La scomparsa di un autentico maestro di pensiero: Ferdinando Bologna

L’arte al setaccio del vivo pensiero critico

Ritratti. La scomparsa a 94 anni del raffinato studioso e docente Ferdinando Bologna. Fra i suoi libri, «La pittura italiana delle origini»

Ferdinando Bologna, 1995

Impossibile in queste ore essere lucidi scrivendo della morte di Ferdinando Bologna. Chi ha avuto la buona sorte di averlo come maestro, parola che sornionamente rifiutava, misura da un lato una mancanza che non sarà più colmabile, umana, culturale, metodologica, dall’altro lo smisurato, quasi impossibile, impegno a mantenere viva e praticabile la sua lezione. A questo si aggiunga la difficoltà di racchiudere in un ricordo l’impressionante mole dei suoi libri, articoli, contributi, lectio, sapendo che di ciascuno di questi se ne vorrebbe far menzione vista la dirimenza del suo lavoro. Leggi tutto “La scomparsa di un autentico maestro di pensiero: Ferdinando Bologna”

Finchè c’è Soprintendenza c’è tutela!

Venezia, Mibact “blocca” le Grandi Navi Comune ricorre al Tar: “Inutile invasione nelle competenze delle autorità cittadine”

Venezia, Mibact “blocca” le Grandi Navi Comune ricorre al Tar: “Inutile invasione nelle competenze delle autorità cittadine”

Il ministero guidato da Alberto Bonisoli ha posto il vincolo culturale su Canal Grande, Bacino di San Marco e Canale della Giudecca, aggirando l’indecisione generale e creando i presupposti per impedire il transito alle navi con stazza superiore alle 40mila tonnellate. La giunta: materia che deve rimanere “agli amministratori, eletti dai cittadini veneziani e vicini alle loro esigenze”

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Quando essere Muti equivale a parlare a vanvera

Muti (e incompetenti) sul Caravaggio

di Tomaso Montanari, FQ  12 Marzo 2019

Risultati immagini per sette opere di misericordia

La religione del fare, il culto del sì alla qualunque, il sipuotismo a prescindere, la retorica dello “sbloccare l’Italia” ha un altro illustrissimo sacerdote: Riccardo Muti, che ieri ha tuonato dalla prima pagina di Repubblica (con lo spazio e
l’evidenza che gli competono, e col fragore di una intera sezione di fiati) contro il “danno all’Italia” che sarebbe stato inferto dalla decisione del ministero per i Beni culturali di non consentire il prestito di una pala d’altare di Caravaggio conservata in una chiesa napoletana a una mostra altrettanto napoletana.

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Inutile e dannosa esposizione di (pochi) trofei: la mostra di Antonello a Palermo

Antonello da Messina (pochi) a tutti i costi (troppi)

Recensione della mostra ‘Antonello da Messina’ a Palermo, Galleria Regionale di Palazzo Abatellis, dal 14 dicembre 2018 al 10 febbraio 2019.

Antonello da Messina, Annunciata

Non nascondo che, prima di varcare la soglia della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis di Palermo (il 4 gennaio 2019), avevo grandi aspettative verso la mostra Antonello da Messina, a cura di Giovanni Carlo Federico Villa, inaugurata il 14 dicembre 2018 e aperta fino al 10 febbraio 2019. Le attese erano lievitate nel corso degli ultimi mesi: si prospettava come seconda alla grande mostra del 2006 alle Scuderie del Quirinale e a quella al Mart di Rovereto del 2013, “mostra dell’anno”, “evento di punta del calendario di Palermo Capitale della Cultura 2018”, “esposte quasi la metà delle opere di Antonello da Messina”.

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Kolomann MOser, protagonista dell’arte viennese in una mostra

Moser, ornamento per lo spazio

La mostra di Koloman Moser a Vienna, Museum für angewandte Kunst. Il suo multiforme e raffinato mondo in cinquecento oggetti, fra dipinti, grafiche, mobili, vetri e tessuti. Con lui la Secessione viennese si qualifica come rigorosa astrazione. Prima simbolista, via via sempre più geometrica, l’illustrazione, esercitata sulla rivista «Ver Sacrum», è la sua vera piattaforma

Un ritratto fotografico anonimo di Kolo Moser, ca. 1903.

Scrisse Hermann Broch che Vienna fin-de-siècle non era «tanto la città dell’arte quanto la città par excellence della decorazione». Loos e Kraus provarono a resistergli, ma il Modern Style, come chiarì Benjamin, si distingue per la «ventata ornamentalista» che se ne impossessa. Nella capitale della monarchia austro-ungherese si raggrumò «stile inglese» e giapponismo, antichità greco-romane e «intrecciati motivi di culture piuttosto diverse e lontane» in modo così «semplice e infantile» da comporre, a detta di Hoffmannsthal, un «regno semplicemente infinito» come quello della natura.

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Una bella mostra a Rancate firmata da Agosti e Stoppa

Ticino, il Rinascimento torna a casa

Alla Pinacoteca Giovanni Züst di Rancate, “Il Rinascimento nelle terre ticinesi 2. Dal territorio al museo” . Si tratta di un capitolo svizzero di arte lombarda. I curatori Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa mostrano come riconnettere, all’interno del museo, le opere di un territorio sparse per il mondo. L’allestimento, in legno di cedro, è del ticinese Mario Botta

Francesco De Tatti, Santo Stefano in giudizio, 1526 circa, Rancate, Pinacoteca cantonale Giovanni Züst

Francesco De Tatti, Santo Stefano in giudizio, 1526 circa, Rancate, Pinacoteca cantonale Giovanni Züst Leggi tutto “Una bella mostra a Rancate firmata da Agosti e Stoppa”

Il pericolo delle Fondazioni che acquisiscono la gestione di beni pubblici

“All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne”, prima o poi, ci sarà una colata di cemento

Ferruccio Sansa, FQ  8 gennaio 2019

Il progetto edilizio nei campi accanto alla villa che ispirò “I Sepolcri” di Foscolo
“All’ombra dei condomini e dentro l’urne” Chissà se Ugo Foscolo oggi avrebbe scritto così. Perché su Villa Franchetti, dove nacque l’idea di scrivere i Sepolcri, rischia di arrivare una colata di cemento di mezzo milione di metri cubi.

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Le mostre di Milano 2018-19

Milano, ecco tutte le mostre 2019-2020: da Ingres a Leonardo da Vinci, da Monet e van Gogh ad Antonello da Messina

20-12-2018

Milano, ecco tutte le mostre 2019-2020: da Ingres a Leonardo da Vinci, da Monet e van Gogh ad Antonello da Messina

È stato presentato oggi a Milano il programma delle mostre del 2019, con qualche anticipo del 2020. Nella sala conferenze di Palazzo Reale (che, come di consueto, sarà il fulcro del cartellone espositivo milanese) il sindaco Giuseppe Sala e l’assessore alla cultura Filippo Del Corno hanno illustrato la ricca proposta dell’anno prossimo: il cartellone 2019, pur nella ricchezza e varietà della proposta complessiva, è ovviamente centrato sulle celebrazioni del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci, che attraversano tutto l’anno con una serie di progetti espositivi in diversi spazi della città: dal Castello Sforzesco, sede naturale delle celebrazioni leonardesche in quanto “casa” del genio vinciano durante la sua permanenza a Milano a servizio degli Sforza e “set” di uno dei più importanti interventi leonardeschi sopravvissuti al tempo (la Sala delle Asse), passando per lo stesso Palazzo Reale, che dedica tre mostre alla sua opera nelle arti e nelle scienze, e a come Leonardo abbia influenzato il modo di rappresentare la realtà, da allora in poi, fino ad arrivare al Museo del Novecento, che pone un insolito dialogo tra Lucio Fontana e il grande maestro del Rinascimento. Leggi tutto “Le mostre di Milano 2018-19”