Hayez, celebratore e celebrante dell’amore idealizzato e fisico

L’amore secondo Francesco Hayez. Da quello romantico a quello segreto, cinque opere del grande pittore

da Finestre sull’Arte, 14-2-2020

Francesco Hayez, Il Bacio (1859)

 

Forse l’artista che l’immaginario collettivo associa all’amore più di chiunque altro è Francesco Hayez (Venezia, 1791 – 1882), il più celebre tra i romantici italiani. I suoi dipinti hanno celebrato l’amore in diverse forme e raccontando le storie più diverse. In questa gallery abbiamo scelto cinque sue opere associandole ad altrettanti tipi di amore, e le abbiamo accompagnate a cinque commenti tratti dalla bibliografia sull’artista. Buona lettura!

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Ancora sulla qualità ottica della pittura di Van Eyck

Ma com’era riuscito Jan van Eyck a creare opere così realistiche? Ecco come arrivò alla sua rivoluzione ottica

da Finestre sull’arte, 10-2-2020

Jan van Eyck, Annunciazione (1440; olio su tavola, 39 x 24 cm; Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza)

Uno dei passaggi letterarî più citati sul grande Jan van Eyck (Maaseik, 1390 circa – Bruges, 1441) è l’incipit del capitolo a lui dedicato nel De viris illustribus di Bartolomeo Facio (La Spezia, 1400 circa – Napoli, 1457): il trattato dell’umanista ligure, composto tra il 1455 e il 1457, raccoglie sessantatré vite di altrettanti uomini illustri a lui contemporanei, e la particolarità consiste nel fatto che nel libro non ci sono solo biografie di sovrani o di letterati, ma anche di artisti. Facio, animato da una forte passione per l’arte, era stato tra i primi commentatori italiani a occuparsi di artisti fiamminghi, e aveva colto pienamente la strabiliante novità dell’arte di van Eyck.

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Carpaccio: dietro il mito e la leggenda storia e politica

Le pitture di Carpaccio in S. Giorgio degli Schiavoni a Venezia

di Gennaro Cucciniello, 9-10-2010

Il luogo. La Scuola di San Giorgio degli Schiavoni, eretta dalla comunità dei Dalmati ai primi del ‘500, si trova in una zona appartata della città lagunare, lungo un piccolo rio. Per arrivarci, si parte da piazza San Marco, percorrendo un quartiere nel quale si intrecciano calli e callette, rii e ponti, con alcuni campi caratteristici. Dalla piazzetta dei Leoncini, accanto alla basilica, si imbocca la calle di Canonica, che costeggia il palazzo Patriarcale. Si oltrepassa il chiostrino di S. Apollonia (unico esempio a Venezia di chiostro romanico, secoli XII e XIII) e si arriva alla bellissima chiesa di San Zaccaria. Leggi tutto “Carpaccio: dietro il mito e la leggenda storia e politica”

Complessità e molteplicità di Picasso

Picasso, ribellione allucinatoria con i tableaux magiques

A Parigi, Musée Picasso, “Picasso. Tableaux magiques”, a cura di Émilie Bouvard, Marilyn McCully, Michael Reaburn. Fine anni venti: Picasso dipinge 152 «quadri magici», dove riscopre l’arte “nègre” per radicalizzare lo scontro dialettico con la realtà. Come insegna Carl Einstein…

In Picasso l’arte africana non fu soltanto un repertorio di suggerimenti formali e operativi, ma anche, e più, la chiave per liberare il quadro dalla sua secolare dipendenza dalla realtà, così da imporlo in totale autonomia, organismo autoconcluso, oggetto. Niente di più lontano dall’idea di mimesi, del feticcio nègre, concepito come interfaccia del Divino e dunque strutturato secondo principî – plastici – che lo alienano dal mondo fenomenico. Leggi tutto “Complessità e molteplicità di Picasso”

Il terremoto copme “opportunità” per “affermare una cultura architettonica della ricostruzione”? Ma scherziamo?

Prima il sisma, poi il ministero. Così si distrugge una chiesa

di Tomaso Montanari, Fatto Quotidiano, 27-1-2020

C’è qualcosa di avvoltoiesco, di sciacallesco, nel salutare come un’«occasione» la distruzione di una chiesa storica ad opera di un terremoto che fece in tutto ventisette vittime. Leggi tutto “Il terremoto copme “opportunità” per “affermare una cultura architettonica della ricostruzione”? Ma scherziamo?”

Indecifrabile Giorgione: un nuovo libro sulla Tempesta

Giorgione. La tempesta – di Maria Daniela Lunghi

Di Federico Giannini, 11-4-2015

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Recensione del libro Giorgione. La tempesta di Maria Daniela Lunghi, un nuovo interessante contributo sugli studi attorno a questo celebre capolavoro.

Sulla Tempesta di Giorgione è stato scritto di tutto, ma è sempre ben accetto ogni nuovo contributo che possa aiutare, in modo serio, a far luce sul grande mistero che da secoli pone interrogativi a tutti coloro che lo osservano. Perché, com’è risaputo, il significato dell’opera è tutt’altro che noto: Giorgione, autore fondamentale per l’arte occidentale, ma di cui si sa pochissimo, era abituato a lavorare per dei committenti molto sofisticati, che condividevano un proprio linguaggio, indispensabile per una sorta di “isolamento dorato” dal resto del mondo. Leggi tutto “Indecifrabile Giorgione: un nuovo libro sulla Tempesta”

Dove va il capitalismo

Lo storytelling della merce culturale

Sociologia dell’arte. In un denso saggio per il Mulino gli studiosi francesi Luc Boltanski e Arnaud Esquerre studiano l’economia dell’arricchimento nel turismo e nel collezionismo

di Paolo Martore, Alias, 19-1-2020

Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli  a Torino, foto di Enrico Cano

Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli a Torino, foto di Enrico Cano

Lo stabilimento della Fiat al Lingotto di Torino, chiuso nel 1982 e poi riconvertito in centro commerciale polifunzionale, è stato coronato dall’apertura nel 2002 della Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, progettata da Renzo Piano. «Come si è passati dalla produzione di massa di automobili e dalle accese lotte operaie che le erano associate alla contemplazione silenziosa e rispettosa di opere d’arte comprate dal ‘grande padrone’?», si chiedono Luc Boltanski e Arnaud Esquerre in un saggio intitolato Arricchimento Una critica della merce (Il Mulino «Collezione di testi e di studi», pp. 592, € 38,00, traduzione di Andrea de Ritis). Leggi tutto “Dove va il capitalismo”

Approfondimenti su Bellini: l’Allegoria sacra

L’Allegoria di Giovanni Bellini: un enigma irrisolto

di Federico Giannini, 30-12-2015

Giovanni Bellini, Allegoria sacra

Giovanni Bellini, Allegoria sacra (variamente datata tra il 1487 e il 1504; olio su tavola, 73 x 119 cm; Firenze, Uffizi

“È difficile scoprire il significato dell’allegoria che Bellini ha dipinto. La Vergine, seduta su una terrazza che su affaccia su un lago, riceve l’omaggio di una donna che s’inginocchia, accompagnata a destra e a sinistra da figure in piedi la cui identità non è stata accertata. Dietro una balaustra aperta, due uomini apparentemente rappresentano san Giuseppe e san Paolo. Un melo in un vaso è scosso da un ragazzino nudo, e alcuni bambini raccolgono la frutta. Nelle colline dietro al lago, un asino rumina e un pastore si occupa del suo gregge; vediamo poi un centauro e un eremita che riposa in una caverna. La perfetta composizione della scena è davvero gradevole, così come la purezza e la scelta delle forme, la grazia dei movimenti e la delicatezza dei volti. I colori sono dolci, si mescolano e galleggiano nella soleggiata foschia di mezzogiorno”. Leggi tutto “Approfondimenti su Bellini: l’Allegoria sacra”

3 Filosofi, 3 Re Magi, 3 astrologi?.. L’interpretazione di Augusto Gentili

Cosa si cela dietro i tre filosofi di Giorgione?

Sunto di un’ipotesi di Augusto Gentili da La musa inquietante

 

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Probabilmente si tratta del quadro che Marcantonio Michiel vide in casa di Taddeo Contarini, un grande appassionato dell’occulto e dell’alchimia. Le ipotesi interpretative ovviamente si sono susseguite: Re Magi, Età dell’uomo, etc. Leggi tutto “3 Filosofi, 3 Re Magi, 3 astrologi?.. L’interpretazione di Augusto Gentili”

Il Tramonto di Giorgione: relitto, falso o capolavoro?

Il “Tramonto” di Giorgione, uno dei paesaggi più suggestivi della storia dell’arte

di Federico Giannini, 14-8-2015

Giorgione, il Tramonto

Il Tramonto del Giorgione è un dipinto realizzato all’incirca tra il 1506 e il 1508, conservato alla National Gallery di Londra. Ed è uno dei paesaggi più suggestivi della storia dell’arte.

Se dovessi indicare due o tre dei pittori più affascinanti della storia dell’arte, su un nome non avrei alcun dubbio, e assegnerei un posto in questa speciale graduatoria a Giorgione. È di lui che vi voglio parlare in questo post… o meglio: vi voglio parlare di quella che per me è una delle sue opere più suggestive, il Tramonto conservato alla National Gallery di Londra. La prima impressione che ho avuto, trovandomi dinanzi a questo dipinto, è stata un senso di calma, serenità e rilassatezza, suggerito da quello che è il vero protagonista di questo olio su tavola: il paesaggio. Leggi tutto “Il Tramonto di Giorgione: relitto, falso o capolavoro?”