Beuys e il suo cappello. Fascino e limite dell’espressione contemporanea

Il cappello di Beuys

Indossare il feltro: primordi animali, preservando energia. Insegna dello «shaman» nelle culture eurasiatiche, il cappello entra, per via del feltro, nel sistema simbolico dell’artista tedesco, con il miele e il grasso. Per automitologizzarsi Beuys si appropria di una modalità visivo-verbale tipica dell’arte medievale: le figure hanno sempre attributi riconoscibile

Andy Warhol, Joseph Beuys, 1980, Berlino

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Arte rivoluzionaria sovietica: asprezza e utopia

Gigante inquieto in un campo di vettori dinamici

L’immagine del poeta: Rodchenko/Majakovsij. 1924, Aleksandr Rodchenko invita Vladimir Majakovskij nello studio per un set di pose. Ne nasce il dramma percussivo di due realtà contraddittorie: poesia e geometria

Aleksandr Rodchenko,

Aleksandr Rodchenko, “Vladimir Majakovskij”,1924

Nel 1921 Alexandre Rodchenko abbandona la pittura e la scultura. La riflessione razionale-costruttivista richiede un’ulteriore evoluzione verso nuove tecniche. E le nuove tecniche sono i valori aggiunti per arrivare più immediatamente alle coscienze. Leggi tutto “Arte rivoluzionaria sovietica: asprezza e utopia”

Berlino Anni Venti: impietosa analisi del reale

I piani oscuri scolpiti in un cranio

L’immagine del poeta: Grosz/Herrmann-Neisse. George Grosz suggellò l’immagine di Max Herrmann-Neisse, poeta anarchico e infelice negli stregati anni venti berlinesi, oggettivandovi tutta l’inquietudine tedesca prima di Hitler

George Grosz,

George Grosz, “Ritratto di Max Herrmann-Neiße”, 1925, Mannheim, Kunsthalle

Innanzitutto la testa. Anzi il cranio. Un cranio avvolto in una pellicola di pelle tesa e sottile, che lascia trasparire vene e suture tra le ossa. È incassato dentro un corpo sproporzionatamente piccolo e anche per questo ha un che di malinconico e insieme di spietato. Berlino, anno 1925. Leggi tutto “Berlino Anni Venti: impietosa analisi del reale”

La svendita del patrimonio pubblico: un regalo ai privati

San Salvador a Venezia: come lo Stato vende lo Stato

Paola Somma

L’ex convento di San Salvador è il pezzo più pregiato della lista, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 16 luglio 2019, dei primi 93 dei 420 edifici che lo Stato italiano ha messo in vendita, in attuazione al decreto del ministero dell’economia e delle finanze che definisce  “il perimetro e le modalità d’azione del piano straordinario di dismissione degli immobili pubblici previsto dalla legge di bilancio del 2019”.

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Autonomie regionali e sacco del paesaggio e dei Beni Culturali

L’autonomia devasta paesaggi e beni culturali

Salvatore Settis

Pur di devastare impunemente paesaggio e patrimonio culturale, la Lega nordista cerca ispirazione nel già vituperato Sud. E infatti le richieste di “autonomia” avanzate da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna (nella quale ultima le istanze leghiste sono targate Pd) ricalcano l’autonomia speciale di cui gode la Regione Sicilia. Il 16 maggio le intese fra il presidente del Consiglio e le tre regioni sono state siglate, e prontamente occultate. Possiamo leggerle, con due mesi di ritardo, solo grazie al sito Roars.

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Autonomie regionali e Beni Culturali sotto attacco

Il patrimonio culturale fatto a pezzi

Battista Sangineto

Beni da sminuzzare. Nei prossimi giorni, verranno approvate le nuove, peggiorative, bozze sulla «autonomia differenziata», fra il governo e le tre regioni secessioniste, Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna, che vogliono apportare modifiche anticostituzionali e antiunitarie anche in materia di valorizzazione e di tutela

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Il pericolo dell’atacco alle Soprintendenze. Storia ei ieri e, probabilmente, di domani

Gli attacchi al MiBAC e l’interesse Lega-PD

Tomaso Montanari e Salvatore Settis

In un articolo dal titolo particolarmente spiacevole (Beni culturali, è guerra per bande ) apparso ieri su Repubblica, Sergio Rizzo ha ritenuto di dare amplissimo spazio alle feroci censure del soprintendente di Roma, Francesco Prosperetti, contro il suo superiore gerarchico diretto, il direttore generale per le Belle Arti, Archeologia e Paesaggio, Gino Famiglietti, e contro il Segretario generale Panebianco e il ministro Bonisoli.

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Castel del Monte

 

Castel del Monte, l’imponente castrum ottagonale di Federico II: la storia, le opere, il significato

da Finestre sull’arte, 10-7-2019

 

Castel del Monte. Ph. Credit Francesco Bini

Il 29 gennaio del 1240, l’imperatore e re di Sicilia, Federico II di Svevia (Jesi, 1194 – Fiorentino di Puglia, 1250), scriveva da Gubbio una lettera a Riccardo da Montefuscolo, Giustiziere della Capitanata (ovvero il funzionario che rappresentava il sovrano nella Capitanata, una delle suddivisioni amministrative del regno di Sicilia, all’incirca corrispondente all’odierna provincia di Foggia), nella quale ordinava di fare l’actractus “pro castro quod apud Sanctam Mariam de Monte fieri volumus”, ovvero “per il castello che abbiamo voluto costruire nei pressi di Santa Maria del Monte”. Leggi tutto “Castel del Monte”

Una foto dell’Italia 2019

Tomaso Montanari, Fendi sfila al Colosseo e promette restauri per 2,5 milioni. Ma l’affare è tutto suo

Le sincronie, si sa, possono essere illuminanti: chissà se quando uno storico proverà a spiegare l’Italia dell’estate 2019 farà notare che nella stessa notte in cui si respingevano 46 disperati su

un veliero senza acqua né viveri, al Colosseo(monumento pubblico di straordinario valore simbolico) andava in scena una sfilata di moda costata otto milioni di euro, con l’accompagnamento di una disgustosa mondanità da ‘Grande Bellezza’.

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