Ancora sulla questione della collezione Torlonia

L’affaire Torlonia

di Danilo Maestosi, Emergenza Cultura, 20-10-2020

Tra le tante impressioni, l’ultima è forse la più forte. Sicuramente la più stridente. È l’immagine di una statua di Ercole giovane, collocata a fine percorso della grande mostra con cui in Campidoglio si celebra, nelle sale appena restaurate di villa Caffarelli, la restituzione alla vista dei tesori della collezione Torlonia, la più ricca raccolta antiquaria privata del mondo, dopo un tormentato letargo di oltre mezzo secolo (qui la recensione di Lidia Lombardi su Succedeoggi). Leggi tutto “Ancora sulla questione della collezione Torlonia”

L’annosa questione della collezione Torlonia: vacuità amministrativa?

Torlonia, lo scandalo rimosso. Seicento opere sottochiave

di Tomaso Montanari, “Il Fatto Quotidiano” il 19 ottobre 2020

La mostra dei marmi Torlonia è una straordinaria occasione di conoscenza: lo ha spiegato su queste pagine mercoledì scorso Salvatore Settis, che l’ha voluta e curata insieme a Carlo Gasparri. È per questo che ho scritto con entusiasmo nel catalogo. E anche per questa, seppur marginale, partecipazione sento il dovere di provare a correggere la piega che proprio gli interventi istituzionali inclusi in quel catalogo stanno imprimendo al discorso pubblico intorno alla collezione Torlonia. Leggi tutto “L’annosa questione della collezione Torlonia: vacuità amministrativa?”

Critica d’arte come forma politica: Lea Vergine e il manifesto

L’anticonformismo che si sposò con «il manifesto»

Lea Vergine e Enzo Mari

Lea Vergine e Enzo Mari, scomparso il giorno precedente

Il ricordo. Del manifesto Lea Vergine è stata a lungo preziosa collaboratrice. Nel libro-intervista “L’arte non è faccenda di persone per bene (conversazione con Chiara Gatti)”, racconta come fu stupefatta quando, proprio alla vigilia dell’uscita del quotidiano, Luigi Pintor le propose di scrivere. Stupore che un giornale tanto politico intendesse occuparsi anche di cultura contemporanea Leggi tutto “Critica d’arte come forma politica: Lea Vergine e il manifesto”

La scomparsa di Lea Vergine: critica d’arte al femminile

Shock e dissenso come alfabeto politico

Il corpo come linguaggio. Dal suo celebre libro del 1974 sulla Body art fino ai volumi fondanti su performance a avanguardia

di Teresa Macrì, il manifesto, 21-10-2020

Il libro Il corpo come linguaggio (La Body-art e storie simili) che fu pubblicato nel 1974 dalla Prearo editori, fu quella scossa intellettiva che disturbò le menti conformiste dell’epoca, poiché enunciò il dislocamento artistico nell’universo delle pratiche corporee. Fu la giovane e scomoda critica d’arte Lea Vergine a scriverlo, con tutta la vibrante audacia che già la connotava e con la lucida consapevolezza delle trasformazioni epocali che sommuovevano il mondo, non solo dell’arte. Leggi tutto “La scomparsa di Lea Vergine: critica d’arte al femminile”

Le strade romane come mezzo di conquista

Appia, luogo di epifanie per il «viator»

Scaffale. «Andare per le vie militari romane» di Giovanni Brizzi, per Il Mulino

di Federico Gurgone , il manifesto, 16-10-2020

Giovanni Brizzi, docente di storia romana presso l’Alma Mater di Bologna, torna a scandagliare le mitopoiesi radicate nella topografia antica con Andare per le vie militari romane, agile volume pubblicato dal Mulino nella collana «Ritrovare l’Italia» (pp. 144, euro 12). Leggi tutto “Le strade romane come mezzo di conquista”

Quando i politici prendono il posto dei tecnici della cultura

La cattiva politica dà ordini e mette il bavaglio alla scienza

di Tomaso Montanari, “Il Fatto Quotidiano” il 12 ottobre 2020

Probabilmente fino a qualche mese fa parlare, su un giornale, di comitati tecnico-scientifici dei Beni culturali sarebbe sembrato un po’ astruso. Ma oggi forse è diverso: oggi che la nostra vita quotidiana dipende dai medici del Comitato tecnico scientifico della Protezione civile.

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E’ uscito il programma delle conferenze online

Programma conferenze online ottobre 2020

La figura di Picasso, la sua immensa produzione, il suo linguaggio assolutamente unico e incredibilmente vario, l’inarrivabile vitalismo delle sue opere rappresentano un tema di un fascino realmente senza confini, cui ritornare costantemente alla scoperta di nuovi e potenti suggestioni estetiche ed emotive.

La travolgente creatività di Picasso ha attraversato tutta la vicenda artistica novecentesca con la potenza di una irresistibile forza d’urto, con la dirompente capacità di chi scelse la trasformazione della realtà al posto che la sua rappresentazione, utilizzando spregiudicatamente i più raffinati strumenti della tradizione pittorica occidentale e le folgoranti sintesi dell’arte africana che si andava scoprendo proprio in quegli anni nei suoi inediti valori formali.

Nel 1907, con le Demoiselles d’Avignon, inaugurò il cubismo, cancellando con un gesto di suprema e spregiudicata sicurezza secoli di tradizione pittorica. Dopo questo quadro nulla sarebbe più stato come prima. Da quel momento in avanti rimase per decenni l’artista di riferimento europeo e addirittura americano, mantenendo uno stile e un linguaggio autonomi e di spiccata individualità rispetto alle mode del tempo, a volte spregiudicatamente e deliberatamente spiazzando il mondo artistico e la sterminata platea dei suoi ammiratori

Puoi scaricare il programma cliccando il link qui sotto

Videoconferenze Luca Mozzati Picasso

La tecnica dello spolvero nei dipinti antichi

La tecnica dello spolvero: in che modo i grandi del Rinascimento eseguivano i dipinti

da Finestre sull’arte 30-9-2020

Dettaglio del disegno del Crocifisso di Giotto

La diffusione della carta, a partire dagli anni Sessanta e Settanta del XIII secolo, è stata una delle più importanti innovazioni della storia dell’arte: fino ad allora, infatti, il disegno preparatorio di un’opera pittorica veniva tracciato in maniera diretta sul supporto. Così si faceva in epoca bizantina, quando il disegno era tracciato sull’intonaco, a mano libera o con l’aiuto di strumenti (occorreva aver maturato un’esperienza tale da non commettere sbagli, dal momento che la correzione di eventuali errori era decisamente complicata), e così si faceva anche nell’ambito della pittura medievale prima che la carta diventasse materiale comune. Diverse analisi condotte, ad esempio, sulle croci dipinte, hanno riscontrato questo tipo di tecnica: prendiamo come esempio la croce di Rosano, opera del XII secolo (probabilmente dipinta attorno al 1120), che è stata di recente sottoposta a indagini riflettografiche volte a stabilire cosa si celi sotto il dipinto. Leggi tutto “La tecnica dello spolvero nei dipinti antichi”