Benvenuto al nuovo museo ravennate

A Ravenna apre un nuovo Museo d’arte, storia e archeologia.

A Ravenna apre un nuovo Museo d'arte, storia e archeologia. Le foto

Apre a Ravenna, il primo dicembre 2018, il nuovo Museo della Città e del Territorio, che prenderà il nome di Classis Ravenna: il nuovo istituto avrà sede nell’ex Zuccherificio di Classe e sarà il punto culturale di riferimento per chiunque voglia conoscere compiutamente la storia di Ravenna, dai primi insediamenti alla civiltà etrusca, poi al ruolo importante della città in epoca romana quindi a Ravenna Capitale dell’Esarcato Bizantino.

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Una buona notizia ma anche una ipocrisia

Riapre il museo di Damasco, ma la memoria è inquinata dalla guerra

Archeologia. L’atto culturale e la bellezza dei reperti non può far dimenticare la realtà di un paese distrutto, dove moltissimi bambini non vanno a scuola e la gran parte della popolazione non ha accesso alle risorse vitali

Domenica 28 ottobre – sotto l’alto patronato del ministro della cultura Mohammed Al-Ahmad – le porte del Museo Nazionale di Damasco si sono riaperte dopo sei anni di chiusura. In rete sono disponibili foto e video della cerimonia di inaugurazione, salutata sui media italiani come un «segnale importante di avvio della riconciliazione nazionale» (Paolo Matthiae, La Repubblica) e un «altro passo verso il ritorno a una vita normale» (Elena Panarella e Rossella Fabiani, Il Messaggero).

Tomba di Yarhai

SE DA UNA PARTE le immagini degli straordinari reperti provenienti da siti quali Ugarit, Mari, Palmira, Apamea e Dura Europos (il museo venne fondato negli anni Trenta del Novecento per ospitare le scoperte delle spedizioni straniere nei territori dell’Antico Oriente) possono apparire di conforto rispetto alla violenza delle distruzioni operate dallo Stato Islamico e ben note al pubblico per via della massiccia propaganda sul web, dall’altra quelle stesse immagini di ovattata bellezza stridono con la realtà di una guerra ancora in corso.
Ci si chiede, infatti, come il «risorto» museo di Damasco – istituzione nata per conservare e trasmettere l’eredità culturale del popolo siriano – possa fungere da «via maestra verso la pace» accogliendo pochi privilegiati visitatori. Occorre inoltre ricordare agli studiosi che attribuiscono unicamente all’Isis la responsabilità dei danni subiti dai siti archeologici siriani, che fin dal 2012 (quando il Califfo Al-Baghdadi non aveva ancora proclamato il sedicente Stato Islamico) l’Apsa, Association for the Protection of Syrian Archaeology ha documentato l’indegno disinteresse del governo di Bashar al-Assad per la protezione di rovine secolari e identitarie.

NEL DOCUMENTARIO Les derniers remparts du patrimoine, Cheikhmous Ali – tra i fondatori di Apsa e attualmente ricercatore all’Università di Strasburgo – mostra alla telecamera di Jean-Luc Raynaud le immagini girate sul terreno da archeologi militanti, che rivelano i danni irreversibili arrecati dall’esercito regolare siriano ad Apamea, Bosra e Palmira, solo alcuni fra i siti vittime del conflitto e pedine di un complesso scacchiere politico.

«L’ARCHEOLOGIA è un elemento di pacificazione passivo, l’archeologo non fa la pace ma dimostra la pace», dichiara l’assiriologo Franco D’Agostino che, con la sua équipe dell’università La Sapienza, ha deciso di riprendere gli scavi nel sito iracheno di Abu Tbeira solo quando l’Italia è uscita dalla coalizione di guerra e i fondi per l’attività militare sono stati dirottati nella ricostruzione del paese. A D’Agostino fa eco Giovanna Biga – anch’essa storica del Vicino Oriente alla Sapienza – per la quale è inammissibile considerare un atto culturale la riapertura di un museo di un paese distrutto, inquinato, dove moltissimi bambini non vanno a scuola e la gran parte della popolazione non ha accesso alle risorse vitali.

«TRADIZIONI POPOLARI, artigianato e intelligenze – continua Biga – sono stati seppelliti assieme a mezzo milione di civili. Come possiamo ignorare, poi, profughi ed esiliati, fra cui si contano numerosi studenti giunti negli atenei italiani e a cui il ritorno a Damasco è interdetto?». «In un clima del genere, ben lontano da una normalizzazione – rilancia D’Agostino – non si può pensare di rappresentare la pace promuovendo le iniziative di una sola delle parti in conflitto».

Povera Regina Viarum, scampata ai Benetton e ora abbandonata

Tomaso Montanari, Appia scordata e senza fondi. La Grande Bellezza è perduta

18 settembre 2018

Le meraviglie abbandonate – Per la Regina Viarum si è passati dall’idea (sbagliata) Benetton al totale nulla. Però c’è chi combatte  

“O via Appia, consacrata da Cesare venerato sotto l’effigie di Ercole, tu che superi in celebrità

tutte le italiche vie …”: l’invocazione di Marziale risuona oggi come una disperata richiesta di aiuto. Sembra quasi che all’Appia Antica si voglia far pagare il no di quattro anni fa alla Società Autostrade. Pochi oggi lo ricordano, ma nell’estate del 2014 divampò furiosa una battaglia di opinione intorno al tentativo di aggiungere la Regina Viarum al vasto regno dei Benetton.

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Viaggio in Campania 9-14 ottobre 2018

Caserta e la costiera

9-13 ottobre 2018
viaggio a cura di Luca Mozzati – organizzazione tecnica Adenium

Viaggio confermato. Per ulteriori iscrizioni fare richiesta.

Il viaggio si bilancia tra due poli, entrambi di interesse straordinario, tra il mare e l’interno: la Reggia di Caserta, una delle strutture più rappresentative del Settecento italiano, col relativo magnifico Parco, e la Costiera Amalfitana, coi suoi scorci giustamente celebri e le straordinarie realizzazioni di sapore arabo-normanno.
In mezzo esplora le sconosciute e bellissime ville romane emerse dagli scavi di Stabia; la basilica di Sant’Angelo in Formis, con l’eccezionale ciclo di affreschi dell’XI secolo appena restaurati; il complesso monumentale del Belvedere di San Leucio, col villaggio operaio del XVIII secolo all’avanguardia in Europa; il Museo Campano di Capua, con le suggestive sculture delle Antiche madri, il duomo di Caserta Vecchia e un’intera giornata dedicata al centro storico di Napoli, per scoprire quanto non visto nel precedente viaggio.

Scarica il programma qui sotto

Caserta e la costiera 2018 programma nuovo

 

Chi ricorda le suggestive mura di Manduria, che visitammo molti anni addietro?

Manlio Lilli, Manduria.

Il Comune regala il Parco archeologico delle mura messapiche ai privati

L’amministrazione comunale di Manduria ha deciso di affidare ai privati la gestione del Parco archeologico delle Mura Messapiche. “Pubblicato sul portale del Comune l’ Avviso pubblico per l’ideazione e realizzazione di progetto per la collaborazione con l’amministrazione comunale per le attività di gestione”.

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Una nuova villa romana aperta a Spello

Spello, apre al pubblico la Villa dei Mosaici, una delle più importanti scoperte archeologiche recenti

È prevista per sabato 24 marzo alle ore 11 l’inaugurazione della Villa dei Mosaici di Spello, che apre le sue porte al pubblico: 500 metri quadrati recuperati per una delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi anni. La Villa consta di dieci ambienti dai pavimenti a mosaico, con decorazioni policrome di eccezionale valore che presentano elementi geometrici, figure umane, animali selvatici e animali fantastici. Sulle pareti ci sono inoltre tracce di stucchi e di affreschi.

Spello, apre al pubblico la Villa dei Mosaici, una delle più importanti scoperte archeologiche recenti

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Luce e ombre di Traiano, in una mostra che strizza l’occhio alle nuove tecnologie e forse è un po’ encomiastica ma vale la pena di vedere.

Traiano: costruire e integrare, le virtù di un ‘princeps’ in digitale

Una mostra ai Mercati Traianei. L’allestimento dedicato al «migliore» tra gli imperatori romani alterna pezzi originali, calchi, modelli in scala, filmati e ricostruzioni 3D, all’insegna della didattica multimediale.

di Giuseppe Pucci, Alias, 18-3-2018

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