Esporre capolavori non basta a giustificare una mostra: Antonello a Milano

Antonello da Messina a Milano: una mostra inutile, imbarazzante e agiografica

Pubblico alla mostra Antonello da Messina a Milano, Palazzo Reale
Pubblico alla mostra Antonello da Messina a Milano, Palazzo Reale

Uno dei primi contributi in cui ci s’imbatte scorrendo il catalogo della mostra Antonello da Messina, in corso al Palazzo Reale di Milano fino al prossimo 2 giugno, è uno scritto di Roberto Alajmo, che com’è risaputo di mestiere fa lo scrittore e il drammaturgo, ma che per l’occasione ha deciso di vestire i panni dell’iconologo per avventurarsi in un’analisi dell’iconografia dell’Ecce Homo nella produzione di Antonello da Messina (Messina, 1430 circa – 1479). Già il fatto di trovare, nel catalogo d’una mostra d’arte del Quattrocento, un testo redatto da chi per professione s’occupa di libri e di teatri e non di quadri antichi, potrebbe portare i più a manifestare qualche primo cenno di disappunto.

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Ancora un libro, interessante, su Francesco

Francesco, identikit mobile tra storia, arte e mito

22 saggi sulla fortuna di San Francesco. Un volume di Carocci rivisita la figura di Francesco da Assisi dai romanzi ai libri per ragazzi, dal cinema ai santini, dalla teologia all’iconografia: lo curano Marina Benedetti e Tomaso Subini

Pedro de Mena y Medrano (1628-1688),  San Francesco, part., 1663, Toledo, Cattedrale
Pedro de Mena y Medrano (1628-1688), San Francesco, part., 1663, Toledo, Cattedrale

“Uomo di grande eloquenza, lieto in volto, di sguardo benigno, immune da indolenza, privo di arroganza. Di statura media tendente al basso, testa media e rotonda, viso allungato e sporgente, fronte piatta e piccola, occhi di media grandezza, neri e semplici, capelli scuri, sopraccigli diritti, naso regolare, sottile e diritto, orecchie accostate ma piccole, tempie piane, lingua pacifica, infuocata e tagliente, voce vigorosa, dolce, chiara e sonora, denti uniti, bianchi e regolari, labbra non grandi e sottili, barba nera e rada, collo sottile, spalle diritte, braccia corte, mani esili, dita lunghe, unghie sporgenti, gambe sottili, piedi piccoli, pelle delicata, poca carne, abito ruvido, sonno brevissimo, mano grandissima». Così è ritratto Francesco di Assisi nella prima Vita di Tommaso da Celano.

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Un’altra recensione positiva sulla mostra fiorentina di Verrocchio

Verrocchio, una prima luminosa

A Firenze, Palazzo Strozzi, “Verrocchio. Il maestro di Leonardo”, a cura di Francesco Caglioti e Andrea De Marchi. Ad Andrea del Verrocchio, incredibilmente, non era mai stata dedicata una mostra. I curatori lo fanno mettendo a frutto il meglio della tradizione degli studi. Attraverso l’armamentario sottile dell’artista viene rianimata tutta una scena. Si riabilita in questa occasione l’antica attribuzione a Leonardo della “Madonna con il Bambino” del Victoria & Albert Museum di Londra

Andrea del Verrocchio,
Andrea del Verrocchio, “Dama dal mazzolino”, Firenze, Musei del Bargello

E’ stato abbastanza confortante leggere, nel «Burlington» di dicembre, la recensione di Christiansen alla mostra della National Gallery di Londra su Mantegna e Bellini. Lo studioso americano dichiarava quel che molti di noi hanno pensato aggirandosi per le sale della Sainsbury Wing: come si può affrontare un tema così alto producendo un catalogo senza schede? e sorvolando su questioni che hanno almeno un secolo e mezzo di seria vicenda critica? Con queste recenti esperienze negli occhi, è quindi rigenerante rifugiarsi a Palazzo Strozzi per vedere Verrocchio Il maestro di Leonardo (fino al 14 luglio, a cura di Francesco Caglioti e Andrea De Marchi, catalogo Marsilio, euro 53,00; dal 29 settembre alla National Gallery di Washington). Qui è stato messo a frutto il lavoro di generazioni di storici dell’arte, rimontato da due studiosi di comprovata esperienza sulla materia. Il risultato è una mostra di impareggiabile chiarezza, davvero luminosa.

 

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L’austero Moroni a New York

Moroni, anomalie nella chiarezza

La mostra di Giovan Battista Moroni a New York, Frick Collection. I curatori (Simone Facchinetti, Arturo Galansino, Aimee Ng) mettono a fuoco deroghe significanti nell’‘œuvre’ sobria e pia del pittore bergamasco del Cinquecento

di Tommaso Mozzati, Alias, 21-4-2019

Alla Frick Collection di New York il
Alla Frick Collection di New York il “Ritratto di Alessandro Vittoria” di Giovan Battista Moroni, del Kunsthistorisches Museum di Vienna, confrontato con un pezzo del II secolo d. C., del Detroit Institute of Arts

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Una mostra curiosa e interessante a Palazzo reale di Milano

Incanto teatrale con animali

A Milano, Palazzo Reale, “Il meraviglioso mondo della natura”, a cura di Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa. Al centro della mostra un ciclo di tele già in casa Verri. Con le «scene» di Margherita Palli, viene dato fondo allo stupore, e al gusto classificatorio, suscitato da metri e metri di arte “animalier” seicentesca. Le tante bestie dipinte le ritroviamo, in versione tassidermizzata, nelle raccolte giunte dal Museo Settala. Ci si divide sulla destinazione dell’opera

di Federico De melis, Alias, 21-4-2019

Una «scena» del ciclo animalistico di Pandolfo Reschi e Livio Mehus, conservato a Milano, Palazzo Sormani. All'interno del testo, la sala d’ingresso de

Una «scena» del ciclo animalistico di Pandolfo Reschi e Livio Mehus, conservato a Milano, Palazzo Sormani. All’interno del testo, la sala d’ingresso de “Il meraviglioso mondo della natura”, pensata da Margherita Palli con riferimento al “Sogno di una notte di mezza estate” di Luca Ronconi, 2010

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Depotenziare le soprintendenze per dissolvere le tutele e divorare arte, storia e paesaggio

La speculazione contro la tutela unitaria del patrimonio culturale del Paese

Sandro Roggio, Emergenza Cultura, 15-4-2019

Non è difficile immaginarlo: la propensione secessionista di regioni ricche crescerà proporzionalmente ai guai prodotti dalla crisi economica, tanto più nel processo decisionale sui beni culturali. La smania di svincolare i procedimenti amministrativi – SbloccaItalia, Sì-trivelle, ForzaTav e via elencando – è il frutto dell’insofferenza di chi tratterebbe come mercanzia tutto ciò che resta della storia della cultura e dei paesaggi del Paese. Un sentimento alimentato da speculatori nemici di chi tutela questa magnifica eredità. Memorabile la posizione di Renzi & C. contro le soprintendenze da rendere  inoffensive, rilanciata nel nuovo corso a guida Lega. L’incertezza è su modi e mezzi, ma l’obiettivo è chiaro e trasversale: l’autonomia  per avere le mani libere. Leggi tutto “Depotenziare le soprintendenze per dissolvere le tutele e divorare arte, storia e paesaggio”

Effetti collaterali del Salone del mobile: la poltrona in piazza del Duomo

La potenza della dea madre banalizzata da una poltrona

Habemus Corpus. Una scultura alta otto metri, dalle abbondanti forme muliebri discinte, trafitta da decine di frecce, è comparsa in piazza Duomo a Milano per annunciare l’inizio del Salone del Mobile

Una scultura alta otto metri, dalle abbondanti forme muliebri discinte, trafitta da decine di frecce, è comparsa in piazza Duomo a Milano per annunciare l’inizio del Salone del Mobile, settimana dedicata al design e la più internazionale della città meneghina. L’oggetto in questione è opera di Gaetano Pesce che ha rivisitato un suo mobile disegnato 50 anni fa, la poltrona UP5_6, che raffigura un ampio grembo materno e, a detta dell’autore, si rifà alle statue votive delle preistoriche dee della fertilità.

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Il rogo dei simboli: Notre Dame

Tra il Medioevo vero e quello visionario di Viollet-le-Duc

La guglia di Notre Dame bucava le nuvole e svettava oltre i tetti, raccordando le diverse epoche di Parigi, cucendo insieme i frames di celebri film, le atmosfere brumose dei dipinti dell’800 (e scapigliate di Matisse), le pagine d’amore e disperazione di Hugo, il Medioevo vero e quello inventato dI Viollet-le-Duc: fu lui a restaurare per vent’anni, inseguendo un sogno romantico, la cattedrale che, dopo la Rivoluzione francese, era stata spogliata di tutto e cadeva in rovina.

 

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La prostituzione del Louvre

Tomaso Montanari, Una notte con Monna Lisa: Louvre “si vende” ad Airbnb

Concorso del museo parigino – Per il vincitore, dopo la chiusura serale, aperitivo e cena nelle sale e notte all’interno della “Pyramide”

“Una notte con Monna Lisa: Airbnb e il Museo del Louvre rivelano un’esperienza inedita del museo. Per festeggiare i 30 anni della Pyramide, il Louvre si associa a Airbnb per offrire un accesso esclusivo al museo e ai suoi capolavori”.
Il sito ufficiale del Louvre ha indetto il concorso, aperto dal 3 al 12 aprile: si trattava di scrivere, in poche righe, perché il candidato si riteneva l’invitato ideale di Monna Lisa.

 

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Grandi scultori italiani a confronto: ne avevamo parlato un paio di anni fa

Manzù e Fontana, due spirituali nella materia

Manzù-Fontana, un dialogo in mostra a Roma, Castel Sant’Angelo, e ad Ardea. I due artisti che meglio hanno interpretato il dramma del «sacro», e della scultura, nel Novecento: liberi da vincoli e precetti

Lucio Fontana, «Frate che scrive» (part.), 1952 (fusione 1971-’72), Milano, Veneranda Fabbrica del Duomo
Lucio Fontana, «Frate che scrive» (part.), 1952 (fusione 1971-’72), Milano, Veneranda Fabbrica del Duomo

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