Una mostra di qualità su Caravaggio e Genova

L’Ecce Homo di Genova è veramente un’opera di Caravaggio? La risposta alla mostra di Palazzo della Meridiana

Recensione della mostra “Caravaggio e i Genovesi. Committenti, collezionisti, pittori”, a Genova, Palazzo della Meridiana, dal 14 febbraio al 24 giugno 2019

Caravaggio, Ecce Homo (1605-1610 circa; olio su tela, 128 x 103 cm; Genova, Musei di Strada Nuova - Palazzo Bianco)

Caravaggio, Ecce Homo (1605-1610 circa; olio su tela, 128 x 103 cm; Genova, Musei di Strada Nuova – Palazzo Bianco)

Solo nell’ultimo anno si sono registrate almeno un paio d’interessanti opportunità che, sebbene slegate tra loro, hanno offerto a pubblico e studiosi molto materiale per aprire un’approfondita discussione sugli sviluppi del caravaggismo a Genova. Nel primo caso s’è trattato della mostra milanese L’ultimo Caravaggio: a dispetto della titolazione altisonante ed escogitata ammiccando al richiamo che il nome di Caravaggio (Michelangelo Merisi, Milano, 1571 – Porto Ercole, 1610) esercita sul pubblico, la rassegna delle Gallerie d’Italia s’è configurata come una proposta d’elevatissimo valore scientifico che, partendo dalle vicende collezionistiche di Marco Antonio Doria (Genova, 1572 – 1651) e mossa dall’assunto secondo cui Genova avrebbe recepito in maniera quanto meno fredda la lezione del Merisi, giungeva a concludere che l’arte del grande lombardo, malgrado avesse affascinato diversi artisti genovesi, non ebbe modo d’incidere in maniera determinante sul capoluogo ligure.

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Un triste esempio di cattiva editoria da parte di Einaudi: il sacco della biblioteca dei Girolamini di Napoli

L’indegna apologia del ladro di libri

di Tomaso Montanari, FQ 5 marzo 2019

Zero verifiche – Einaudi pubblica un saggio dello storico Sergio Luzzatto, che prende per buona la versione di De Caro, condannato per il saccheggio della biblioteca napoletana coperto dall’establishment

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Come volevasi dimostrare: il Caravaggio farlocco “legittimato” dal direttore di Brera all’asta per 150 milioni di euro

Spostare il Caravaggio? Il folle marketing culturale

Tomaso Montanari, 4-3-2019

La polemica a Napoli – Le “Sette opere di Misericordia” potrebbero lasciare la chiesa per il museo di Capodimonte

È un crudele paradosso quello per cui Caravaggio – che sacrificò successo e vita sull’altare di una verità sbattuta in faccia al mondo – si trova oggi al centro di un infinito gioco di specchi, in cui la verità scompare

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Ancora sui validi restauri a Palermo

Il Soffitto dello Steri di Palermo, per la rinascita

Il restauro del soffitto ligneo decorato di Palazzo Chiaromonte-Steri. Realizzato dall’Università di Palermo, un complesso intervento sul gioiello della Sala Magna, che rappresenta il meglio della cultura feudale siciliana nell’autunno del Medioevo. Studiato da Ferdinando Bologna in un felice libro del 1975, costituisce il fuoco ideale di un assetto urbanistico «a venire» della Kalsa

Claudio Gulli, Alias, 10-2-2019

Amanti in un dettaglio del soffitto ligneo di Palazzo Chiaromonte-Steri decorato nel 1377-’80

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Un cambiamento radicale e inaccettabile

Così la “secessione” leghista distruggerà il patrimonio

Tomaso Montanari, FQ 25-2-2019

Se c’è qualcosa che ci fa italiani, differenziandoci da tutte le altre nazioni e unendoci tra noi al di là delle infinite diversità della Penisola, ebbene, quel “qualcosa” è il legame tra pietre e popolo che dà il nome a questa rubrica. Una identità affermata nell’unico tra i principi fondamentali della Costituzione – l’articolo 9 – a pronunciare la parola “nazione”, rendendola inseparabile dalla “tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico”.

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Riscoperte a Palermo

Vizzini, un piccolo maestro a Palazzo Butera

Un restauro a Palermo. Nell’aristocratica dimora verso Porta Felice, ridata alla città dai Valsecchi, i sopraporta di Gaspare Vizzini, ora restaurati, e studiati da Claudio Gulli: sarebbero piaciuti a Diderot…

Giorgio Villani, Alias, 24-2-2019

Uno degli undici sovrapporta  di Gaspare Vizzini (1780 ca.), Palermo, Palazzo Butera

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Pochezza di una mostra “annunziata” a Palermo. Come andrà a Milano dove è annunciato il trofeo?

 Se Antonello da Messina viene offeso nella sua stessa terra

Silvia Mazza, Emergenza Cultura, 12-2-2019

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Perché scrivere di una mostra all’indomani della sua chiusura? Può essere utile, se l’obiettivo non è quello «tradizionale» di una recensione, allo scopo di incentivare le visite o scoraggiarle, ma quello di iniziare a pretendere che ai visitatori vengano riconosciuti dei diritti, equiparandoli a dei veri e propri consumatori, anche se trattasi del terreno eletto dell’arte. Consumatori del Bello, di valori intangibili, secondo un processo di «consumo» unico e irripetibile, che non fa deperire il bene in oggetto, come se si trattasse di un abito o un alimento, ma che al contrario concorre a un accrescimento qualitativo del benessere dell’individuo.

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In previsione di un viaggetto autunnale a Venezia …+

La “Vecchia” di Giorgione prima e dopo. Tutto sul restauro del capolavoro di Venezia

Giorgione, La Vecchia, prima e dopo il restauro. Archivio fotografico GAve - su concessione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Museo Nazionale Gallerie dell’Accademia di Venezia. Ph. Matteo De Fina

Giorgione, La Vecchia, prima e dopo il restauro.

È terminato il restauro della Vecchia, capolavoro del Giorgione (Castelfranco Veneto, 1478 – Venezia, 1510). L’opera, conservata alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, rimane per qualche giorno ammirabile dal pubblico veneziano, per poi partire alla volta degli Stati Uniti: sarà in Ohio, al Cincinnati Art Museum, dal 15 febbraio al 5 maggio, e poi in Connecticut, al Wadsworth Atheneum di Hartford, dal 15 maggio al 4 agosto. Il restauro dell’opera è stato condotto da Giulio Bono con la collaborazione di Silvia Bonifacio, sotto la direzione di Giulio Manieri Elia e Maria Chiara Maida e, per le indagini scientifiche, di Ornella Salvadori. Le operazioni sono state finanziate dalla Foundation for Italian Art & Culture, nel quadro di un accordo sottoscritto con il museo, volto ad accrescere la visibilità delle Gallerie dell’Accademia nel mondo. Quella che segue è la nota tecnica ufficiale del restauro, che presentiamo in versione integrale data la complessità del restauro e l’importanza del capolavoro.

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La mostra di Paul Klee al MUDEC: potrebbe valere la pena

Paul Klee, l’interprete del non visibile. La mostra al MuDEC di Milano

Recensione della mostra ‘Paul Klee. Alle origini dell’arte’ al MuDEC di Milano dal 31 ottobre 2018 al 3 marzo 2019.

di Federico Giannini, 3-2-2019

Sala della mostra Paul Klee. Alle origini dell'arte

Non trascorse molto tempo dalla pubblicazione del suo visionario saggio Lo spirituale nell’arte, che Vasilij Kandinskij (Mosca, 1866 – Neuilly-sur-Seine, 1944) cominciò a maturare il proposito d’avviare la stesura d’un almanacco che raccogliesse riproduzioni delle più disparate creazioni artistiche: dipinti, sculture, disegni, incisioni, arazzi ma anche oggetti etnici, opere d’arte provenienti da culture extraeuropee, lavori creati da bambini. Un’eterogenea collezione che, assieme agli scritti teorici che l’avrebbero accompagnata, si poneva l’intento dichiarato d’estendere i limiti esistenti dell’espressione artistica e si configurava al contempo come pionieristica indagine sugl’impulsi che spingono l’essere umano a fare arte.

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Sul Neoclassicismo come fondamento della pittura romantica

Nobile semplicità e quieta grandezza: Winckelmann e le basi del neoclassicismo

di Federico Giannini, 28-7-2014

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Non si potrebbe comprendere il neoclassicismo senza far riferimento alla figura del principale teorico di questo movimento che si sviluppò nella seconda metà del Settecento e contraddistinse anche buona parte del secolo successivo: stiamo parlando di Johann Joachim Winckelmann (Stendal, 1717 – Trieste, 1768), autore del fondamentale saggio Pensieri sull’imitazione delle opere greche nella pittura e nella scultura (titolo originale: Gedanken über die Nachahmung der Griechischen Wercke in der Mahlerey und Bildhauer-Kunst), pubblicato nel 1755. In questo saggio, compare un passo essenziale per la comprensione del neoclassicismo. Eccolo qua per intero:

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