Riflessioni sulla statua celebrativa di Dannunzio e dell’impresa di Fiume

No alle santificazioni di Gabriele d’Annunzio, ma no anche alle semplificazioni di Tomaso Montanari

Gabriele d'Annunzio nel 1904

Pochi giorni fa Tomaso Montanari ha preso posizione contro l’idea di erigere, a Trieste, un monumento a Gabriele d’Annunzio. Fornendo però un sunto banalizzato dei rapporti tra il poeta e il fascismo. Leggi tutto “Riflessioni sulla statua celebrativa di Dannunzio e dell’impresa di Fiume”

Intorno alla leonardesca Battaglia di Anghiari rientrata in Italia

La Tavola Doria, la più nota tra le copie della perduta Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci

Francesco Morandini detto il Poppi (?), Tavola Doria (1563?; olio su tavola, 86 x 115 cm; Firenze, Gallerie degli Uffizi)

Il 12 giugno del 2012, il segretario generale del Ministero dei Beni Culturali, Antonia Pasqua Recchia, e il direttore del Tokyo Fuji Art Musueum, Akira Gokita, firmavano un accordo grazie al quale l’Italia rientrava in possesso di un prezioso dipinto cinquecentesco, universalmente noto come la Tavola Doria, testimonianza diretta della perduta Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci (Vinci, 1452 – Amboise, 1519). L’accordo siglato tra i due paesi prevedeva che l’opera sarebbe stata restituita all’Italia, che ne sarebbe divenuta proprietaria esclusiva, e che sarebbe stata esposta alternamente tra i due paesi per ventisei anni (due anni in Italia, quattro in Giappone): terminato questo lungo arco di tempo, la tavola rientrerà definitivamente in Italia. Per comprendere come si sia arrivati all’accordo è necessario ripercorrere la storia recente dell’opera e tornare al 1940, quando a Napoli, a Palazzo d’Angri, viene messa all’asta la collezione del suo proprietario, il principe Marcantonio Doria. Leggi tutto “Intorno alla leonardesca Battaglia di Anghiari rientrata in Italia”

Che cosa resta di Bonisoli

Ciò che il ministro uscente ha fatto, e ciò che non è riuscito a fare

Edek Osser, da Il Giornale dell’Arte numero 400, settembre 2019

Il ministro uscente dei Beni culturali Alberto Bonisoli

Roma. Dopo 15 mesi alla guida del Mibac, dell’azione di Alberto Bonisoli resta soprattutto quella che solo di recente lo stesso ministro ha accettato di chiamare «riforma». Il nuovo Mibac è nato dopo un lavorio di molti mesi in un segreto quasi assoluto per poi esplodere con fragore mediatico e con altrettanto immediate e aspre critiche il 19 giugno, quando la riforma è diventata finalmente nota con un Decreto della Presidenza del Consiglio. Leggi tutto “Che cosa resta di Bonisoli”

Un funzionario esemplare: intervista a Famiglietti

L’inflessibile Famiglietti

«Perché ho detto sempre no? Se lo Stato è la legge, lo Stato deve vincere. La prima urgenza del Mibac? La formazione dei funzionari»

Edek Osser, da Il Giornale dell’Arte numero 400, settembre 2019

Gino Famiglietti

Roma. Nella sua lunga permanenza in centri vitali e poi ai vertici del Ministero dei Beni culturali, Gino Famiglietti è stato, fra l’altro, direttore generale dell’Archeologia, poi degli Archivi e infine di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio fino alla pensione, a 67 anni, lo scorso primo agosto. Leggi tutto “Un funzionario esemplare: intervista a Famiglietti”

Quando è “lecito” affittare il patrimonio pubblico? La lezione della Grecia e il valore semioforo dell’arte

Patrimonio in affitto. Sicilia, templi antichi per mega dj set e pubblicità: l’arte è sempre meno un bene di tutti

di Silvia Mazza, Finestre sull’arte, 18-9-2019

In uno dei più importanti parchi archeologici d’Italia, quello di Siracusa, ma non nel più noto teatro greco della Neapolis, bensì in quello di Akrai, a 40 km, a Palazzolo Acreide, il 12 settembre è andato in scena un evento che rispetta il carattere storico-artistico del monumento ed è compatibile con la sua destinazione culturale. Non è la regola. E non solo in Sicilia. A due passi dal Bouleuterion, edificio in cui si riuniva il Senato per amministrare la giustizia, gli attori David Coco, Simone Luglio e Liborio Natali hanno interpretato il testo drammaturgico di Claudio Fava, basato sulla Relazione conclusiva dell’Inchiesta sul “Sistema Montante” approvata il 19 marzo 2019 dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta e Vigilanza sul Fenomeno della Mafia e della Corruzione in Sicilia. Leggi tutto “Quando è “lecito” affittare il patrimonio pubblico? La lezione della Grecia e il valore semioforo dell’arte”

Intorno a un monumento visto in Puglia

Uno spaccato di arte greco-bizantina nel cuore del Salento: l’abbazia di Santa Maria di Cerrate

da Finestre sull’arte, 10-9-2019

Nel cuore del Salento, in prossimità della strada romana che univa Lecce e Otranto, oggi strada provinciale Squinzano – Casalabate, sorge quella che può essere considerata una delle meraviglie di età medievale dell’intera area salentina: l’abbazia di Santa Maria di Cerrate (o “delle Cerrate”), un vero spaccato di arte greco-bizantina in Puglia.

L'abbazia di Santa Maria di Cerrate

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Beuys e il suo cappello. Fascino e limite dell’espressione contemporanea

Il cappello di Beuys

Indossare il feltro: primordi animali, preservando energia. Insegna dello «shaman» nelle culture eurasiatiche, il cappello entra, per via del feltro, nel sistema simbolico dell’artista tedesco, con il miele e il grasso. Per automitologizzarsi Beuys si appropria di una modalità visivo-verbale tipica dell’arte medievale: le figure hanno sempre attributi riconoscibile

Andy Warhol, Joseph Beuys, 1980, Berlino

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Viaggio a Pisa 16-19 ottobre 2019

PISA

MAGNIFICENZA ROMANICA

Città d’arte in Italia

16-19 ottobre

viaggio a cura di Luca Mozzati – organizzazione tecnica Adenium

Attraversata dall’Arno e cinta dalle mura cittadine, l’orgogliosa Pisa ostenta con irriducibile fierezza monumenti talmente celebrati da avere pochi rivali. Risalgono ai secoli in cui fu una delle più importanti città del Mediterraneo, gloriosa repubblica marinara, travolta dall’aspra contesa con Genova, che ne bloccò lo sviluppo, imbalsamandola nella forma che ancora oggi ci affascina. Il nostro itinerario toccherà tutti i più significativi monumenti, spazi urbani e musei, allargandosi con una giornata di escursione alla scoperta delle bellissime chiese romaniche dei dintorni.

Scarica il programma completo cliccando il link Pisa 2019 programma (1)

 

Arte rivoluzionaria sovietica: asprezza e utopia

Gigante inquieto in un campo di vettori dinamici

L’immagine del poeta: Rodchenko/Majakovsij. 1924, Aleksandr Rodchenko invita Vladimir Majakovskij nello studio per un set di pose. Ne nasce il dramma percussivo di due realtà contraddittorie: poesia e geometria

Aleksandr Rodchenko,

Aleksandr Rodchenko, “Vladimir Majakovskij”,1924

Nel 1921 Alexandre Rodchenko abbandona la pittura e la scultura. La riflessione razionale-costruttivista richiede un’ulteriore evoluzione verso nuove tecniche. E le nuove tecniche sono i valori aggiunti per arrivare più immediatamente alle coscienze. Leggi tutto “Arte rivoluzionaria sovietica: asprezza e utopia”