Potrenza e maniera del Pordenone

La tempesta del Pordenone, il pittore che turbò e sgomentò Caravaggio

di Vittorio Sgarbi, 21-11-2019

Giovanni Antonio de' Sacchis detto il Pordenone, Adorazione dei Magi (1520; affresco; Treviso, Duomo, Cappella Malchiostro)

Si scatena una tempesta nei cieli padani, all’arrivo del Pordenone (Giovanni Antonio de’ Sacchis; Pordenone, 1484 – Ferrara, 1539), reduce vittorioso da un match con Tiziano nella cappella Malchiostro del Duomo di Treviso. Il Cadorino è alle corde e l’insidioso Pordenone si abbatte su di lui con una furia incalzante. Non gli lascia spazio, domina con gli affreschi le pareti ai lati della scolastica Annunciazione di Tiziano. Tiziano ha istinto, e ha dimostrato di avvertire lo spirito dei tempi ne L’Assunta per la Chiesa dei Frari, ma Pordenone ha l’esperienza nuova della Cappella Sistina, di cui ha interiorizzato, senza traumi, il rumore e la paura che accusò Raffaello vedendola di nascosto, grazie a Bramante che gli aperse la porta della Cappella Sistina in assenza di Michelangelo Leggi tutto “Potrenza e maniera del Pordenone”

Riflessioni su Modigliani

Amedeo Modigliani. Un mito controverso

Amedeo Modigliani nel suo studio, fotografia del 1915 di Paul Guillaume

A distanza di cento anni dalla sua scomparsa, Amedeo Modigliani e il suo mito continuano a far discutere. Come inquadrare la sua storia?

“Amedeo sorride, stretto in una giacca di velluto. È bellissimo, simpatico, un attore” (Dan Franck). La fotografia, scattata nel 1918 da Paul Guillaume, uno dei primi e maggiori mercanti d’arte incontrato da Amedeo Modigliani (Livorno, 1884 – Parigi, 1920) a Parigi è l’immagine più nota del suo amico artista. “Una lunga sciarpa lo segue come una scia. Si siede davanti a uno sconosciuto, allontana tazza e piattino con le lunghe mani nervose, tira fuori di tasca un taccuino e una matita e incomincia a disegnare un ritratto senza nemmeno chiedere il permesso. Firma. Stacca il foglio e lo tende orgogliosamente al suo modello. Così beve, così mangia”. Leggi tutto “Riflessioni su Modigliani”

Come tenere a bada con l’arte parenti e amici molesti a pranzo

Temete il pranzo di Natale coi parenti? Ecco 10 argomenti artistici per difendervi da 10 tipi di parenti molesti

Federico Brandani, Presepe (1545-1550; sculture in stucco a grandezza naturale; Urbino, Oratorio di San Giuseppe)
Stanchi di sentir sempre parlare dei soliti argomenti al pranzo di Natale? Non sapete come sottrarvi allo zio fanatico che comincia a parlare (a sproposito) di politica dopo la seconda tartina al salmone, ai cugini patiti di calcio che riescono ad arrivare a mezz’ora di conversazione sull’appassionante argomento dell’esonero di Ancelotti dal Napoli, alla nonna che vi chiede cosa aspettiate a trovarvi un fidanzato o una fidanzata, alla cognata che è già in mood da Capodanno e sta già per cominciare ad ammorbarvi gli ammennicoli descrivendovi minuziosamente tutti i dettagli della sua vacanza a Santo Domingo?

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Hogarth: la sferza moraleggiante

Hogarth, stanze di discussione per il gran moralista

A Londra, Soane’s Museum, “William Hogarth. Place and Progress”. Nel museo «di» John Soane, l’architetto neoclassico, William Hogarth è di casa: ma come ha inciso questa casa sulla sua ricezione? Per il pittore inglese le opere d’arte dovevano produrre «giudizio», irrevocabilmente. Ma cosa succede se guardiamo gli «Humours of an Election» accanto a Canaletto?

Claudio Gulli, Alias, 29-12-2019

Il patchwork realizzato dal Soane’s Museum per la mostra su Hogarth

Il patchwork realizzato dal Soane’s Museum per la mostra su Hogarth

Forse un museo può generare un nuovo pezzo di città, e non solo in senso figurato. È quel che viene da chiedersi se si attraversa l’estensione di David Chipperfield della Royal Academy, un collegamento fra due corpi espositivi dove i grandi gessi che servivano da modello – siano dell’Ercole Farnese o del Fauno Medici – sono collocati in nicchie di passaggio, fra il cemento e i mattoni. E funzionano benissimo. Un Antico mai rimosso può così proiettarti in giardini lontani, anche se lo scenario è metropolitano. Leggi tutto “Hogarth: la sferza moraleggiante”

Dürer grande professionista

Dürer, il cantiere di lavoro non conosce malinconia

All’Albertina di Vienna la mostra di Albrecht Dürer, a cura di Christof Metzger. Facendo perno sulla sua ricchissima raccolta di disegni e acquerelli dell’artista di Norimberga, l’istituzione viennese in una mostra che restituisce l’artista quale perfetto imprenditore di se stesso. Ci si è voluti tenere fuori dalla celebre lettura di Panofsky

di Giuseppe Frangi, Alias, 29-12-2019

Albrecht Dürer,
Albrecht Dürer, “Left Wing of a Blue Roller”, ca. 1500, The Albertina MuseumQuando il 6 aprile 1528 Albrecht Dürer morì nella sua Norimberga non lasciò nulla al caso. Nello studio centinaia di disegni e incisioni erano raccolti e schedati meticolosamente, pronti per essere gestiti dalla moglie Agnes Frey, donna spigolosa che era stata a fianco dell’artista per tutta la vita senza riuscire a dargli un erede. Così, intorno al 1550 una parte consistente di quel patrimonio venne acquisito «a pacchetto» da un commerciante della città, Willibald Imhoff.

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El Greco, il visionario fanatico che voleva cancellare Michelangelo

El Greco, l’intemperante anti-vasariano

A Parigi, Grand Palais, “Greco”, a cura di Guillaume Kientz. Una meteora in cromie mordenti da Candia a Toledo: con un soggiorno nella Roma farnesiana, che segna la sua insofferenza verso Michelangelo

di Massimo Romeri, Alias, 22-12-2019

El Greco,

Alcune associazioni tra opere contemporanee e opere del passato sono diventate luoghi comuni della storiografia artistica: sono paragoni più o meno originali che dimostrano quanto sia stratificata la memoria figurativa. In questo senso, la parabola critica di Domínikos Theotokópoulos (1541-1614) è esemplare. El Greco, pressappoco dimenticato fino alla seconda metà dell’Ottocento, diventa un beniamino delle avanguardie di primo Novecento: «un pittore veneziano, che però è cubista nella costruzione», disse Picasso. Leggi tutto “El Greco, il visionario fanatico che voleva cancellare Michelangelo”

Cosa si cela spesso dietro il mecenatismo disinteressato

Venezia. Ai Giardini Reali i mecenati di se stessi raccolgono i frutti dell’art bonus

di Paolo Somma, Emergenza cultura

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Il 17 dicembre si è svolta, alla presenza del ministro Dario Franceschini, la cerimonia di “restituzione alla città” dei Giardini Reali.

Voluti da Napoleone e completati durante la dominazione austriaca, i giardini passarono poi al regno d’Italia (nel 1918 la regina vi si intratteneva con i mutilati di guerra) e il 23 dicembre 1923 furono dal demanio dello stato assegnati  “in uso all’ente locale affinché fossero aperti al pubblico”. Leggi tutto “Cosa si cela spesso dietro il mecenatismo disinteressato”

Vox clamans …. Ma i politici ascolteranno?

Perché ho accettato (nonostante tutto) di dare consigli al Movimento 5 Stelle sul patrimonio culturale: e cosa ho iniziato a proporre

(ANSA) – ROMA, 02 DIC – Si ad una consulenza per il Movimento 5 stelle, ma a titolo gratuito e garantendosi la libertà di critica.

Lo storico dell’arte Tomaso Montanari anticipa all’ANSA di aver accettato di far parte di “un team “che dovrà segnare la direzione del Movimento 5 Stelle in materia di istruzione e cultura. Leggi tutto “Vox clamans …. Ma i politici ascolteranno?”

Interno olandese secentesco

Entrare nelle case dell’Olanda del Seicento con le opere di Pieter de Hooch

da Finestre sull’arte, 28-11-2019

Pieter de Hooch, Il dovere di una madre (1658-1660 circa; olio su tavola, 52,5 x 61 cm; Amsterdam, Rijksmuseum)

La prima monografica olandese dedicata a un importante artista del Seicento, Pieter de Hooch, pittore di Delft, è occasione per una breve incursione nella sua arte.

La città di Delft è continuamente accostata al luogo che diede i natali a Jan Vermeer (Delft, 1632 – 1675), il celebre pittore della Ragazza con l’orecchino di perla che qui nacque e trascorse la sua intera esistenza. Semplicemente camminando per le strade di Delft ci si trova di fronte infatti alla casa in cui visse con la moglie, alla corporazione degli artisti di cui Vermeer faceva parte, ovvero la Corporazione di San Luca (St. Lucas Gilde in olandese), all’edificio in cui nacque, che oggi ospita un ristorante, e alla Oude Kerk, la chiesa più antica della città, dove l’artista è sepolto, e il cui campanile è pendente, come la Torre di Pisa. Leggi tutto “Interno olandese secentesco”

Una banana può essere un’opera d’arte?

Comedian (banana e nastro adesivo su muro): un’opera in cui tutto è Maurizio Cattelan

di Federico Giannini, 7-12-2019

Maurizio Cattelan, Comedian (2019)

Comedian, la banana attaccata a un muro con nastro adesivo che Maurizio Cattelan ha presentato ad Art Basel Miami Beach, è un’opera che è in tutto e per tutto coerente nel suo percorso.

Parrà strano a dirsi, ma la banana di Maurizio Cattelan ha un illustre precedente, se si parla di cibo elevato a opera d’arte. E certo non si parla di secentesche nature morte colme di frutti d’ogni specie e varietà, né dei gelati e degli hamburger giganti di Claes Oldenburg, tanto meno della Struttura che mangia di Giovanni Anselmo (dove il cespo di lattuga era parte d’un insieme in cui l’ineludibile marcescenza del vegetale aveva un ruolo centrale), men che mai dell’acclamata banana di Andy Warhol che i più hanno (con pertinenza) accostato alla nuova Comedian di Cattelan, la banana attaccata con nastro isolante alla parete dello stand di Perrotin all’edizione di quest’anno di Art Basel Miami Beach. Niente di tutto ciò: qui si parla di vero cibo venduto ai collezionisti come opera d’arte.

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