Opportunità e rischi di essere capitale della cultura

Matera resti così com’è: la modernità la rovinerebbe

di Tomaso Montanari, FQ 21-1-2019

La posta in gioco è davvero alta. E non certo per la retorica che si porta dietro la “capitale europea della cultura”: un carrozzone che bisognerebbe, anzi, avere il coraggio di ridiscutere

profondamente. No: la posta in gioco è Matera stessa. Ciò che rappresenta: perché Matera, da quando è comparsa all’orizzonte della cultura italiana (dopo il Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi, 1945), è stata un antidoto all’opinione dominante, a ciò che era successo alle nostre città, ad un rapporto malato con il passato e con il paesaggio.

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Dies irae: giovedì 24 nuovo drammatico capitolo. Riusciranno i nostri eroi a scampare il tremendo giorno dell’ira?

Dies irae dies illa, nono capitolo

Salve a tutte e tutti, la tremenda saga del Dies irae prosegue implacabile e delirante. Il demonio si annida nei particolari, questa sembra essere una chiave di lettura della visione escatologica di Hieronymus Bosch, protagonista assoluto di questo episodio. Se credevate di aver compreso la sua pittura forse sarete sorpresi!

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Il paesaggio, la storia la luce: il crogiuolo della bellezza sempre in pericolo

La legge del cemento soffoca anche i cimiteri di campagna

Tomaso Montanari, FQ, 14-1-2019

Non c’è pace tra i cipressi – Il piccolo camposanto di Dofana, a Siena, rischia di essere stravolto con la scusa della modernizzazione

“Su croci oblique, pendio di edera, / leggero sole, profumo e canto d’api. / Felici voi che giacete al riparo / stretti al cuore buono della terra”: il titolo della poesia da cui provengono questi versi è un archetipo dell’immaginario europeo post-romantico: Un cimitero di campagna.

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Degas e il suo sguardo

Stenografia di Degas, fino alla notte finale

Daniel Halévy, “Degas parla”, a cura di Jean-Pierre Halévy, Adelphi. Per vent’anni Edgar Degas si sedette al desco di Ludovic Halévy, genio dell’operetta: il figlio Daniel sin da ragazzo registrò la vita quotidiana e la cecità progressiva dell’artista, in un commovente (e rivelatore) Journal

Edgar Degas insieme alla domestica e cuoca Zoé Closier in un autoritratto fotografico del 1895. Nel corpo del testo, Edgar Degas:

Edgar Degas insieme alla domestica e cuoca Zoé Closier in un autoritratto fotografico del 1895.

«Il suo isolamento e la sua lingua caustica gli procurarono la fama di “uomo cattivo”, che Ernest Rouart ed altri hanno sfatata. Ma non è dubbio che l’impegno posto da Degas nel nascondere ciò che vi potesse essere in lui di affettuoso e benevolo spiega il sorgere della leggenda» (Lionello Venturi).

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Dies irae: giovedì 17 il nuovo tremendo episodio episodio della saga più minacciosa della storia

Dies irae dies illa, ottavo capitolo

Salve a tutte e tutti, la tremenda saga del Dies irae prosegue implacabile, dalla solenne e dolente visione di Rogier van der Weyden a quella più accadenica ma strepitosamente rifinita di Memlinc. Torneremo poi in Italia, a gustarci qualche bel Giudizio periferico ma più che degno di nota, fino al Signorelli di Orvieto.

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Miseri ma comuni esempi di erronea utilizzazioni di architetture storiche come contenitori

Lecce: il tendone da circo e l’ex chiostro dei Teatini.

Fabio Grasso, emergenza cultura 8-1-2019

Il gran circo dei beni culturali: nanetti, giocolieri, saltimbanchi e donne cannone*

Episodio 2/6.

Ironia a parte qui non si critica in termini assoluti la scelta dei colori né quella di impiantare un tendone all’interno del chiostro, lo ribadiamo, ma l’assoluta mancanza di un’idea di spazio, un’idea progettuale che scaturisca da una valutazione attenta e precisa della storia dell’edificio e di quell’edificio in quella città. Leggi tutto “Miseri ma comuni esempi di erronea utilizzazioni di architetture storiche come contenitori”

Il pericolo delle Fondazioni che acquisiscono la gestione di beni pubblici

“All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne”, prima o poi, ci sarà una colata di cemento

Ferruccio Sansa, FQ  8 gennaio 2019

Il progetto edilizio nei campi accanto alla villa che ispirò “I Sepolcri” di Foscolo
“All’ombra dei condomini e dentro l’urne” Chissà se Ugo Foscolo oggi avrebbe scritto così. Perché su Villa Franchetti, dove nacque l’idea di scrivere i Sepolcri, rischia di arrivare una colata di cemento di mezzo milione di metri cubi.

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Dies Irae: giovedì 10 nuovo episodio

Dies irae dies illa, sesto capitolo

Salve a tutte e tutti, la tremenda saga del Dies irae prosegue nel nuovo anno, con la delicata visione dell’Angelico e quelle puntigliose e analitiche dei grandi maestri fiamminghi come van Eyck, van der Weyden e Memlinc

Dopo le oscure visioni medievali il tema del Giudizio Universale rimane sostanzialmente confinato in periferia, con declinazione a volte decisamente saporita, o nella pittura su tavola, particolarmente in ambiente fiammingo.

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