Viaggio a Pisa 16-19 ottobre 2019

PISA

MAGNIFICENZA ROMANICA

Città d’arte in Italia

16-19 ottobre

viaggio a cura di Luca Mozzati – organizzazione tecnica Adenium

Attraversata dall’Arno e cinta dalle mura cittadine, l’orgogliosa Pisa ostenta con irriducibile fierezza monumenti talmente celebrati da avere pochi rivali. Risalgono ai secoli in cui fu una delle più importanti città del Mediterraneo, gloriosa repubblica marinara, travolta dall’aspra contesa con Genova, che ne bloccò lo sviluppo, imbalsamandola nella forma che ancora oggi ci affascina. Il nostro itinerario toccherà tutti i più significativi monumenti, spazi urbani e musei, allargandosi con una giornata di escursione alla scoperta delle bellissime chiese romaniche dei dintorni.

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Interno olandese secentesco

Entrare nelle case dell’Olanda del Seicento con le opere di Pieter de Hooch

da Finestre sull’arte, 28-11-2019

Pieter de Hooch, Il dovere di una madre (1658-1660 circa; olio su tavola, 52,5 x 61 cm; Amsterdam, Rijksmuseum)

La prima monografica olandese dedicata a un importante artista del Seicento, Pieter de Hooch, pittore di Delft, è occasione per una breve incursione nella sua arte.

La città di Delft è continuamente accostata al luogo che diede i natali a Jan Vermeer (Delft, 1632 – 1675), il celebre pittore della Ragazza con l’orecchino di perla che qui nacque e trascorse la sua intera esistenza. Semplicemente camminando per le strade di Delft ci si trova di fronte infatti alla casa in cui visse con la moglie, alla corporazione degli artisti di cui Vermeer faceva parte, ovvero la Corporazione di San Luca (St. Lucas Gilde in olandese), all’edificio in cui nacque, che oggi ospita un ristorante, e alla Oude Kerk, la chiesa più antica della città, dove l’artista è sepolto, e il cui campanile è pendente, come la Torre di Pisa. Leggi tutto “Interno olandese secentesco”

Una banana può essere un’opera d’arte?

Comedian (banana e nastro adesivo su muro): un’opera in cui tutto è Maurizio Cattelan

di Federico Giannini, 7-12-2019

Maurizio Cattelan, Comedian (2019)

Comedian, la banana attaccata a un muro con nastro adesivo che Maurizio Cattelan ha presentato ad Art Basel Miami Beach, è un’opera che è in tutto e per tutto coerente nel suo percorso.

Parrà strano a dirsi, ma la banana di Maurizio Cattelan ha un illustre precedente, se si parla di cibo elevato a opera d’arte. E certo non si parla di secentesche nature morte colme di frutti d’ogni specie e varietà, né dei gelati e degli hamburger giganti di Claes Oldenburg, tanto meno della Struttura che mangia di Giovanni Anselmo (dove il cespo di lattuga era parte d’un insieme in cui l’ineludibile marcescenza del vegetale aveva un ruolo centrale), men che mai dell’acclamata banana di Andy Warhol che i più hanno (con pertinenza) accostato alla nuova Comedian di Cattelan, la banana attaccata con nastro isolante alla parete dello stand di Perrotin all’edizione di quest’anno di Art Basel Miami Beach. Niente di tutto ciò: qui si parla di vero cibo venduto ai collezionisti come opera d’arte.

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Il guanto di Klinger, feticcio di De Chirico

Una delle prime rappresentazioni del sogno nell’arte: il guanto di Max Klinger

Max Klinger, Ein Handschuh, Tavola 2: Handlung
“Klinger si pone a cavallo tra mondi interiori e realtà, in un dialogo tra un dentro e un fuori che è motivo del suo genio creativo. Nelle sue incisioni l’inconscio irrompe nella realtà impadronendosene e divenendo così tangibile. Influenzato da artisti come Arnold Böcklin, dal quale mutuò quel dissidio tra amore e morte che è tra i temi privilegiati del suo percorso creativo, guardò con ammirazione all’arte sorella, la musica, nel tentativo di dare vita all’opera d’arte totale perseguita da Wagner”.

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Classicismo secentesco del Domenichino

Raffinatezza, bellezza e mito: la Sibilla Cumana del Domenichino

di Ilaria Baratta, 17-11-2019

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Una giovane volge lo sguardo verso l’alto e dalla sua bocca semiaperta pare emettere un suono, un canto; il suo viso dolce e delicato ha i toni rosei della fanciullezza. I capelli lisci e biondi sono raccolti e avvolti in un morbido lussuoso turbante, come fastoso e ricco nei panneggi è l’abito che indossa color dell’oro e dalle spalle sulle pallide braccia le ricade un manto dai toni arancionati decorato con motivi dorati. Le sue mani lisce e delicate poggiano su un libro che lei tiene aperto quasi ad angolo retto su una sorta di basamento e con la sinistra stringe inoltre un bianco cartiglio. Da dietro quel basamento spunta eretto il manico di una viola. La ragazza si trova in un interno, appoggiata proprio sotto un’apertura verso l’esterno da cui si nota l’azzurro del cielo e il verde delle foglie di alloro, mentre sulla parete in primo piano, accanto alla giovane, cresce una pianta di vite. È così che si mostra all’osservatore la celebre Sibilla Cumana raffigurata dal Domenichino (Bologna, 1581 – Napoli, 1641). Leggi tutto “Classicismo secentesco del Domenichino”

Gauguin era un pedofilo colonialista?

Gauguin era un pedofilo colonialista? Una mostra a Londra si pone il problema dei suoi rapporti a Tahiti

da Finestre sull’arte, 21-11-2019

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La mostra Gauguin Portaits, in corso alla Sainsbury Wing della National Gallery di Londra fino al prossimo 26 gennaio, non verrà ricordata solo per essere stata la prima mostra di sempre dedicata alla ritrattistica di Paul Gauguin (Parigi, 1848 – Atuona, 1903), ma anche per il fatto che l’esposizione si pone il problema di come l’artista si comportò durante i suoi soggiorni a Tahiti: Gauguin sbarcò sull’isola polinesiana (all’epoca colonia francese) per la prima volta nel 1891, trattenendosi per due anni, poi vi tornò nel 1897 per abbandonarla nel 1901, quando si trasferì a Hiva Oa, dove scomparve nel 1903.

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Aquileia, ponte tra sud e nord

Aquileia, due millenni di storia tra oriente e occidente

Mostre. Una rassegna all’Ara Pacis per testimoniare l’importanza di un porto commerciale di primissimo piano del Mediterraneo, in cui confluivano non solo merci ma anche idee e correnti artistiche dal Nord Africa e dal Medio Oriente che, rielaborate, s’irradiarono fino all’antica provincia del Noricum

di Valentina Porcheddu, il manifesto, 27-11-2019

Manufatto in ambra con putti, I-II secolo d.C.

Aquileia, che tra il 2015 e il 2017, ha ospitato tre mostre tese a presentare al pubblico oggetti provenienti dal Bardo di Tunisi, da Persepolis e da Palmira, e che ha di recente (ri)accolto i tesori «migrati» nell’Ottocento al Kunsthistorisches Museum di Vienna, si «sposta» a Roma per celebrare i suoi 2200 anni di storia.
Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla crescita culturale – Sovrintendenza capitolina ai beni culturali, e realizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con il Polo museale del Friuli Venezia Giulia e il Museo archeologico nazionale di Aquileia, l’esposizione Aquileia 2200. Porta di Roma verso i Balcani e l’Oriente (fino al 1 dicembre al museo dell’Ara Pacis) ha ottenuto anche il patrocinio del Mibact. Leggi tutto “Aquileia, ponte tra sud e nord”

Il sesso nell’espressione artistica d’autore del Cinquecento: maschi focosi e femmine passive

Com’era il sesso nel Cinquecento? Fatto di orge, dildo e copule acrobatiche: chiedere a Giulio Romano e colleghi

Bottega di Raffaello, Giovane figura femminile di profilo, verso (1517 circa?; sanguigna, 362 x 256 mm; Parigi, Musée du Louvre, Cabinet des dessins)
Recensione della mostra “Giulio Romano. Arte e desiderio” a Mantova, Palazzo Te, dal 6 ottobre 2019 al 6 gennaio 2020.

“Il petrarchismo è una malattia cronica della letteratura italiana”, scriveva Arturo Graf al principio d’un suo memorabile saggio del 1888: e il Cinquecento è “il secolo in cui il petrarchismo galla, lussureggia, trionfa e strabocca”. Difficile, tuttavia, ragionare sul perché, proprio nel XVI secolo, si diffuse un così vasto, pervasivo e capillare interesse per la poesia di Petrarca: c’è stato chi, ritenendo il sentimento dell’amore l’unico sul quale si poteva liberamente poetare in un’epoca in cui rigido era il controllo della Chiesa sulla produzione culturale, sosteneva che Petrarca fosse una scelta sostanzialmente obbligata.

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Caravaggio maltese

Caravaggio e Mattia Preti: due geni italiani a Malta, nell’Oratorio di Alof de Wignacourt

da Finestre sull’arte, 12-11-2019

Caravaggio, Ritratto di Alof de Wignacourt (1607-1608; olio su tela, 195 x 134 cm; Parigi, Louvre)
Caravaggio, Ritratto di Alof de Wignacourt (1607-1608; olio su tela, 195 x 134 cm; Parigi, Louvre)

Nell’oratorio di San Giovanni Decollato a Malta si conservano le opere di due grandi artisti italiani: Caravaggio e Mattia Preti. Scopriamo la storia di questo singolare edificio e delle opere che vi sono conservate.

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