Il terremoto copme “opportunità” per “affermare una cultura architettonica della ricostruzione”? Ma scherziamo?

Prima il sisma, poi il ministero. Così si distrugge una chiesa

di Tomaso Montanari, Fatto Quotidiano, 27-1-2020

C’è qualcosa di avvoltoiesco, di sciacallesco, nel salutare come un’«occasione» la distruzione di una chiesa storica ad opera di un terremoto che fece in tutto ventisette vittime. Leggi tutto “Il terremoto copme “opportunità” per “affermare una cultura architettonica della ricostruzione”? Ma scherziamo?”

Una banana può essere un’opera d’arte?

Comedian (banana e nastro adesivo su muro): un’opera in cui tutto è Maurizio Cattelan

di Federico Giannini, 7-12-2019

Maurizio Cattelan, Comedian (2019)

Comedian, la banana attaccata a un muro con nastro adesivo che Maurizio Cattelan ha presentato ad Art Basel Miami Beach, è un’opera che è in tutto e per tutto coerente nel suo percorso.

Parrà strano a dirsi, ma la banana di Maurizio Cattelan ha un illustre precedente, se si parla di cibo elevato a opera d’arte. E certo non si parla di secentesche nature morte colme di frutti d’ogni specie e varietà, né dei gelati e degli hamburger giganti di Claes Oldenburg, tanto meno della Struttura che mangia di Giovanni Anselmo (dove il cespo di lattuga era parte d’un insieme in cui l’ineludibile marcescenza del vegetale aveva un ruolo centrale), men che mai dell’acclamata banana di Andy Warhol che i più hanno (con pertinenza) accostato alla nuova Comedian di Cattelan, la banana attaccata con nastro isolante alla parete dello stand di Perrotin all’edizione di quest’anno di Art Basel Miami Beach. Niente di tutto ciò: qui si parla di vero cibo venduto ai collezionisti come opera d’arte.

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Bacon e le sue radici da Eschilo a Bataille: emozionante mostra al Pompidou

L’artificio e la sua bestia: Bacon al Pompidou

A Parigi, Centre Pompidou, “Bacon en toutes lettres”, a cura di Didier Ottinger. La mostra presenta l’opera del pittore nella sua dimensione più purificata (gli ultimi vent’anni) a partire dai «martellamenti» letterari che l’hanno ispirata: Eschilo, Nietzsche, Eliot, Leiris, Conrad, Bataille

Francis Bacon,

Francis Bacon, “Triptych inspired by the Oresteia of Aeschylus”, 1981, Oslo, Astrup Fearnley Muse et fur moderne Kunst

Uno iato di quasi venti anni dall’ultima mostra al Centre Pompidou, una enigmatica assenza della figura prometeica di Francis Bacon dalle istituzioni pubbliche parigine tra il 1996 e oggi. Ma oggi è nuovamente il Pompidou, fino al 20 gennaio, a colmare quel grande vuoto con un giusto omaggio all’artista inglese, nella straordinaria ampiezza di una mostra progettata e curata da Didier Ottinger e fondata su una prospettiva inedita e singolare. È un Bacon en toutes lettres, dove nel titolo si allude alla letteratura come tema guida del viaggio tra le algide sale del museo ma anche, e soprattutto, alla completezza dell’opera pittorica raggiunta nella maturità.

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Beuys e il suo cappello. Fascino e limite dell’espressione contemporanea

Il cappello di Beuys

Indossare il feltro: primordi animali, preservando energia. Insegna dello «shaman» nelle culture eurasiatiche, il cappello entra, per via del feltro, nel sistema simbolico dell’artista tedesco, con il miele e il grasso. Per automitologizzarsi Beuys si appropria di una modalità visivo-verbale tipica dell’arte medievale: le figure hanno sempre attributi riconoscibile

Andy Warhol, Joseph Beuys, 1980, Berlino

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Arte rivoluzionaria sovietica: asprezza e utopia

Gigante inquieto in un campo di vettori dinamici

L’immagine del poeta: Rodchenko/Majakovsij. 1924, Aleksandr Rodchenko invita Vladimir Majakovskij nello studio per un set di pose. Ne nasce il dramma percussivo di due realtà contraddittorie: poesia e geometria

Aleksandr Rodchenko,

Aleksandr Rodchenko, “Vladimir Majakovskij”,1924

Nel 1921 Alexandre Rodchenko abbandona la pittura e la scultura. La riflessione razionale-costruttivista richiede un’ulteriore evoluzione verso nuove tecniche. E le nuove tecniche sono i valori aggiunti per arrivare più immediatamente alle coscienze. Leggi tutto “Arte rivoluzionaria sovietica: asprezza e utopia”

Eredità di Fontanesi

Fontanesi, fortuna postuma

A Reggio Emilia, Palazzo dei Musei, “Antonio Fontanesi e la sua eredità. Da Pellizza da Volpedo a Burri”. Dall’uniformità dei suoi paesaggi Antonio Fontanesi trasse i più sottili effetti di luce, che fecero scuola per Pellizza da Volpedo. Carrà vi ha visto ordine, Francesco Arcangeli un anticipo dell’Informale

Giorgio Villani, Alias, 30-6-2019

Antonio Fontanesi, “Sulle rive del Po a Torino”, 1870 circa, Piacenza, Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi

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Alberto Burri in campo di concentramento in Texas: nascita di un paesaggio moderno

Texas 1944: intensità pittorica di Burri

Divano. Ufficiale medico in Libia, inquadrato nel X Battaglione Mussolini, il pittore viene fatto prigioniero in Tunisia nel maggio del 1943. Nel luglio salpa alla volta di New York con altri tremila combattenti italiani: verrà internato nel campo di concentramento di Hereford fino al 1946

Risultati immagini per alberto burri texas

Nel 1943 Alberto Burri ha ventotto anni. È ufficiale medico, in Libia, inquadrato nel X Battaglione Mussolini. L’8 di maggio viene fatto prigioniero in Tunisia. Nel luglio salpa da Casablanca alla volta di New York con altri tremila combattenti italiani. Burri viene internato nel campo di concentramento di Hereford, presso la città di Amarillo, nel Texas. Vi resterà fino al 1946.

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Può la performance essere musealizzata?

Abramovic, come restituirla? Solo in assenza

A Firenze, Palazzo Strozzi, “Marina Abramovic, The Cleaner”, a cura di Arturo Galansino. Non convince il tentativo di tenere in vita le azioni storiche di Marina Abramovic attraverso le re-performance, che rischiano di tradursi in «teatrino». I momenti alti della mostra restano così i «documenti»

Marina Abramovic, da “The Artist is Present”, 2010, installazione video a 7 canali (colore, senza sonoro), fotografo Marco Anelli, courtesy di Marina Abramovic

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