Il pericolo delle Fondazioni che acquisiscono la gestione di beni pubblici

“All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne”, prima o poi, ci sarà una colata di cemento

Ferruccio Sansa, FQ  8 gennaio 2019

Il progetto edilizio nei campi accanto alla villa che ispirò “I Sepolcri” di Foscolo
“All’ombra dei condomini e dentro l’urne” Chissà se Ugo Foscolo oggi avrebbe scritto così. Perché su Villa Franchetti, dove nacque l’idea di scrivere i Sepolcri, rischia di arrivare una colata di cemento di mezzo milione di metri cubi.

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Le mostre di Milano 2018-19

Milano, ecco tutte le mostre 2019-2020: da Ingres a Leonardo da Vinci, da Monet e van Gogh ad Antonello da Messina

20-12-2018

Milano, ecco tutte le mostre 2019-2020: da Ingres a Leonardo da Vinci, da Monet e van Gogh ad Antonello da Messina

È stato presentato oggi a Milano il programma delle mostre del 2019, con qualche anticipo del 2020. Nella sala conferenze di Palazzo Reale (che, come di consueto, sarà il fulcro del cartellone espositivo milanese) il sindaco Giuseppe Sala e l’assessore alla cultura Filippo Del Corno hanno illustrato la ricca proposta dell’anno prossimo: il cartellone 2019, pur nella ricchezza e varietà della proposta complessiva, è ovviamente centrato sulle celebrazioni del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci, che attraversano tutto l’anno con una serie di progetti espositivi in diversi spazi della città: dal Castello Sforzesco, sede naturale delle celebrazioni leonardesche in quanto “casa” del genio vinciano durante la sua permanenza a Milano a servizio degli Sforza e “set” di uno dei più importanti interventi leonardeschi sopravvissuti al tempo (la Sala delle Asse), passando per lo stesso Palazzo Reale, che dedica tre mostre alla sua opera nelle arti e nelle scienze, e a come Leonardo abbia influenzato il modo di rappresentare la realtà, da allora in poi, fino ad arrivare al Museo del Novecento, che pone un insolito dialogo tra Lucio Fontana e il grande maestro del Rinascimento. Leggi tutto “Le mostre di Milano 2018-19”

Un film su Van Gogh

Perché vedere “Van Gogh. Sulla soglia dell’eternità”: un film per capire la straordinaria forza interiore del pittore

di Ilaria Baratta 1-1-2019

Un fotogramma del film Van Gogh. Sulla soglia dell'eternità

“Questo film non è una biografia, ma la mia versione della storia. È un film sulla pittura e un pittore e la loro relazione”, ha dichiarato il regista Julian Schnabel in occasione della settantacinquesima Mostra d’arte Cinematografica di Venezia, dove è stato proiettato in anteprima Van Gogh. Sulla soglia dell’eternità. Si tratta di quello che si può definire il film evento dell’anno, acclamato dalla critica ancora prima della sua uscita ufficiale nelle sale cinematografiche che avverrà il 3 gennaio 2019. Leggi tutto “Un film su Van Gogh”

Leonardo in mostra all’Ambrosiana

Quattro mostre su Leonardo da Vinci alla Biblioteca Ambrosiana di Milano, con focus sul Codice Atlantico

Quattro mostre su Leonardo da Vinci alla Biblioteca Ambrosiana di Milano, con focus sul Codice AtlanticoImmagine: Leonardo da Vinci, Codice Atlantico (Codex Atlanticus), foglio 1069 recto. A sinistra, tubo munito di galleggiante per consentire la respirazione subacquea; macchine per sollevare, pompare e raccogliere acqua; in alto a destra, due lunghe coclee per trasportare l’acqua del fiume verso due torri; in basso a sinistra, secchio con sifone. Copyright Veneranda Biblioteca Ambrosiana/Mondadori Portfolio

In occasione delle celebrazioni per i cinquecento anni dalla sua scomparsa, la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano propone una valorizzazione del suo patrimonio di opere di Leonardo da Vinci (Vinci, 1452 – Amboise, 1519), tra i più importanti al mondo, e degli artisti della sua cerchia, con quattro mostre di alto profilo scientifico. Il ciclo, programmato dal Collegio dei Dottori della Biblioteca Ambrosiana e curato dai maggiori esperti del genio toscano, è patrocinato dal Comitato Nazionale e dal Comitato Territoriale per le celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. Partner ufficiale della Biblioteca Ambrosiana è Fondazione Fiera Milano, che collaborerà attivamente sia al ciclo di iniziative dedicato alle celebrazioni leonardesche, sia alla valorizzazione del cartone preparatorio di Raffaello Sanzio (Urbino, 1483 – Roma, 1520) per l’affresco della Scuola di Atene in Vaticano.

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Cultura in RAI

In arrivo una serie su Vermeer con Tomaso Montanari: s’intitola “I silenzi di Vermeer”

In arrivo una serie su Vermeer con Tomaso Montanari: s'intitola “I silenzi di Vermeer”

Venerdì 21 dicembre 2018, alle 21:15, su Rai 5 andrà in onda la prima puntata di una nuova serie dedicata a Johannes Vermeer (Delft, 1632 – 1675): si tratta di I silenzi di Vermeer, un documentario con lo storico dell’arte Tomaso Montanari, per la regia di Luca Criscenti e prodotto da Land Comunicazioni. Nella serie, Montanari seguirà le tracce di Vermeer partendo dalle prime prove (come Diana e le ninfe o Cristo in casa di Marta e Maria) per arrivare ai grandi capolavori come La ragazza che versa il latte e senza dimenticare i celeberrimi tronies (gli studi di teste di donne), come la famosissima Ragazza con l’orecchino di perla.

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La qualità di una mostra, opzione sempre meno necessaria

Come si organizza una mostra seria. Il caso di “Lorenzo Lotto. Il richiamo delle Marche”

Ilaria Baratta e Federico Giannini

Una sala della mostra: da notare il rispetto totale e l'ingombro minimo degli ambienti storici di Palazzo Buonaccorsi

Come si organizza una mostra seria? Un esempio nel dettaglio: la mostra su Lorenzo Lotto nelle Marche a Macerata.

Se nelle pubblicazioni che accompagnano le mostre è naturale aspettarsi contributi che facciano luce sulle motivazioni che hanno portato all’ideazione dell’esposizione (o almeno, questo è quanto normalmente ci s’attende da parte d’una mostra fondata su di un progetto scientifico serio), non è invece altrettanto frequente trovare, nel catalogo d’una mostra, un saggio, redatto dal curatore, che racconti al lettore come sia nato il progetto espositivo, quali le fasi realizzative e operative della rassegna, quali le ragioni che hanno portato alla scelta della sede espositiva, quali le difficoltà che si sono incontrate durante il percorso.

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Fendi: il paradigma del mecenatismo interessato e falso della modernità

 Il Rinoceronte di Alda Fendi per far cassa con l’arte di tutti

Tomaso Montanari

Mecenati dei giorni nostri – Oggi è finita la falsa contrapposizione fra interessi pubblico e privato, annullando il primo nel secondo 

“All’arrivo nella vostra sistemazione troverete un cesto di frutta, una bottiglia di champagne e bibite analcoliche in omaggio, e durante il soggiorno al Rooms of Rome potrete partecipare a visite private gratuite della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti e beneficiare della prenotazione prioritaria presso ristoranti convenzionati” (booking.com). E chi l’ha detto che con la cultura non si mangia?

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Musei e mercato

I musei sono pubblici, ma gli interessi privati

Tomaso Montanari

Gratis – Il Consiglio di Stato invita a concertare le aperture domenicali con i soggetti turistici coinvolti
 Nella storia della nostra trasformazione da economia a società di mercato, cioè nella storia che racconterà come la parola “valore” si sia ridotta a un unico significato (quello economico), le osservazioni del Consiglio di Stato sulle aperture gratuite dei Musei statali (01631/2018) meriteranno una piccola nota a piè di pagina.

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Il capolavoro di Lisippo, trovato 51 anni fa al largo di Fano, potrebbe tornare in Italia!

 “Il Lisippo è dell’Italia”, la Cassazione rigetta il ricorso del museo Getty: “Confisca contraria a diritto internazionale”

Martina Milone

La storia lunga più di 50 anni potrebbe essere vicina alla fine. Dopo il massimo grado di giudizio raggiunto in Italia, ora la parola passa agli Stati Uniti ai quali l’autorità giudiziaria della penisola invierà una rogatoria internazionale. Il museo californiano: “Continueremo a difendere il nostro diritto legale ad avere l’opera”
Il Lisippo è dell’Italia. Con una sentenza della Cassazione l’affaire sulla ‘nazionalità’ della statua di bronzo contesa tra il nostro paese e gli Stati Uniti, potrebbe essere (quasi) definitivamente chiuso. I giudici della III sessione penale hanno infatti confermato la decisione del giudice di Pesaro Giacomo Gasparini, che a giugno aveva disposto il sequestro dell’opera “ovunque si trovi”, respingendo così il ricorso del museo che attualmente la ospita, il Getty Villa di Malibù. Attribuita allo scultore greco, famoso per essere stato il ritrattista ufficiale di Alessandro Magno, l’opera,  ritrovata a largo della costa marchigiana nel 1967 e chiamata per questo l’Atleta di Fano, è infatti conservata dal 1977 nel museo californiano. Ora, dopo “l’ultima parola della giustizia italiana”, come ha sottolineato il pm che da anni segue la battaglia, Silvia Cecchi, la palla passa agli Usa ai quali l’Italia si rivolgerà con una rogatoria internazionale ovvero una richiesta di assistenza giudiziaria.

Intanto però, il museo della West Coast, tramite un comunicato stampa, ha fatto sapere che non intende restituire la statua. “Riteniamo che qualsiasi ordine di confisca sia contrario al diritto americano e internazionale”, si legge nella nota che sottolinea comunque la cooperazione in ambito culturale tra i due paesi. “Difenderemo il nostro diritto legale ad avere l’opera”, continua il documento scritto dalla responsabile comunicazione della compagnia filantropica J. Paul Getty Trust, che ripercorre la storia dal punto di vista Usa. Secondo gli americani, infatti, il bronzo sarebbe stato pescato in acque internazionali, senza alcuna evidenza che “questo appartiene all’Italia”. In ogni caso, secondo le leggi del tempo, l’esportazione dell’opera sarebbe stata illegale, sia che questa fosse stata ritrovata in acque nazionali che internazionali, perché comunque ripescata da un’imbarcazione battente bandiera italiana.

Dal ritrovamento all’ultima sentenza: una storia lunga 51 anni – Nel 1964 il peschereccio “Ferruccio Ferri” di Romeo Pirani, pescatore fanese morto nel 2004, trova la statua. Il luogo della scoperta è tutt’ora incerto, ma secondo il racconto dell’equipaggio, la scultura si trovava sul fondale di una zona al largo del Monte Conero, chiamata “Scogli di Pedaso”. Dopo aver issato l’opera sull’imbarcazione, Pirani sotterra il bronzo in un campo di cavoli, mette in circolazione la fotografia e vende la statua. I racconti sono imprecisi e, soprattutto, senza nomi, ma parlano di una vendita di 3 milioni e 500mila lire. Da qui i contorni della storia si fanno meno nitidi.

La statua viene cercata e per la sua sparizione vanno a processo quattro persone, tre commercianti di Gubbio Pietro, Fabio e Giacomo Barbetti e don Giovanni Nagni. Dopo quattro anni di udienze gli imputati vengono assolti in secondo grado a Roma il 18 novembre 1970. Impossibile, secondo i giudici, accertare l’interesse artistico, storico e archeologico della statua, nel frattemposcomparsa. Nel 1974 l’opera riappare al Museo Getty che l’ha pagata 3,9 milioni di dollari. Come questa sia arrivata negli Stati Uniti entrando a far parte della collezione, però, resta un mistero. Secondo lo storico fanese Alberto Berardi l’Atleta lascia Gubbio con una spedizione di forniture mediche inviate in Brasile ad un missionario parente dei Barbetti e acquistata alla morte di Paul Getty dopo essere restaurata al Dorner Institut di Monaco.

Le indagini comunque si interrompono per anni, fino al 1990, quando il ministero dei Beni culturali italiano segnala a quello degli Esteri che un nuovo frammento del Lisippo è stato dissotterrato dal campo di cavoli di Carrara di Fano. La battaglia Italia – Usa, però, si riapre solo con il ministro Rocco Buttiglione. Una prima conquista avviene nel 2006, quando il vice premier Francesco Rutelli vince un braccio di ferro con il Getty, ottenendo la restituzione di 39 opere esportate illegalmente, fra cui la Venere di Morgantina. L’Atleta di Fano, chiamato “Victorius Youth” dagli americani, viene però trattenuto. La città di Fano e la regione Marche non accettano la mancata restituzione e nel 2007, l’associazione culturale Le Cento Città presenta un esposto alla procura di Pesaro per violazione delle norme doganali e contrabbando.

Il procedimento giudiziario prosegue per anni, fino a quando il gip Lorenza Mussoni nel 2009 dichiara il bronzo “patrimonio indisponibile dello Stato” e nel 2010 dispone il sequestro dell’opera. Inutili le battaglie e i ricorsi del museo statunitense, oggi nuovamente invitato alla restituzione della statua di Lisippo.

 

FQ, 4.12.2018