Che misure per la cultura dopo la peste?

Abolizione bonus 18enni, detrazioni per i libri e altre possibili misure per aiutare la cultura nel dopovirus

di Federico Giannini e Ilaria Baratta, finestre sull’arte, 2-4-2020

Come aiutare la cultura a uscire dalla crisi economica innescata dall’emergenza sanitaria per la pandemia di Covid-19 da coronavirus? A nostro avviso c’è un punto di partenza che dovrebbe essere chiaro: gli aiuti diretti dello Stato dovrebbero essere limitati alla sola emergenza, e in seguito la necessità sarà quella di far ripartire il settore, e il modo migliore per farlo sarà incentivare la richiesta. Ovviamente non s’intende che sarà necessario dare il via libera al turismo selvaggio, e a far sì che le nostre città d’arte tornino in breve tempo a esser percorse da masse di turisti: anche perché, molto probabilmente, si tratterà di uno scenario che di qui a breve, per diversi motivi (diffidenza da parte delle persone, paesi che dovranno ancora uscire dall’epidemia, maggiori controlli), non rivedremo. L’azione dovrà dunque puntare soprattutto sulla domanda interna. Leggi tutto “Che misure per la cultura dopo la peste?”

Bray, il miglior ministro dei Beni Culturali degli ultimi anni

Noi italiani senza rispetto per la storia

Il diario privato di Massimo Bray, un ministro anomalo dei Beni culturali

 

È sempre stato un manager della cultura. Nel 2013, quando è arrivata la nomina a ministro dei Beni Culturali nel Governo Letta, Massimo Bray, pur deputato Pd dal 2012, era conosciuto soltanto come direttore editoriale dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani dal 1994, certo non come uomo politico.

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La mostra sui marmi Torlonia

L’avventurosa vita dei marmi Torlonia

Intervista. Carlo Gasparri, archeologo e curatore insieme a Salvatore Settis della mostra sulla celebre collezione che aprirà a Palazzo Caffarelli il 4 aprile, racconta la rocambolesca storia della raccolta

di Federico Gurgone, il manifesto 4-3-2020

Collezione Torlonia, Rilievo con scena di porto © Fondazione Torlonia

 

Novantasei dei seicentoventi marmi della Collezione Torlonia saranno finalmente restituiti al pubblico: accadrà il 4 aprile quando la mostra, curata da Salvatore Settis con Carlo Gasparri e allestita da David Chipperfield, sarà visitabile a Palazzo Caffarelli, sul Campidoglio, fino al 10 gennaio 2021 (catalogo Electa). Poi, cominceranno i preparativi per un giro del mondo che dal Louvre porterà le opere fin negli Usa (sperando che tornino tutte indietro, dato l’interesse esplicito del Getty Museum). Leggi tutto “La mostra sui marmi Torlonia”

Direttori dei musei al servizio delle mostre

In prestito alle Scuderie un Raffaello degli Uffizi: si dimette il comitato scientifico delle Gallerie

di Laura Montanari, Emergenza cultura, Repubblica, 25-2-2020

Risultato immagini per raffaello leone x

Il direttore Schmidt: “La mostra a Roma non poteva fare a meno del Leone X”. Il dipinto è stato restaurato con un finanziamento di Lottomatica dall’Opificio delle Pietre dure

Gli Uffizi concedono in prestito il Leone X di Raffaello alle Scuderie del Quirinale a Roma in vista della mostra che si aprirà il prossimo 5 marzo e scoppia la polemica. Si dimette in blocco il comitato scientifico degli Uffizi. In una lettera inviata al Ministero dell’università e al Comune di Firenze, cioè gli enti che li hanno nominati, Donata Levi, Tomaso Montanari, Fabrizio Moretti e Claudio Pizzorusso, spiegano di aver lavorato per mesi alla compilazione della lista delle opere d’arte considerate come inamovibili dal museo fiorentino: 23 in tutto, lista approvata dallo stesso direttore Eike Schmidt. E invece ecco di Leone X va in prestito.

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Seconda parte dell’articolo sul bellissimo Museo di Messina

Il MuME di Messina, il museo più grande del Meridione d’Italia. Seconda parte

di Silvia Mazza, da Finestre sull’Arte, 19-2-2020

Uno dei portali ricostruiti in anastilosi

Al museo piove

Se resta molto da fare sul fronte della valorizzazione e fruizione del museo di Messina, la prima emergenza è senza dubbio quella strutturale. Per decenni la “nuova” sede del museo è stata ai primi posti tra le incompiute in terra di Sicilia. L’inaugurazione appena due anni fa, era il 17 giugno 2017. Nuova si fa per dire. La struttura ha ben presto rivelato tutti i segni del suo essere stata inaugurata a trent’anni dalla posa della prima pietra. Leggi tutto “Seconda parte dell’articolo sul bellissimo Museo di Messina”

Il sorprendente Museo di Messina, tra capolavori e allestimento intelligente

Il MuME di Messina, il museo più grande del Meridione d’Italia. Prima parte

di Silvia Meazza, Finestre sull’arte

Gli esterni del MuME di Messina

La nuova stagione del museo in riva allo Stretto: il MuMe da storica incompiuta a esempio di gestione sostenibile e creativa. Ma senza fondi. Con intervista tra le righe al direttore Orazio Micali. Leggi tutto “Il sorprendente Museo di Messina, tra capolavori e allestimento intelligente”

Il terremoto copme “opportunità” per “affermare una cultura architettonica della ricostruzione”? Ma scherziamo?

Prima il sisma, poi il ministero. Così si distrugge una chiesa

di Tomaso Montanari, Fatto Quotidiano, 27-1-2020

C’è qualcosa di avvoltoiesco, di sciacallesco, nel salutare come un’«occasione» la distruzione di una chiesa storica ad opera di un terremoto che fece in tutto ventisette vittime. Leggi tutto “Il terremoto copme “opportunità” per “affermare una cultura architettonica della ricostruzione”? Ma scherziamo?”

Dove va il capitalismo

Lo storytelling della merce culturale

Sociologia dell’arte. In un denso saggio per il Mulino gli studiosi francesi Luc Boltanski e Arnaud Esquerre studiano l’economia dell’arricchimento nel turismo e nel collezionismo

di Paolo Martore, Alias, 19-1-2020

Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli  a Torino, foto di Enrico Cano

Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli a Torino, foto di Enrico Cano

Lo stabilimento della Fiat al Lingotto di Torino, chiuso nel 1982 e poi riconvertito in centro commerciale polifunzionale, è stato coronato dall’apertura nel 2002 della Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, progettata da Renzo Piano. «Come si è passati dalla produzione di massa di automobili e dalle accese lotte operaie che le erano associate alla contemplazione silenziosa e rispettosa di opere d’arte comprate dal ‘grande padrone’?», si chiedono Luc Boltanski e Arnaud Esquerre in un saggio intitolato Arricchimento Una critica della merce (Il Mulino «Collezione di testi e di studi», pp. 592, € 38,00, traduzione di Andrea de Ritis). Leggi tutto “Dove va il capitalismo”