La via Appia, una delle più affascinanti strade del mondo

La lezione della Regina viarum

di Rita Paris, Left, 12-6-2020

Venti anni fa, l’estate del 2000 ha segnato l’inizio di una nuova vita per l’Appia, con le aperture del complesso del Mausoleo di Cecilia Metella e il medievale Palazzo Caetani, la Villa dei Quintili, i restauri della strada e di alcuni monumenti funerari che la fiancheggiano, la ricucitura della Via Appia, grazie all’interramento delle corsie del GRA. Questi interventi sono stati realizzati con i finanziamenti straordinari per il Grande Giubileo 2000, come risorsa aggiuntiva anche per il patrimonio storico artistico diffuso della città. Nei tempi brevi imposti dall’evento, con un team di professionisti della Soprintendenza ed esterni, si sono portati a compimento progetti a carattere stabile, per una effettiva fruizione pubblica.

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Ha senso rimuovere le statue simbolo del passato?

Le statue della vergogna. Celebrano il passato, ipotecando il presente

Il dibattito. Non solo i gerarchi sudisti negli Stati Uniti, ma i simboli del fascismo in Italia e del colonialismo in tutta Europa. Robert E. Lee e i suoi pari non sono pericolosi perché ricordano una guerra dell’Ottocento ma perché legittimano la centralità del razzismo ancora oggi, nel terzo millennio

di Alessandro Portelli, il manifesto, 12-6-2020

Rilievi per abbattere la statua del generale confederato Robert E. Lee a Richmond in Virginia foto AP
Rilievi per abbattere la statua del generale confederato Robert E. Lee a Richmond in Virginia foto AP

In questi giorni, molte persone colte che non avevano visto niente di biasimevole nella distruzione o rimozione delle statue di Marx e Lenin in Europa orientale si sono sentite offese dalla rivendicazione (e dalla pratica) dei movimenti afroamericani negli Stati Uniti di rimuovere le statue dei generali e degli uomini politici del Sud schiavista. Leggi tutto “Ha senso rimuovere le statue simbolo del passato?”

Dieci punti per rilanciare realmente la cultura in Italia

Le proposte di Montanari

«Egli era nato nell’ambiente di coloro che erano sempre stati, o erano in seguito diventati, i potenti di quel mondo … di conseguenza, i dispensatori di beni terreni sotto forma di posti, appalti, concessioni e simili, gli erano tutti amici e non potevano trascurare uno dei loro»: la ferrea logica dell’oligopolio esposta da Tolstoj in Anna Karenina è, in Italia, la vera regola della cosiddetta economia del patrimonio culturale. Leggi tutto “Dieci punti per rilanciare realmente la cultura in Italia”

Che misure per la cultura dopo la peste?

Abolizione bonus 18enni, detrazioni per i libri e altre possibili misure per aiutare la cultura nel dopovirus

di Federico Giannini e Ilaria Baratta, finestre sull’arte, 2-4-2020

Come aiutare la cultura a uscire dalla crisi economica innescata dall’emergenza sanitaria per la pandemia di Covid-19 da coronavirus? A nostro avviso c’è un punto di partenza che dovrebbe essere chiaro: gli aiuti diretti dello Stato dovrebbero essere limitati alla sola emergenza, e in seguito la necessità sarà quella di far ripartire il settore, e il modo migliore per farlo sarà incentivare la richiesta. Ovviamente non s’intende che sarà necessario dare il via libera al turismo selvaggio, e a far sì che le nostre città d’arte tornino in breve tempo a esser percorse da masse di turisti: anche perché, molto probabilmente, si tratterà di uno scenario che di qui a breve, per diversi motivi (diffidenza da parte delle persone, paesi che dovranno ancora uscire dall’epidemia, maggiori controlli), non rivedremo. L’azione dovrà dunque puntare soprattutto sulla domanda interna. Leggi tutto “Che misure per la cultura dopo la peste?”

Bray, il miglior ministro dei Beni Culturali degli ultimi anni

Noi italiani senza rispetto per la storia

Il diario privato di Massimo Bray, un ministro anomalo dei Beni culturali

 

È sempre stato un manager della cultura. Nel 2013, quando è arrivata la nomina a ministro dei Beni Culturali nel Governo Letta, Massimo Bray, pur deputato Pd dal 2012, era conosciuto soltanto come direttore editoriale dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani dal 1994, certo non come uomo politico.

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La mostra sui marmi Torlonia

L’avventurosa vita dei marmi Torlonia

Intervista. Carlo Gasparri, archeologo e curatore insieme a Salvatore Settis della mostra sulla celebre collezione che aprirà a Palazzo Caffarelli il 4 aprile, racconta la rocambolesca storia della raccolta

di Federico Gurgone, il manifesto 4-3-2020

Collezione Torlonia, Rilievo con scena di porto © Fondazione Torlonia

 

Novantasei dei seicentoventi marmi della Collezione Torlonia saranno finalmente restituiti al pubblico: accadrà il 4 aprile quando la mostra, curata da Salvatore Settis con Carlo Gasparri e allestita da David Chipperfield, sarà visitabile a Palazzo Caffarelli, sul Campidoglio, fino al 10 gennaio 2021 (catalogo Electa). Poi, cominceranno i preparativi per un giro del mondo che dal Louvre porterà le opere fin negli Usa (sperando che tornino tutte indietro, dato l’interesse esplicito del Getty Museum). Leggi tutto “La mostra sui marmi Torlonia”

Direttori dei musei al servizio delle mostre

In prestito alle Scuderie un Raffaello degli Uffizi: si dimette il comitato scientifico delle Gallerie

di Laura Montanari, Emergenza cultura, Repubblica, 25-2-2020

Risultato immagini per raffaello leone x

Il direttore Schmidt: “La mostra a Roma non poteva fare a meno del Leone X”. Il dipinto è stato restaurato con un finanziamento di Lottomatica dall’Opificio delle Pietre dure

Gli Uffizi concedono in prestito il Leone X di Raffaello alle Scuderie del Quirinale a Roma in vista della mostra che si aprirà il prossimo 5 marzo e scoppia la polemica. Si dimette in blocco il comitato scientifico degli Uffizi. In una lettera inviata al Ministero dell’università e al Comune di Firenze, cioè gli enti che li hanno nominati, Donata Levi, Tomaso Montanari, Fabrizio Moretti e Claudio Pizzorusso, spiegano di aver lavorato per mesi alla compilazione della lista delle opere d’arte considerate come inamovibili dal museo fiorentino: 23 in tutto, lista approvata dallo stesso direttore Eike Schmidt. E invece ecco di Leone X va in prestito.

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Seconda parte dell’articolo sul bellissimo Museo di Messina

Il MuME di Messina, il museo più grande del Meridione d’Italia. Seconda parte

di Silvia Mazza, da Finestre sull’Arte, 19-2-2020

Uno dei portali ricostruiti in anastilosi

Al museo piove

Se resta molto da fare sul fronte della valorizzazione e fruizione del museo di Messina, la prima emergenza è senza dubbio quella strutturale. Per decenni la “nuova” sede del museo è stata ai primi posti tra le incompiute in terra di Sicilia. L’inaugurazione appena due anni fa, era il 17 giugno 2017. Nuova si fa per dire. La struttura ha ben presto rivelato tutti i segni del suo essere stata inaugurata a trent’anni dalla posa della prima pietra. Leggi tutto “Seconda parte dell’articolo sul bellissimo Museo di Messina”