Che ruolo interpreta il FAI?

Il patrimonio culturale e l’ambiguo ruolo del FAI

di Tomaso Montanari, 9-11-2019

Non ho ancora letto il libro che Alberto Saibene ha dedicato al FAI, ma conoscendo la cultura e la sensibilità di Antonella Tarpino non dubito che sia un libro da leggere (Il FAI e la sfida per un’Italia migliore).

Ho invece molti dubbi sul fatto che – al di là dell’ottima fede di moltissimi cittadini che contribuiscono alla sua opera – il FAI giochi oggettivamente dalla parte giusta, nella partita per un’Italia migliore. Leggi tutto “Che ruolo interpreta il FAI?”

Spudoratezza della committenza tra festa e affermazione di sé

Gravina in Puglia, la singolare storia della chiesa con la facciata a forma di stemma nobiliare

Chiesa della Madonna delle Grazie <Gravina in Puglia>

Un vescovo probabilmente affetto da problemi di megalomania ma molto scaltro e avveduto, una comunità di fedeli estremamente devota al culto di un’immagine della Madonna, una grande disponibilità di denaro: sono questi gli ingredienti che portarono, nel 1602, alla realizzazione di una delle chiese più singolari del mondo, il santuario della Madonna della Grazia (o “delle Grazie”: nel corso della storia ci si è riferiti all’edificio di culto in entrambi i modi) a Gravina in Puglia. Leggi tutto “Spudoratezza della committenza tra festa e affermazione di sé”

Rilettura di un intellettuale organico al potere

Plinio il Giovane: stilizzata quotidianità, ville, establishment e Traiano come ideale

Classici latini. Ricco avvocato di origine equestre, fu a lungo considerato il «tipo» stilistico e umano della prima età imperiale. Due Oscar lo rilanciano

di Francesco Lubian , alias 3-11-2019

Ricostruzione della villa in Tuscis

«La vanità è il tratto fondamentale della sua indole; e come homo bellus et pusillus si tradisce anche nello stile, col quale civetta come con la sua persona»: questo il giudizio – celebre e lapidario – che nell’Antike Kunstprosa Eduard Norden riservava a Plinio il Giovane, sorta di anti-Tacito inchiodato dalla sua stessa mediocrità a ‘tipo’ stilistico e umano della prima età imperiale.

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Bella monografica per De Pisis a Milano: eccentricità e tenerezza

De Pisis, grandezza di un dio minore

La mostra di Filippo de Pisis a Milano, Museo del Novecento. La facilità (e felicità) delle sue pennellate funziona ogni volta da stupendo inganno ottico. Ma ancora ci si chiede, come trent’anni fa Giuliano Briganti, perché un maestro «totale» quale il marchesino pittore stenti a prendersi la ribalta: una «minorità» che questa mostra non disconferma…

di Giuseppe Frangi, Alias, 3-11-2019

Filippo de Pisis,

Filippo de Pisis, “L’archeologo”, 1928, Genova, Galleria d’Arte Moderna

C’è un enigma che riguarda Filippo de Pisis: com’è possibile che un artista profondo, anticipatore e meraviglioso come lui resti ancora relegato nell’ambito dei maestri «minori». Se lo chiedeva Giuliano Briganti trent’anni fa. «Mi domando», scriveva il critico, «perché de Pisis non goda in campo internazionale di una considerazione pari ai suoi grandissimi meriti». Ce lo si chiede oggi dopo aver visto la mostra al Museo del Novecento di Milano, che verrà poi portata a Roma, a Palazzo Altemps, nel 2020 (a cura di Pier Giovanni Castagnoli, fino all’1 marzo; catalogo Electa). Leggi tutto “Bella monografica per De Pisis a Milano: eccentricità e tenerezza”

Storia dell’arte con declinazione inglese: ripubblicato Haskell

Haskell, il barocco ci parla

Torna «Mecenati e pittori» di sir Francis Haskell: da Einaudi, a cura di Tomaso Montanari. Sfortunato nella ricezione italiana, il libro si impone oggi come insuperabile modello storiografico. L’argomento: la relazione tra mecenati e pittori nel Seicento romano e nel Settecento veneziano

di Marco M. Mascolo, Alias, 3-11-2019

rancis Haskell  nel 1964 circa: aveva appena pubblicato

Francis Haskell nel 1964 circa: aveva appena pubblicato “Mecenati e pittori”.

Francis Haskell (1928-2000) è stato uno degli studiosi più innovativi del Novecento: con il suo lavoro ha consegnato alle future generazioni modi nuovi di intendere la storia dell’arte. Nei suoi libri, nei suoi saggi, nei suoi articoli, Haskell ha sempre posto al centro della ricerca il rapporto che le opere e gli artisti che le realizzarono intrattengono con la società nella quale quelle opere sono nate e in cui, in un certo senso, hanno continuato a ‘operare’ dopo la loro creazione. Leggi tutto “Storia dell’arte con declinazione inglese: ripubblicato Haskell”

Sul museo di Piazza dei Miracoli a Pisa

Ricomposizione in Piazza dei Miracoli

Pisa, il nuovo allestimento del Museo dell’Opera del Duomo. L’idea museografica consiste nel tentare di riconnettere idealmente la ricca raccolta di opere d’arte, soprattutto capolavori di scultura gotica, al tessuto di provenienza. Caso emblematico di «illusività», la sala di Giovanni Pisano, protagonista assoluto della collezione

di Daniele Giorgi, ALias, 3-11-2019

La sala 7 del nuovo allestimento del Museo dell'Opera del Duomo di Pisa, dedicata a Tino di Camaino e Lupo di Francesco

La sala 7 del nuovo allestimento del Museo dell’Opera del Duomo di Pisa, dedicata a Tino di Camaino e Lupo di Francesco

In una realtà museale chiaroscurata come quella della città di Pisa, che – a fronte dell’inaugurazione delle «Navi antiche» negli Arsenali medicei nel giugno scorso – sconta la difficile accessibilità del principale museo statale della città, quello di San Matteo, costituisce un segnale indubbiamente positivo la riapertura del Museo dell’Opera del Duomo in Piazza dei Miracoli, totalmente riallestito per volontà dell’Opera della Primaziale. Leggi tutto “Sul museo di Piazza dei Miracoli a Pisa”

Bacon e le sue radici da Eschilo a Bataille: emozionante mostra al Pompidou

L’artificio e la sua bestia: Bacon al Pompidou

A Parigi, Centre Pompidou, “Bacon en toutes lettres”, a cura di Didier Ottinger. La mostra presenta l’opera del pittore nella sua dimensione più purificata (gli ultimi vent’anni) a partire dai «martellamenti» letterari che l’hanno ispirata: Eschilo, Nietzsche, Eliot, Leiris, Conrad, Bataille

Francis Bacon,

Francis Bacon, “Triptych inspired by the Oresteia of Aeschylus”, 1981, Oslo, Astrup Fearnley Muse et fur moderne Kunst

Uno iato di quasi venti anni dall’ultima mostra al Centre Pompidou, una enigmatica assenza della figura prometeica di Francis Bacon dalle istituzioni pubbliche parigine tra il 1996 e oggi. Ma oggi è nuovamente il Pompidou, fino al 20 gennaio, a colmare quel grande vuoto con un giusto omaggio all’artista inglese, nella straordinaria ampiezza di una mostra progettata e curata da Didier Ottinger e fondata su una prospettiva inedita e singolare. È un Bacon en toutes lettres, dove nel titolo si allude alla letteratura come tema guida del viaggio tra le algide sale del museo ma anche, e soprattutto, alla completezza dell’opera pittorica raggiunta nella maturità.

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Una piccola mostra esemplare: il lato misterioso della pittura della Controriforma

Michelangiolismo a passo ridotto, nella solitudine

A Roma, Palazzo Barberini, “Michelangelo a colori”, a cura di Francesca Parrilla e Massimo Pirondini. Il mistico Marco Pino, il fiabesco Lelio Orsi, Jacopino del Conte horror, la malinconia di Marcello Venusti: rileggere “Pittura e Controriforma”, il più bel libro di Federico Zeri, in occasione di una mostra minima, ma speciale, sulle opere a colori derivate da disegni e «cartonetti» del Buonarroti

Marcello Venusti,

Marcello Venusti, “L’Orazione nell’orto”, Roma, Gallerie Nazionali d’Arte Antica, Palazzo Barberini

Bagliori improvvisi, fiammate lievissime di impalpabile nebbia fosforescente, misteriosi accordi rivelati dal subitaneo schiudersi di una ignorata pupilla, finora cieca, che rivela il mondo di tutti i giorni secondo un volto così inusitato da trasformare gli incontri più abituali in tenerissime agnizioni». I vecchi e malinconici ricordi della lettura di Pittura e Controriforma, il più bel libro di Federico Zeri, vengono ridestati da un’occasione, piccola ma speciale, alla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini: la mostra Michelangelo a colori, pensata intelligentemente da Yuri Primarosa e curata da Francesca Parrilla e Massimo Pirondini (fino al 6 gennaio, catalogo De Luca, e 32,00).

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Un capolavoro di difficile attribuzione

Caravaggio o Spadarino? La storia del “Narciso” della Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini

Claudia Farini, 20-10-2019 Finestre sull’arte

Caravaggio o Giovanni Antonio Galli detto lo Spadarino, Narciso (1597-1599 o 1645; olio su tela, 112 x 92 cm; Roma, Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini)

La Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma ospita una delle nostre più ricche e interessanti collezioni di dipinti caravaggeschi, di opere, cioè, realizzate nel Seicento da artisti diversi, influenzati in vario modo dal potente e innovativo linguaggio pittorico di Michelangelo Merisi da Caravaggio (Milano, 1571 – Porto Ercole, 1610). Leggi tutto “Un capolavoro di difficile attribuzione”

Dalla “razza italica” al “brand Italia”: i politici e i Beni Culturali

L’arte finisce come la Rai: nelle grinfie della politica

di Tomaso Montanari, Fatto Quotidiano 21-10-2019

Chi ha letto i giornaloni italiani e anche gran parte della stampa straniera, ha probabilmente potuto capire assai poco della disputa sul prestito dell’Uomo Vitruviano: che non ha nulla a che fare né col nazionalismo coltivato dalle destre, né con l’elitarismo degli storici dell’arte.

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