Botticelli, Giuliano de’ Medici e due storie al femminile: una straordinaria mostra all’Accademia Carrara di Bergamo

 

Botticelli, Giuliano de' Medici e due storie al femminile: una straordinaria mostra all'Accademia Carrara di Bergamo

Dal 12 ottobre 2018 al 28 gennaio 2019, all’Accademia Carrara di Bergamo, è in programma la mostra Le storie di Botticelli. Tra Boston e Bergamo che, grazie alla collaborazione con l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston, riunisce due opere di Sandro Botticelli da tempo separate, la Storia di Virginia e la Storia di Lucrezia, certamente divise già nel corso dell’Ottocento poiché acquisite una negli Stati Uniti e l’altra in Italia.

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Informazione culturale in pericolo: creare ignoranza rimane un obiettivo governativo

Alberto Angela sotto controllo? I grillini vogliono una commissione per selezionare la divulgazione scientifica

Finestre sull’arte 10-11-2018

Un solo articolo per modificare la legge 112 del 2013 (“disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali”) ma che potrebbe bastare a mettere sotto controllo la divulgazione scientifica in Rai.

Alberto Angela sotto controllo? I grillini vogliono una commissione per selezionare la divulgazione scientifica
Alberto Angela sotto controllo? I grillini vogliono una commissione per selezionare la divulgazione scientifica

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Bel colpo della Guardia di finanza. Speriamo le opere diventino pubbliche

Bergamo, sequestrate preziosissime opere a un imprenditore: c’è anche una delle versioni del Bacio di Hayez

La Guardia di Finanza di Bergamo ha compiuto un imponente sequestro di opere d’arte a un imprenditore nell’ambito di un’indagine su presunte irregolarità fiscali. L’imprenditore, un cinquantasettenne bergamasco, è un noto collezionista d’arte, e nel 2015 aveva fatto ricorso alla cosiddetta voluntary disclosure (una procedura che permetteva di regolarizzare la propria posizione col fisco a chi deteneva capitali all’estero): secondo l’inchiesta, l’uomo si sarebbe dichiarato collezionista per pagare meno tasse, ma in realtà avrebbe esercitato attività di natura imprenditoriale nell’ambito del commercio di opere d’arte in Italia e all’estero. All’imprenditore viene contestato anche il reato di auto riciclaggio, dal momento che avrebbe ceduto a una sua cliente opere per 11 milioni di euro col fine di ostacolare eventuali accertamenti sulla loro provenienza.

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Microcosmo fiammingo a New York

Van Eyck, una cella claustrale nel cuore di Manhattan

Alla Frick Collection di New York, “The Charterhouse of Bruges: Jan van Eyck, Petrus Christus, and Jan Vos”, a cura di Emma Capron. Rilievi mariani, grani intagliati, piccole ancone ‘da camera’, figurine di «priant» fanno corona alla preziosa tavola eyckiana di proprietà Frick

Jan van Eyck, “Madonna col Bambino, Santa Barbara e Sant’Elisabetta con il donatore Jan Vos”, New York, The Frick Collection

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Anche a Lecco una mostra sul Romanticismo

Dal romanticismo di Hayez al divisionismo di Segantini e Previati, a Lecco è in mostra il grande Ottocento lombardo

Finestre sull’arte, 13-10-2018

Federico Faruffini, La toeletta del mattino (1865; olio su tela, 40 x 49,5 cm; Collezione privata)
L’Ottocento lombardo è protagonista di una mostra, intitolata appunto L’Ottocento lombardo, in programma al Palazzo delle Paure di Lecco dal 20 ottobre 2018 al 20 gennaio 2019: si tratta di un viaggio nella cultura della Lombardia del XIX secolo con oltre cinquanta opere di alcuni dei più grandi artisti del tempo, come Francesco Hayez, Giovanni Segantini, Medardo Rosso, Tranquillo Cremona, Domenico Induno, Giovanni Carnovali detto il Riccio, Federico Faruffini e molti altri.

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Una buona notizia ma anche una ipocrisia

Riapre il museo di Damasco, ma la memoria è inquinata dalla guerra

Archeologia. L’atto culturale e la bellezza dei reperti non può far dimenticare la realtà di un paese distrutto, dove moltissimi bambini non vanno a scuola e la gran parte della popolazione non ha accesso alle risorse vitali

Domenica 28 ottobre – sotto l’alto patronato del ministro della cultura Mohammed Al-Ahmad – le porte del Museo Nazionale di Damasco si sono riaperte dopo sei anni di chiusura. In rete sono disponibili foto e video della cerimonia di inaugurazione, salutata sui media italiani come un «segnale importante di avvio della riconciliazione nazionale» (Paolo Matthiae, La Repubblica) e un «altro passo verso il ritorno a una vita normale» (Elena Panarella e Rossella Fabiani, Il Messaggero).

Tomba di Yarhai

SE DA UNA PARTE le immagini degli straordinari reperti provenienti da siti quali Ugarit, Mari, Palmira, Apamea e Dura Europos (il museo venne fondato negli anni Trenta del Novecento per ospitare le scoperte delle spedizioni straniere nei territori dell’Antico Oriente) possono apparire di conforto rispetto alla violenza delle distruzioni operate dallo Stato Islamico e ben note al pubblico per via della massiccia propaganda sul web, dall’altra quelle stesse immagini di ovattata bellezza stridono con la realtà di una guerra ancora in corso.
Ci si chiede, infatti, come il «risorto» museo di Damasco – istituzione nata per conservare e trasmettere l’eredità culturale del popolo siriano – possa fungere da «via maestra verso la pace» accogliendo pochi privilegiati visitatori. Occorre inoltre ricordare agli studiosi che attribuiscono unicamente all’Isis la responsabilità dei danni subiti dai siti archeologici siriani, che fin dal 2012 (quando il Califfo Al-Baghdadi non aveva ancora proclamato il sedicente Stato Islamico) l’Apsa, Association for the Protection of Syrian Archaeology ha documentato l’indegno disinteresse del governo di Bashar al-Assad per la protezione di rovine secolari e identitarie.

NEL DOCUMENTARIO Les derniers remparts du patrimoine, Cheikhmous Ali – tra i fondatori di Apsa e attualmente ricercatore all’Università di Strasburgo – mostra alla telecamera di Jean-Luc Raynaud le immagini girate sul terreno da archeologi militanti, che rivelano i danni irreversibili arrecati dall’esercito regolare siriano ad Apamea, Bosra e Palmira, solo alcuni fra i siti vittime del conflitto e pedine di un complesso scacchiere politico.

«L’ARCHEOLOGIA è un elemento di pacificazione passivo, l’archeologo non fa la pace ma dimostra la pace», dichiara l’assiriologo Franco D’Agostino che, con la sua équipe dell’università La Sapienza, ha deciso di riprendere gli scavi nel sito iracheno di Abu Tbeira solo quando l’Italia è uscita dalla coalizione di guerra e i fondi per l’attività militare sono stati dirottati nella ricostruzione del paese. A D’Agostino fa eco Giovanna Biga – anch’essa storica del Vicino Oriente alla Sapienza – per la quale è inammissibile considerare un atto culturale la riapertura di un museo di un paese distrutto, inquinato, dove moltissimi bambini non vanno a scuola e la gran parte della popolazione non ha accesso alle risorse vitali.

«TRADIZIONI POPOLARI, artigianato e intelligenze – continua Biga – sono stati seppelliti assieme a mezzo milione di civili. Come possiamo ignorare, poi, profughi ed esiliati, fra cui si contano numerosi studenti giunti negli atenei italiani e a cui il ritorno a Damasco è interdetto?». «In un clima del genere, ben lontano da una normalizzazione – rilancia D’Agostino – non si può pensare di rappresentare la pace promuovendo le iniziative di una sola delle parti in conflitto».

Una bella notizia: vincolato il Parco della Certosa di Pavia

Più tutela per la Certosa di Pavia. Vincolato l’intero Parco visconteo

Finalmente qualche buona notizia. Molti anni fa, nel 1980, il Comune di Borgarello, confinante con quello di Certosa (Pavia), cercò di far passare, proprio accanto alla magnifica Certosa di Pavia il progetto di un non meno grande complesso turistico-residenziale di ville, villette, campi da golf, piscine, ecc. Maxi-progetto sventato da una “santa alleanza” fra il vescovo di Pavia dell’epoca e Mario Capanna, consigliere regionale di Dp.

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Modigliani fuor di polemica: è pur sempre un artista

Modigliani provvidenziale a Londra

Amedeo Modigliani alla Tate Modern di Londra. Ci voleva questa mostra, dopo il caso dei falsi sequestrati a Genova: per ristabilire, con sguardo lineare e qualità di prestiti, il canone di un artista che salda Brancusi e affetti della «community» parigina

A priori la mostra organizzata dalla Tate Modern di Londra poteva risultare pleonastica: un’ulteriore rassegna su Modigliani, dal taglio celebrativo e divulgativo. A posteriori, invece, ha assunto un connotato quasi provvidenziale. Infatti è la prima mostra dedicata al grande artista livornese dopo le traumatiche vicende dell’esposizione genovese, chiusa con tre giorni d’anticipo dato che la Procura aveva disposto il sequestro di ben 21 opere (sulle 70 esposte, non solo di Modigliani) in quanto sospettate di essere false.

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Addio Museo Nazionale di Arte Orientale?

Se gli scavi di Tucci si spostano a Roma Eur

La controversia museografica sul Museo Nazionale d’Arte Orientale. La vecchia sede di Palazzo Brancaccio non era più adatta a conservare le splendide collezioni del MNAO. La nuova promette, specie in termini di spazio: ma l’inizio non è dei migliori…

Dininità stellare della longevità Shouxing laoren, gres a invetriatura qingbai, epoca Ming (1368-1644), dalle fornaci di Dongxin, Roma, Museo Nazionale d’Arte Orientale

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