Storici dell’arte e nazismo: Posse

algardi

Posse, il super-occhio al servizio del Führer

di Donata Levi, Alias, 30-8-2020

Alessandro Algardi,

Alessandro Algardi, “Ritratto di gentiluomo” (Cardinal Laudivio Zacchia?), 1635-’40 ca, marmo, Berlino, Staatliche Museen, Skulpturensammlung

Uomo di museo uscito dalla scuola di Vienna, fu uno di quei «tecnici senza idee» di cui, secondo Annah Arendt, il nazismo aveva sistematico bisogno. Tema, la «scienza del conoscitore» tra potere e morale: come poi questa scienza fosse interpretata al meglio da Posse, lo mostra una sua attribuzione ad Algardi…

«I nazisti avevano le loro idee – ciò che serviva loro erano tecniche e tecnici totalmente privi di idee» , sostenne Annah Arendt con una sentenza forse involontariamente assolutoria, discutibile e discussa. Leggi tutto “Storici dell’arte e nazismo: Posse”

Troppo realistico? Implacabile intensità donatelliana

Lányi, Donatello anno zero

Donatello,

Donatello, “San Lussorio” (o “San Rossore”), 1425-’27 ca, Pisa, Museo Nazionale di San Matteo

Folgorazioni: Jenö Lányi / Donatello, «San Lussorio» (o «San Rossore»), Pisa, Museo Nazionale di San Matteo. Fino al 1939, anno in cui ne scrisse Jenö Lányi, il “San Lussorio” era considerato un intralcio dalla critica donatelliana: realismo troppo compiaciuto… Fu il critico ungherese, con il suo sguardo che ha qualcosa di Musil, a «ristabilirne» la qualità suprema, configurando un nuovo canone dell’opera dello scultore fiorentino Leggi tutto “Troppo realistico? Implacabile intensità donatelliana”

Suida e Bramantino: connoisseurship lombarda

Suida, connoisseurship a Orselina

di Massimo Romeri, ALias, 30-8-2020

Bartolomeo Suardi, detto il Bramantino, «Fuga in Egitto», 1510-1515 ca, Orselina, Madonna del Sasso

Bartolomeo Suardi, detto il Bramantino, «Fuga in Egitto», 1510-1515 ca, Orselina, Madonna del Sasso

Folgorazioni: Wilhelm Suida / Bramantino, «Fuga in Egitto», Orselina, Madonna del Sasso. Intorno alla figura del «sensitivo e austero» Bramantino, Wilhelm Suida affinò lungo mezzo secolo il suo metodo di indagine, «tedesco» e insieme poetico. La «Fuga in Egitto» ticinese fu oggetto per lui di uno speciale incantamento Leggi tutto “Suida e Bramantino: connoisseurship lombarda”

Scoperta di un Giorgione: il lucido occhio dei conoscitori

Vitale Bloch: il tramonto fra i rattoppi, Giorgione!

di Simone Facchinetti, Alias, 30-8-2020

Giorgione,

Giorgione, “Il Tramonto” Donà dalle Rose, Londra, National Gallery

Folgorazioni: Vitale Bloch / Giorgione, «Il Tramonto», Londra, National Gallery. Ebbe per stelle fisse Longhi e Max J. Friedländer. Studioso inclassificabile, anomalo, viveva di commercio d’arte, attività che gli diede modo di fare notevoli scoperte: il paesaggio «puro» Donà dalle Rose è la più importante Leggi tutto “Scoperta di un Giorgione: il lucido occhio dei conoscitori”

Genialità di Longhi su Velazquez

Roberto Longhi: scherzo manzoniano, divinare Velázquez

di Federico De Melis, Alias, 30-8-2020

Diego Velázquez,

Diego Velázquez, “La rissa all’Ambasciata di Spagna”, 1630 ca, Roma, Galleria Pallavicini

Nel 1950 Roberto Longhi destina a una sede privilegiata, il primo numero di «Paragone Arte», lo scritto con l’attribuzione a Diego Velázquez di un piccolo dipinto conservato a Roma, nella collezione dell’‘Aurora’, in palazzo Pallavicini-Rospigliosi. Titola l’opera, vedremo perché, La rissa all’Ambasciata di Spagna. Poche pagine prima, a seguire l’editoriale della rivista da lui fondata, splendono le Proposte per una critica d’arte, in cui Longhi accoglie «l’impegno assunto da Manzoni nel 1822: “Io faccio quel che posso per penetrarmi nello spirito del tempo che debbo descrivere, per vivere in esso”». Leggi tutto “Genialità di Longhi su Velazquez”

Ennesimo attacco ai centri storici

Associazioni e Comitati contro Franceschini. Un “no” forte e chiaro a chi vuole introdurre la speculazione edilizia nei Centri storici

da Emergenza cultura

È in atto da qualche tempo un rinnovato attacco alla integrità delle nostre città storiche che a migliaia rappresentano un patrimonio storico-artistico di valore unico al mondo risalente agli Etruschi, ai Greci, ai Romani, ai Celti, e ad altri popoli come i Longobardi. Patrimonio costruito per millenni con l’impiego ininterrotto degli stessi materiali, legno, pietra, arenaria, marmo, laterizi crudi e cotti, fino al primo ‘900. Leggi tutto “Ennesimo attacco ai centri storici”

I visionari monaci irlandesi

Iona, l’isola sacra dei codici miniati

Dal «Book of Durrow», primo contenente un Vangelo decorato, al «Book of Kells». I monasteri irlandesi, in posizione litoranea, furono «prede» dei vichinghi: con i loro volumi sparsi per l’Europa, seminarono l’eredità celtica precristiana

di Marina Montesano, il Manifesto, 18-8-2020

L'abbazia-biblioteca sull'isola di Iona

L’abbazia-biblioteca sull’isola di Iona

È un’isoletta della Scozia fra le meno conosciute. Arrivando dalla terraferma, bisogna prendere un traghetto per la bella e verde isola di Mull, sulla sponda occidentale della Scozia, attraversarla fino all’altra costa, poi lasciare l’autovettura e salire su un altro traghetto molto più piccolo, in realtà poco più di una zattera, che in qualche minuto vi deposita sulla spiaggia di Iona. Leggi tutto “I visionari monaci irlandesi”

Piccola guida all’Italia divorata dalla speculazione e dall’idiozia

Bell’Italia, cartoline da un Paese sfregiato

di Tomaso Montanari, “Il Fatto Quotidiano”, 15 agosto 2020

È Cicerone a ricordarci come l’immane razzìa artistica di Verre, il corrottissimo governatore della Sicilia, ispirò agli sveglissimi ragazzi di Siracusa un lavoro (certo precario, come per i loro discendenti di oggi): quello dei mistagoghi, le guide che conducevano i turisti del 70 a.C. nell’allucinante tour di un patrimonio ferito. Leggi tutto “Piccola guida all’Italia divorata dalla speculazione e dall’idiozia”

Uno sguardo su Milano come “documento ottico”

Creatività come morale, una Milano in stile Cesare Colombo

Una mostra al Castello Sforzesco. Pragmatismo, impegno civico e un costante esercizio di antiretorica: è la Milano piena di pudore e dai colori smorzati «di» Cesare Colombo, il fotografo e animatore culturale cui il Castello Sforzesco dedica una retrospettiva, a cura di Silvia Paoli

di Giuseppe Frangi, Alias, 26-7-2020

Cesare Colombo,  “Gli ultimi fattorini”, via Montenapoleone, 1957, Milano, Civico Archivio Fotografico © Cesare Colombo

Cesare Colombo, “Gli ultimi fattorini”, via Montenapoleone, 1957, Milano, Civico Archivio Fotografico © Cesare Colombo

Una Milano piena di pudore, dall’aria nebbiosa e dai colori smorzati. Una Milano dove le persone non hanno tempo né testa per mettersi in posa, ma camminano rapide su quei selciati perennemente umidi. Comincia così la bella mostra che il Castello Sforzesco ha voluto dedicare a Cesare Colombo, fotografo e testimone devoto e puntuale di un’altra Milano possibile.

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