Approfondimenti su Bellini: l’Allegoria sacra

L’Allegoria di Giovanni Bellini: un enigma irrisolto

di Federico Giannini, 30-12-2015

Giovanni Bellini, Allegoria sacra

Giovanni Bellini, Allegoria sacra (variamente datata tra il 1487 e il 1504; olio su tavola, 73 x 119 cm; Firenze, Uffizi

“È difficile scoprire il significato dell’allegoria che Bellini ha dipinto. La Vergine, seduta su una terrazza che su affaccia su un lago, riceve l’omaggio di una donna che s’inginocchia, accompagnata a destra e a sinistra da figure in piedi la cui identità non è stata accertata. Dietro una balaustra aperta, due uomini apparentemente rappresentano san Giuseppe e san Paolo. Un melo in un vaso è scosso da un ragazzino nudo, e alcuni bambini raccolgono la frutta. Nelle colline dietro al lago, un asino rumina e un pastore si occupa del suo gregge; vediamo poi un centauro e un eremita che riposa in una caverna. La perfetta composizione della scena è davvero gradevole, così come la purezza e la scelta delle forme, la grazia dei movimenti e la delicatezza dei volti. I colori sono dolci, si mescolano e galleggiano nella soleggiata foschia di mezzogiorno”. Leggi tutto “Approfondimenti su Bellini: l’Allegoria sacra”

3 Filosofi, 3 Re Magi, 3 astrologi?.. L’interpretazione di Augusto Gentili

Cosa si cela dietro i tre filosofi di Giorgione?

Sunto di un’ipotesi di Augusto Gentili da La musa inquietante

 

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Probabilmente si tratta del quadro che Marcantonio Michiel vide in casa di Taddeo Contarini, un grande appassionato dell’occulto e dell’alchimia. Le ipotesi interpretative ovviamente si sono susseguite: Re Magi, Età dell’uomo, etc. Leggi tutto “3 Filosofi, 3 Re Magi, 3 astrologi?.. L’interpretazione di Augusto Gentili”

Il Tramonto di Giorgione: relitto, falso o capolavoro?

Il “Tramonto” di Giorgione, uno dei paesaggi più suggestivi della storia dell’arte

di Federico Giannini, 14-8-2015

Giorgione, il Tramonto

Il Tramonto del Giorgione è un dipinto realizzato all’incirca tra il 1506 e il 1508, conservato alla National Gallery di Londra. Ed è uno dei paesaggi più suggestivi della storia dell’arte.

Se dovessi indicare due o tre dei pittori più affascinanti della storia dell’arte, su un nome non avrei alcun dubbio, e assegnerei un posto in questa speciale graduatoria a Giorgione. È di lui che vi voglio parlare in questo post… o meglio: vi voglio parlare di quella che per me è una delle sue opere più suggestive, il Tramonto conservato alla National Gallery di Londra. La prima impressione che ho avuto, trovandomi dinanzi a questo dipinto, è stata un senso di calma, serenità e rilassatezza, suggerito da quello che è il vero protagonista di questo olio su tavola: il paesaggio. Leggi tutto “Il Tramonto di Giorgione: relitto, falso o capolavoro?”

Potrenza e maniera del Pordenone

La tempesta del Pordenone, il pittore che turbò e sgomentò Caravaggio

di Vittorio Sgarbi, 21-11-2019

Giovanni Antonio de' Sacchis detto il Pordenone, Adorazione dei Magi (1520; affresco; Treviso, Duomo, Cappella Malchiostro)

Si scatena una tempesta nei cieli padani, all’arrivo del Pordenone (Giovanni Antonio de’ Sacchis; Pordenone, 1484 – Ferrara, 1539), reduce vittorioso da un match con Tiziano nella cappella Malchiostro del Duomo di Treviso. Il Cadorino è alle corde e l’insidioso Pordenone si abbatte su di lui con una furia incalzante. Non gli lascia spazio, domina con gli affreschi le pareti ai lati della scolastica Annunciazione di Tiziano. Tiziano ha istinto, e ha dimostrato di avvertire lo spirito dei tempi ne L’Assunta per la Chiesa dei Frari, ma Pordenone ha l’esperienza nuova della Cappella Sistina, di cui ha interiorizzato, senza traumi, il rumore e la paura che accusò Raffaello vedendola di nascosto, grazie a Bramante che gli aperse la porta della Cappella Sistina in assenza di Michelangelo Leggi tutto “Potrenza e maniera del Pordenone”

Riflessioni su Modigliani

Amedeo Modigliani. Un mito controverso

Amedeo Modigliani nel suo studio, fotografia del 1915 di Paul Guillaume

A distanza di cento anni dalla sua scomparsa, Amedeo Modigliani e il suo mito continuano a far discutere. Come inquadrare la sua storia?

“Amedeo sorride, stretto in una giacca di velluto. È bellissimo, simpatico, un attore” (Dan Franck). La fotografia, scattata nel 1918 da Paul Guillaume, uno dei primi e maggiori mercanti d’arte incontrato da Amedeo Modigliani (Livorno, 1884 – Parigi, 1920) a Parigi è l’immagine più nota del suo amico artista. “Una lunga sciarpa lo segue come una scia. Si siede davanti a uno sconosciuto, allontana tazza e piattino con le lunghe mani nervose, tira fuori di tasca un taccuino e una matita e incomincia a disegnare un ritratto senza nemmeno chiedere il permesso. Firma. Stacca il foglio e lo tende orgogliosamente al suo modello. Così beve, così mangia”. Leggi tutto “Riflessioni su Modigliani”

Come tenere a bada con l’arte parenti e amici molesti a pranzo

Temete il pranzo di Natale coi parenti? Ecco 10 argomenti artistici per difendervi da 10 tipi di parenti molesti

Federico Brandani, Presepe (1545-1550; sculture in stucco a grandezza naturale; Urbino, Oratorio di San Giuseppe)
Stanchi di sentir sempre parlare dei soliti argomenti al pranzo di Natale? Non sapete come sottrarvi allo zio fanatico che comincia a parlare (a sproposito) di politica dopo la seconda tartina al salmone, ai cugini patiti di calcio che riescono ad arrivare a mezz’ora di conversazione sull’appassionante argomento dell’esonero di Ancelotti dal Napoli, alla nonna che vi chiede cosa aspettiate a trovarvi un fidanzato o una fidanzata, alla cognata che è già in mood da Capodanno e sta già per cominciare ad ammorbarvi gli ammennicoli descrivendovi minuziosamente tutti i dettagli della sua vacanza a Santo Domingo?

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Hogarth: la sferza moraleggiante

Hogarth, stanze di discussione per il gran moralista

A Londra, Soane’s Museum, “William Hogarth. Place and Progress”. Nel museo «di» John Soane, l’architetto neoclassico, William Hogarth è di casa: ma come ha inciso questa casa sulla sua ricezione? Per il pittore inglese le opere d’arte dovevano produrre «giudizio», irrevocabilmente. Ma cosa succede se guardiamo gli «Humours of an Election» accanto a Canaletto?

Claudio Gulli, Alias, 29-12-2019

Il patchwork realizzato dal Soane’s Museum per la mostra su Hogarth

Il patchwork realizzato dal Soane’s Museum per la mostra su Hogarth

Forse un museo può generare un nuovo pezzo di città, e non solo in senso figurato. È quel che viene da chiedersi se si attraversa l’estensione di David Chipperfield della Royal Academy, un collegamento fra due corpi espositivi dove i grandi gessi che servivano da modello – siano dell’Ercole Farnese o del Fauno Medici – sono collocati in nicchie di passaggio, fra il cemento e i mattoni. E funzionano benissimo. Un Antico mai rimosso può così proiettarti in giardini lontani, anche se lo scenario è metropolitano. Leggi tutto “Hogarth: la sferza moraleggiante”

Dürer grande professionista

Dürer, il cantiere di lavoro non conosce malinconia

All’Albertina di Vienna la mostra di Albrecht Dürer, a cura di Christof Metzger. Facendo perno sulla sua ricchissima raccolta di disegni e acquerelli dell’artista di Norimberga, l’istituzione viennese in una mostra che restituisce l’artista quale perfetto imprenditore di se stesso. Ci si è voluti tenere fuori dalla celebre lettura di Panofsky

di Giuseppe Frangi, Alias, 29-12-2019

Albrecht Dürer,
Albrecht Dürer, “Left Wing of a Blue Roller”, ca. 1500, The Albertina MuseumQuando il 6 aprile 1528 Albrecht Dürer morì nella sua Norimberga non lasciò nulla al caso. Nello studio centinaia di disegni e incisioni erano raccolti e schedati meticolosamente, pronti per essere gestiti dalla moglie Agnes Frey, donna spigolosa che era stata a fianco dell’artista per tutta la vita senza riuscire a dargli un erede. Così, intorno al 1550 una parte consistente di quel patrimonio venne acquisito «a pacchetto» da un commerciante della città, Willibald Imhoff.

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El Greco, il visionario fanatico che voleva cancellare Michelangelo

El Greco, l’intemperante anti-vasariano

A Parigi, Grand Palais, “Greco”, a cura di Guillaume Kientz. Una meteora in cromie mordenti da Candia a Toledo: con un soggiorno nella Roma farnesiana, che segna la sua insofferenza verso Michelangelo

di Massimo Romeri, Alias, 22-12-2019

El Greco,

Alcune associazioni tra opere contemporanee e opere del passato sono diventate luoghi comuni della storiografia artistica: sono paragoni più o meno originali che dimostrano quanto sia stratificata la memoria figurativa. In questo senso, la parabola critica di Domínikos Theotokópoulos (1541-1614) è esemplare. El Greco, pressappoco dimenticato fino alla seconda metà dell’Ottocento, diventa un beniamino delle avanguardie di primo Novecento: «un pittore veneziano, che però è cubista nella costruzione», disse Picasso. Leggi tutto “El Greco, il visionario fanatico che voleva cancellare Michelangelo”

Cosa si cela spesso dietro il mecenatismo disinteressato

Venezia. Ai Giardini Reali i mecenati di se stessi raccolgono i frutti dell’art bonus

di Paolo Somma, Emergenza cultura

Risultati immagini per venezia giardini ex reali

Il 17 dicembre si è svolta, alla presenza del ministro Dario Franceschini, la cerimonia di “restituzione alla città” dei Giardini Reali.

Voluti da Napoleone e completati durante la dominazione austriaca, i giardini passarono poi al regno d’Italia (nel 1918 la regina vi si intratteneva con i mutilati di guerra) e il 23 dicembre 1923 furono dal demanio dello stato assegnati  “in uso all’ente locale affinché fossero aperti al pubblico”. Leggi tutto “Cosa si cela spesso dietro il mecenatismo disinteressato”