L’estetica della rotonda: arte a misura di amministrazioni e automobilisti

A proposito di monumenti da abbattere: ecco 20 delle statue più brutte d’Italia. Cosa dovremmo farne?

Finestre sull’arte, 17-6-2020

Monumento a papa Giovanni Paolo II (Roma)

Si discute molto di monumenti da abbattere per il loro significato. Ma quando vediamo una statua orripilante, cosa dovremmo fare? Scherziamo con un elenco di 20 statue tra le più brutte d’Italia.

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Quando l’opera d’arte (senza entrare nel merito della definizione) è brutta

L’estetica del goffo. La porchetta di Roma, il toro di Torino, la Vanità di Carrara

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 26-6-2021

La porchetta di Roma

Cos’è che accomuna i tre interventi d’arte pubblica più contestati dell’ultima settimana, ovvero la porchetta di Roma, il toro di Torino e la Vanità di Carrara? Il fatto che sono opere goffe, dove il goffo è determinato dall’ampiezza dello scarto tra intenzione e risultato. Leggi tutto “Quando l’opera d’arte (senza entrare nel merito della definizione) è brutta”

Attraverso la tela: Lucio Fontana

Quei tagli che ci fanno avventurare nel reale. Sulle Attese di Lucio Fontana

Lucio Fontana, Concetto spaziale. Attese (1964; cementite su tela, 190,3 x 115,5 cm; Torino, Galleria d’Arte Moderna). © Fondazione Lucio Fontana

Lucio Fontana ha compiuto una rivoluzione superando la tela: prima bucandola, poi tagliandola. Ecco perché quel gesto è così importante.

C’è un elemento di Lucio Fontana in grado di metter tutti d’accordo, un elemento della sua arte che forse anche i suoi sempre più sparuti detrattori potrebbero esser pronti a riconoscergli: la grande lucidità teorica che ha sempre motivato ogni singolo momento della sua produzione. Ed è questa estrema lucidità teorica che lo ha portato, ha scritto Renato Barilli, “a superare la soglia della superficie e ad avventurarsi nello spazio reale”. Fontana non ha mai fatto mistero di voler superare la superficie, almeno fin dal Manifiesto blanco: “Si richiede un cambiamento nell’essenza e nella forma”, scriveva nel testo programmatico firmato nel 1946 a Buenos Aires e sottoscritto assieme a un gruppo d’artisti argentini. “Si richiede il superamento della pittura, della scultura, della poesia, e della musica. È necessaria un’arte più strettamente in accordo con le esigenze del nuovo spirito”. Questo è il presupposto che, nel giro d’una decina d’anni, avrebbe portato Fontana a squarciare la tela coi buchi e coi tagli che gli hanno garantito un posto di prim’ordine nella storia dell’arte e che lo hanno reso celebre anche presso il pubblico non avvezzo a entrar nelle gallerie e nei musei. Leggi tutto “Attraverso la tela: Lucio Fontana”

Donetello e Bill Viola: la prova da superare

Sulle proteste contro il nudo di Bill Viola e sulla nostra idea di arte

di Federico Giannini, Finestre sull’arte, 22-3-2017

Ramona's MOMA: Bill Viola, Acceptance, 2008

Mentre nei giorni scorsi l’attenzione di parte del mondo dei beni culturali veniva catalizzata da un inconsistente e vacuo editoriale del presidente d’una nota associazione, a Firenze, tra l’indifferenza dei più, accadeva qualcosa di più preoccupante: un non meglio precisato manipolo di visitatori del Grande Museo del Duomo, turbato dalle nudità della protagonista di Acceptance, opera di Bill Viola in temporanea esposizione nella cappella delle reliquie, induceva il direttore Timothy Verdon a decidere per lo spostamento dell’installazione in un’altra sala. Ora, potremmo decidere di crogiolarci nell’idea di aver a che fare con dei rumorosi talebani “de noantri” per provare un facile senso di superiorità e limitare la nostra azione a un’altrettanto facile indignazione.

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Giovanni Agosti su Lea Vergine: una dolente lettura di sinistra

Enzo e Lea, Filemone e Bauci a Milano

di Giovanni Agosti, Alias, 1-11-2020

Lea Vergine insieme a Giovanni Agosti (di spalle), con il quadro di Enrico Castellani; la foto è di Antonio Mazzotta

Lea Vergine insieme a Giovanni Agosti (di spalle), con il quadro di Enrico Castellani; la foto è di Antonio Mazzotta

Ricordo di Lea Vergine ed Enzo Mari. La critica d’arte e il designer, storia d’amore novecentesca: la scomparsa “insieme”, quasi una versione contemporanea del toccante mito ovidiano… Leggi tutto “Giovanni Agosti su Lea Vergine: una dolente lettura di sinistra”

E’ uscito il programma delle conferenze online

Programma conferenze online ottobre 2020

La figura di Picasso, la sua immensa produzione, il suo linguaggio assolutamente unico e incredibilmente vario, l’inarrivabile vitalismo delle sue opere rappresentano un tema di un fascino realmente senza confini, cui ritornare costantemente alla scoperta di nuovi e potenti suggestioni estetiche ed emotive.

La travolgente creatività di Picasso ha attraversato tutta la vicenda artistica novecentesca con la potenza di una irresistibile forza d’urto, con la dirompente capacità di chi scelse la trasformazione della realtà al posto che la sua rappresentazione, utilizzando spregiudicatamente i più raffinati strumenti della tradizione pittorica occidentale e le folgoranti sintesi dell’arte africana che si andava scoprendo proprio in quegli anni nei suoi inediti valori formali.

Nel 1907, con le Demoiselles d’Avignon, inaugurò il cubismo, cancellando con un gesto di suprema e spregiudicata sicurezza secoli di tradizione pittorica. Dopo questo quadro nulla sarebbe più stato come prima. Da quel momento in avanti rimase per decenni l’artista di riferimento europeo e addirittura americano, mantenendo uno stile e un linguaggio autonomi e di spiccata individualità rispetto alle mode del tempo, a volte spregiudicatamente e deliberatamente spiazzando il mondo artistico e la sterminata platea dei suoi ammiratori

Puoi scaricare il programma cliccando il link qui sotto

Videoconferenze Luca Mozzati Picasso

Pasolini-Wahrol: un confronto mancato e una affascinante opportunità di riflessione

Pasolini / Warhol, il caso drag queen

Alessandro Del Puppo, “Pasolini Warhol 1975”, Mimesis. Il libro ricostruisce i moventi ideologici di un controverso incontro. Occasione, una mostra al Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Nella serie warholiana «Ladies and Gentlemen» Pasolini vide non l’affermarsi di nuove soggettività, ma una sola Persona: omologazione vs liberazione

di Manuel Barrese, alias 26-7-2020

Andy Warhol,

Andy Warhol, “Ladies and Gentlemen (Iris, E.M., Broadway and Kim)”, 1974, polaroid

Le vicende prese in esame da Alessandro Del Puppo nel libro Pasolini Warhol 1975 (Mimesis, pp. 162, euro 10,00) sono tutte comprese tra il 1975 e il 1980 circa, un segmento temporale breve ma cruciale per la storia d’Italia. È proprio in quel ristretto arco cronologico percorso da stragi, attacchi al cuore dello Stato, ubriacature ideologiche che – come lascia intendere Del Puppo – affondano le problematiche e le categorie estetico-critiche della postmodernità. Leggi tutto “Pasolini-Wahrol: un confronto mancato e una affascinante opportunità di riflessione”

In ricordo di Christo

Conoscere l’arte di Christo e Jeanne-Claude attraverso dieci capolavori

da Finestre sull’arte, 1-6-2020

Valley Curtain (1970-1972)

ieci capolavori per conoscere l’arte di Christo e Jeanne-Claude, una coppia di artisti che ha segnato l’arte degli ultimi sessant’anni.

Christo, uno dei più grandi artisti degli ultimi sessant’anni, ci ha lasciati ieri all’età di 84 anni. Pochi altri come lui e sua moglie Jeanne-Claude, con cui ha lavorato in coppia per tutta la vita, hanno segnato l’arte del Novecento. In questo articolo abbiamo dunque deciso di ripercorrere la sua carriera attraverso dieci capolavori fondamentali, da conoscere per cominciare a entrare in contatto con l’arte di un genio del XX e del XXI secolo. Leggi tutto “In ricordo di Christo”

Da un grande scrittore un saggio su Bacon

Jonathan Littell, Trittico

di Emanuele Trevi, alias

Non è molto sorprendente che uno scrittore come Jonathan Littell, così affascinato dalla violenza da farne il centro propulsore del suo talento, si sia deciso a comporre un Trittico di studi su Francis Bacon (trad. di Luca Bianco, Einaudi). A volte, soprattutto nel primo dei tre pannelli del libro, sembra adoperare la stessa intensità analitica, insieme fredda e appassionata, dei reportages dalla Cecenia e dalla Siria – per tacere delle pagine più truculente delle Benevole. Leggi tutto “Da un grande scrittore un saggio su Bacon”

Il terremoto copme “opportunità” per “affermare una cultura architettonica della ricostruzione”? Ma scherziamo?

Prima il sisma, poi il ministero. Così si distrugge una chiesa

di Tomaso Montanari, Fatto Quotidiano, 27-1-2020

C’è qualcosa di avvoltoiesco, di sciacallesco, nel salutare come un’«occasione» la distruzione di una chiesa storica ad opera di un terremoto che fece in tutto ventisette vittime. Leggi tutto “Il terremoto copme “opportunità” per “affermare una cultura architettonica della ricostruzione”? Ma scherziamo?”