elaborare una posa soddisfacente, per rendere al meglio l’espressione di un personaggio. Quello che noi vediamo è il dipinto finito, ovvero un risultato, che è però frutto di un processo lungo e laborioso: e questo vale sia per i dipinti più grandi, magniloquenti e ricchi di dettagli, sia per le opere d’arte contemporanea che sembrano invece così semplici e immediate. E quando ci troviamo di fronte al risultato finito, diceva sempre Gombrich, talvolta non ci rendiamo conto che i particolari di un dipinto che più ammiriamo, quelli che meglio destano la nostra risposta emotiva di fronte all’opera o che stimolano le discussioni attorno al capolavoro che stiamo osservando, non sono quelli che rappresentarono i problemi più difficili per l’artista. Leggi tutto “La Madonna del Cardellino di Raffaello”

La Madonna del Cardellino: approfondimento delle nostre conferenze on-line

Cosa c’è dietro alla Madonna del Cardellino di Raffaello

di Federico Giannini, da Finestre sull’Arte 18-1-2017

Raffaello, Madonna del Cardellino

Gombrich diceva che quando osserviamo un dipinto (o un’opera d’arte in generale), spesso non pensiamo agli enormi sforzi, ai sacrifici, alle notti insonni che un artista ha passato per studiare un particolare, per scegliere la giusta nuance di colore per un dettaglio, per elaborare una posa soddisfacente, per rendere al meglio l’espressione di un personaggio. Quello che noi vediamo è il dipinto finito, ovvero un risultato, che è però frutto di un processo lungo e laborioso: e questo vale sia per i dipinti più grandi, magniloquenti e ricchi di dettagli, sia per le opere d’arte contemporanea che sembrano invece così semplici e immediate. E quando ci troviamo di fronte al risultato finito, diceva sempre Gombrich, talvolta non ci rendiamo conto che i particolari di un dipinto che più ammiriamo, quelli che meglio destano la nostra risposta emotiva di fronte all’opera o che stimolano le discussioni attorno al capolavoro che stiamo osservando, non sono quelli che rappresentarono i problemi più difficili per l’artista. Leggi tutto “La Madonna del Cardellino: approfondimento delle nostre conferenze on-line”

Eros della Maddalena di Tiziano

“Pria del folle mondo errante, poscia di Cristo amata amante”: la Maddalena di Tiziano

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 27-9-2020

Tiziano, Santa Maria Maddalena (1533-1535 circa; olio su tavola, 85,8 x 69,5 cm; Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina, inv. Palatina n. 67)

La Maddalena di Tiziano, opera conservata a Firenze a Palazzo Pitti, è uno dei capolavori del pittore cadorino, da leggere con l’aiuto della letteratura.

In un passo delle sue Vite, e nello specifico in quella dedicata a Tiziano, Giorgio Vasari elenca alcune opere ammirate nel guardaroba del duca Guidobaldo II della Rovere, al tempo in cui il grande storiografo visitò Urbino, nel 1548: tra questi lavori, Vasari menziona una “testa dal mezzo in su d’una Santa Maria con i capegli sparsi, che è cosa rara”. Leggi tutto “Eros della Maddalena di Tiziano”

Suida e Bramantino: connoisseurship lombarda

Suida, connoisseurship a Orselina

di Massimo Romeri, ALias, 30-8-2020

Bartolomeo Suardi, detto il Bramantino, «Fuga in Egitto», 1510-1515 ca, Orselina, Madonna del Sasso

Bartolomeo Suardi, detto il Bramantino, «Fuga in Egitto», 1510-1515 ca, Orselina, Madonna del Sasso

Folgorazioni: Wilhelm Suida / Bramantino, «Fuga in Egitto», Orselina, Madonna del Sasso. Intorno alla figura del «sensitivo e austero» Bramantino, Wilhelm Suida affinò lungo mezzo secolo il suo metodo di indagine, «tedesco» e insieme poetico. La «Fuga in Egitto» ticinese fu oggetto per lui di uno speciale incantamento Leggi tutto “Suida e Bramantino: connoisseurship lombarda”

Un libro importante sul Pordenone

Pordenone come il vento

Alessandro Ballarin, “Pordenone ma anche Correggio e Michelangelo”, Officina libraria-Edizioni dell’Aurora . Un estenuante esercizio di lettura per inseguire l’artista friulano: che rappresenta, insieme a Lotto, l’opzione «alternativa» nel ricco quadro del Rinascimento padano

di Sergio Momesso, Alias, 17-5-2020

Giovanni Antonio Sacchi, il Pordenone,

Giovanni Antonio Sacchi, il Pordenone, “Pala della Misericordia, particolare, Pordenone, Duomo

Non è certo un instant book il nuovo libro di Alessandro Ballarin: Pordenone ma anche Correggio e Michelangelo, Officina libraria-Edizioni dell’Aurora (pp. 614, 500 ill. a colori e b/n, euro 45,00) Anche se vederlo uscire giusto in tempo per la recente mostra Il Rinascimento di Pordenone poteva farlo pensare. Un’opera che sfida il tempo e l’intelligenza del lettore come tutti i volumi di Ballarin, stampati prima con Bertoncello, poi con Grafiche Aurora. Non è il solito lussuoso tomo di grande formato, ma un ben più accessibile volume in-ottavo, che non rinuncia alla composizione in Bembo e alla solita partizione di testo e tavole su carte diverse (purtroppo i numeri non sono più maiuscoletti). Leggi tutto “Un libro importante sul Pordenone”

Tra artificio e natura: Bomarzo

Il Sacro Bosco di Bomarzo, un viaggio iniziatico tra le meraviglie del parco dei “mostri”

di Ilaria Baratta, Finestre sull’arte 31-5-2020

Proteo-Glauco

A Bomarzo, nella metà del Cinquecento, un nobile, Pier Francesco Orsini, decise di dar forma a un incredibile viaggio iniziatico tra bizzarre meraviglie: è il Sacro Bosco di Bomarzo, uno dei luoghi più straordinari del nostro paese.

“Tu ch’entri qua pon mente parte a parte e dimmi poi se tante meraviglie sien fatte per inganno o pur per arte”, sentenzia una sfinge, e l’altra: “Chi con ciglia inarcate et labra strette non va per questo loco manco ammira le famose del mondo moli sette”, ovvero le sette meraviglie del mondo. Entrambe accolgono con queste parole chiunque entri e inizi a percorrere uno dei parchi più suggestivi d’Italia, il Sacro Bosco di Bomarzo, poiché qui s’incontrano natura e arte, o meglio, meraviglie che incantano il visitatore in un’escalation di figure strane e maestose. Leggi tutto “Tra artificio e natura: Bomarzo”

Indecifrabile Giorgione: un nuovo libro sulla Tempesta

Giorgione. La tempesta – di Maria Daniela Lunghi

Di Federico Giannini, 11-4-2015

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Recensione del libro Giorgione. La tempesta di Maria Daniela Lunghi, un nuovo interessante contributo sugli studi attorno a questo celebre capolavoro.

Sulla Tempesta di Giorgione è stato scritto di tutto, ma è sempre ben accetto ogni nuovo contributo che possa aiutare, in modo serio, a far luce sul grande mistero che da secoli pone interrogativi a tutti coloro che lo osservano. Perché, com’è risaputo, il significato dell’opera è tutt’altro che noto: Giorgione, autore fondamentale per l’arte occidentale, ma di cui si sa pochissimo, era abituato a lavorare per dei committenti molto sofisticati, che condividevano un proprio linguaggio, indispensabile per una sorta di “isolamento dorato” dal resto del mondo. Leggi tutto “Indecifrabile Giorgione: un nuovo libro sulla Tempesta”

Approfondimenti su Bellini: l’Allegoria sacra

L’Allegoria di Giovanni Bellini: un enigma irrisolto

di Federico Giannini, 30-12-2015

Giovanni Bellini, Allegoria sacra

Giovanni Bellini, Allegoria sacra (variamente datata tra il 1487 e il 1504; olio su tavola, 73 x 119 cm; Firenze, Uffizi

“È difficile scoprire il significato dell’allegoria che Bellini ha dipinto. La Vergine, seduta su una terrazza che su affaccia su un lago, riceve l’omaggio di una donna che s’inginocchia, accompagnata a destra e a sinistra da figure in piedi la cui identità non è stata accertata. Dietro una balaustra aperta, due uomini apparentemente rappresentano san Giuseppe e san Paolo. Un melo in un vaso è scosso da un ragazzino nudo, e alcuni bambini raccolgono la frutta. Nelle colline dietro al lago, un asino rumina e un pastore si occupa del suo gregge; vediamo poi un centauro e un eremita che riposa in una caverna. La perfetta composizione della scena è davvero gradevole, così come la purezza e la scelta delle forme, la grazia dei movimenti e la delicatezza dei volti. I colori sono dolci, si mescolano e galleggiano nella soleggiata foschia di mezzogiorno”. Leggi tutto “Approfondimenti su Bellini: l’Allegoria sacra”