A Vigevano riaprono altre stanze nel Castello

Vigevano, dopo 500 anni riapre la stanza della duchessa in Castello

Riaprono le Stanze di Beatrice d'Este nel Castello di Vigevano

Due nuovi spazi arricchiscono la visita del Palazzo dei Duchi nel Castello di Vigevano. Dopo gli ambienti delle feste e degli spettacoli di corte riaperti ad aprile 2017, vengono adesso resi accessibili dal Comune di Vigevano – al termine del restauro – le stanze di Beatrice d’Este. I due preziosi locali fanno parte della “ala al femminile” del Castello di Vigevano, voluta da Ludovico il Moro e progettata da Donato Bramante come “nursery” della Duchessa (La Loggia delle Dame e il Giardino pensile), come alloggi delle ancelle, come spazi privati per gli armadi, i vestiti, le collezioni d’arte di Beatrice d’Este. Sabato 27 e domenica 28 gennaio per chi volesse visitarle il racconto di come erano in origine quelle stanze, l’animazione con proiezioni e installazioni sulla duchessa di Milano inventrice della moda italiana e collezionista di smalti, avori, vetri, acque profumate. L’iniziativa è organizzata dal nuovo Infopoint Vigevano la cui gestione è affidata dal 1 ottobre 2017 ad una associazione temporanea di imprese che si è aggiudicata il bando del Comune per la durata di quattro anni. Capofila l’azienda vigevanese di trasporti Stav insieme a Frigerio Viaggi tour operator di Milano e alla impresa Erre4 titolare del sito www.visitvigevano.it. Per informazioni 3293194342 r4inrete@gmail.com (Video Sacchiero)

da: La Provincia Pavese

 

Incontro a Palazzo Marino: Attualità della Costituzione Repubblicana: un impegno per tutti i Cittadini

Volentieri inoltro l’invito a partecipare a questo incontro pubblico a Milano in Palazzo Marino in quanto uno dei temi trattati sarà proprio il rispetto dell’Articolo 9 della Costituzione, quello che riguarda i Beni Culturali, che sarà trattato dalla collega Anna Torterolo.

L’Associazione Libertà e Giustizia e l’Amministrazione Comunale invitano al dibattito

“Attualità della Costituzione Repubblicana: un impegno per tutti i Cittadini”

(Sana, robusta e più viva che mai festeggia i suoi primi 70 anni di vita)

31 gennaio 2018 alle ore 17.00

Palazzo Marino –  Sala Alessi –  Piazza Scala, 2 – Milano

Interventi:

Carlo Smuraglia – presidente emerito ANPI: “Princìpi, valori e spirito della Costituzione

Vittorio Agnoletto –  medico, docente universitario: “La Repubblica tutela la salute” (art. 32)

Gianni Barbacetto – giornalista de Il Fatto Quotidiano: “La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure” (art.21)

Anna Torterolo – storica dell’arte: “La Repubblica tutela il patrimonio storico e artistico della Nazione” (art.9)

Gino Strada – fondatore e direttore esecutivo di Emergency: “L’Italia ripudia la guerra” (art.11)

Gherardo Colombo – già magistrato: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge” (art.3)

Roberta De Monticelli – docente universitaria, del c.d.p. di Libertà e Giustizia: “La scuola è aperta a tutti” (art.34)

E’ previsto l’intervento di un Consigliere Comunale

Modera il dibattito:

Albarosa Raimondi – Libertà e Giustizia

Salva la Sacra di San Michele dopo l’incendio

La Sacra di San Michele è salva.

L’incendio divampato la sera del 24 gennaio è partito dal tetto del convento dove abitano tre padri rosminiani. E lì per fortuna si è fermato. Come ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte al termine di un sopralluogo effettuato nel pomeriggio del 25 gennaio con l’assessora alla Cultura, i danni non sembrano essere ingenti, anche se ha riconosciuto che è stato corso un bel rischio.

Il presidente ha quindi confermato che, come gli aveva garantito in mattinata l’assessore al Bilancio, nei fondi europei sono state individuate risorse abbondantemente sufficienti per far fronte alle operazioni di ripristino delle parti bruciate. Sia lui che l’assessora hanno poi ringraziato i vigili del fuoco per essere riusciti, con un lavoro straordinario, a circoscrivere i danni e dichiarato che il rogo ha intaccato una parte che sembra facilmente riparabile.

 

Sgarbi colpisce ancora …

Ricostruire il tempio G di Selinunte? Idea vecchia e sbagliata: lo dicevano già Brandi e Bianchi Bandinelli

in Finestre sull’Arte

Sgarbi lancia di nuovo la proposta di ricostruire il tempio G di Selinunte: un’idea vecchia e sbagliata. Lo dicevamo già Brandi e Bianchi Bandinelli.

Non è nuova, né tanto meno originale, l’idea di ricostruire il tempio G di Selinunte, rilanciata ieri da Vittorio Sgarbi, che da novembre è il nuovo assessore alla cultura della Regione Sicilia e che per tutta la campagna elettorale ha sbandierato l’ipotesi di ricostruzione come suo cavallo di battaglia. Nelle scorse ore, lo storico dell’arte ferrarese ha diffuso le stime sui costi per rialzare le colonne del tempio, abbattuto da un sisma in epoca altomedievale, quando Selinunte era già disabitata e in stato di abbandono da secoli. E da quell’evento, del tempio G non è rimasto altro che un ammasso di rovine su cui svetta un’unica colonna, ribattezzata “il fuso della vecchia” dagli abitanti della zona.

Jean Pierre Houël, Rovine del tempio grande di Selinunte

Jean Pierre Houël, Rovine del tempio grande di Selinunte (1782; inchiostro, pietra nera e gouache su carta, 35,1 x 54,5 cm; Parigi, Louvre, Cabinet des Dessins)

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Una bella mostra per Francesco Trombadori a Roma fino all’11 febbraio

Trombadori, piazze e rovine dietro gli occhiali fumé

A Roma, Galleria d’Arte Moderna, “L’essenziale verità delle cose”.

Al museo di via Crispi torna Francesco Trombadori, un caso che Roberto Longhi, nel 1925, vedeva sotto specie olandese. Nature morte, ritratti, paesaggi: sempre «filtrare il vero». Fino all’11 febbraio

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Conversazione su Rubens, Bernini e gli inizi del Barocco

Conversazione: La Galleria Farnese dei Carracci e gli esordi di Bernini

La travolgente Galleria Farnese segna l’apogeo della riforma carraccesca della pittura e apre le porte dell’estetica barocca. Negli stessi anni il giovane Rubens, mettendo a punto elementi carracceschi e caravaggeschi, inserisce in pittura una tenerezza mai vista prima. E poco dopo esordisce, ancora quasi bambino, il travolgente talento di Gianlorenzo Bernini, il massimo creatore del Seicento.

Data: giovedì 25 gennaio
ora: 14,45
luogo: via terraggio 1
quota di partecipazione: euro 13, studenti euro 5
E’ possibile acquistare i cd con le precedenti lezioni: 15 € completo, 5 € solo immagini

 

Immagine correlata

Consigli di lettura sul barocco: un saggio chiave e un’agile introduzione

Arte e architettura in Italia 1600-1750

Rudolf Wittkower

Editore:Einaudi
Anno edizione:2005 (1 ed 1957)

Formato:Tascabile

EAN: 9788806177089

€ 23

“Arte e architettura in Italia”, la cui ultima revisione risale a più di quarant’anni fa, poco prima della morte del suo autore, resta un’opera inattaccabile al passare del tempo, che per fortuna Einaudi continua a ristampare. E’ la migliore sintesi del periodo barocco-rococò dell’arte italiana, con straordinari singoli capitoli densi ma ottimamente leggibili su Bernini (Wittkower ne è considerato tuttora il massimo studioso del ‘900), Borromini, Pietro da Cortona, disquisizioni più sintetiche (ma approfondite nelle note!) degli altri artisti e una visione eccellente della multiculturalità del barocco italiano (dal Trentino alla Sicilia, per intendersi). L’autore fu un grande protagonista di quella riscoperta del Barocco italiano che, tra gli strali degli alfieri del Rinascimento come Berenson, ebbe alfieri i grandi studiosi del mondo germanico emigrati in Inghilterra e in America per le persecuzioni razziali (Wittkower stesso, Otto Kurz, Ernst Gombrich…) e soprattutto lo straordinario Warburg Institute, trapiantato a Londra dalla natia Amburgo negli anni ’30 per lo stesso motivo.

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Ancora 8 giorni per vedere una mostra interessante

‘Giuseppe Diotti. Un protagonista dell’Ottocento in Lombardia’ a Casalmaggiore, Museo Diotti, fino al 28 gennaio 2018

Giuseppe Diotti, “primo pittore lombardo” tra neoclassico e romantico in mostra nella sua casa-museo

, in Finestre sull’Arte

Una sala della mostra "Giuseppe Diotti. Un protagonista dell

Non è facile trovare una mostra allestita nello stesso luogo in cui l’artista visse e realizzò parte delle sue opere: è questo un punto di forza per la rassegna che Casalmaggiore, piccolo comune poco distante da Cremona, dedica fino al 28 gennaio a uno dei suoi figli più illustri, Giuseppe Diotti (Casalmaggiore, 1779 – 1846). Artista glorificato nella sua epoca, tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, tanto da meritarsi gli onori di Defendente Sacchi, tra i più importanti e autorevoli critici d’arte a lui contemporanei, che nel 1832 scrisse: “Diotti è il migliore pittore lombardo e alcuni credono anche il migliore che dipinga in Lombardia: la moda dà la palma ad Hayez e a Pelagi, forse il tempo la darà a Diotti…”: tuttavia, dopo la sua scomparsa fu trascurato dalla critica e oggi, purtroppo, pochi lo ricordano.

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Una interessante riflessione sui presunti successi della riforma dei musei

Per una lettura ponderata dei 50 milioni di visitatori nei musei: ecco i veri effetti della riforma

in Finestre sull’arte

Nei giorni scorsi, il ministro Dario Franceschini ha sciorinato, con toni decisamente enfatici, i dati relativi agli afflussi nei musei italiani nel 2017: si parla d’un primato di 50 milioni di visitatori che, lo scorso anno, si sono recati nei nostri istituti statali, garantendo incassi che hanno superato i 193 milioni di euro. Cifre che mai s’erano toccate prima: pertanto, non si vuol negare al ministro la constatazione d’aver fatto siglare un record di visitatori e d’introiti mai toccato da quando sono cominciati i rilevamenti statistici del Ministero dei Beni Culturali (e del quale siamo tutti contenti). Tuttavia, al di là dei semplici trionfalismi, che non ci appartengono, è quanto mai doveroso contestualizzare i dati per fornire una lettura che sia la più possibile imparziale e oggettiva, che non si limiti a riportare in modo acritico i grafici che giungono dall’ufficio statistiche del ministero e, viceversa, cerchi d’interpretarli onde verificare se davvero i risultati sono merito, come il ministro ha dichiarato in avvio del comunicato stampa, della riforma Renzi-Franceschini, oppure in quali modi la riforma abbia effettivamente condizionato i flussi dei visitatori.

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Incontro giovedì 18 gennaio: Annibale Carracci e le origini del Barocco

Realtà e finzione, conoscenza e commozione.

Un incontro che, partendo da Caravaggio e dal suo “antagonista” Annibale Carracci, sonda l’humus culturale e artistico da cui si sviluppò il grandioso fenomeno che fu definito Barocco. Non un incontro monografico dedicato al bolognese, ma una discussione di più ampio respiro.

Luogo: Via Terraggio 1

Orario: giovedì 18 gennaio ore 14,45

Quota di partecipazione: 13 euro, studenti 5 euro.

Vedi il programma completo delle iniziative qui