Eredità di Fontanesi

Fontanesi, fortuna postuma

A Reggio Emilia, Palazzo dei Musei, “Antonio Fontanesi e la sua eredità. Da Pellizza da Volpedo a Burri”. Dall’uniformità dei suoi paesaggi Antonio Fontanesi trasse i più sottili effetti di luce, che fecero scuola per Pellizza da Volpedo. Carrà vi ha visto ordine, Francesco Arcangeli un anticipo dell’Informale

Giorgio Villani, Alias, 30-6-2019

Antonio Fontanesi, “Sulle rive del Po a Torino”, 1870 circa, Piacenza, Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi

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Storia di ambizione e fallimento: la cattedrale di Siena

Duomo nuovo di Siena, sogno e fallimento

Roberto Bartalini, “Il Duomo nuovo di Siena. La fabbrica, le sculture, i maestri, le dinamiche di cantiere”, Silvana Editoriale. Complessità di un cantiere faraonico: il volume ricostruisce il progetto di ampliamento della cattedrale voluto dai Nove negli anni venti del Trecento. L’idea fu abbandonata dopo il 1348, anno della Morte nera: ma non fu la peste, la causa

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Valore della bella mostra di Morbelli alla GAM di Milano

Angelo Morbelli, la sua Milano, il divisionismo. La bella mostra del centenario alla Galleria d’Arte Moderna

di Federico Giannini 6-5-2019

Una sala della mostra Morbelli. 1853 - 1919 alla GAM di Milano

Recensione della mostra “Morbelli. 1853-1919” alla GAM di Milano, dal 15 marzo al 16 giugno 2019.

Una delle conquiste più interessanti e feconde della mostra Morbelli. 1853 – 1919, la preziosa rassegna antologica che la Galleria d’Arte Moderna di Milano dedica ad Angelo Morbelli (Alessandria, 1853 – Milano, 1919) nel centenario della scomparsa, è il reperimento (con susseguente pubblicazione) d’una lettera inedita che il grande pittore alessandrino (ma milanese d’adozione) inviò al critico Gustavo Macchi, probabilmente agl’inizî del secondo decennio del Novecento (la missiva non è datata, ma si può ricavare una possibile collocazione temporale dai suoi contenuti). Leggi tutto “Valore della bella mostra di Morbelli alla GAM di Milano”

Ancora su Canova: novello Fidia o imitatore in salsa veneziana?

Canova, plasmare il Moderno facendo propria la lezione dell’Antico

Canova e l’Antico. È un confronto per analogia e opposizione quello istituito da Giuseppe Pavanello: più di cento opere messe in dialogo con i «modelli» greci e romani conservati al MANN

Antonio Canova, Apollo che si incorona, 1781-’82, Los Angeles, Getty Museum

Antonio Canova, Apollo che si incorona, 1781-’82, Los Angeles, Getty Museum

Su Antonio Canova la critica ha avuto sempre opinioni contrastanti. Anche quando il ‘nuovo Fidia’ (o ‘nuovo Lisippo’, come fu chiamato) era conteso dalle teste coronate di tutta Europa e perfino dalla giovane repubblica americana, altri lo liquidavano con una battuta: «scultore veneziano tradotto in greco».

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Il crocifisso strapagato: un impietoso spaccato del rapporto tra istituzioni e affari

A cosa serve Michelangelo? – di Tomaso Montanari

Recensione del libro A cosa serve Michelangelo di Tomaso Montanari, un libro molto utile per conoscere come funziona oggi il sistema della storia dell’arte in Italia

di Federico Giannini, Finestre sull’arte 18-10-2012

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Questo che vi presento oggi è uno di quei libri che, una volta letti, non vi stancherete mai di rileggere e di apprezzare: io stesso l’ho letto tre volte. Stiamo parlando di A cosa serve Michelangelo? di Tomaso Montanari, storico dell’arte fiorentino, docente di storia dell’arte moderna all’Università Federico II di Napoli e da qualche tempo anche blogger per Il Fatto Quotidiano. Perché è un libro che non può mancare nella vostra collezione e perché ve lo consiglio così caldamente? Andiamo con ordine. Leggi tutto “Il crocifisso strapagato: un impietoso spaccato del rapporto tra istituzioni e affari”

Un libro intelligente sull’Ottocento fuori dalla Francia

Da Klimt a Friedrich, da Repin a Schiele, l’altro Ottocento in un agile libro di Eugenio Riccomini

Recensione del libro ‘L’altro Ottocento. Russia, Germania, Austria’ di Eugenio Riccomini (Pendragon, 2018)

di Federico Giannini, Finestre sull’arte 2-9-2018

Eugenio Riccomini, L'altro Ottocento. Russia, Germania, Austria

È noto che diversi storici dell’arte palesino qualche difficoltà quando chiamati a mutare il loro registro per incontrare il favore e per suscitare l’interesse del grande pubblico. Non è così per Eugenio Riccomini (Nuoro, 1936), uno dei grandi maestri della storia dell’arte italiana: allievo di Carlo Volpe e di Stefano Bottari nonché amico di Francesco Arcangeli, Riccomini ha sempre saputo ben coniugare la sua carriera di storico dell’arte di spessore, funzionario in Soprintendenza e autore d’importanti studî sulla pittura emiliana del Cinque e del Seicento, con una ricca e apprezzata attività da divulgatore. Leggi tutto “Un libro intelligente sull’Ottocento fuori dalla Francia”

Una grande e ottima mostra su Mattia Preti a Roma

Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti, l’eccellente mostra di Palazzo Barberini a Roma

Recensione della mostra “Il trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti” a Roma, Palazzo Barberini, dal 22 febbraio al 16 giugno 2019.

Immagine dalla mostra Il trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti. Ph. Credit Finestre sull'Arte

“Mi disse suo fratello Gregorio che per tirarlo avanti e mantenerlo alla pittura esso si mise a lavorar per bottegari, che allora erano ricchi e facevano lavorare, onde lavorò per il coloraro Nasini alla Sapienza; che per altro le cose della prima maniera erano belle e sode ma ce ne sono poche”. L’autore del passo appena riportata è il collezionista Sebastiano Resta (Milano, 1635 – Roma, 1714), il protagonista del racconto è Gregorio Preti (Taverna, 1603 – Roma, 1672), e il ragazzo che viene avviato da quest’ultimo alla pittura è suo fratello Mattia (Taverna, 1613 – La Valletta, 1699), destinato a divenire uno dei più grandi artisti del Seicento.

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Alberto Burri in campo di concentramento in Texas: nascita di un paesaggio moderno

Texas 1944: intensità pittorica di Burri

Divano. Ufficiale medico in Libia, inquadrato nel X Battaglione Mussolini, il pittore viene fatto prigioniero in Tunisia nel maggio del 1943. Nel luglio salpa alla volta di New York con altri tremila combattenti italiani: verrà internato nel campo di concentramento di Hereford fino al 1946

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Nel 1943 Alberto Burri ha ventotto anni. È ufficiale medico, in Libia, inquadrato nel X Battaglione Mussolini. L’8 di maggio viene fatto prigioniero in Tunisia. Nel luglio salpa da Casablanca alla volta di New York con altri tremila combattenti italiani. Burri viene internato nel campo di concentramento di Hereford, presso la città di Amarillo, nel Texas. Vi resterà fino al 1946.

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Ancora ombre sulle nomine dei direttori dei grandi musei: lettera a Bonisoli di Margherita Corrado, Commissione Cultura al Senato

Margherita Corrado, Lettera aperta al Ministro Bonisoli

Gentile Ministro, nel giorno in cui sono stati resi noti i nomi dei nuovi direttori di Pompei e del Parco dell’Appia Antica, il 22 maggio scorso, ho diffuso il comunicato stampa che prelude al deposito di un’interrogazione, rivolta alla Sua attenzione, sulle procedure di reclutamento adottate per la selezione che ha rinnovato i direttori di sei dei principali musei e aree archeologiche statali.

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